a cura di Assuntina Morresi

tre domande per le elezioni regionali

febbraio 15th, 2010 Posted in Uncategorized

L’Associazione Scienza & Vita di Perugia ha posto tre domande a tutti i futuri candidati alle prossime elezioni regionali.

Ve le propongo di seguito: sarebbe interessante sapere le risposte non solo dall’Umbria, ma anche dal Piemonte, ad esempio, dalle Marche, dalla Liguria, per non parlare del Lazio..e comunque da tutte le regioni in cui alla fine di marzo si rinnoveranno le amministrazioni.

I prossimi 28 e 29 marzo in Umbria si terranno le elezioni regionali.

E’  un appuntamento importante e significativo: le politiche locali, in special modo quelle regionali, sono destinate ad avere un peso sempre crescente nella vita di tutti noi, soprattutto se si considera l’evoluzione in senso federalista del governo del nostro paese. E d’altra parte, anche nell’affrontare le problematiche presentate dallo specifico territorio regionale, le amministrazioni locali seguono necessariamente indirizzi politici e culturali ben precisi.

Fra i possibili, diversi criteri con cui giudicare i programmi dei candidati al governo dell’Umbria, riteniamo innanzitutto necessario chiarirne il riferimento antropologico, e cioè a quale idea di persona, di famiglia e di società ci si riferisce nella progettualità politica.

Proponiamo quindi tre domande a tutti i futuri candidati, di tutti gli schieramenti e partiti politici, invitando a rispondere e a confrontarsi pubblicamente nel merito.

1.     La famiglia è considerata da tutti l’elemento fondante della società, e tutti gli schieramenti chiedono che, soprattutto in tempo di crisi come quello che stiamo attraversando, venga adeguatamente sostenuta dalle istituzioni. Non possiamo che essere d’accordo. Ma di quale famiglia stiamo parlando? Quale tipo di famiglia si vuole sostenere? Quella dell’art.29 della Costituzione “come società naturale fondata sul matrimonio”  tra un uomo e una donna o altri tipi?

2.     Anche la legge 194, che pure ha reso legale l’aborto nel nostro paese, non lo considera un diritto, ricorda che “non è mezzo per il controllo delle nascite”, e lo ritiene un evento fortemente negativo, da prevenire e tenere sotto stretto controllo da parte delle istituzioni. Quali programmi per la prevenzione dell’aborto e a sostegno della maternità difficile intendono proporre i candidati alle elezioni regionali?

Nel nostro paese sta per arrivare la Ru486, la pillola abortiva. E’ un metodo che, non cambiando la sostanza dell’aborto, che resta la soppressione di una vita nascente, può però banalizzarlo, perché rischia di introdurre surrettiziamente l’aborto a domicilio, in violazione, tra l’altro, della stessa 194.  I candidati all’amministrazione regionale vorranno evitare il rischio di un aborto fai-da-te a domicilio, almeno prevedendo un regime di ricovero ordinario in ospedale?

3.     E’ in discussione in parlamento una legge sulle Dichiarazioni Anticipate di Trattamento (il cosiddetto “testamento biologico”). Alcune amministrazioni locali stanno promuovendo registri comunali del testamento biologico, senza attendere l’esito del voto parlamentare. I candidati alle elezioni regionali intendono incoraggiare questi percorsi locali oppure aspetteranno la normativa nazionale? 

  1. 3 Responses to “tre domande per le elezioni regionali”

  2. By Andrea on feb 15, 2010

    Brava Assuntina. <Tre fondamentali quesiti che attendono altrettante semplici conferme nel rispetto della legge costituzionale e senza i soliti “si, però, ne i “ma”.
    Alle leggi della Natura ed dell’ordine morale ci si deve attenere .
    Se si vuole una Società onesta e virtuosa si devono avere e pretendere leggi di pari entità.
    Non è il progreso che permette di mistificare la finalità e lo scopo della vita, il quale deve tendere ad una miglior qualità della stessa, senza aggravarla di “delittuose” vie che ne rendono i protagonisti moralmente schiavi.
    Fa comodo dire che chi vive uno stato “vegetativo” NON è in vita .La recente smentità a questo fatto NON rende giustizia a Chi ha deciso, immerso nell’errore o per finalità particolari, di disporre di cosa che non ne aveva ne ha la proprietà diretta della stessa.
    Ebbe si, dobbiamo scegliere coloro che amano la vita, che vivono per la vita che gioiscono con e per essa.
    Ai saltimbacchi con il sorriso in viso e la morte nel cuore non servono ne a loro e sopratutto a noi.
    Grazie Assuntina di averci indirizzato ad esprime un realtà vecchia e nuova, per un futuro degno di essere vissuto, ad evitare che dalle nostre mani possa scendere rivoli di sangue in ossequio alle eventuale leggi di “retrograde progresso”

  3. By Marco on feb 15, 2010

    Proviamo, almeno all’inizio del dibattito, ad evitare le solite turbative, scavalcandole.

  4. By Marco on feb 15, 2010

    A proposito delle domande da porre ai candidati alle regionali: è di ieri la notizia che l’onorevole Binetti ha mollato il PD e ha fatto il bel salto all’UDC. Fu nientemeno che Presidente del comitato che sosteneva il NO al Referendum del 2004 e si candidò poi con le sinistre. Dopo diversi anni dice di aver capito che in quel luogo non c’è posto per i cattolici. Occorre capire bene che la confusione l’abbiamo in casa (ed è ben coltivata) e che quella che c’è fuori è in buona parte anche il riflesso della nostra di confusione. Io continuo a ritenere che se il tradimento (come pure il ravvedimento) è sempre possibile, è l’appartenenza all’esperienza viva della Chiesa, in particolare, oggi, ad alcuni movimenti ecclesiali (come negli anni 40 lo era l’appartenenza alla FUCI) la migliore garanzia di un solido procedere dell’uomo di fronte alle sfide della realtà, che faccia il politico o un altro mestiere. Le domande qui poste aiutano e provocano, ma la fiducia deriva da una esperienza presente.

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