Pensierini
settembre 23rd, 2009 Posted in UncategorizedPensierino numero uno
Capisco che siamo in un periodo confuso, che la politica la fanno i giornali, che qua conta solo chi strilla e a ragionare siamo rimasti in pochi, etc. etc., ma almeno qualche calcolo elementare dovrebbe essere alla portata di tutti.
L’ultima novità sulla legge sul fine vita è che venti deputati PdL hanno scritto una lettera a Berlusconi per chiedere di rivedere il testo Calabrò, approvato al Senato. Essendo i deputati PdL 270, se ne deduce che 250 sono invece a favore del testo di legge. Di quei venti, poi, una – Souad Sbai – ha detto di non aver firmato, e un altro – Stracquadanio – è favorevole al “lodo Sacconi”, cioè alla leggina salva-Eluana, quella che impedisce di sospendere alimentazione e idratazione, cuore del testo Calabrò. E allora di che stiamo a parlare?
Pensierino numero due
Il Pd non vuole l’indagine conoscitiva in parlamento sulla pillola abortiva Ru486. Sarebbero stati d’accordo solo se si fosse fatta dopo il congresso del partito. E poi dicono che è un’indagine del tutto inutile. Ma se è inutile, qual è il problema? Che c’entra il congresso del partito, con un’indagine inutile?



30 Responses to “Pensierini”
By beavall on set 23, 2009
Posto qui parte dell’intervista al filosofo prof. Reale di Michele De Feudis
La lettera dei venti parlamentari del Pdl che chiedono una “pausa di riflessione” in tema di testamento biologico è, per il cattolico Giovanni Reale – professore di Filosofia al San Raffaele di Milano, e fra i più noti studiosi del pensiero antico a livello mondiale – «una scelta saggia». Perché invita a una riflessione che non sia una scusa per fuggire da una questione che tocca in profondità l’essenza dell’uomo e l’idea stessa di vita. Ma sia, piuttosto, uno stimolo ad approfondirla. «Gli antichi mi hanno insegnato che la vita è sacra, ma mi hanno anche insegnato che non è altrettanto sacro il voler vivere a tutti i costi», dice il professore. E per quanto riguarda la posizione degli uomini di Chiesa, ci ricorda che «Cristo ha a tutti proposto e non imposto il suo messaggio».
Professor Reale, come è cambiato il clima politico e culturale in Italia dopo i toni roventi legati alla fine dolorosa dell’esistenza di Eluana Englaro?
Mi pare che il clima sia cambiato più nella forma che nella sostanza. Infatti, si è molto attenuato quel clima rovente e smodato, ma non si è affrontato il problema nella sua sostanza, ossia non ci si è resi conto che la questione riguarda l’uomo in quanto tale, al di là delle sue convinzioni politiche. Rimane ancora in molti l’impressione che si tratti di un tema scottante, dal quale è bene tenersi alla larga. In alcuni c’è addirittura la tendenza a pensare: «La legge sia pure fatta come vogliono i politici, tanto ciascuno potrà fare, di fatto, ciò che vuole». E questa è una fuga dal problema.
È possibile individuare su temi così delicati una terza via rispetto all’atavica abitudine del Palazzo di dividere tutti tra rossi e neri, guelfi e ghibellini, pro life e pro choice?
Le rispondo riportando una lettera che ho scritto alla signora Welby, la quale mi ha chiesto di esprimere il mio parere sulla questione in occasione di un convegno, cui non ho potuto partecipare di persona, ma con questa mia lettera in cui riassumo le mie convinzioni:
Gentile signora Welby,
Mi pare che sull’eutanasia si siano fatti numerosi errori da varie parti.
La decisione, in ogni caso, deve essere lasciata all’uomo, che ha avuto da Dio il grande dono della libertà, perfino quella di non credere in Lui e di opporsi a Lui. Spero proprio che non accada che lo Stato faccia una legge nella quale si sostituisce alle decisioni del malato, e che quindi costruisca un “monstrum” giuridico, pretendendo di arrogarsi il diritto di stabilire lui se, come e quando io possa morire.
1) L’eutanasia è morte provocata con mezzi o con sostanze su un malato terminale, non rispettando lo sviluppo naturale della malattia e la sua conclusione naturale.
2) La terapia imposta a suo marito e la nutrizione artificiale imposta per diciassette anni alla Englaro rientrano, a loro modo, in forme di accanimento terapeutico.
3) Chiedere la loro sospensione, pertanto, non ha nulla a che vedere con l’eutanasia, ma rientra in quella libertà che non può essere negata a nessun uomo che chiede che la sua sorte sia riconsegnata alla natura stessa e sottratta a costrizioni tecnologiche che non sono affatto naturali ma artificiali.
4) Come un malato deve sottoscrivere l’accettazione di essere sottoposto a operazioni chirurgiche (anche alle più semplici), e in questo modo lo si considera “libero” anche di non accettare l’intervento, così deve essere anche nel caso in cui venga a trovarsi nella necessità di terapie in vario modo invasive (e quindi forme di accanimento terapeutico). Il malato deve avere a) la libertà di accettarla e o di non accettarle; b) deve essergli riconosciuta la libertà di essere liberato da quelle terapie, quando esse divengano per lui insostenibili.
5) In questa caso il malato chiede che gli venga concessa la libertà di essere rimesso in mano all’evolversi degli eventi stabiliti dalla natura stessa.
6) Io, come credente, sono sicuro che questo sia lecitissimo e giustissimo: la natura l’ha creata Dio, la tecnologia è opera dell’uomo: se io preferisco, alla fine della mia vita (che Dio stesso mi ha dato) lasciare alla natura (che Lui stesso ha creato) il suo corso, e non alle tecniche messe in atto dall’uomo, sono ben lontano dal commettere un atto irreligioso, anzi addirittura mi sento molto religioso, in quanto dico a Dio: è venuta per me la fine, sia fatta la tua volontà (come vuole la natura), senza bisogno che intervenga l’uomo con le sue tecniche.
7) Ciò non toglie, naturalmente, che altri uomini dicano invece: fatemi sopravvivere il più a lungo possibile; la tecnica mi difenda dalla morte per tutto il tempo possibile.
9) La Englaro non è stata fatta “vivere” per diciassette anni, ma con l’alimentazione artificiale le si è prolungata una sua sopravvivenza biologica pagandola al prezzo di vera vita, si è in qualche modo prolungata la sua agonia per diciassette anni.
10) La Chiesa nel suo Catechismo degli adulti (cfr. La verità vi farà liberi, § 1035) dice: “Neppure la rinuncia al cosiddetto ‘accanimento terapeutico’ va confusa con l’eutanasia. Le cure enormemente costose e senza consistenti vantaggi per il paziente vengono omesse lecitamente e perfino doverosamente. Il malato ha diritto a morire con dignità”.
11) Non mi si dica che una nutrizione artificiale, con tutto ciò che essa comporta, sia “naturale” e che la sua interruzione sia una forma di eutanasia. Si tratta di sofismi nominalistici, cui risponderei con l’ironia degli antichi: nel caso in cui vengano a mancare cavalli e restino solo degli asini, si faccia una legge che stabilisca che tutti quelli che sono asini siano detti e considerati cavalli.
By Ceccus on set 24, 2009
Tu pensi troppo, Assuntina!
Un bacio.
By andrea zambelli on set 24, 2009
Povero professor Reale. Con tutto il suo ragionamento, e senza alcuna osservazione, ha perso il sentiero della verità. Questo accade a chi si chiude nella sua torre d’avorio.
Ora, se c’è un cristianesimo che ci salverà, non sarà quello dei dotti e dei sapienti, ma sarà quello degli umili, che non si interessano di speculazioni astratte ma per i quali una vita è una vita e il cibo è il cibo.
By Matteo on set 24, 2009
Il prof. reale dimentica che la Libertà che Cristo lascia all’uomo non passa per lo stato il quale si deve limitare a ciò che è di Cesare. Quindi Cristo lascia libero l’uomo di suicidarsi non di fare una legge per “farsi suicidare”. Gli Spartani eliminavano i bambini handicappati. Già! Non erano utili a combattere le guerre. Oggi chi non è più utile deve essere fatto fuori. Arrampicarsi sugli specchi e confondere la libertà ( che è relazione) e l’egoismo dimostra la bassezza morale e spirituale che ha raggiunto la cultura postmoderna ( figlia dell’odio moderno).
Matteo Dellanoce
By Luigi Torre on set 24, 2009
Ottimo Andrea Zambelli.
Giovanni Reale – che ho la fortuna di non conoscere – al pari di tanti nelle blateranti schiere di vario cattoprogressprotestantesimo bolognese o tubinghiano fai da te, evidentemente non si è ancora reso conto di quanto l’ermeneutica e/o l’esegesi della “rottura”, la svolta antropologica e il riferimento esistenziale nell’esegesi teologico/morale, abbiano gravemente “rotto” e “rompano” la sana Filosofia Cristiana Cattolica e quindi mettano a rischio la Fede, la Speranza e la Carità in tantissime persone, Anime che se seguissero questi cattivi maestri rischierebbero di perdere se stsessi e far pardere gli altri!
By dM on set 24, 2009
incredibile ma vero: il Pd sbraita per chiedere la libertà di coscienza sul voto relativo al testamento biologico e un minuto dopo dichiara il Pd sull’aborto ha la sua posizione e tutti i parlamentari SONO OBBLIGATI a seguirla se no fuori!
complimenti per la coerenza!
By Fabio on set 24, 2009
Caro Andrea Zambelli,
condivido e faccio mio, con rispetto di tutti, il suo giudizio. Il troppo arzigogolare fa perdere il buon senso. E capita, a volte, che il buon senso se ne stia in disparte perché soverchiato, in apparenza, dal senso comune. Che é un’altra cosa.
By beavall on set 24, 2009
non è strano che per gli STRANIcristiani l’abbraccio con Dio, la MORTE FISIOLOGICA, sia qualcosa da rimandare al più a lungo possibile impiegando qualunque mezzo tecnologico, per loro la (NON)vita è comunque qualcosa di meglio che il Suo abbraccio!
La sola parola “morte” li rende paranoici di paura, dovrebbero leggere la vita di qualche santo mistico forse capirebbero anche le semplici parole del prof. Reale.
La paura è il loro vero PADRONE, infatti hanno una autentica fobia per la sinistra politica e vedono tutto e tutti con questi occhi, le parole “libertà di coscienza” sono il pericolo pubblico n.1, è facile farsene prede per le gerarchie poliche e religiose, a volte mi fanno pena perchè anche nelle loro più agguerrite dichiarazioni emerge sempre il loro PADRONE: LA PAURA.
By Guido on set 24, 2009
pensierino numero uno: stiamo a parlare, gentile professoressa, di almeno diciotto parlamentari che hanno chiesto di rivedere il testo della legge. succede, in democrazia, se ne faccia una ragione. non è che siccome sono pochi ciò che dicono è automaticamente irrilevante. per quanto possa darel fastidio, il fatto è una notizia, specie se il tema è così sensibile, specie se si considera che almeno altri 240 deputati vorebbero una revisione del testo. ricordi che una cosa è il governo, un’altra il parlamento: o anche lei è dell’idea che i deputati siano dipendenti del consiglio dei ministri da convocare solo per le votazioni in aula?
By Michele on set 24, 2009
Buongiorno a tutti (cioè a nessuno, visto che nessuno – Bob a parte: ciao Bob! – mi risponde mai).
Un’altra questione di non minore importanza è il significato (quando i normalcattolici parlano di “tutela della persona dal concepimento alla conclusione naturale della sua esistenza”) dell’espressione “conclusione naturale”.
Ora, vent’anni fa un infarto era la conclusione naturale; e lo era anche un tumore o, che ne so, il beri beri.
Oggi quegli eventi naturali che ieri portavano alla conclusione, appunto naturale, dell’esistenza, sono affrontati dalla medicina e risolti: quegli eventi naturali non portano più alla morte naturale grazie a un intervento artificiale.
Bene: qual è, allora, la conclusione naturale della mia esistenza?
Se mi viene un infarto in ufficio, muoio; ma se mi viene mentre passeggio vicino al pronto soccorso non muoio perchè c’è lì il rianimatore.
E allora perchè non mettere un rianimatore anche vicino all’ufficio, così da evitare e rimandare la fine naturale della mia esistenza? Io ho tre figli (due, per giunta, piccine) e hanno bisogno che il loro papà non muoia tanto presto, di morte naturale o innaturale che sia.
Insomma, nessuno sa quand’è e cos’è la “fine naturale” dell’esistenza: dipende dal progresso scientifico, dalla fortuna, dalle circostanze, dalla bravura del medico…
Io, comunque, voglio un defibrillatore con relativo medico ogni chilometro quadrato: così, se a qualcuno viene l’infarto, può evitare la fine naturale e vivere ancora qualche anno; se non mettono il defibrillatore, la gente rischia di morire di morte naturale, magari solo per un iniquo calcolo economico. Non conviene economicamente mettere in giro tanti defibrillatori? Ma la vita non è negoziabile e non ha prezzo: io voglio il defibrillatore perchè così la mia fine naturale viene posticipata alla successiva fine naturale che potrebbe a sua volta essere ancora rimandata grazie a un intervento artificiale che impedisca la fine naturale e via di seguito, fin che si può e che si vuole.
Allora, c’è qualcuno che mi degna di una risposta, anche di un semplice insulto? Ma lo sapete che fa male, essere ignorati così pervicacemente e così ostentatamente?
Ciao a tutti (cioè a nessuno, perchè mi legge e risponde solo Bob, e nemmeno sempre).
Michele Lucianer – Trento
By bob on set 24, 2009
Ciao Michele,
al solito poni questioni molto difficili in termini comprensibili a tutti, in questo caso l’annoso rapporto odio/amore tra la medicina e la Chiesa Cattolica. Naturale è una parola, mi si conceda il semi-chiasmo, artificiale, ovvero CHI stabilisce cosa è naturale?
La Chiesa, ovviamente, vorrebbe avere l’ultima parola su questo argomento (come su tanti altri) e non tollera che ci siano enti che travalicano questo suo potere di veto.
Facciamocene una ragione: Porta Pia è passata inutilmente
By Guido on set 24, 2009
Cari amici destrocattolici, che fate? Rispondete a Michele, per favore! Guardate che se mi cade in depressione poi dovrà essere curato, e col sitema bolscevico-statalista di sanità pubblica che abbiamo qui in Italia quel becero esponente della sinistra-per-male graverà sulle tasche di noi contribuenti che lavoriamo tutto il giorno, non come quei intelletualodi di nichilisti radical-chic di sinistra con la puzza sotto il naso che vogliono dare il voto ai negri e fare il colpo di stato per ribaltare il libero plebiscito del popolo italiano che ha non scordiamocelo mai delle radici cristiane lunghe che dobbiamo proteggere le radici e magari concimarle, se possibile con lo sterco dei maiale che va bene anche per arginare il boom delle moschee che, è inteollerabile, crescono come funghi in ogni angolo di questo bel paese millenario che esporta la democrazia e il modello italiano in afganistan e infatti davvero non capisco perchè ci sparano che siamo così italiani e così brava gente è che questi islamici c’hanno una cultura della violenza dentro il diennà, la se abortisci ti ammazzano e i religiosi interferiscono di brutto nella politica cose impensabili qui nell’europa cristiana nella nostra bella italia cattolica con le sue uh uh radici cattoliche cose da pazzi ah uh ih ih ops ehm… uhh già oooo issa amen ora devo smettere perché passa l’infermiere della neuro
By bob on set 24, 2009
@Guido:
Ah, ah, ah….fantastico
By alides on set 25, 2009
Guido datti una calmata! (però hai ragione)
By c.d. on set 25, 2009
“Ora, se c’è un cristianesimo che ci salverà, non sarà quello dei dotti e dei sapienti, ma sarà quello degli umili”
ma ratzinger non era un dotto e sapiente? quando un dotto e sapiente dice qualcosa che vi aggrada il cristianesimo dei dotti e dei sapienti diventa buono e giusto e gli umili preti di periferia dissidenti vanno zittiti, quando un dotto e sapiente dice qualcosa che non vi aggrada allora l’unico cristianesimo buono e’ quello degli umili… c’e chi lo chiamerebbe RELATIVISMO MORALE, io lo chiamo solo ipocrisia.
“Quindi Cristo lascia libero l’uomo di suicidarsi non di fare una legge per “farsi suicidare”.”
ma voi avete almeno una qualche pallida idea di quale legge liberticida stiano per vagliare? i medici saranno costretti a mantenere in vita i pazienti anche contro la loro volonta di suicidarsi. dovranno ATTIVAMENTE agire sul corpo del paziente, e non potranno lasciarlo libero di suicidarsi. lo ripeto bene in modo che sia chiaro: OBBLIGO DI ALIMENTAZIONE E IDRATAZIONE, anche per chi non vuole essere alimentato e idratato. dove starebbe questa liberta che cristo lascia all’uomo? ma siete capaci di ragionare o no?
By alides on set 25, 2009
Caro cd, il Vangelo va letto BENE, non si può darne delle interpretazioni superficiali a nostro piacimento: infatti queste parole sono riferite ai superbi, cioè a chi si Crede dotto e sapiente. Vi è sottinteso che costoro credono di poter fare a meno di DIO Non è raro, peraltro, incontrare persone parecchio ignoranti che tuttavia si sentono grandi sapienti. Papa Benedetto XVI è sapiente e colto, ma la sua sapienza è la sapienza che viene da DIO.Per questo egli è dotto e sapiente ed allo stesso tempo umile.
In quanto alla volontà di suicidarsi io ho sempre sentito dire che se incontri qualcuno che intende buttarsi da un ponte, tu cerchi di fermarlo e di fatto gli impedisci di buttarsi. E’ la cosa più “umana”, normale, che si possa fare. Vuoi vedere che oggi invece è più “umano” chi sta a guardare e magari poi manda in giro il video del suicida?
By Guido on set 25, 2009
Io penso di essere un gran ignorante e al tempo stesso di poter fare tranquillamente e a meno di dio. Ratzinger sara pure dotto & sapiente & umile, ma dire che la sua sapienza viene da Dio è la classica affermazione apodittica che uccide la discussione. Si può replicare qualcosa a uno la cui sapienza viene da nientemeno che da Dio?
Hai ragione sul suicidio, l’esempio che fai è giusto: la cosa più umana è impedire attivamente a uno di buttarsi. Ma, a parte che un conto è uno sano che ha un raputs e un malato terminale che ha lungamente meditato il gesto, resta il fatto che io non posso essere obbligato, per legge, a salvarlo. E un dilemma insolubile, probabilmente. Ma va affrontato lo stesso senza reciproche scomuniche.
By c.d. on set 27, 2009
“Papa Benedetto XVI è sapiente e colto, ma la sua sapienza è la sapienza che viene da DIO.”
buongiorno. sono il legittimo ed unico rappresentante di dio in terra. quando lo decido io sono infallibile. mi esprimo abitualmente su tutto lo scibile umano, accuso i divorziati di rovinare i figli, spiego agli scienziati come fare ricerca, decido quando e come si deve fornicare, dico ai politici che leggi fare, non vi lascio decidere da soli nemmeno come morire, ecc… ma sono anche tanto tanto umile, non si vede? ah, come sono umile…
By alides on set 29, 2009
Mi preoccupi un poco, cd; le tue parole trasudano astio e livore.
Non preoccuparti, sei libero di pensarla come vuoi; infatti nessuno ti obbliga a credere al Papa. Per Guido: cd risponde alle tue parole sul dialogo. Inoltre, per sapienza che viene da Dio intendasi: “cristiano che si sforza di vivere secondo Cristo”.
Chiunque scelga di seguire Cristo viene da Lui aiutato; questo significa “sapienza che viene da Dio”.
By c.d. on set 30, 2009
e’ un po scocciante dove spiegare il cattolicesimo ai cattolici, ma qualcuno lo deve pur fare… la sapienza che viene da dio, per il papa, non e’ semplicemente il vivere come si ritiene avrebbe voluto cristo, perche questo presuppone una certa liberta di coscienza nell’interpretare la volonta di cristo. un cristiano generico puo essere umile nel modellare la sua vita sulla sua personale interpretazione del pensiero di gesu, ma un papa cattolico NO, la liberta di coscienza non c’e, perche il suo modello non e’ un’interpretazione personale, ma e’ stato rivelato direttamente dall’alto tramite dogmi e rivelazioni. anche l’attuale papa non fa mistero di avere un modello di vita d divinamente ispirato che tutti dovrebbero seguire. l’infallibilita, per quanto limitatamente vi si ricorra, oltre ad un’aberrazione logica e’ anche intrinsecamente incompatibile con l’umilta, e da qui non si scappa: chi e’ umile e’ si crede fallibile, chi si crede infallibile non e’ umile.
e purtroppo io non sono affatto libero di ignorare il papa, visto che un parlamento eletto da una maggioranza clericale, sfornando leggi clericali e liberticide ispirate dalla volonta papale, mi obbliga a sottostare alle vostre stesse regole.
By Guido on ott 1, 2009
@alides: non giochiamo troppo con le parole. Che la sapienza del Papa viene da Dio, significa, in italiano, che gli viene da Dio: il senso è chiaro. Su cosa si basa, del resto, la sua infallibilità ex-cathedra? E’, tanto per cambiare, di una questione di fede. Quindi se la poni come dato di fatto non discutibile ti poni fuori dalla discussione. Tutto molto semplice e molto ovvio. c.d. non risponde alle mie parole sul dialogo perché risponde a te su altro; dovresti tu rispondere a me in merito, ma, tanto per cambiare, eludi la discussione.
Ormai mi devo rassegnare: dev’essere una particolarità dei cattolici quella di andare a sindacare le motivazioni degli argomenti altrui senza prenderli in considerazione: e così invece di dicutere le obiezioni, le si liquida perché chi le pone parla con livore, astio, odio, invidia, rivalsa, frustrazione… Per l’ennesima volta rispondo: ammesso e non concesso che sia vero (e di solito non lo è), questo esime dal dare una risposta nel merito? Ah, santa pazienza…
By Michele on ott 1, 2009
@ Alides
Scusa, ma io mi sono proprio rotto i maroni (si può dire “maroni”?).
Voi – dico voi cattolici – la dovete smettere (nel senso che LA DOVETE PROPRIO SMETTERE, PER DIO!!) di ribattere alle argomentazioni altrui con la formuletta “le tue parole trasudano astio e livore”.
Qui noi non si insulta nessuno, al massimo si fa un po’ di sarcasmo: io non trasudo nessun astio e nessun livore, e non mi pare che trasudino astio e livore nemmeno Guido o c.d.: trasudano semplicemente una normale verve polemica e, mi pare, un sincero interesse per la discussione.
Che sono le stesse cose che trasudo anch’io: l’argomento “religione” mi appassiona e, da ateo, mi piace confrontarmi con chi ateo non è.
Ma voi cattolici sembrate non essere in grado di discutere: di fronte a una argomentazione precisa e nitida, parlate sempre d’altro.
Io, ad esempio, sono intervenuto – mi sembra pacatamente ma puntualmente – sul tema della “fine naturale dell’esistenza”: bene, vigliacco se ce ne fosse uno che mi abbia risposto.
Poi salti fuori tu che, restando seria, eviti di rispondere (o di fare affermazioni)nel merito, e per giunta attribuisci agli altri una trasudazione odiosa e livorosa.
Ma a me trasudano i maroni (si può dire “maroni”?) di una rabbia irrefrenabile, di fronte a questo sfacelo intellettuale: ma Dio santissimo, ma siete capaci di sostenere una conversazione in maniera coerente e comprensibile anche a chi non crede in Dio?
Tu mi dici che quello che dice il Papa è vero perchè la sua sapienza viene da Dio? Bene, io ti rispondo che in realtà Ratzinger ha il crocifisso tatuato sulla pianta dei piedi e la sua elezione al Soglio di Pietro è opera di Satana in persona, il cui fumo ormai è penetrato anche nei più recessi penetrali del Vaticano.
Fine della discussione.
Ma si può?
No, dico: MA SI PUO’?
Sì, si può.
Ahimé.
E ahivoi.
E ahitutti, credo.
Come si può vivere in una società in cui vige l’incomunicabilità più assoluta, come voi cattolici dimostrate ad nauseam su questo sito?
Non si può: infatti si sopravvive.
Michele
By Guido on ott 1, 2009
Michele, però in effetti te la stai prendendo un po’ troppo… Da parte mia ti dico che si può sopravvivere anche se i cattolici non ti rispondono. Non si può mica cavare sangue dalle pietre!
Piuttosto, ho appena visto du Youtube il personaggio di Padre Pizarro interpretato da Guzzanti… ho ancora le lacrime agli occhi! Ho postato il link nell’altra discussione, ma proprio per quello il messaggio è “awaiting moderation”. Oltrché divertissimo, vale dieci dei nostri interventi su questo blog. Cercalo in rete, ti consiglio una visione per farti quattro risate!
By Michele on ott 1, 2009
@ Guido
Grazie per la premura, ma mica me la prendo (tanto): mi girano i maroni (si può dire maroni?) due minuti e poi non ci penso più.
E’ che, esteticamente ed eticamente, ci sono cose che mi fanno proprio trasudare i maroni (si può dire maroni?).
Grazie per il suggerimento, padre Pizarro è straordinario e il link lo metto io: qui (http://www.youtube.com/watch?v=knD_zky-a6g&feature=PlayList&p=B6111C108CAE419E&playnext=1&playnext_from=PL&index=2) Padre Pizzarro & Padre Boffo, cliccando il mio nome si va alla serie completa di Padre Pizarro.
E speriamo che la Morresi non se la prenda, ché qui per la satira son tempi grami…
Ciao,
Michele
By Michele on ott 1, 2009
@ Alides, comunque.
E allora io adotto il tuo metodo: il metodo “Astio & livore”.
Brunetta, con la sua simpatica arguzia e la sua vitale esuberanza, manda a fare in c**o noi statali fannulloni? Io mi rivolgo a lui dicendogli: “Il suo, caro Ministro, è solo Astio & livore”.
E lui: “Ma lasci perdere il tono, risponda alle mie obiezioni di merito!”.
E io: “Nonnò caro mio, è solo Astio & livore, Astio & livore, Astio & livore!”
Mia moglie mi accusa di tradirla? Astio & livore, amore mio.
Il vigile mi vuole fare la multa per eccesso di velocità? Non se ne parla: Astio & livore.
Il capo mi dice di lavorare meglio? Ma stai fresco: Astio & livore.
Qualcuno mi accusa di aver preso la sua borsa? La tua borsa? A parte che la borsa era lì da sola, Astio & livore, caro il mio ometto.
Astio & livore, Astio & livore, Astio & livore.
Non vi piace la legge che, se fossi capo del governo, toglie l’otto per mille ai preti?
Astio & livore, cari cattolici: il vostro è solo Astio & livore.
Il merito del problema? Non c’è merito, c’è solo Astio & livore.
Ciao Alides, il tuo nome è indice di un chiaro Astio & livore.
Michele, con Astio & livore.
By Guido on ott 1, 2009
Ah ah ah ah! Finalmente delle ottime argomentazioni, caro Michele!
By alides on ott 1, 2009
Guido, cd risponde a te sul dialogo perché dimostra di non volere il dialogo. Sbandierano e pretendono il dialogo, ma in realtà vogliono solo aggredire. Ribadisco: io credo nell’infallibilità del Papa. Ciao.
By Michele on ott 1, 2009
@ alides
Guarda: adesso ti spiego come si svolge una discussione seria tra persone consapevoli e che dividono almeno la stessa logica discorsiva. Facciamo finta che noi due si sia, cioè, sani di mente: solo per questo esempio, non ti preoccupare.
Dunque, tema della discussione: l’aborto, ad esempio.
Partecipanti:
A = Alides
M = Michele
Andiamo a incominciare.
A: L’aborto procurato è gravemente contrario alla legge morale, perché la vita umana deve essere rispettata in modo assoluto fin dal momento del concepimento.
M: E’ per questo che il diritto canonico prevede la scomunica per chi procura l’aborto?
A: Certo, è per questo.
M: Ma allora perché il diritto canonico non prevede la scomunica per chi commette omicidio “semplice”?
A: Ma perché nell’aborto si uccide un essere innocente!
M: E un pedofilo che uccide un bambino? Non si tratta anche in questo caso dell’omicidio di un innocente?
A: Sì, ma la gravità dell’aborto è molto superiore!
M: Cioè chi sevizia e uccide un bambino è in qualche modo migliore di chi sopprime un feto di quattro settimane?
A: [silenzio].
M: E se l’aborto è effettuato per salvare la vita o la salute della donna?
A: Sempre peccato è, e grave: prevale il diritto alla vita del feto sul diritto alla vita della donna.
M: E chi lo dice?
A: [silenzio imbarazzato]
M: Voglio dire: mia moglie e io abbiamo tre figli. Se rimanesse incinta e il medico mi assicurasse che la nuova gravidanza mette a rischio la sua vita, lo abortisco personalmente io, il feto.
A: Orrore! E la vita innocente che sta per nascere, non ha diritti?
M: E la vita innocente dei tre figli già in vita non ha diritti? Non hanno il diritto di avere una madre che li cresce e li ama? Perché deve prevalere il sedicente diritto di un mucchietto di cellule che si è formato, poi, solo perché il preservativo si è rotto? E la vita della madre, non ha anche lei qualche diritto?
A: La madre deve sacrificarsi per la vita della sua creatura!
M: Bum! E chi lo dice?
A: La Chiesa e il Papa, infallibili.
M: Interessante. Io sono un essere razionale, anche per la vostra Chiesa. Perché allora, quando faccio l’amore, devo comportarmi come un animale, eiaculando sempre nel corpo della donna senza preoccuparmi delle conseguenze? Perché non posso eiaculare dove mi pare, esercitando la mia libera volontà?
A: Non sei un animale: puoi congiungerti con tua moglie nei periodi in cui essa non ha l’estro, cioè non è fertile. Le conseguenze le puoi evitare ma solo in modo naturale e in ogni caso devi sempre essere disposto ad accettare quanto la natura (cioè Dio) decide.
M: Quindi anche quando vado in moto devo evitare le conseguenze sgradite in modo naturale? Mi devo mettere un casco di banane in testa e accettare comunque le conseguenze naturali di una collisione non voluta con un TIR?
A: [Ehm ehm. Si allontana. Dissolvenza, fine.]
Ecco: una cosa così. Si discute e ci si confronta su di un tema e ognuno deve essere disposto a difendere le proprie posizioni partendo da una epistemologia condivisa, che non può essere quella fondata sul principio di autorità o sul richiamo ad asserite verità divine, libri sacri e infallibilità di origine soprannaturale.
Certo, a voi cattolici una cosa così non viene naturale, dovete sforzarvi. Certo, partite anche svantaggiati, in quanto a coerenza, logicità e ragionevolezza dell’argomentazione.
Ma mettetevi ogni tanto voi, nei nostri panni. Così, tanto per vedere l’effetto che fa.
Ciao, grazie.
Michele
By c.d. on ott 1, 2009
“Guido, cd risponde a te sul dialogo perché dimostra di non volere il dialogo”
no, io rispondo a te e alla tua ossimorica pretesa di “infallibile umilta”. ho provato a risponderti con la logica, ma non hai capito. ho provato a risponderti con l’ironia, e mi hai accusato di astio e livore. ci sto provando con tutte le forze a dialogare, ma e’ davvero dura discutere di morale con chi nega perfino il tentativo di imporre la propria morale agli altri mascherandolo da “principio non negoziabile”.
e’ proprio un cortocircuito logico irrisolvibile: una morale clericale universale, eterna, immutabile, rivelata direttamente da dio, imposta da leggi clericali votate da parlamentari clericali, e quando qualche laicista prova a lamentarsi dell’imposizione e rivendica la propria liberta ecco che i clericali si autoproclamano unilateralmente umili e urlano all’astio, al livore e alla violazione dei principi non negoziabili. beh, se le cose stanno cosi abituatevi a un sacco di astio e livore, ve li sarete proprio meritati.