a proposito della sentenza sul crocifisso
novembre 8th, 2009 Posted in UncategorizedSe veramente avessero voluto eliminare il crocifisso da tutti gli edifici pubblici, avrebbero dovuto essere minimamente intelligenti, i giudici della sedicente Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, e non avrebbero mai dovuto formulare quella sentenza. Il crocifisso lo stavano togliendo piano piano da tutte le parti, senza polemiche, silenziosamente. Nell’indifferenza, o al massimo, ad essere buoni, nella inconsapevolezza dei più.
Con la sentenza, invece, hanno scatenato una specie di rivolta popolare, obbligando anche i più tiepidi a schierarsi per lasciarlo dov’è. E adesso, dopo la sentenza, tutti quelli che vanno in qualsiasi edificio pubblico – scuola, comune, tribunale, etc. – controllano se il crocifisso c’è, e dove non lo trovano ce lo rimettono.
Il giorno dopo la sentenza, per esempio, io ero in treno, e con il giornale aperto ho cominciato a parlare ad alta voce, protestando in modo abbastanza colorito sulla faccenda, con tutto il vagone dalla mia parte e nessuno che osasse dire il contrario. Annuivano tutti, aggiungendo epiteti non proprio gentili e tantomeno caritatevoli nei confronti dei giudici suddetti. Uno seduto dietro di me ha chiarito di essere totalmente d’accordo con me, pur non entrando in chiesa da tantissimo tempo.
Il popolo italiano si è sentito offeso, insomma, e si è compattato, perché l’impressione, netta, è stata che un microscopico gruppo di inutili giudici stranieri – l’unico italiano presente ha un cognome tanto noto quanto impronunciabile, straniero pure lui, insomma – che “lavora” per quella cosa inutile che è l’Europa – smettiamola con la retorica, per il 95% degli italiani il più grande vantaggio dell’Unione europea è che non bisogna più usare i travel check – viene ad impicciarsi di quello che facciamo a casa nostra, e vuole imporci quel che pensa. Ed è pure abbastanza inutile, anche se è corretto, spiegare che la sedicente Corte dei Diritti Umani non c’entra un bel niente col parlamento europeo. Per il cittadino quadratico medio basta la parola: Europa, roba lontana e, nella migliore delle ipotesi, inutile. Spesso, purtroppo, dannosa.
Non hanno fatto un gran servizio alla causa europea, insomma, i giudici della sedicente corte dei diritti umani. E neanche hanno risollevato la categoria dei giudici, che ultimamente non va per la maggiore.
E invece a noi che in quel Crocifisso crediamo, la sentenza che ce lo vuole togliere ha fatto un gran favore. Ci ha ricordato che averLo davanti non è scontato. E che i segni della Sua presenza non debbono ridursi ad arredi decorativi, oramai familiari. Di un arredo se ne può fare a meno. Del Suo segno, no.

49 Responses to “a proposito della sentenza sul crocifisso”
By marco on nov 8, 2009
Ma infatti quella sentenza non dice di togliere i crocifissi, dice solo allo stato che non può imporre per legge la presenza del il crocifisso nelle aule pubbliche; l’unica vera conseguenza di questa sentenza, otre ai 5000€ di risarcimento, dovrebbe essere semplicemente l’abolizione delle leggi del 1924 e 1928 che obbligano l’affissione del crocifisso.
By Guido on nov 9, 2009
Senza esprimere un giudizio, ma semplicemente una costatazione, temo che la ribellione del popolo italiano alla sentenza del crocifisso sia una pura illusione ottica. Non gliene frega niente a nessuno, in verità, e fra dieci giorni sarà tutto dimenticato.
By Ceccus on nov 9, 2009
Siamo un po’ “Cristeros” anche noi.
Io continuo a credere che l’Europa possa essere cristiana, nel mio piccolo, come San Benedetto, che non voleva fare l’Europa, voleva semplicemente cercare Dio (quaerere Deum) e ha fatto l’Europa. Come San Massimiliano Kolbe ed Edith Stein, che non volevano sconfiggere il nazismo e lo hanno sconfitto. Come i martiri russi che hanno preso su le loro ingiuste condanne al lager offrendo tutto al buon Dio e hanno dato la spallata decisiva al comunismo e al Muro di Berlino, senza porselo come progetto.
“Cercare Dio” con tutto se stessi è tenere il crocifisso lì dove è. Poveri Giudici: non sanno quello che fanno. Non è così, Assuntina? Del Suo segno e di Lui non si può fare a meno.
By Umberto on nov 9, 2009
Guido, anche se provo simpatia per il Suo ridimensionamento (diffido dei facili trionfalismi, e di gente che “ringrazia l’Europa” per questa sentenza “liberatrice” ce n’è) penso che “sarà tutto dimenticato” a un patto: che alla sentenza non si dia seguito. Nei miei dintorni conosco più di un mangiapreti che proverebbe una grande tristezza se vedesse rimosso quel ’simbolo’ di una realtà che in fondo ti piace avere vicino, fosse anche per prenderla a calci, perché sai che è una realtà che nonostante le veemenze ti aprirà le braccia nel momento del vuoto e dell’abbandono. Il laicismo è una concezione che ti sostiene finché tutto va bene; quando non ha più bisogno di te ti eutanasizza con un sorriso. Soltanto quel Crocifisso di ricorda che per qualcuno la tua persona avrà sempre un gran valore. I parrucconi massoni questo non te lo daranno mai.
By Claudio on nov 9, 2009
Ci sono due questioni. La prima è che il crocefisso non è solo il simbolo della religione cristiana. E’ anche il simbolo della vittima della giustizia degli uomini, della sofferenza, della innocenza. Quando non ero cristiano andavo in chiesa per guardare quell’uomo messo in croce che non mentiva alla riguardo della condizione nostra. E’ dunque anche il simbolo della consolazione e della rinascita. La seconda questione è l’aspetto giuridico. Nei patti lateranensi non c’è scritto nulla al riguardo del crocefisso, ma neppure in nessuna legge dello stato. Si dice che lo stato deve essere laico e sulle mura della scuola pubblica non ci deve essere nulla di cristiano o di altra religione. Lo stato laico significa che deve avere lo scopo del bene comune. Si deve occupare di dare gli stipendi ai professori e le aule alla comunità scolastica. Per quanto riguarda ciò che cosa accade negli ambiti umani e nella trasmissione del sapere lo stato deve rispettare la libertà di insegnamento e la libertà degli studenti di sviluppare le proprie convinzioni in un rapporto di proposta e verifica dei contenuti educativi. Dunque, non ci vedo nulla di male che gli studenti o i professori espongano i simboli di ciò che li aiuta ad avere un rapporto con la realtà più sano e più partecipato.
C’è anche un aspetto culturale. Dire che non bisogna avere contenuti cristiani significa anche allora buttare Dante, Manzoni, tutta la letteratura medioevale e infine anche quella moderna perché assai religiosa. Per non dire di tutti i monumenti!
C’è anche un aspetto psicologico. Se una persona si dice danneggiata dalle convinzioni altrui è una persona potenzialmente violenta, intollerante, con una rapporto con gli altri e con la realtà evidentemente disturbato e insuscettivo ad apprendere.
By alides on nov 9, 2009
Dio può trarre il bene anche dal male: ecco che con questo fatto viene a risvegliare (come già in tanti altri modi) le nostre coscienze assopite. Cerchiamo di non riaddormentarci, ma di stare ben svegli!
By Guido on nov 9, 2009
Sempre affascinante constatare come risulta l’immagine del mondo attraverso gli occhiali della fede: ora scopro che il nazismo lo ha sconfitto padre Kolbe (l’unico cattolico polacco non antisemita). E dire che io pensavo che lo avessero sconfitto Churchill e Stalin!
By Guido on nov 9, 2009
Secondo me a molti di voi sfugge il senso profondo della parola “simbolo”. Il simbolo è qualcosa che evoca qualcos’altro. Questa “evocazione” non è un fatto naturale e automatico, tanto è vero che a un aborigeno il crocifisso non dice assolutamente nulla e a un ebreo sefardita potrebbe sembrare un simbolo di persecuzione. Ciò che un oggetto “simboleggia” non dipende dall’oggetto, ma dall’occhio di chi lo guarda. Se non partiamo da questo punto del tutto ovvio non ci capiamo.
Il problema dunque è un altro, molto semplice: posto che il crocifisso è un simbolo per il cattolicesimo, è logico che lo sia anche per lo Stato italiano, anche ammesso che il popolo italiano sia in maggioranza cattolico?
By Guido on nov 9, 2009
“Se una persona si dice danneggiata dalle convinzioni altrui è una persona potenzialmente violenta, intollerante, con una rapporto con gli altri e con la realtà evidentemente disturbato e insuscettivo ad apprendere”
Immagino che queste affermazioni ben si applichino a quei cittadini italiani che preferiscono avere sotto casa una discoteca dove si spaccia cocaina piuttosto che una moschea dove si prega Allah.
By bob on nov 9, 2009
@ Claudio:
> Ci sono due questioni. La prima è che il
> crocefisso non è solo il simbolo della
> religione cristiana.
> E’ anche il simbolo della vittima della
> giustizia degli uomini, della sofferenza,
> della innocenza.
Quindi potrei avere pure una foto di Martin Luther King, di Gandhi, di San Suh Kyi. Why not?
> Quando non ero cristiano andavo in chiesa
> per guardare quell’uomo messo in croce che
> non mentiva
> alla riguardo della condizione nostra. E’
> dunque anche il simbolo della consolazione
> e della rinascita.
Assolutamente parere personale. Miliardi di altre persone non la pensano come te.
Ed essendo personale, poco ha a che fare con la legge. (qui si aprirebbe una parentesi molto più pesante del crocifisso in classe, ovvero il crocefisso in un’aula di tribunale, dove tutti dovrebbero essere “uguali”…)
> La seconda questione è l’aspetto
> giuridico. Nei patti lateranensi non c’è
> scritto nulla al riguardo del crocefisso,
> ma neppure in nessuna legge dello stato.
Ma infatti fu Mussolini che fece diventare il cattolicesimo religione di Stato.
La costituzione del 48 (e il ritocco del 1984) ribadirono la laicità dello Stato.
Solo che, come anche altre cose, il crocifisso è rimasto al suo posto….
> Si dice che lo stato deve essere laico e
> sulle mura della scuola pubblica non ci
> deve essere nulla di cristiano o di altra
> religione. Lo stato laico significa che
> deve avere lo scopo del bene comune.
E di rispettare TUTTE le appartenenze, senza preferirne una ed una sola.
> Per quanto riguarda ciò che cosa accade
> negli ambiti umani e nella trasmissione
> del sapere lo stato deve rispettare la
> libertà di insegnamento e la libertà degli
> studenti di sviluppare le proprie
> convinzioni in un rapporto di proposta e
> verifica dei contenuti educativi.
Ovvero, studiare e dare voti. Cosa c’entra il crocefisso?
> Dunque, non ci vedo nulla di male che gli
> studenti o i professori espongano i
> simboli di ciò che li aiuta ad avere un
> rapporto con la realtà più sano e più
> partecipato.
Quindi se esponessero un simbolo di una religione che offende la tua (ma aiuta alcuni ad avere un rapporto
più sano e partecipato), nessun problema.
Guarda tu, io sarei d’accordo per una ora di islamismo. E una di ayurvedica…
A parte gli scherzi, il problema è che non sono gli studenti e i prof ad esporre la croce, ma lo “impone” la scuola (e guai a toglierlo)…
> C’è anche un aspetto culturale. Dire che
> non bisogna avere contenuti cristiani
> significa anche allora buttare Dante,
> Manzoni, tutta la letteratura medioevale e
> infine anche quella moderna perché assai
> religiosa.
Dove lo hai letto? Chi lo ha detto? Fatti, non pugnette!!! (d’altro canto la Chiesa, finchè ha potuto, ha cercato di modificare a proprio piacere la cultura, esaltando la censura in tutte le sue forme).
Nessuno contesta che la nostra storia sia intrisa di Dante, ecc, ecc, ma è intrisa anche di illuminismo, di massoneria, ecc, ecc
E allora? Si studia tutto e poi si sceglie. Con il crocefisso non si può fare. E’ lì e nessuno lo muove
> C’è anche un aspetto psicologico. Se una
> persona si dice danneggiata dalle
> convinzioni altrui è una persona
> potenzialmente violenta, intollerante, con
> una rapporto con gli altri e
> con la realtà evidentemente disturbato e
> insuscettivo ad apprendere.
Siamo al delirio: se io non sono d’accordo con te, sono un violento??
Beh, ti basta vedere le scomposte reazioni dei nostri politici (e pure della Chiesa) per capire chi è intollerante…
By bob on nov 9, 2009
@Guido: mi fanno impazzire stì cristiani. Tutti lì a stringersi alla tradizione, alle radici, ecc, ecc e nessuno che ha il coraggio di parlare di trascendenza.
Sono loro i primi ad offendere il crocifisso.
E poi se la prendono con noi laici….
By marco on nov 9, 2009
Il fatto è che non si può rivendicare il crocifisso come “proprietà personale” sostenendo che un artista offende la fede se crocifigge una rana di plastica, e poi pretendere di farlo diventare simbolo laico e di tutti quando lo si vuole giustificare sulla parete di un’aula scolastica.
By bob on nov 9, 2009
Wow, che profondità di analisi sfodera la Morresi: il giudice aveva un cognome difficile da pronunciare!!
E poi, se l’Europa è una cosa tanto inutile, perchè i cristiani stanno ancora rodendosi il fegato per non essere riusciti ad inserirvi nella costituzione l’accenno alla religione??
By beavall on nov 9, 2009
Perchè difendete il Crocifisso e dimenticate gli immigrati?
Don Gallo
tutto l’articolo è nel link del nome.
“Vorrei mantenere lucidità di giudizio per concludere che questa sentenza può aiutare tutti a comprendere meglio i segni dei tempi, lo ripeto, in cui la difesa della libertà religiosa non può non preoccupare, con tutto il cuore laico, cristiano il rispetto del pluralismo, e soprattutto può stimolare a vincere le “paure” per affrontare una riflessione più profonda sulla convivenza tra i diversi, considerando la ricchezza, un Bene e un valore proprio questa sua alterità.
Ripartiamo da capo con Umiltà, ogni mattina, davanti alla Croce.
Il Cristiano è abitante della Polis (è un diritto, ma anche un dovere) mentre ha la Sua Cittadinanza nei cieli.
Ecco la Profezia della Fede cristiana.”
By beavall on nov 9, 2009
“La croce è scandalo, non simbolo”
don Farinella
«Oltretutto la decisione di mettere il crocifisso a scuola – ha proseguito – è figlia del Fascismo. Ed oggi un Governo indegno, che parla del crocifisso e non rispetta i diritti dei disperati che arrivano nel nostro paese chiedendo asilo, utilizza la questione per fini meramente mercantili: i veri cattolici dovrebbero ribellarsi».
’sti preti “comunisti”!!!
))
By beavall on nov 9, 2009
Non tutto è diritto.
Raniero La Valle
“Ma soprattutto mi dispiace che, riconoscendosi da parte di tutti che non c’è più una religione di Stato, e che non si può imporre a tutti la rappresentazione simbolica di una sola confessione, ci sia una gara per dire che il crocefisso andrebbe mantenuto perché avrebbe cessato di essere un simbolo religioso, e sarebbe invece “un simbolo dello Stato italiano”, “un simbolo della storia e della cultura italiane”, un segno “dell’identità italiana”, “una bandiera della Chiesa cattolica, l’unica – ha osservato il tribunale amministrativo di Venezia – a essere nominata nella Costituzione italiana”; anzi, secondo il Consiglio di Stato, la croce sarebbe diventata un valore laico della Costituzione e rappresenterebbe i valori della vita civile. Come dice giustamente un terzo intervenuto nel giudizio di Strasburgo (un’organizzazione per l’attuazione dei principi di Helsinki), questa posizione “è offensiva per la Chiesa”.
Questa posizione è infatti atea, ma è devota, e tende a lucrare i benefici della religione come religione civile. E io dico la verità: se il Crocefisso diventasse la bandiera di un’identità, di un nazionalismo, di un razzismo, di una lotta religiosa, e se la sua difesa dovesse essere messa nelle mani di Gasparri, di Calderoli o di Pera, della Lega o di Villa Certosa, e cessasse di essere la memoria di un Dio che si è fatto uomo, per rendere gli uomini divini, e che “avendo amato i suoi fino alla fine” ha accettato dai suoi carnefici la sorte delle vittime, e continua a salire su tutti i patiboli innalzati dal potere, dal danaro e dalla guerra, allora io non vorrei più vedere un crocefisso in vita mia.”
consiglio per gli acquisti: http://www.rosalbasatta.it/raniero.htm
By Ceccus on nov 9, 2009
@ Guido
Dovresti essere contento di imparare qualcosina in più di storia, visto che Stalin con i suoi seguaci ha oppresso la Russia e l’Europa fino al 1989. Ha solamente sostituito Hitler. Di polacchi non-antisemiti ce ne sono stati parecchi; ma forse non t’interessa imparare nulla.
By Ceccus on nov 9, 2009
Ancora @ Guido. Proseguo il tuo discorso; posto che il nome Guido per i finlandesi non dice nulla, è logico che ti prendano per un autista di camion o di tram?
Un po’ come la vecchia barzelletta:
“Piacere, Guido da Verona”
“Piacere, sarai stanco!”
E così via “amenizzando” sui simboli che non dicono nulla…
By Ceccus on nov 9, 2009
@ tutti gli altri amici “citatori”.
Se il crocifisso non vi dice nulla, perché v’incazzate? Pardon, in politically correct, perché citate preti e cattolici ai quali non importa nulla come a voi?
Siate laici sul serio, perbacco!
By beavall on nov 9, 2009
@ ceccus
perbacco, son credente, battezzata, cattolica dissidente come i preti che ho citato.
By mario on nov 9, 2009
I giudici di Strasburgo hanno proibito l’esposizione del crocifisso nelle scuole. Alla Turchia proibirebbero la mezzaluna e a Israele la stella di Davide. E già qualcuno chiede di sopprimere il Natale e, con la stessa logica, Yom Kippur e Ramadan. Tutto nel nome della laicità dello Stato. Ma nel mondo moderno lo Stato non è solo quello centrale. Sono «Stato» anche le regioni, i comuni, le comunità autonome, le associazioni religiose e culturali a cui, per il principio di sussidiarietà, sono delegate funzioni pubbliche. In un’Europa multietnica e multireligiosa sono importantissime le vecchie nazioni e le formazioni che vivono attorno a valori, norme, simboli tradizionali. Proibire i loro simboli perché irritano, turbano, danno fastidio a un individuo qualsiasi, significa impedire a intere comunità di continuare a essere se stesse, negare il pluralismo.
La storia ci dice che il pluralismo viene negato da tutti coloro che vogliono distruggere il passato per realizzare una utopia. Gli spagnoli hanno annientato le civiltà precolombiane, la Rivoluzione francese ha cambiato persino il nome agli anni e ai mesi. I comunisti sovietici hanno imposto l’ateismo. Negli Stati totalitari islamisti vieni arrestato se mostri una Bibbia o un Vangelo. L’utopia porta al totalitarismo.
Questo vuol dire che i filosofi, i giuristi dei diritti dell’individuo hanno una mentalità totalitaria ? Se vogliono realizzare l’utopia di impedire che qualsiasi individuo possa essere turbato dal comportamento reale o simbolico di qualsiasi altro sì. Per accontentare tutti devono proibire tutto: gli usi, i costumi, i valori, perfino le lingue degli altri popoli. Mentre i grandi imperi persiano, romano, inglese lasciavano vivere i culti, le tradizioni e le lingue locali, i nostri utopisti sono spietati. Non solo sulle dimensioni dei piselli e delle arance, ma sui simboli religiosi e persino sul linguaggio. In certi Paesi non puoi dire «sesso» ma devi dire «genere» perché qualcuno si offende.
Dopo un totalitarismo giacobino, marxista, nazista e musulmano potrebbe nascere un totalitarismo eurocratico. Sbandierando le sue promesse utopiche, distrugge le istituzioni del passato e impone il suo potere. Ammaestrati dalla storia, cerchiamo di impedire che accada, restiamo vigili e diffidenti. Siamo europei, ma per favore, conserviamo le nostre tradizioni, il nostro linguaggio, sì, perfino le nostre debolezze, i nostri pregiudizi. E se ci impongono a forza qualcosa, diciamo di no.
By Guido on nov 9, 2009
Uno, due, tre… un respiro profondo… Uff, ce ne vuole di pazienza con certi, ehm, stupidotti (ecco, ce l’ho fatta: sono stato dipomatico, la parola esatta era un’altra).
Allora, caro il mio Ceccus, fingiamo che tu sia nel pieno delle tue facoltà mentali e che sia in grado di condurre una discussione.
1)”Dovresti essere contento di imparare qualcosina in più di storia, visto che Stalin con i suoi seguaci ha oppresso la Russia e l’Europa fino al 1989. Ha solamente sostituito Hitler”.
Cosa c’entra la Russia? Qui si dice che Kolbe ha sconfitto il nazismo, e mi pare molto più che un’iperbole. Il nazismo lo hanno sconfitto l’Unione Sovietica e gli Alleati. Mi risulta che il lager di Auschwitz sia stato liberato dall’Armata Rossa e che la stessa abbia condotto l’assedio finale alla Berlino nazista: che Stalin fosse come e peggio di Hitler, è irrilevante rispetto al fatto che il primo ha sconfitto secondo, non certo padre Kolbe.
Attendo con ansia qualche ragguaglio sull’amore proverbiale dei polacchi per gli ebrei: nel frattempo ti consiglio un’amena lettura, “I carnefici della porta accanto”, di Jan Gross.
P.S. O sei carente in italiano o in storia. Immagino che invece di “seguaci” volessi dire “successori”, altrimenti sono costretto a ricordarti che Stalin è morto nel 1953.
2)La barzelletta che porti ad esempio è meno sbagliata di quel che credi. Posto che “Guido” non è un simbolo, persino sulle parole ci possono essere diverse interpretazioni. In un paese dove Ceccus significasse “vai al diavolo”, avresti i tuoi bei problemi a presentarti
Io dico una cosa semplice: che il significato di un simbolo non è intriseco né oggettivo. Se non sei d’accordo, non hai che da spiegare perché: ma con un esempio migliore della barzelletta.
3) Guarda che quelli incazzati sono i cattolici. Anzi, sono quei politici che nel teatrino generale devono far mostra di essere indignati e di difendere “i valori occidentali”. In effetti il caso non mi soltanto, come ho già detto, fino a che punto è giusto che un simbolo della religione maggioritaria possa essere anche un simbolo statale (anche se la religione maggioritara oggi è, credo, l’agnosticismo).
By Guido on nov 9, 2009
E’ saltato l’ultimo paragrafo, sorry.
Replay:
3)Guarda che quelli incazzati sono i cattolici. Anzi, sono quei politici che nel teatrino generale devono far mostra di essere indignati e di difendere “i valori occidentali”. In effetti il caso appasiona troppo. Mi interessa soltanto capire, come ho già detto, fino a che punto è giusto che un simbolo della religione maggioritaria possa essere anche un simbolo statale (anche se la religione maggioritara oggi è, credo, l’agnosticismo).
By Michele on nov 10, 2009
Ma secondo voi, nella caserma, nell’ospedale e nel carcere dove hanno ammazzato di botte il povero Stefano Chiodi (o “quel tossico di merda”, come lo chiama l’amico Giovanardi), c’erano appesi i crocifissi?
No, perchè se non c’erano, allora bisogna andare subito a metterli.
E se c’erano, beh, allora forse sarebbe il caso di toglierli.
Che ne dite, voi?
Michele
By mario on nov 10, 2009
Dico che il crocifisso era l’unico al mondo ad avere diritto ad esserci poichè quello che è capitato al povero Chiodi è capitato preciso preciso anche a Lui la sera del giovedi santo (dopo bacio di Giuda ed arresto dei suoi compari nel Getsemani)nella fortezza Antonia che era dove stanziava la guarnigione romana a Gerusalemme preposta all’ordine pubblico e alla forza di occupazione.
Se riesci a trovare un soggetto più meritevole di Gesù di stare in compagnia di Chiodi durante il pestaggio, faccelo sapere e, come ho fatto io, spiegaci anche il perchè.
Se inveci mi passi il primato di rappresentanza di Gesù in quella angosciosa situazione E SUPPONIAMO CHE IL CROCIFISSO IN CARCERE C’ERA, mi sapresti trovare una sola ragione per toglierlo come stai affermando
Grazie.
Mario
By Michele on nov 10, 2009
@ Mario
Mario, prima di tutto prova, questa volta, a leggere il labiale, ché forse così ce la fai, a capire, visto che hai difficoltà con i testi scritti.
E cerca anche di ricordare che ci sono registri diversi, nell’esprimersi: uno di questi è la provocazione, un altro è il paradosso, un altro ancora l’ironia dolente e sanguinante. Ecco, devi leggere il mio intervento come un’amarissima e angosciante provocazione, come un paradosso violento e spaventato, come un’ironia faticosa e ansimante, tanta è la rabbia che provo e tanto è il dolore che sento.
In quanto ai crocifissi.
Se il crocifisso c’era, e ugualmente medici, poliziotti, guardie carcerarie e compagnia cantante sono riusciti ad ammazzare a sprangate, o a lasciare che fosse ammazzato a mazzate, un innocente, mi dici a che cazzo serve, quel “simbolo della civiltà occidentale e mondiale”?
Se anche sotto gli occhi di Gesù si riesce a massacrare e a mentire, allora vuol dire che quel “simbolo dei nostri più alti valori” non serve a una beata fava e che quei valori sono stati spiaccicati al suolo assieme alla faccia di Stefano Cucchi.
Quando poi scrivo che se in quei luoghi di morte i crocifissi “non c’erano, e allora bisogna andare subito a metterli”, questa non te la spiego nemmeno, perché vedo che non sei in grado di comprendere: non sei strutturato, non è colpa tua, sei fatto così, non capisci la provocazione e il paradosso.
E’ una vita povera, quella di chi riesce solo a capire la lettera dei discorsi. E non puoi nemmeno lamentarti, ché il vostro San Paolo vi aveva avvertiti per tempo: “Littera enim occidit, spiritus autem vivificat”.
Tu ti fermi alla superficie delle parole, all’apparenza del discorso, e non sei capace di cogliere quello che è scritto tra le righe, e che non si può spiegare altro che con un’immagine, un lampo, un accenno evocativo.
Un po’ come le parabole, Mario.
Se tu fossi vissuto ai tempi di Gesù, te le avrebbero dovute spiegare, le parabole.
E manco le avresti capite, nemmeno così.
Ti saluto.
Michele
By mario on nov 10, 2009
Caro Michele
Da cima a fondo c’è un solo punto interrogativo, cioè mi porgi una sola domanda e ti rispondo.
Se il crocifisso c’era, e ugualmente medici, poliziotti, guardie carcerarie e compagnia cantante sono riusciti ad ammazzare a sprangate, o a lasciare che fosse ammazzato a mazzate, un innocente, mi dici a che cazzo serve, quel “simbolo della civiltà occidentale e mondiale”?
Serve a ricordare a me e a te che al mondo esiste il peccato ovunque, anche nella casa della civiltà occidentale e mondiale (oltre ovviamente fuori di essa) e che produce morte, ma che l’ultima parola spetta a Gesù Cristo. Chiodi è già in Paradiso anche se tu non ci credi, e la esistenza del Paradiso non aumenta e non diminuisce neppure di una quantità infinitesima sia che tu lo creda sia che tu non lo creda, e comunque senza quella crocifissione adempiuta dalle truppe romane in Palestina il venerdi 7 Aprile dell’anno 30 oggi Chiodi non starebbe in Paradiso.
Inoltre quella scena di massacrare di botte qualcuno prigioniero si è ripetuta mille volte nel mondo e si è ripetuta un certo numero di volte oggi e si ripeterà anche in futuro. Indovina quando non si ripeterà più ? Non quando si farà una legge, non quando si faranno controlli, non quando quando quando (tutte cose aggirabili dal cuore umano perverso) ma solo quando la gente capirà che questo è male e non lo farà più. E chi glielo farà capire ? Solo chi ha il potere di cambiare i cuori, cioè Gesù Cristo e nessun altro, e la storia è lì a parlare. Fra quelli che l’hanno capito ci sono stati gli stessi torturatori di Gesù Cristo che rivedremo in Paradiso. “Il vostro san Paolo” che tu citi così spesso era uno di loro.
Non vorrei essere nei panni degli assassini di Chiodi, e neppure ovviamente avrei voluto essere in quelli di Chiodi. Ma ti dirò che se proprio fossi stato costretto inevitabilmente ad accettare un ruolo in questo teatrino satanico e mi avessero dato di scegliere il ruolo, avrei scelto Chiodi e non i poliziotti. Beati i miti perché possederanno la terra e la terra non si misura in metri quadrati ma in una unità di misura che sta nel cuore degli uomini.
Tutto il resto del tuo intervento non ha punti interrogativi, non mi pone domande, esplicita molti tuoi pensieri, ne prendo atto.
Ciao Mario
By bob on nov 11, 2009
@Mario: paragonare Gesù ad un tossico non mi sembra il massimo…..
By bob on nov 11, 2009
I difensori delle radici cristiane, come la SIGNORINA Gelmini, poi, si rivelano per quello che sono: sepolcri imbiancati.
Non sei sposata e sei incinta? Per i ciellini non è un problema, basta che non togli loro i fondi per le scuole private……
By mario on nov 11, 2009
Mi felicito caro Bob per entrambe le tue osservazioni. La prima osservazione è la mia intellettuale bassezza (apparente) di paragonare Gesù Cristo ad un tossico, e ti garantisco che con quel po’ di intelligenza che ho mai e poi mai mi sarei sognato di fare un simile paragone (ho parlato di intelligenza e non di fede). Ma la mia intelligenza (con laurea in Ingegneria ivi incorporata) è meno di uno straccio vecchio per lavarmi i piedi se la paragoniamo alla sapienza di Gesù. E’ STATO LUI CHE SI E’ NON PARAGONATO MA ADDIRITTURA IDENTIFICATO CON UN TOSSICO, e se ti leggi Matteo 25 dal versetto 31 a fine capitolo ne trovi la conferma, specie in quel versetto inaudito ove Egli dice “Ero in carcere e mi avete visitato”. Capito ? Ero in carcere, IO ERO !!!! voce del verbo essere.
Nello stesso brano trovi la giusta risposta ai tuoi sepolcri imbiancati che anche io condivido con te e la risposta a chi si ammanta ipocritamente di Gesù Cristo per i suoi scopi è da rabbrividire “Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli”.
Grazie per il tuo intervento.
Ciao Mario
By Michele on nov 11, 2009
@ Mario
Ascolta Mario, siamo due persone adulte (io, almeno, lo sono: te, non saprei, potresti anche essere ancora un giovanotto), e quindi non stiamo qui a raccontarci le storielle, ché non abbiamo tempo da perdere.
Ti ripeto, e non lo farò più perché mi pare che proprio non ci capiamo, che il mio intervento era una provocazione, e una provocazione o la capisci oppure non c’è niente da fare: è come voler spiegare il giallo.
Ma ugualmente ci provo: io volevo dire che è inutile che veniate a spacciarci i crocifissi come simbolo dei valori cristiani, se sotto agli occhi di quei crocifissi i valori cristiani sono fatti a pezzi ogni giorno.
Non farmi il predicozzo sul regno di Dio in terra, sul paradiso e sulla tua aspirazione al martirio: non c’entrano nulla, qui e ora.
Qui e ora volevo solo dire una cosa: che ’sta banda di fascisti che ci sgoverna, da un lato si riempie la bocca di valori cristiani e appiccica crocifissi come un tarantolato appiccica santini di padre Pio, e dall’altra su quei valori ci defeca, giorno dopo giorno: mettendo al centro dell’azione governativa gli interessi di un miliardario corrotto, devastando la cultura e la psiche italiana, e – in questo caso – anche difendendo chi, anziché proteggere i deboli, a quei deboli spezza la spina dorsale a sprangate, enuclea un occhio a calci, spezza la mandibola a pugni.
Guarda che io ho 47 anni e li ho visti, gli sbirri in azione: e so che ci si caga addosso dalla paura, quando siete tu e loro in una stanza chiusa.
Che si sia o non ci sia il crocifisso, quando ti mettono le mani addosso in questura, le botte fanno male uguale.
Hai capito, Mario?
Sai che cazzo me ne frega, del crocifisso, di fronte alla tragedia di Stefano Cucchi? Il problema è che ti ammazzano, in galera: i poveracci che ci vanno, naturalmente.
Poi, se si “un tossico di merda”, come dice il tuo correligionario Giovanardi, allora non c’è Cristo in terra o in cielo che ti salvi.
Michele
PS: diffido chiunque intervenga su questo sito, rivolgendosi a me, a affibbiarmi appartenenze, partitiche o meno.
Mi sono persino sbattezzato, con lettere su lettere a preti e vescovi, per non avere etichette, quindi evitate di attribuirmi altre tessere, grazie: a meno che non emergano dal contenuto dei miei interventi. E siccome non mi sono mai definito sostenitore del PD o di altri partiti, prego di astenersi, per il futuro, dal rivolgersi a me come militante PD o simili cazzate.
Il PD è solamente un partito per il quale potrei votare, ma allo stesso modo in cui, quando ho la gastrite, evito il vino e preferisco l’acqua. Quindi, se i miei interventi giustificano, secondo voi, l’etichetta, mettetemela pure; altrimenti, niente etichette, grazie. Ho un nome, e basta quello, se non dimostro con la parola e l’esempio di essere parte di una qualsiasi chiesa, come càpita con voi cattolicisti, che l’appartenenza alla Chiesa cattolica la rivendicate con forza e quindi mi consentite di appiccicarvi la vostra bella etichetta. Grazie.
By mario on nov 11, 2009
Le mie parole e quelle di Michele non ce le hanno riferite in una sintesi al telegiornale, ma sono lì scritte ed indelebili. Chiunque può leggere le mie e le sue. Chiunque può trarre le sue conclusioni. Per quel che mi riguarda confido di trovare approvazioni in un piccolo contributo alla pacificazione degli animi, dopo di che stacco e chiudo.
Il contributo alla pacificazione è qui appresso. Vi saluto e ciao a tutti.
Ave Maria, piena di grazia, il Signore è con te,
tu sei benedetta fra le donne e benedetto è il frutto del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, madre di Dio, prega per noi peccatori,
“adesso”
e nell’ora della nostra morte. Amen.
By beavall on nov 11, 2009
magico Spinoza.it!
“No al crocifisso nelle aule italiane. Secondo l’Europa sarebbero più rappresentativi i due ladroni.” [alechiap]
By Michele on nov 11, 2009
@ Mario.
Anch’io ti offro un piccolo contributo alla pacificazione (reale), visto il livello e la direzione che hanno preso la, ehm ehm, discussione con te.
“Le mie parole e quelle di Michele non ce le hanno riferite in una sintesi al telegiornale, ma sono lì scritte ed indelebili”: ma che ca**o vorrai dire, Dio solo lo sa.
Anzi, forse nemmeno Lui, certe vie Gli sono troppo misteriose.
Mah.
Comunque:
Requiem aeternam dona ei Domine et lux perpetua luceat ei, requiescat in pace. Amen.
Ciao ciao.
Michele
By bob on nov 12, 2009
@Mario:”I giudici di Strasburgo hanno proibito l’esposizione del crocifisso nelle scuole”
No, non hanno fatto questo. Leggiti la sentenza. Hanno semplicemente detto che il crocefisso “non è obbligatorio”
By beavall on nov 12, 2009
giusto Bob!
“non è obbligatorio” ma se qualcuno fa richiesta di toglierlo, devono accontentarlo, pena una multa di 5.000 euro.
e forse è per questa “postilla” che si sono tanto infervorati gli animi, mammona è mammona, non sà a tuccà!
By Guido on nov 12, 2009
Eccone qualcuna carina sul crocifisso. Spero che nessuno si offenda, è un modo per sorridere e riflettere su ciò che le battute rivelano, oltre che per tornare in tema.
Oramai il cristianesimo è così in crisi, che il crocifisso viene usato per marcare il territorio, come la pipì dei cani.
Alemanno è talmente rispettoso delle proprie radici culturali che nel suo ufficio, al posto del crocifisso, ha fatto appendere un lavavetri.
Via i crocifissi dalle aule scolastiche? E’ un bel problema. E se ci fosse un’invasione di vampiri?
Bersani: “Il crocifisso? Una tradizione innocua”. Un po’ come la sinistra.
By bob on nov 13, 2009
@Guido: frequenti anche tu Spinoza??
Piccola nota a margine dopo le decine di post su Feltri, Boffo e compagnia cantante.
Oggi esce per la prima volta Tempi, rivista diretta da Luigi Amicone, in abbinamento a il Giornale.
Proprio vero che le prostitute vanno con chiunque le paghi……
By Guido on nov 13, 2009
Ma Tempi non è sempre uscito in abbinamento col Giornale?
By bob on nov 13, 2009
No, da quello che so, usciva a pagamento…
Ma queste sono piccole facezie, in confronto ad una notizia come quella sotto linkata, che semplicemente dovrebbe far togliere l’immagine dal banner di questo sito e chiedere scusa
http://www.gazzettino.it/articolo.php?id=80149&sez=NORDEST
By Guido on nov 13, 2009
Ah già, può essere. Beh, tutto verrà naturalmente giustificato coll’invocazione del “realismo” (contrapposto di default al “moralismo”: loro hanno il primo, tutti gli altri il secondo) e con il ritornello secondo cui si va con chi “garantisce spazi di libertà”…
Chissà cosa avrà da dire di originale il buon Amicone sul crocifisso… corro subito in edicola!
By GG on nov 13, 2009
per Guido
“Se una persona si dice danneggiata dalle convinzioni altrui è una persona potenzialmente violenta, intollerante, con una rapporto con gli altri e con la realtà evidentemente disturbato e insuscettivo ad apprendere”
è esattamente ciò che ha fatto la corte europea e la coppia italiana. Si è sentita minacciata dalla scuola e dalla cultura italiana, di cui il crocefisso è una parte ineliminabile.
GG
By Guido on nov 14, 2009
E chi l’ha detto che è una parte ineliminabile?
By Francesco on nov 15, 2009
in sintesi … in estrema sintesi … ecco cosa ha “graffiato” un anonimo studente dell’ITAS Giordano Bruno di Perugia: http://splendor.splinder.com/post/21697345#comment
Mi scuso per il link, ma non so se e come inserire direttamente la foto.
Ciao, francesco
By Michele on nov 15, 2009
@ Francesco
Niente da dire: in quanto a fantasia, intelligenza, difficoltà di esecuzione e creatività, fa il paio con quelle dei suoi amici, come nell’esempio che segue:
http://www.informa-azione.info/files/liberta-taranto.jpg
Complimenti, davvero: a te e all’ignoto writer.
Michele
By Guido on nov 15, 2009
Ma come diavolo funziona l’insermento dei commenti in questo blog???
By Francesco on nov 16, 2009
@Michele:
mica ho capito che vuoi di’ ….
By GV on gen 22, 2010
Gentili signori ,da cattolico sono in completo disaccordo con voi , ma per sdrammatizzare un po’ a me viene da sorridere per quella signora di Abano Terme di origine finlandese che ha piantato tutta ’sta polemica del crocifisso a scuola .
Incredibile che ella non si ricorda che proprio la bandiera del suo paese d’origine la Finlandia ha proprio una croce azzurra in campo bianco (!!!)derivante dall’antica bandiera danese che celebrava i crociati in Terrasanta , senza poi dimenticare le bandiere nazionali di Svizzera , Svezia , Danimarca , Norvegia .—->
FONTE —-> http://it.wikipedia.org/wiki/Finlandia
Lorsignori della Corte di Strasburgo si dimenticano che la Convenzione sui diritti del fanciullo del 1989 prevede che il ragazzo sia educato «nel rispetto dei valori nazionali del Paese nel quale vive e del Paese di cui può essere originario e delle civiltà diverse dalla sua» (articolo 29). Per Strasburgo questa Convenzione non esiste. Esiste l’assenza di valori, esiste un deserto nel quale ciascuno di noi nasce per caso, senza una storia ricca di eventi, eroismi, valori e simboli religiosi ed etici, tra i quali il crocifisso è il più noto in tutto il mondo.
DA CATTOLICO SU QUESTO ARGOMENTO IO NON TACCIO E NON SONO POLITICAMENTE CORRETTO !
Grazie per lo spazio concessomi.