a cura di Assuntina Morresi

intervista a Eugenia Roccella: relazione sulla legge 40

luglio 9th, 2010 Posted in Uncategorized

Avvenire 7.7.2010

Roccella «Una norma che bilancia i diritti»

DA ROMA PIER LUIGI FORNARI

« Una legge che funziona». Eugenia Roccella, sottosegretario alla Salute, commenta così la serie di dati, tutti positivi, della relazione sull’applicazione delle norme in merito alla procreazione medicalmente assistita (Pma) approvate nel 2004. «Dunque è smentita tutta la campagna di stampa secondo cui la legge non avrebbe mai funzionato – argomenta il sottosegretario –. Sulla base dei dati del 2008, quando cioè non era ancora entrata in vigore la sentenza della Consulta che ha eliminato il limite di tre embrioni, risulta che cresce il numero delle coppie che accedono alla Pma, dei cicli (più 10% rispetto al 2007), delle gravidanze (11,2%), dei bambini nati (più 13,4%), superando la soglia di 10mila. Certo, mi preme ribadirlo, non è una legge ‘cattolica’, ma un compromesso laico, un bilanciamento sapiente di vari interessi in gioco, dal diritto alla vita ed alla famiglia del nascituro alla salute della madre. Ma con altrettanta prudenza con la quale è stata elaborata, questa legge va applicata e valutata».

Una considerazione prettamente etica?

Considero il fatto che comunque nelle pratiche di pma c’è sempre una distruzione di embrioni: in media 9 ogni bambino nato. Quindi non si può misurare la civiltà di un Paese dalla diffusione di questi trattamenti. Comunque non ci sono ragioni per il cosiddetto ‘turismo procreativo’. Del resto dai dati di una recente indagine dell’Eshre, realizzata su un piccolo campione, risulta che quasi la metà delle coppie sono male informate, perché vanno all’estero per trattamenti che potrebbero ricevere in Italia. Dati che dimostrano quanta poca conoscenza c’è dell’efficacia della legge.

Proprio qualche giorno fa l’Eshre ha celebrato i 20 anni della diagnosi preimpianto, che è vie­tata dalla legge 40.

Allora facciamo qualche bilancio. Si dice per esempio che possa evitare succesivi aborti, ma in Gran Bretagna, dove quella diagnosi è largamente consentita, l’autorithy competente sugli embrioni, a giugno, ha documentato che nel 2006 su 11.600 donne rimaste incinte attraverso la pma, 90 hanno abortito, e l’anno successivo 97 su 12.645. In Italia nel 2008 gli aborti sono stati 76 su 8.173, nell’anno precedente 77 su 7.181. Come si vede le percentuali sono molto simili a quelle inglesi. Del resto sull’attendibilità di quella diagnosi si nutrono ancora enormi dubbi.

Del tipo?

Ad esempio a causa del fenomeno mosaicismo delle cellule può darsi che quella estratta non abbia tutto il patrimonio genetico dell’embrione, con rischio anche di distruggerne uno sano. Poi ci sono altri numerosi fattori di errore.

Si giustifica spesso quella diagnosi con la guarigione di un bambino attraverso un fratellino nato dalla pma..

Un procedura che ha l’effetto dominante di distruggere una enormità di embrioni. Dai dati di due grandi centri europei risulta che 10 trapianti sono il risultato di 4.175 ovociti raccolti (da 139 coppie), di cui sono stati fecondati 2.725. Di questi embrioni solo 250 sono stati impiantati, con la nascita di 51 bambini. Quindi un’efficacia scarsissima: per realizzare dieci di questi interventi sono stati distrutti circa tremila embrioni.

Che dire della tarda età a cui le donne italiane arrivano alla p­ma?

La media europea nel 2005 era dei 33,8 anni, in Italia nel 2008 è di 36,1. Nel nostro Paese un ciclo su 4 è effettuato da una donna con più di 40 anni, con un aumento ulteriore rispetto al 2007. Quindi un scostamento significativo rispetto alla media europea che incide negativamente sulla efficacia dei trattamenti, in forte calo con l’aumentare dell’età: sotto i 29 anni è del 36%, tra i 40-42 è intorno al 14%. Sopra i 45 è dell’1-2%. Se nonostante ciò, le medie finali sono positive, vuol dire che la legge non ostacola affatto l’efficacia dei trattamenti.

Altri dati da registrare?

La percentuale delle complicanze per iperstimolazione ovarica, già molto più bassa delle media europea, è ancora diminuita (0,45% dei cicli).

  1. 5 Responses to “intervista a Eugenia Roccella: relazione sulla legge 40”

  2. By Michele on lug 10, 2010

    Urca, c’è un post con i commenti non disabilitati: forse la Morresi si è dimenticata di imbavagliarlo, complice il solleone, la stanchezza e la esposizione eccessiva alle telenovele?

    Ne approfitto: c’è qualche anima buona che mi spiega che senso ha un blog dove è vietato intervenire? Perchè, cioè, la Morresi ha disabilitato i commenti imbavagliando chi frequenta questo blog?

    Inoltre: perchè nell’ultimo post lasciato libero (“hanno fatto un puzzle e lo chiamano nuova vita” – maggio 22nd, 2010) sono stati cancellati tutti i commenti critici tranne i sette interventi di Attilio Negrini, notorio laudator affetto da coprolalia?

    Insomma: qualcuno mi spiega perche la Morresi si comporta come se fosse stata colpita da una forma particolarmente virulenta di flame da moderatore?

    Ovviamente, il silenzio della Morresi e di chi collabora con questa politica inquisitoria è di una gravità inaudita, roba da stalinisti: non spiegare una scelta censoria come la sua è, uso appositamente un eufemismo, una vigliaccata disgustosa.

    Michele

  3. By Mario on lug 12, 2010

    Per la centesima volta ti ripeto : la ragione è che al mondo esisti tu. Estirpare te è cosa più preziosa che dare la voce a tutto il mondo. Tutto il mondo è qualcosa di normale e 6 miliardi di cose normali fanno una somma normale. Tu da solo sei una cosa diabolica, cioè soprannaturale. Togliere te significa vincere in un’altra dimensione perfino superiore alla nostra. E toglierti significa (a scanso di equivoci) lasciare che ti parli addosso da solo. Un giorno, fra alcuni anni, ti stufi e sparisci, allora tutto il mondo può riprendere la parola ed il sano dibattito senza essere asfissiato. Cordialità. Mario

  4. By Attilio Negrini on lug 12, 2010

    “Non dico che il Negrini non possa riconoscersi in questo ritratto”… Io invece dico che tu hai qualche problemino. E lo sai ovviamente! Meglio la coprolalia della coprofagia, chi non allena il palato alla verità poi non c’è da meravigliarsi se non distingue più la nutella dalla … (…se sono affetto dalla suddetta malattia potrei anche scriverlo. 5 lettere, è la figura che fai su questo blog…)

  5. By Attilio Negrini on lug 14, 2010

    Hai ragione Mario, mi diverto, e comunque Assuntina dovresti esser “fiera” delle attenzioni dell’esimio Prof. Lucianer visto che per lui in un paese esiste libertà e democrazia solo se si permette al popolo di commentare i post su stranocristiano.it. Lucianer, un consiglio, fatti un blog, ti do il titolo: stranolaicista.it. Dio, tanto strano no perchè dite tutti le medesime cose e recitate le stesse stantie litanie, però tu almeno cerchi di abbeverarti su siti che volano alto come questo, quindi la speranza che prima o poi tu rinsavisca c’è. Crea sto blog così Mario ed io verremo a trovarti tutti i giorni e a rimboccare le coperte dei tuoi pensieri per farti dormire bene. Auspicando che la notte porti consiglio!

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  2. lug 9, 2010: Stranocristiano.it » Blog Archive » i veri bavagli della stampa

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