quel muro caduto vent’anni fa….
novembre 8th, 2009 Posted in UncategorizedAvvenire 7.11.2009
Il Muro non esiste più» E Berlino diventò una sola
DAL NOSTRO INVIATO A BERLINO
LUIGI GENINAZZI
Se non fosse per i pannelli che ricordano uno dei primi tragici tentativi di fuga dalla Germania comunista, farei fatica a ritrovare l’ex passaggio di confine ad Invalidenstrasse, a poche centinaia di metri dal Reichstag che oggi ospita il parlamento tedesco sotto una grande cupola di cristallo. Fu qui che in mezzo ad una folla festante varcò il Muro, sulle spalle del padre. Rivedo ancora gli occhioni azzurri di quel bimbo. Oltrepassato il posto di guardia alzò lo sguardo verso il cielo come se all’Ovest avesse un colore diverso da quello plumbeo e grigio dell’Est. Una scena degna di un film di Fassbinder, un’immagine che più di ogni altra mi si è fissata nella memoria il giorno che crollò la Bastiglia rossa e ne uscirono i prigionieri di un regime dispotico e assurdo. Era il 1989, l’anno in cui il vento della libertà soffiava impetuoso. Ma nessuno s’immaginava che avrebbe buttato giù il muro della vergogna.
Ore venti di giovedì 9 novembre.
Squilla il telefono, dall’altra parte del filo Giuliano Ragno, il nostro compianto vice-direttore che all’epoca era responsabile degli esteri. «Hanno appena annunciato che la Ddr apre le frontiere – grida con voce concitata –. È come se fosse caduto il Muro!». I dispacci d’agenzia non erano molto chiari, parlavano di nuove disposizioni in materia di viaggi all’estero e di liberalizzazione dei visti d’uscita per i cittadini della Germania comunista. Ma Giuliano era uno che la notizia l’afferrava al volo: «Il Muro non c’è più, corri subito a Berlino!». Il mattino dopo ero lì, taccuino in mano e cuore gonfio d’emozione. I mattoni e le lastre di cemento non erano spariti, così come il filo spinato, i cavalli di Frisia e le mine anti-uomo che da ventotto anni costituivano l’oscena barriera di separazione tra le due Germanie. Ma nel volgere di una notte erano diventati lugubri residui del passato, una sorta d’illusione ottica, inutile fondale per un teatro dell’orrore che non si recita più. Va in scena un altro spettacolo, incredibile e pazzesco, «Wahnsinn», come dicono i tedeschi.
Mi ritrovo circondato da una marea umana impressionante che si riversa oltre il Muro e inonda Berlino Ovest.
Già nelle settimane precedenti 200mila tedeschi orientali erano fuggiti in Occidente attraverso l’Ungheria, un Paese formalmente socialista che aveva deciso d’aprire le sue frontiere con l’Austria. Contro il rigido comunismo prussiano si poteva solo «votare coi piedi», cioè scappare. Il 18 ottobre Erich Honecker, già capomastro del Muro e quindi dittatore incontrastato della Ddr, aveva dato le dimissioni. Gli era succeduto lo sfortunato Egon Krenz che affrontava col suo sorriso equino l’onda montante della protesta, mentre la grande fuga non accennava a diminuire. E nel tentativo di frenare il malcontento popolare il regime si decide a varare disposizioni meno restrittive per i viaggi all’estero. La sera del 9 novembre, dopo che si è diffusa la notizia della nuove modalità d’espatrio «senza motivi particolari», molti cittadini della Ddr si recano ai pochi punti di valico sotto gli sguardi increduli e stupefatti dei Vopos, le terribili guardie di frontiera educate allo Schiessbefehl, l’ordine di sparare a vista su chiunque tenti di saltare il Muro. Adesso però non sanno come comportarsi, chiedono istruzioni ma ricevono solo ordini confusi e contraddittori. Cresce il nervosismo e così c’è chi decide d’alzare la sbarra permettendo alla gente di passare. Gli storici stanno ancora litigando su quale fu il primo posto di controllo dove venne aperta la frontiera più blindata d’Europa. Alla Bornholmer Strasse, poco prima di mezzanotte, si è sempre pensato (e sarà qui infatti che avranno luogo le celebrazioni del ventennale). No, il Muro cadde già alle otto e mezzo, alla Waltersdorfer Chaussée, all’estrema periferia sudorientale della città, sostengono altri.
Il dibattito conferma che l’evento più importante della storia del dopoguerra avvenne in modo del tutto imprevisto e casuale. Dalle finestre della sua residenza in Unter den Linden, il viale centrale di Berlino est, l’ambasciatore sovietico assiste, impotente e frastornato, al passaggio di migliaia di persone che si dirigono verso la Porta di Brandeburgo. Negli stessi minuti a Bonn, nell’ufficio della Cancelleria, il consigliere Eduard Ackermann chiama al telefono Helmut Kohl che si trova a Varsavia per una visita di Stato.
«Continuava a chiedermi se fosse proprio vero quello che gli riferivo», ricorda Ackermann. C’è davvero di che stropicciarsi gli occhi davanti a quello che sta accadendo. Venerdì 10 novembre Berlino si risveglia sotto un tiepido sole autunnale scoprendosi pacificamente invasa da una folla ubriaca di felicità.
Famiglie intere, giovani a coppie o in gruppo, scolaresche al completo, in autobus, in macchina o in bicicletta, qualcuno perfino a piedi, tutti vogliono assaggiare il frutto finora proibito della libertà. C’è chi piange per la commozione e chi alza le dita in segno di vittoria mentre oltrepassa il Muro, finalmente visto da vicino e dalla parte migliore. Ai valichi vengono salutati con applausi scroscianti dai berlinesi occidentali che in segno di benvenuto offrono fiori alle donne e boccali di birra schiumante agli uomini. La fredda e opulenta Berlino sprizza di gioia sincera mentre abbraccia calorosamente i cugini poveri dell’Est. Impossibile muoversi in città bloccata da ingorghi paurosi, con le rumorose e puzzolenti Trabant (l’auto col motore a due tempi simbolo della Ddr) che s’infilano tra Mercedes e Bmw.«È il caos più meraviglioso che avremmo potuto sognare – titola la Bild Zeitung –. Ringraziamo Dio».
Sulla Ku-damm, la via elegante del centro, ho visto una Trabant tamponare una grossa Mercedes. Ne scende un signore distinto e cosa fa?
Abbraccia il malcapitato che gli è andato addosso: «Non è niente», dice ridendo. Si sentono un po’ come dei marziani i cittadini dell’Est, approdati su un altro pianeta. «Ma qui è tutto colorato!» mi dice un ragazzo con gli occhi spiritati. Molti si fermano col naso schiacciato contro le vetrine, tutti fanno la fila davanti alle banche dove ricevono cento marchi a testa, la somma di benvenuto che la Bundesrepublik regala ai tedeschi della Ddr.
C’è chi si precipita alla KaDeWe, mitico centro commerciale d’inizio Novecento, per comprarsi l’agognato paio di jeans. E c’è chi entra alla Gedachtniskirche, la chiesa ricostruita sulle rovine della seconda guerra mondiale, per ammirare le vetrate e dire una preghiera. Ma il culmine della festa è alla Porta di Brandeburgo, lungo il Muro preso d’assalto da migliaia di persone. Con picconi, scalpelli, persino a mani nude, cercano di portarsi via un souvenir di quello che ormai è un innocuo monumento alla guerra fredda. Balli, canti, brindisi e abbracci. È ormai notte fonda, vorrei andare a riposare ma ci rinuncio: l’hotel è lontano, il traffico è in tilt, le stazioni del metrò sono più affollate di uno stadio e di taxi neanche l’ombra. La festa durerà fino a domenica, un magico week end che non potrò mai dimenticare. Per tre giorni e tre notti Berlino, «callo sul piede americano da pestare a piacere», secondo la sprezzante definizione di Krusciov, è diventata l’ombelico di un mondo nuovo. Dopo le prime titubanze Kohl marcia deciso verso la riunificazione delle due Germanie. La Storia si è messa a correre e nessuno riuscirà più a fermarla.



21 Responses to “quel muro caduto vent’anni fa….”
By Ceccus on nov 9, 2009
Grazie, Assuntina. Sono commosso. Io ho visto il Muro e ne ho raccolto un pezzo. Ho visto la DDR e sono stato uno degli ultimi a passare dal Check Point Charlie. Ero lì il 1 Gennaio 1990 a fare festa con gli amici del Meeting e con il nostro Don Giancarlo. Il Signore compie sempre le sue promesse.
By Guido on nov 9, 2009
Il Signore ti aveva promesso un pezzo di muro?
By Enrico Bonaiti on nov 9, 2009
da quanto ho sentito, pare che molti giornali italiani si concentrino volentieri sul muro che non c’è più paragonandolo alla politica italica odierna ed ad altri muri più lontani. Che il muro di Berlino non sia mai esistito??? La nostra Bella Italia non finisce mai di stupirci. Il ricordo del 1989 mi accompagna sempre ed ha cambiato anche la mia vita. Non ero, quel novembre, a Berlino, nella DDR neppure mi volevano, rifiutando il visto. Vidi molto da Praga, già nell’agosto 1989 ed, in dicembre, dalle lettere di tanti amici “di là” che finalmente potevano scrivere la verità. Non dimenticherò mai, una lezione di vita. Enrico
By Michele on nov 9, 2009
@ Guido
Grazie, grazie davvero: mia moglie e io abbiamo riso mezz’ora, dopo che io avevo riso per conto mio un’oretta comoda.
Ceccus 0 – Guido 4, e fine della partita.
Non c’è stata storia.
Ciao, vedo che la tua forma rimane smagliante…
Michele
By Marco on nov 9, 2009
E’ difficile trovare due documentazioni due, una dietro l’altra, del proverbio
“il riso abbonda sulla bocca degli stolti”.
Riescono a ridere sarcasticamente pure sulla fine di una tragedia
i compagnucci imbufaliti. Ah già ! Ma volevano ridere del Signore che regala un pezzo di muro… Che acume grammaticale, che spessore umano !! Ma quando constatate che state scomparendo sapete chiedervi con serietà perchè o preferite affondare sull’attenti sulla tolda della vostra nave ?
By desiderio on nov 9, 2009
Marco, ma cosa vuoi pretendere da Guido e Michele e la moglie di Michele, cioè persone che hanno appoggiato un regime che in un tempo inferiore alla vita di una persona anziana (1917-1989) è stato capace di fare 182 milioni di morti nel mondo (Hitler ne fece 6), nonché portare fame e disperazione ovunque e in buona parte del mondo la musica non è ancora finita?
Chissà con quanta rabbia hanno letto quell’articolo, e la loro consolazione è Giorgio Napolitano che parla oggi di libertà dopo il muro in seguito agli aneliti (o altra parola non ricordo) emersi dopo la lotta al nazismo e al fascismo.
Ma sono scemo io oppure dopo aver vinto il nazismo ed il fascismo nell’europa dell’Est c’era il comunismo, tipo quello ungherese e dei gulag puliscietnie cui il giovane deputato Napolitano faceva il tifo ? E sto muro abbattuto 20 anni fa era contro nazismo e fascismo impostosi (??????) dopo la guerra o era contro il comunismo da mummie che si salutano baciandosi Trans-quillamente sulla bocca fra uomini ?
Ma Berlino è O NON E’ l’unico muro della storia eretto NON per proteggere gli interni da invasioni esterne come tutti i muri politici del mondo, bensì ad impedire che gli interni mettano il naso fuori ?
E con questo schifo negli armadi Michele (e signora) e Guido come due bambini giocano a fare il dottore (la persona dotta) tirando per i capelli addirittura Gesù Cristo che promette e regala pezzi di muro ?
E poi volete che io non mi incavolo ? Ma andate a prendere in giro Rosy Bindi e Don Gallo e don Farinella se proprio volete rastrellare qualcosa di brutto nella Chiesa !!!
Ciao Desiderio
By Michele on nov 10, 2009
@ Marco
Vogliamo giocare ai proverbi (e assimilati)?
Vinco io:
1. Gente allegra il ciel l’aiuta.
2. Il riso fa buon sangue.
3. Castigat ridendo mores.
Quindi, 3 a 1 per me: si vince a mani basse, qui, non c’è partita.
Due sole osservazioni, Marco.
Si ride proprio del “Signore”, bravo, hai capito bene: si ride di quella caricatura e di quel fantasma che voi chiamate Dio e Signore, ma che io considero men che nulla. Vi siete appropriati di un nome impronunciabile (e gli ebrei, infatti, non lo pronunciano) e lo avete riempito di attributi umani (troppo umani), come la bontà, il perdono, la giustizia, la pace, la misericordia e mille infiniti altri.
Dio, se c’è, è al di là di queste misere parole e di questo ancora più miserabile antropomorfismo, che rende Dio uguale a voi, con le vostre stesse sensazioni.
Io, da quello che ho capito, penso che sia l’uomo, a essere uguale a Dio: ma siccome di Dio non si può parlare (leggetevi San Tommaso, testoni: Quia de Deo scire non possumus quid sit, sed quid non sit, non possumus considerare de Deo quomodo sit, sed quomodo non sit.).
E allora certo che ridiamo: ma ridiamo di voi, ogni tanto (il più delle volte cerchiamo di parlare con voi seriamente e criticamente, da pari a pari), perché non si può sempre star qui accigliati e seri, senza che poi da voi arrivi una risposta congrua e coerente.
E allora, una volta o due, lasciaci ridere, mica abbiamo bestemmiato o abbiamo offeso la vostra mamma (le vostre mamme, cioè).
Ridiamo di voi, non della tragedia del comunismo: ridiamo di come siete convinti che Dio mantenga le promesse (a chi le ha fatte? Quando le ha fatte), ridiamo del vostro modo di costruirvi un Dio a vostra immagine e somiglianza, ridiamo di Desiderio che fa i conti della serva (Hitler 6 milioni di morti, Stalin 182 milioni, e il Mostro di Milwaukee 17 morti – 17-17, non milioni).
Ridiamo perché Ceccus si è portato a casa il pezzo di muro che il Signore gli aveva promesso, ma rideremmo ancora di più se si fosse preso quel pezzo di muro sulla capoccia: l’avrebbe ringraziato ancora, della promessa di un pezzo di muro?
Insomma, non rispondete alle domande, vi offendete se ridiamo: che si fa? Ce ne andiamo fuori dai maroni e vi lasciamo qui a farvi i pom*ini a vicenda?
Non è bello, Marco: come farai a crescere, se non incontri qualcuno che semina il dubbio nelle tue certezze? Poi, magari, le tue certezze prevalgono: ma finché parli con Desiderio e con Morresi (che saluto cordialmente e che ringrazio davvero della squisita ospitalità), finché parli solo con Desiderio, beh, è come guardarsi allo specchio, è un onanismo intellettuale.
Parlare con Desiderio non serve, alla tua fede: la devi temprare nel fuoco, non confrontare con la fanghiglia.
Ciao, e ricorda:
1. Desiderio non ti serve e ti fa male.
2. E’ il confronto, che rafforza la fede (almeno, la sua parte umana e razionale-ragionevole: la parte, preponderantissima, emotiva, beh, è come essere innamorati: vallo a spiegare, vallo a imporre, vallo a impedirlo…).
3. Se non ci rispondete a tono e coerentemente, possiamo ridere, ogni tanto?
Grazie, ciao.
Michele
By Guido on nov 10, 2009
Ha detto tutto Michele, che ringrazio per la chiarezza.
Io sarò breve, chiedo tre cose telegrafiche.
Primo, dove ha visto Desiderio (ancora un volta!) un attacco alla Chiesa.
Secondo, dove, stando a questo post ma anche tutti gli altri miei interventi su questo blog, si può affermare che io abbia mai appoggiato lo stalinismo (sic!).
Terzo, cosa vi rende così capaci di discernere la volontà di Dio? Se non si muove foglia che Dio non voglia, allora forse voleva anche che il muro fosse eretto, no? Forse i 182 milioni di morti sono pure volontà di Dio. oppure Dio vuole qualcuno morto e qualcuno vivo? Fatemi sapere come si regola, voi che avete la linea diretta.
By Michele on nov 10, 2009
Piccola proposta, a proposito di difensori del crocifisso.
Potreste fare socio onorario a vita Carlo Giovanardi, per le belle parole pronunciate in morte di Stefano Cucchi?
Ora, voi non sapete chi sia Stefano Cucchi: non trattandosi di feto nell’utero materno o di malato terminale in fase agonica, possibilmente ben provvisto di dolori lancinanti e ovviamente non sedato, ché il dolore porta in paradiso, chi sia Stefano Cucchi non lo potete sapere.
In ogni caso, Carlo Giovanardi ha detto che Stefano Cucchi
“Era in carcere perché era uno spacciatore abituale ed è morto perché anoressico, drogato e sieropositivo.”
Mi sembra un sublime esempio di carità cristiana, che penso i frequentatori di normalcattolico apprezzino particolarmente: così come difende a spada tratta il crocifisso, così Giovanardi crocifigge un giovane massacrato di botte in galera dagli sbirri.
Quindi, che sia elevato agli altari almeno qui, dove Giovanardi si troverebbe bene e si sentirebbe a casa sua.
Michele
By desiderio on nov 10, 2009
Caro Guido, il tuo attacco (STAVOLTA beffardo e non come usualmente da macellaio) contro la Chiesa era nelle parole “………Il Signore ti aveva promesso un pezzo di muro?” E poi nella replica del tuo compagno di merende “……….Grazie, grazie davvero: mia moglie e io abbiamo riso mezz’ora, dopo che io avevo riso per conto mio un’oretta comoda.”.
Circa la domanda “Cosa vi rende così capaci di discernere la volontà di Dio? Se non si muove foglia che Dio non voglia, allora forse voleva anche che il muro fosse eretto, no? Forse i 182 milioni di morti sono pure volontà di Dio. oppure Dio vuole qualcuno morto e qualcuno vivo?” la risposta è la seguente.
La volontà di Dio sta in tutto quello che ha detto Gesù Cristo, Figlio di Dio, venuto sulla terra per portare una sapienza infinita e vincere per sempre la morte annientandone le cause previe.
Le foglie si muovono perchè effettivamente così vuole Dio.
Uccidere 182 milioni di persone non è accaduto ad opera delle Feuilles francesi di Jiuliette Greco o delle foglie di qualunque altro paese, ma per volontà DEGLI UOMINI i quali possono fare O NON FARE la volontà di Dio. E Dio pur non approvando, pur soffrendone, NON LO IMPEDISCE (amare vuol dire – anche – lasciare libero) ma si limita a mettere le pezze di balsamo sanante verso le vittime e verso gli aguzzini e carnefici per salvare gli uni e gli altri poiché Dio è talmente scemo che ama gli uni e gli altri, e Dio non vuole nessuno morto ma tutti vivi e per questo ha inventato la vita eterna.
All’uopo vatti a leggere il http://www.parrocchiaspiritosanto.org/index.php?itemid=222#more del mio amico Mario che con l’occasione saluto.
Ciao Desiderio
By desiderio on nov 10, 2009
Caro Michele
La Chiesa è fatta da coloro che seguono Gesù Cristo. Le parole di Giovanardi se contengono il falso o se dicono il vero ma sono contrarie alla carità portata sulla terra (dapprima sconosciuta completamente) da Gesù Cristo, allora Giovanardi battezzato e (per ipotesi) sempre cristiano doc da quel momento non è più alla sequela di Gesù Cristo, nessuno lo scomunicherà, ma con i suoi piedi si è messo fuori della Chiesa, fermo restando che facendo ammenda dei propri errori può rientrare.
Io stesso grande peccatore di lungo corso, spesso mi sono autosospeso dalla Chiesa ma dal momento che ho riconosciuto i miei errori ipso facto vi sono rientrato e se un minuto dopo morivo andavo in Paradiso con tutte le scarpe. Il fatto che una settimana dopo (non prima, poiché impossibilitato) mi andavo a confessare, era un fatto (diciamo) giuridico e di Grazia che mi permetteva di riaccostarmi alla Comunione ma in tutta la settimana precedente avevo pieno titolo di dichiararmi “nella Chiesa”.
Se dopo Giovanardi vuoi qualche altro esempio di uomo cristiano, ti consiglio di rovesciare l’elenco che hai in mente (cioè tuttora visibile solo dalla parte della feccia – presente in ogni aggregato umano inclusi gli aggregati cui tu appartieni, iscritti al PD, iscritti all’ordine dei medici, iscritti al circolo di bocce di Tenna in provincia di Trento, iscritti ai raccoglitori di funghi nella val di Non, iscritti alla protezione dei Panda in estinzione, iscritti agli atei militanti, etc etc ).
Quando avrai rovesciato l’elenco troverai i santi cioè non solo i migliori cristiani, ma i migliori uomini che siano mai esistiti in questo pianeta.
Torniamo ai tuoi data base umani. Se nella feccia cristiana trovi Giovanardi, che debbo dire delle feccie degli altri tuoi elenchi di aggregati umani ? E se partiamo dall’altra parte, quale è l’uomo migliore del PD o degli atei o dei panda da salvare che possa reggere il confronto CON IL PIU’ SCASSATO DEI SANTI CRISTIANI ?
Ciao Desiderio
By Guido on nov 10, 2009
Desiderio,
poverino, anche tu non riesci a seguire il filo dei tuoi stessi ragionamenti.
Credi di aver dato una risposta o hai menato il can per l’aia? Quanta cristiana pazienza che mi tocca avere con te!
Innanzitutto ti prego di segnalarmi i miei interventi “da macellaio”, sarò ben lieto di fare ammenda. Quanto alla volontà di Dio, inutile che ti arrampichi sui vetri: non c’è alcun modo di trovare nella parola di Gesù alcun accenno al Muro di Berlino! Quindi è questione di interpretare e di fare ardimentosi collegamenti, che diffcilmente reggono all’analisi logica. Tu dici: “Il Signore compie sempre le sue promesse” in riferimento al crollo del muro. Ecco, sarei curioso di capire meglio di cosa stai parlando.
Immagino che sia inutile ricordarti che Dio (leggi la Genesi) ha inventato anche la morte, oltre al fatto che tu interpreterai anche questa banale osservazioncina come, lasciami indovinare… un attacco alla Chiesa?
By Guido on nov 10, 2009
Mi permetto una chiosa all’intervento di Michele. Non si tratta di dire, dopo le ignobili dichiarazioni di Giovanardi, “ecco come sono i cristiani”, ma semplicemente “ecco come sono i politici che pontificano di valori cristiani”. La differenza è meno sottile di quel che sembra, e ci permette di evitare la solita, noiosissima, non pertinente “difesa della Chiesa” da parte di mario/desiderio.
By Guido on nov 10, 2009
Per l’ennesima volta: non ho attaccatto assolutamente la Chiesa. Riassumendo: ho scherzato sull’idea che si possa intravvedere la volontà di Dio nei fatti della storia. Certo, penso che è normale che chi ha fede creda in una divina provvidenza, i cui piani sono sempre buoni. Buoni, ma imperscrutabili. Se c’è una qualità del cattolicesimo è il realismo al limite della furbizia con cui ha interpretato le sacre scritture: tu invece sembri quasi un protestante americano nel pretendere di leggere il recente passato in base alla Bibbia. Sei molto prolisso, ma il succo è che “ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili” (Lc 1,52) potrebbe essere benissimo l’epitaffio della Rivoluzione russa! Ecco, ti ho risposto: è del tutto ovvio che Maria Santissima aveva predetto e benedetto la rivoluzione bolscevica.
By Guido on nov 10, 2009
Prossimente su questi schermi: calci negli stinchi a desiderio sull’aromento Genesi (sottotitolo: Chi ha creato la morte? Caccia all’assassino).
By Michele on nov 11, 2009
@ Desiderio
Mi sa che stavolta hai ragione: mi scoccia ammetterlo, ma questa volta hai proprio ragione tu.
Prendi, per esempio, Apocalisse 13, 11:
“Poi vidi un’altra bestia, che saliva dalla terra, ed aveva due corna simili a quelle di un agnello, ma parlava come un dragone.”
E poi, Apocalisse 16, 13:
“E vidi uscire dalla bocca del dragone, dalla bocca della bestia e dalla bocca del falso profeta tre spiriti immondi, simili a rane.”
O, anche, Apocalisse 19, 20
“Ma la bestia fu presa e con lei il falso profeta che aveva fatto prodigi davanti ad essa, con i quali aveva sedotto quelli che avevano ricevuto il marchio della bestia e quelli che avevano adorato la sua immagine; questi due furono gettati vivi nello stagno di fuoco che arde con zolfo.”
E, infine, Apocalisse 20, 10:
“Allora il diavolo, che le ha sedotte, sarà gettato nello stagno di fuoco e di zolfo, dove sono la bestia e il falso profeta; e saranno tormentati giorno e notte, nei secoli dei secoli.”
Porco cane, duemila anni fa, e Giovanni sapeva già che sul trono di Pietro sarebbe asceso Ratzinger, che gente come Ferrara e Socci e Farina lo avrebbero acclamato…
Bestiale, nevvero?, quello che si riesce a tirare fuori dalle Sacre scritture, a saper cercare bene e, ovviamente, a saper interpretare meglio.
Michele
PS: a scanso di equivoci, che in ogni caso ci saranno (conosco i miei polli, oramai), questa è una provocazione e un paradosso: nel senso che è troppo facile, far dire a Dio quello che noi vorremmo che Dio dicesse. Nessuna blasfemia, quindi, sia chiaro, e nessuno sfottò: per quel che mi riguarda, omnia munda mundis.
By mario on nov 11, 2009
Bravo Michele, bravo davvero. Auguri a te, a tua moglie che nomini spesso, e alle tue figlie, che nomini più di lei.
Più passa il tempo e più capisco perchè era necessario che un Dio morisse innocente e in quel modo a titolo di espiazione altrui. A momenti sono tentato di ringraziarti. Comunque Dio ti benedica ed abbia misericordia di te.
Ave Maria, piena di grazia, il Signore è con te,
tu sei benedetta fra le donne e benedetto è il frutto del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, madre di Dio, prega per noi peccatori,
“adesso”
e nell’ora della nostra morte. Amen.
Maria regina della Pace, prega per noi.
By Guido on nov 11, 2009
Forza Mario, ripetiamo assieme, come alla preghiera dei fedeli:
“Questo è un blog, non una sacrestia”
“Questo è un blog, non una sacrestia”
“Questo è un blog, non una sacrestia”
“Questo è un blog, non una sacrestia”
Vedrai che poi ti sentirai meglio.
By Guido on nov 11, 2009
P.S. ma questo non era un post sul muro di Berlino? Signora Morresi, ci aiuti anche lei a non andare sempre OT…
By Michele on nov 12, 2009
@ Desiderio
Mi accorgo solo ora del tuo intervento
By desiderio on Nov 9, 2009
“Michele e la moglie di Michele, persone che hanno appoggiato un regime capace di fare 182 milioni di morti nel mondo, nonché portare fame e disperazione ovunque e in buona parte del mondo la musica non è ancora finita.”
Guarda, io ho capito chi sei e come funzioni, se ti rispondo ancora è solo perché anch’io sono malato (orgoglio, narcisismo, masochismo…).
Ma tu, in ogni caso, la devi piantare di scrivere puttanate e di pubblicarle qui destinate a me: ti è chiaro?
Se io scrivo che il Vaticano ha appoggiato i regimi assassini del Centro e del Sud America, magari scrivo una cosa approssimativa, ma non falsa: è, anzi, in buona parte vero.
Se tu invece scrivi che io ho appoggiato i regimi sovietici e cambogiani, scrivi una falsità assoluta (oltre che una totale puttanata, per la quale dovresti cospargerti il capo con un container di cenere), in quanto tu di me non sai proprio nulla, e ti sfido a trovare nell’intero universo di internet una sola parola mia a favore del socialismo realizzato.
O una mia parola, fuori da internet, a favore dei regimi socialisti o comunisti.
Magari qualche volta potrò avere detto che a Cuba, almeno, la gente non muore di fame e i bambini non sono assassinati dagli squadroni della morte assoldati dai bottegai in quei paradisi delle libertà occidentali che sono il Brasile o il Guatemala.
Quindi, Desiderio, oltre che scoordinato, sei anche falso, bugiardo e calunniatore. Piantala, m’hai stracciato le palle, non ne posso più, delle tue menzogne e delle tue accuse vili e infide.
Vai a confessarti, subito, da qualche don Mansueto ma non troppo, sennò fai la comunione in peccato mortale e se stanotte stiri ti ritrovi all’inferno, dove è pieno di relativisti, di comunisti e di onanisti, e non ti ci troveresti bene.
E piantala di scrivere falsità e calunnie.
Ti saluto.
Non vorrei e non dovrei, ma ti saluto.
Michele
By Michele on nov 12, 2009
@ Guido
Grazie per la chiosa: hai ragione, ovviamente.
Ciao,
Michele