a cura di Assuntina Morresi

Le dimissioni di Dino Boffo

settembre 5th, 2009 Posted in Uncategorized

Alla fine del Meeting sono andata con la mia famiglia una settimana in vacanza alle isole Tremiti, senza computer. Pensavo: il Parlamento è chiuso, cosa vuoi che succeda in pochi giorni? Per una settimana, posso anche staccare.

Le ultime parole famose …. è letteralmente scoppiata la bufera. Mi riferisco allo scriteriato attacco al direttore di Avvenire, Dino Boffo, da parte di Vittorio Feltri, che da poco è tornato a dirigere “Il Giornale”. Vista la gravità assoluta della faccenda, è bene mettere un po’ di ordine.

     Vittorio Feltri la settimana scorsa ha sparato in prima pagina il contenuto di una lettera anonima che circolava da diversi anni e che, prendendo spunto da un’ammenda pagata da Dino Boffo, ne voleva dimostrare l’omosessualità.

Troppo semplice? No, i fatti sono veramente così.

Chiaramente non sono i fatti legati all’ammenda pagata da Boffo ad interessare “Il Giornale”, ma la sua presunta omosessualità, una tendenza inammissibile per chi dirige il giornale della CEI, e soprattutto – secondo Il Giornale – per chi come Boffo ha dato voce alle critiche a Berlusconi sulla faccenda delle escort, rispondendo ad alcune lettere di protesta.

Feltri ci dovrebbe spiegare per quale motivo un direttore di un giornale avrebbe dovuto ignorare le lettere dei suoi lettori: forse Feltri si comporta così?

Ma della presunta omosessualità del direttore di Avvenire non si parla in nessun documento ufficiale, neppure negli atti del fascicolo nelle mani del Tribunale – non sono stati resi pubblici, ma i giudici hanno dichiarato che nel fascicolo non c’è niente del genere, neanche un’allusione: c’è solo una lettera anonima che lo dice, e che magicamente diventa oro colato per un bel po’ di gente, e dalla quale lettera dovrebbe difendersi Boffo.

Il quale Boffo risponde spiegando i fatti – basta andare a guardare Avvenire di questi giorni, per esempio qua.

La madre della ragazza a cui erano arrivate le molestie telefoniche, nel 2001, aveva sporto denuncia contro ignoti, e quando dal tabulario delle chiamate era venuto fuori il numero di un telefonino in uso a Boffo la querela era stata ritirata: la famiglia conosceva Boffo, e ne avrebbe riconosciuto la voce, se fosse stato lui l’autore delle telefonate. Ma per molestia si procede d’ufficio, e il gip non ha ritenuto attendibile la versione di Boffo, e cioè: l’autore delle telefonate era un suo collaboratore, che aveva cercato di aiutare dandogli lavoro (aveva problemi di droga, e poco dopo è morto di overdose), e che poteva avere accesso al telefonino.

Per proteggere il ragazzo e farla corta, Boffo decide di non impugnare la decisione del gip, iniziativa che avrebbe portato a un processo, e paga la multa. E’ così preoccupato della faccenda che non nomina neanche un avvocato di fiducia, ma lascia che si nomini un difensore d’ufficio.

La faccenda sarebbe finita lì, se una manina interessata non avesse cominciato a mandare in giro lettere anonime che, prendendo spunto dal fatto, raccontano che Boffo è omosessuale. Un’accusa inconciliabile con i suoi importanti incarichi all’interno della Chiesa.

Lettere anonime che però nessuno ha preso in considerazione per ben quattro anni: ne aveva parlato Panorama, nel 2005, nell’indifferenza generale.

E Feltri che fa? Si procura – e sarebbe interessante sapere da chi, visto che solo personale addetto poteva procurarselo – copia della condanna pecuniaria e ci appiccica dietro la lettera anonima, come se fosse un documento ufficiale a spiegazione dell’ammenda pagata.

A questo punto assistiamo all’inverosimile: si chiede conto a Boffo dei contenuti della lettera anonima.

MA DA QUANDO IN QUA UNA LETTERA ANONIMA E’ DIVENTATA UNA FONTE ATTENDIBILE?

Dico io: siamo matti? Ho letto allibita il pezzo di Messori sul Corriere, che spiega alla Chiesa che ci voleva più prudenza, non avrebbe dovuto dare tanti incarichi a Boffo, perché “un uomo immagine della Chiesa italiana ha campeggiato e campeggerà a lungo sulle prime pagine, sospettato dei gusti «diversi» la cui ombra grava oggi, più che mai, sugli ambienti clericali.”

Ma di quali sospetti stiamo parlando? Di quelli di una lettera anonima? Sull’ammenda – l’unico fatto certo – Boffo ha dato la sua spiegazione (e non vedo perché non credergli: qualcuno ha dimostrato il contrario?), e comunque di omosessualità parla solo la lettera anonima, e nient’altro. Per quale motivo qualcuno avrebbe dovuto prendere in considerazione una lettera anonima?

Peggio ancora De Mattei, che pensa che Feltri “ in fin da conti fa il suo mestiere di giornalista” – cioè i giornalisti pubblicano lettere anonime per mestiere, secondo De Mattei – e che dopo un pistolotto incredibile, in cui dimostra di bersi il testo anonimo come notizia certa, conclude: “quel che appare grave ai semplici fedeli è …. il silenzio con cui lo scandalo giudiziario è stato fino ad oggi coperto da chi aveva il dovere di intervenire e ha ora quello, impellente, di rimuovere dal suo incarico il direttore di “Avvenire””.

Ma di quale “scandalo giudiziario” stiamo parlando? Un’ammenda? Una lettera anonima?

I più rigidi pastori protestanti non avrebbero potuto far di meglio. Cosa c’è di cristiano in tutto questo? Dove sarebbe l’amore alla verità tanto sbandierato?

Ma ci rendiamo conto che nessuno, nessun direttore di quotidiano, nessun professore, nessun politico, nessun giornalista, neppure la persona più integerrima del mondo, insomma, nessuno può essere immune da diffamazioni di lettere anonime?

Che ognuno di noi provi solo per un attimo a pensare cosa succederebbe in un tribunale in cui accuse anonime venissero prese sul serio …. chi si salverebbe?  

Il Corriere della Sera, e non solo, attribuisce la lettera anonima a vicende interne al mondo cattolico. Non so se sia vero o no.

Per ora, solo alcune tristi certezze. La prima: Feltri ha fatto un mostruoso autogol, un danno devastante al PdL e al suo editore Berlusconi, dimostrando, insieme a tutti quelli che sostengono la nuova direzione de “Il Giornale”, di non aver capito niente della Chiesa.

Il Giornale di Feltri ha colpito, incredibilmente, il punto di riferimento di gran parte dell’elettorato del PdL, dimostrando di non distinguere gli amici dai nemici (per un direttore di quotidiano non è un gran complimento), e cadendo nell’enorme contraddizione di attaccare – del tutto infondatamente, e anche questo non è il massimo per un giornalista – una persona sul piano privato, dopo che per mesi, giustamente, ha difeso Berlusconi da attacchi simili.  Un attacco incomprensibile per chiunque appartiene a quel mondo.

Lo ha appena riconosciuto anche Fabrizio Cicchitto, che non è esattamente un esponente della gerarchia cattolica.

Avvenire non è un giornale qualsiasi. In Avvenire si riconosce un popolo, quello cattolico, compreso chi non lo legge quotidianamente, anche chi non condivide tutto quel che c’è scritto; è stato il punto di riferimento delle nostre battaglie, ma è anche l’unico che racconta di tanta vita del popolo cattolico che altri giornali si guardano bene dal prendere in considerazione.

Chi festeggia insieme a “Il Giornale”, poi , non ha capito che la Chiesa non è un partito politico, al quale si possono dare colpi bassi, e con cui poi ricucire, come si fa in politica. La Chiesa non è questo, e chi la tratta così non può andare molto lontano.

Ci sarebbe molto altro da dire. Per ora vi segnalo tre contributi utili: il primo è quello di Antonio Socci, il secondo di Sandro Magister, ed il terzo è la lettera di dimissioni di Dino Boffo, con il commento di Giuliano Ferrara.

  1. 81 Responses to “Le dimissioni di Dino Boffo”

  2. By Ceccus on set 5, 2009

    Grazie Assuntina.
    Dalle mie parti il silenzio della gente comune è sintomo del disprezzo per chi agisce così e fa molto rumore per nulla. Feltri non è una persona seria, dispiace riconoscerlo.
    Che strano, però: se anche Boffo fosse omosessuale (che non è), guarda un po’ chi ha difeso la sua (presunta) diversità: la Chiesa stessa! E poi dicono che è chiusa, gretta, omofoba…
    Se non ci fosse da piangere, verrebbe da ridere.
    Ma alla verità è stata resa testimonianza.

  3. By Germano Presicce on set 6, 2009

    La Chiesa, fino all’avvento di Giovanni Paolo II, anzi fino a dieci anni prima della sua morte, aveva un modo di muoversi nella realtà e di trattare la realtà che, se applicato alla vicenda Boffo avrebbe consigliato e registrato azioni totalmente diverse e assolutamente meno clamorose ed evidenti. So che anche adesso qualcosa si muove e non si vede, forse le cose più grosse sono trattate così dal papa più fedele alla tradizione degli ultimi cinque sei papi, ma certamente quanto s’è sentito dai cattolici laici e non è decisamente troppo. Anche tu, cara Assuntina, hai forse fatto qualche passo nel buio o almeno nella penombra di questa vicenda, di sicuro l’ha fatti Socci alcuni passi al buio.
    Aspetterei, prima di proclamare “l’evidenza”, ché molto spesso essa contraddice la realtà vera.
    Dovrebbe mostrare il documento intero Boffo, e dovrebbe parlare la signorina Anna B. o sua madre, per spiegare se hanno riconosciuto la voce all’altro capo del telefono.
    Ma finora, nessuno di quegli integerrimi cattolici s’è premurato né di mostrare né di dire alcunché. E questo fa rimanere qualche piccolo punto interrogativo nel cuore. Insieme all’amaro per il danno alla Chiesa.

  4. By Gabriele on set 6, 2009

    Cara Assuntina,
    non so, come te il motivo dell’azione di Feltri. Ho però il sospetto che la posizione assunta sulle varie “Noemi” non sia la causa principale. Credo che il motivo vero per cui Boffo era visto come un nemico porti il nome di Eluana e di tutte le altre battaglie portate avanti da Avvenire per far vedere che la Fede è un giudicare ed un vivere diverso

  5. By franco on set 6, 2009

    carissima Assuntina, era meglio se te ne stavi alle Tremiti tranquillamente a goderti il sapore del mare invece di “rituffarti” nel pettegolume di questo paese. Non avertene a male, ma é proprio da questo vizietto tutto Italiano che proviene il nostro disagio. Vedi, una volta chi parlava doveva essere uomo (nel senso di serio perciò poteva essere anche donna)e come tale aveva voce in capitolo ora invece che parlano tutti, basta avere la voce, c’é il caos. Facciamo silenzio per favore, ascoltiamo e poi andiamo a votare e così vedremo se questi buffoni che pretendono di controllarci potranno ancora agire. Ciao e….scusa sai ma ti voglio bene, Franco

  6. By Maccagnoni Francesco on set 6, 2009

    totale solidarieta’ a Feltri.
    Ha pubbicato correttamente una sentenza passata in giudicato.
    il resto è venuto di conseguenza.
    se qualcuno ha commesso errori, sono stati coloro che hanno messo Boffo in condizioni di essere “ricattabile”

    cordiali saluti

  7. By chiara Broccatelli on set 6, 2009

    in tutto questo il vero scandalo è che si parla ancora di omosessualità come un problema grave! omosessuale o no, lesbo o no, bisessuale o no, ma non siamo tutti figli di Dio?
    finchè ci sarà questa chiusura da parte della chiesa, ci sarà sempre un Feltri pronto a far girare lettere anonimie che incriminano gli innocenti, anche se realmente omosessuali! che schifo….

  8. By Giovanni on set 6, 2009

    Rivolgetevi, per informazioni, al vostro amico renato farina, che avete sempre difeso, ma che evidentemente non ha perso il vizietto, quello della spia.
    E magari, omofobi come siete, parlateci, se non di Boffo, di padre Maciel (che pure avete difeso, al di là di ogni evidenza). davvero un bello spettacolo: siete costretti a ricorrere alle parole del piduista massone cicchitto…. Una bella compagnia…

  9. By mistero boffo on set 6, 2009

    “Le dimissioni di Dino Boffo da Direttore di Avvenire per un attacco de “Il Giornale”. Solo dieci giorni fa non ci avremmo mai creduto. Eppure è successo, ed è molto grave.”

    invece io alle sue dimissioni ci avevo sempre creduto……

    sono dell’opinione che Boffo sia anche peggio di quanto descritto da Feltri…..

    ma l’importante era creare il precedente…….. Ora per ogni uomo di chiesa basta pubblicare un documento che lo incastri e costringerlo alle dimissioni. Come per tangentopoli,ilprocesso si fa sui giornali.E vengono inchiodati persino quelli veramente colpeovli.

  10. By Grisostomo on set 6, 2009

    La sua ricostruzione del fatto è parziale e fuorviante.
    Spettava a Boffo dire la verità e non lo ha fatto, perchè la sua famosa lettera di dimissioni non è altro che una petizione di principio tendente a dimostrare di essere una vittima innocente di Feltri, senza portare alcuna evidenza di quello che dice, a parte il fatto di essere lui a dirlo.
    La cosa grave è che è stato tenuto alla direzione dell’Avvenire per ben 5 anni dopo la sentenza, senza alcun riguardo al fatto che le difficili e crudeli battaglie che la Chiesa compie sui principi sono radicalmente e fatalmente compromesse se una persona importante come Boffo va in giro serenamente con un fardello come quello sulle spalle.
    Sull’omosessualità nessuno si pronuncia, perchè il Giudice ha vietato la pubblicazione delle carte (in un Paese dove le intercettazioni telefoniche ed le carte dei processi passano per la redazione di Repubblica per il dovuto visto ……).
    Ma vedo qui sopra un intervento di una vostra lettrice (Cristiana? Omosessuale? Adulta? mah!) che già tra le righe chiede, nel suo schifo, che ci sia apertura della Chiesa verso l’omosessualità….
    Ma Boffo, invece di trascinare con sè la CEI e la Chiesa avrebbe potuto e dovuto pubblicare tutte le carte (naturalmente sbianchettando il nome della sua vittima).
    No. Ha detto: credete a me e non a Feltri, io sono una vittima.
    E a lei, cara Assuntina, ricordo un meraviglioso articolo della Bernardini De Pace ieri sul Giornale (posto che sia lecito leggerlo…..) con un quesito piccolo piccolo, ma grande così per gli ipocriti e i sepolcri imbiancati: e sulla vera vittima, la ragazza di Terni, la vittima di Boffo, niente da dichiarare?
    E’ vittima, ed eroe, solo Boffo?
    Ma, per piacere……….

  11. By Grisostomo on set 6, 2009

    Ops, dimenticavo. Ferrara è volubile come una ballerina della Scala. Nel suo vaporoso tutù non fa testo: prende un tè con Veronica ed è -oggi come oggi- follemente innamorato dell’amoroso del momento. Gianfranco Fini. Qui noi aspettiamo che gli passi la scuffia.

  12. By loris on set 6, 2009

    La condizione di Boffo è nota da tempo a tanta gente che frequenta e ha frequentato i suoi stessi ambienti. Poi giustificare il tutto addossando la responsabilità ad uno morto è un colpo di genio! Per queste scappatoie indimostrabili non risulerà mai niente nei tribunali. Questo non toglie l’assoluta gravità della questione (cosa che neanche Socci ha colto): a capo degli organi mediatici e informativi della CEI c’era Boffo, quindi con il beneplacito delle alte sfere della CEI, vescovi illustri. Ormai la Chiesa come potrà più parlare di morale sessuale?
    Ciò che ha detto il Papa mercoledì per me è una conferma di questi fatti. E’ ora di convertirsi a Dio e lasciare Mammona, per sempre

  13. By gianni toffali on set 6, 2009

    Cara CHIARA BOCCATELLI…ma ti rendi conto della cavolate che scrivi? me te lo sei letto San Paolo? Hai letto che parole terribili usa verso chi pratica l’omosessualità? prima studiati le Sacre Scritture, e poi ritorna qui con la mente sgombra di incrostrazioni liberal radicali libertine.

    ps. non solo i gay sono figli di Dio…ma anche i pedofili….giusto?

  14. By Dianella on set 6, 2009

    Quante parole – false o presunte vere – che danno la stura al diffondersi di risposte, meglio sarebbe controaccuse, altrettanto chiassose. Facciamo silenzio – anche perché i fatti con le logiche e i sentimenti che li hanno prodotti, non li conosciamo certo noi – e affidiamo all’unica voce della Chiesa la risposta. Un abbraccio, cara Assuntina. Dianella

  15. By JJ83 on set 6, 2009

    Il vero problema non è il decreto penale di condanna per la molestia, a cui non interessa niente a nessuno, ma se il Direttore di Avvenire andava o meno a uomini. E questo, ci spiace dirlo, ma non è mai stato smentito in maniera cristallina del diretto interessato!

    Cioè per dirla breve, non si è letto in avvenire di questi giorni la semplice affermazione: NON E’ VERO, NON SONO MAI ANDATO A UOMINI! Sarebbe stato più semplice e bello.

    Nel caso si rinvenisse in Avvenire o in qualunque altra fonte la smentita, si prega di segnalarlo.

  16. By Giorgio on set 6, 2009

    cara Assuntina,
    la gravità del caso è evidente, Feltri è un panzer, uno di quei cacciatori che spara a tutto ciò che si muove, con tutti i rischi del caso. Se è stato messo a dirigere Il Giornale quindi…
    Quello che però sconcerta è che Boffo non chiarisca. Doveva essere fatto già all’epoca dei fatti. Il direttore di Avvenire occupa un posto delicatissimo non può lasciare spazio a equivoci. Non si può, nella sua posizione, prendere una condanna del genere per proteggere un collega, qualcosa non quadra. Perché, se le cose stanno così, non chiarisce ora, rimandando al mittente il fango? Perchè la Cei ha permesso che questa situazione andasse avanti nell’equivoco per anni?
    Non so cosa ci sia dietro questa vicenda ma se si vuole chiarezza ci deve essere da tutte le parti non bastano le difese d’ufficio. cordiali saluti

  17. By Gianmaria Leotta on set 6, 2009

    Cara Chiara Broccatelli, mi permetto di consigliarLe di leggersi il nn. 2357-2359 del Catechismo della Chiesa Cattolica:

    Castità e omosessualità
    2357 L’omosessualità designa le relazioni tra uomini o donne che provano un’attrattiva sessuale, esclusiva o predominante, verso persone del medesimo sesso. Si manifesta in forme molto varie lungo i secoli e nelle differenti culture. La sua genesi psichica rimane in gran parte inspiegabile. Appoggiandosi sulla Sacra Scrittura, che presenta le relazioni omosessuali come gravi depravazioni, [Cf ⇒ Gen 19,1-29; ⇒ Rm 1,24-27; 2357 ⇒ 1Cor 6,10; ⇒ 1Tm 1,10 ] la Tradizione ha sempre dichiarato che “gli atti di omosessualità sono intrinsecamente disordinati” [Congregazione per la Dottrina della Fede, Dich. Persona humana, 8]. Sono contrari alla legge naturale. Precludono all’atto sessuale il dono della vita. Non sono il frutto di una vera complementarità affettiva e sessuale. In nessun caso possono essere approvati.

    2358 Un numero non trascurabile di uomini e di donne presenta tendenze omosessuali profondamente radicate. Questa inclinazione, oggettivamente disordinata, costituisce per la maggior parte di loro una prova. Perciò devono essere accolti con rispetto, compassione, delicatezza. A loro riguardo si eviterà ogni marchio di ingiusta discriminazione. Tali persone sono chiamate a realizzare la volontà di Dio nella loro vita, e, se sono cristiane, a unire al sacrificio della croce del Signore le difficoltà che possono incontrare in conseguenza della loro condizione.

    2359 Le persone omosessuali sono chiamate alla castità. Attraverso le virtù della padronanza di sé, educatrici della libertà interiore, mediante il sostegno, talvolta, di un’amicizia disinteressata, con la preghiera e la grazia sacramentale, possono e devono, gradatamente e risolutamente, avvicinarsi alla perfezione cristiana.

  18. By Salvatore Angelica on set 6, 2009

    Carissimi,
    da cattolico, sono profondamente dispiaciuto per tutta questa vicenda “Boffo”, che ha avuto soltanto l’effetto di buttare fango sulla Chiesa italiana, in modo particolare su uno dei Suoi figli. In questi giorni ho desiderato ardentemente che si facesse luce e venisse fuori la verità, ma per difenderla con tutte le forze! Sarei stato pronto, visti gli ultimi fatti e conclamata l’innocenza di Dino Boffo, a difenderlo a spada tratta. Ma, come ci insegna il nostro Divino Maestro nel Vangelo, il direttore di Avvenire ha preferito che riponessimo la sciabola e fosse la storia a rendere giustizia nel tempo. Dobbiamo tutti stringerci attorno a questo nostro fratello che, coraggiosamente, si è messo da parte per amore alla Chiesa. Forse da lui dobbiamo imparare cosa vuol dire servire Cristo nella Sua Chiesa, e servirLo anche quando questo comporta sacrificio, dolore, calunnia, incomprensione, solitudine.
    Coraggio Dino, noi ti siamo vicini con la preghiera, certi che colui che lavora per l’ “Azienda” di Cristo avrà la vita eterna ed il centuplo quaggiù.

  19. By Orsobruno on set 6, 2009

    Bravissima Assuntina,
    ricostruzione chiara e veritiera, con le opportune sottolineature
    Grazie

  20. By beavall on set 6, 2009

    La stampa italiana ha pudicamente ignorato o relegato in microtrafiletti l’articolo di ‘Time’ che la definisce “inaffidabile” in quanto parla “a una ristretta élite e mette in secondo piano le notizie”. Del resto, se avesse riportato quelle critiche, magari per discuterle, non le avrebbe meritate. Sarà un caso, ma negli ultimi mesi sono cambiati una ventina di direttori fra tv e giornali. Tutti, o quasi, per ordine o su auspicio del presidente del Consiglio. In febbraio Silvio Berlusconi aveva invitato i direttori del ‘Corriere’ e della ‘Stampa’, Paolo Mieli e Giulio Anselmi, a “cambiare mestiere”. L’hanno prontamente cambiato. Enrico Mentana gli stava sulle scatole: costretto a lasciare ‘Matrix’ e licenziato da direttore editoriale di Mediaset, Mentana ha avuto un’offerta da La7, subito bloccata da un veto di Palazzo Chigi: non sia mai che un giornalista cacciato dal Cavaliere si accasi in un altro posto. Non deve proprio esistere, un altro posto.

    Vedi quel che è accaduto alla Rai, i cui vertici sono stati nominati, per comodità, direttamente a Palazzo Grazioli: il direttore generale Masi e i suoi quattro vice; i responsabili di Rai1 e Rai2 (Mazza e Liofredi), nonché del Tg1 e del Tg2 (Minzolini e Orfeo); ma anche di Rai Corporation (Magliaro), Radio Rai (Socillo), dei Gr (Preziosi) e di Gr Parlamento (Berti, ex ufficio stampa di Forza Italia). Ora, se tutto va bene, il premier piazzerà pure Minoli a Rai3 con la benedizione del suo ultimo sponsor, Agostino Saccà. Sistemata la concorrenza, ecco gli house organ: Feltri lascia ‘Libero’ a Belpietro e passa al ‘Giornale’ lasciato libero da Giordano che trasloca a Studio Aperto al posto di Mulè che va a ‘Panorama’ dove sedeva Belpietro. Signorini intanto raddoppia: oltre a ‘Chi’, che sta a Palazzo Grazioli come ‘Rinascita’ stava a Botteghe Oscure, dirige anche ‘Sorrisi e Canzoni’. Domanda ingenua: ma ‘Il Giornale’ non è di Paolo Berlusconi? Le pazze risate.

    Feltri, ormai privo di freni inibitori, ha confessato a Cortina che al ‘Giornale’ di Paolo l’ha assunto Silvio: “Il 30 giugno ho incontrato Silvio Berlusconi. Ogni volta che lo vedevo mi chiedeva: ‘Ma quand’è che torna al ‘Giornale?”. E io: ‘Sto bene dove sono’. Ma quel giorno entrò nei dettagli, fece proposte concrete e alla fine mi ha convinto”. Completa il quadro ‘Il Mattino’, che è di Caltagirone, ma ha scelto come direttore Virman Cusenza, ottimo notista politico e nipote di Dell’Utri. Ora, sai che sorpresa, Dino Boffo lascia ‘Avvenire’: essendo vicino a Ruini, era troppo sbilanciato a sinistra. E si auspica un cambio della guardia anche all”Osservatore romano’, altro covo dell’antiberlusconismo militante. Poi, certo, ci sono pure direttori non nominati né sponsorizzati dal premier: sono quelli denunciati dal premier. Come ha scritto il ‘New York Times’, “i giornalisti italiani si dividono in due categorie: quelli che lavorano per Berlusconi e quelli che lo faranno”. Infatti l’Antitrust ha subito aperto un’istruttoria per “abuso di posizione dominante”: contro Google.

  21. By mario on set 6, 2009

    Ceccus =Che strano, però: se anche Boffo fosse omosessuale (che non è), guarda un po’ chi ha difeso la sua (presunta) diversità: la Chiesa stessa! E poi dicono che è chiusa, gretta, omofoba…

    Maccagnoni Francesco =totale solidarieta’ a Feltri.
    Ha pubbicato correttamente una sentenza passata in giudicato.

    Chiara Broccatelli =finchè ci sarà questa chiusura da parte della chiesa, ci sarà sempre un Feltri pronto a far girare lettere anonimie che incriminano gli innocenti, anche se realmente omosessuali! che schifo….

    Grisostomo = un quesito piccolo piccolo, ma grande così per gli ipocriti e i sepolcri imbiancati

    Carissimi amici qui citati con evidenza del momento più intenso del vostro dissenso, ed in particolare caro Ceccus (con il quale però sono in piena sintonia) vorrei aggiungere “Perché nessuna lobby omosessuale difende il diritto di Boffo ad essere omosessuale ?”

    Dunque, io sto nella Chiesa da 20 anni e sono frastornato in questa vicenda da quel che si dice e ogni giorno ne sento una nuova. Per dare un’opinione però bisognerebbe conoscere i fatti, ed un fatto importante è chi dice la verità e chi mente (finanche parzialmente ma mente). Poi appurato dove sta la verità, potremmo esprimerci se è giusto che tizio sia omosesssuale in quella funzione di rilevo, se è lecito accusare Berlusconi o no, se è giusto paragonare Noemi e la tal escort e i barconi di profughi alla Shoà nazista, se è legittimo fare una certa rappresaglia di simile peso mediatico atomico hiroshima oppure no. Ma prima – per piacere – dove sta la verità e poi le opinioni su dati veri e non sulle congetture.

    Boffo è stato colpito da certe accuse, e la mia prima personale reazione è stata di rabbia per il fatto che così egli aveva calamitato fango contro la Chiesa. Speravo che dicesse che non è vero niente dimostrandolo (e così la Chiesa era salva), oppure che chiedesse perdono di quanto aveva fatto – e poi mi auguravo che gli fosse anche conceso (e così la Chiesa era stupenda).

    Al dunque Boffo ha parlato ed ha detto sono innocente su tutta la linea e ha spiegato perché. Qualcuno sa dirmi perché la sua difesa non è attendibile ? Seconda domanda. La Chiesa, mi par di capire, ha creduto alla sua versione, e si è comportata come si è comportata. Gradirei sapere – dando per il momento per buono il fatto che Boffo sia innocente – cosa ha fatto di sbagliato la Chiesa.

    A questa mia ultima domanda ha tuttavia risposto Vittorio Messori (trascinato per i capelli in questo articolo) e io reputo corretta la sua risposta. Dice Messori che Boffo anni fa era andato alla Chiesa ed aveva detto “Sono sotto schiaffo ma sono anche innocente”. La Chiesa gli ha creduto, NON LO HA PROTETTO (espressione volutamente mafiosa da parte di chi la usa) poiché si proteggono i colpevoli e non gli innocenti, e lo ha lasciato al suo posto. Messori dice “Male !!!! Esiste la prudenza e la prudenza suggeriva di non mettere a rischio la Chiesa ad opera di chi poteva trovare un pretesto per infangarla”. Si può o no condividere l’opinione di Messori, ma personalmente non intendo raccattare alcuna pietra per lanciargliela contro, poiché nella verità del cuore della Chiesa ci sarebbe stata il riconoscimento a Boffo ma mettendo in bilico la vulnerabilità della Chiesa ad opera degli assalti del male che intende sempre e comunque distruggere la Chiesa, e quindi Messori votava per la prudenza e non per la giustizia o per la carità come ha fatto la Chiesa.

    Questo mio ragionamento sta in piedi se la versione Boffo è corretta e la versione Feltri è artefatta (ossia lettera anonima spillata a vera sentenza ove non si parla di omosessualità ed altre sconcezze) su una sentenza che Boffo ha accettato per quieto vivere ma che non aveva commesso e con tanto di spontanea ritrattazione della querelante che conosceva Boffo e non attribuiva quella voce a lui pure che il cellulare usato era di lui. Non è mica uno scherzo questo nodo da sciogliere !!! Qualcuno può rettamente dire chi dei due ha mentito ? Se è sì lo dica al netto del casino in giro sulle voci mediatiche. Tra l’altro nel Vangelo di oggi Gesù per fare un miracolo si apparta da solo lontano dalla folla. La folla e il suo casino e la sua sete di spettacolarità come immagine del maligno, verrebbe da pensare, una folla che prende e getta il suo ego in pasto al Masaniello di turno “Vogliamo Barabba l’assassino collaudato, crucifigge quello lì !!”.

    E allora cari Maccagnoni Francesco, Chiara Broccatelli, Grisostomo, perché Boffo non sta dicendo il vero ? Dove è che la sua versione non regge ?

    Grazie.

    Mario

  22. By Marco Diaferia on set 6, 2009

    Chi ci perde siano noi poveri semplici cattolici, che non capiamo nulla.

    Leggo qui delle “verità” mai lette altrove: quindi ci sono altre fonti a cui Assuntina ha accesso?
    Leggendola, Boffo appare un martire: uno che si accolla una colpa altrui e pure la paga. E non fa neppure ricorso.

    Poi scrivo a scrittori cattolici e mi dicono che la cosa “si sapeva” e “che le cose stanno anche peggio”.
    E allora?
    Posto che Feltri, che non è credente, ha fatto una cosa cristiamanete riprovevole (tanto quanto fatto da Repubblica sul peccatore Berlusconi), non si capisce perché non si possa sapere la verità, se non c’è stato nulla di male.

    E invece? Si secreta tutto!

    La stessa Radio Maria ha tenuto un atteggiamento freddo, anche perché alcune prese di posizione su Medjugorje e su alcuni altri temi, erano poco piaciute a Padre Livio. Per non dire che la Rete Blu delle radio cattoliche (sempre di Boffo) era un tentativo di far fuori Radio Maria (parola di padre Livio).

    Ci chiediamo, e lo sappiamo solo ora, se è mai possibile che un solo laico potesse avere in mano tutto il potere mediatico cattolico. Col fiume di soldi (nostri) che ci girano.

    Mah: Boffo deve solo rendere pubbliche le carte… se ha ragione lui, avrà gli applausi e l’apprezzamento anche di chi nella Chiesa è rimasto dolorosamente perplesso. E ne uscirà non bene, ma benissimo.

  23. By Grisostomo on set 6, 2009

    “E allora cari Maccagnoni Francesco, Chiara Broccatelli, Grisostomo, perché Boffo non sta dicendo il vero ? Dove è che la sua versione non regge ?”

    Nella sua autodifesa, la famosa lettera che piacque tanto a Ferrara, Boffo ha parlato di tutto, ma non ha portato una sola prova di non essere stato lui a moltestare la ragazza. Lasciamo perdere l’omosessualità, perchè non c’entra nulla.
    Boffo è stato condannato in via definitiva per aver molestato una donna. E’ vero o no?
    Se non è vero, perchè è stato condannato? Perchè non ha pubblicato lui stesso, che può farlo, gli atti del processo?
    Se è vero, perchè uno che va in giro a molestare le donne sta a dirigere l’Avvenire?
    Tutto qui.
    C’è risposta o ci sono solo atti di fede?

  24. By luigi on set 6, 2009

    E’ davvero credibile che Berlusconi non ne sapesse nulla? Feltri è stato da poco rimesso in sella al Giornale, e Pansa ha subito profetizzato che dalla stampa sarebbe “colato sangue”,(sbagliando semmai tipologia di liquido organico… quello che è colato è più marrone che rosso…). E’ evidente che le misurate critiche di Boffo non sono piaciute al “sovrano”. Ci vorrebbe un tantino di coraggio in più da parte dei cattolici “embedded” nelle trincee berlusconiane, perchè è chiaro che dietro questa vicenda c’è un ammonimento: “chi non è con me è contro di me”. Se questo colpisce Boffo, ottimo direttore di un ottimo giornale non certo ostile a Berlusconi, ma giustamente autonomo e libero di non allinearsi in tutto e per tutto, allora quale spazio di autonomia avremo noi “cattolici della strada”?. Con Berlusconi si può scegliere di essere alleati o meno, ma in ogni caso si deve restare liberi di criticarlo, e soprattutto, non lo si deve incensare! Dai tempi di Anania Azaria e Misaele, questo è ciò che fa un credente!

  25. By alessandro papini on set 6, 2009

    Boffo è stato condannato per molestie sessuali , come si evince dagli atti giudiziari. Ha pagato l’ammenda inflittagli.Qualcuno, Feltri, ha detto : Boffo, che criticava aspramente le PRESUNTE scappatelle di Berlusconi con le escort (eventualmente consensienti) senza uno straccio di prova provata, è stato condannato per molestie sessuali e di questo produce fior di documenti e non solo la lettera anonima. E succede il pandemonio. La Chiesa non c’entra, Boffo NON è la Chiesa, ma un suo rappresentante, dato e non concesso: anche io sono Chiesa ma in Boffo non mi sono mai riconosciuto nemmeno quando non sapevo che era stato condannato per molestie sessuali.
    Ora Assuntina Morresi che stimo e leggo volentieri, fa delle affermazioni molto interessanti, ma non le circostanzia adeguatamente, un po’ come Boffo, che pretende un atto di fede sulla sua innocenza. Non vedo problemi, se Boffo aspettava che i giudici condannassero Berlusconi per i fatti delle escort avrebbe fatto molto meglio. Diceva il Maestro : chi è senza peccato scagli la prima pietra.

  26. By mario on set 6, 2009

    Caro Grisostomo

    Le righe che riporto di sotto nel prossimo capoverso o sono fantascienza e quindi la Chiesa deve tenersi questo tremendo smacco, oppure sono attendibili E MAGARI SONO LA VERITA’ SEMMAI QUALCUNO LA APPURASSE E LA DICHIARASSE e allora la Chiesa ne esce bene (e Boffo anche). Per me (ma io non sono nessuno e mi limito a ragionare con la mia testa e non impongo niente a nessuno) questa ricostruzione di Boffo in linea di principio reggerebbe e mi par di capire che la Chiesa ha creduto a queste righe qui seguenti per anni e le crede ancora oggi. Mostrare che quanto segue è falso significa dire “Signor Boffo hai mentito, vergognati e tu cara Chiesa non dormire in piedi per piacere”. Per me personalmente con Boffo colpevole o Boffo innocente la Chiesa non ha colpe neppure indirette e non ha coperto complicità ma si è limitata a credere ciò che un suo figlio le ha detto nella verità o nella menzogna.

    La madre della ragazza a cui erano arrivate le molestie telefoniche, nel 2001, aveva sporto denuncia contro ignoti, e quando dal tabulario delle chiamate era venuto fuori il numero di un telefonino in uso a Boffo la querela era stata ritirata: la famiglia conosceva Boffo, e ne avrebbe riconosciuto la voce, se fosse stato lui l’autore delle telefonate. Ma per molestia si procede d’ufficio, e il gip non ha ritenuto attendibile la versione di Boffo, e cioè: l’autore delle telefonate era un suo collaboratore, che aveva cercato di aiutare dandogli lavoro (aveva problemi di droga, e poco dopo è morto di overdose), e che poteva avere accesso al telefonino. Per proteggere il ragazzo e farla corta, Boffo decide di non impugnare la decisione del gip, iniziativa che avrebbe portato a un processo, e paga la multa. E’ così preoccupato della faccenda che non nomina neanche un avvocato di fiducia, ma lascia che si nomini un difensore d’ufficio. La faccenda sarebbe finita lì, se una manina interessata non avesse cominciato a mandare in giro lettere anonime che, prendendo spunto dal fatto, raccontano che Boffo è omosessuale.

  27. By Paolo on set 6, 2009

    Francamente non credo che il punto sia la omosessualità di Boffo (non vedo neanche se e come ciò lo renderebbe incompatibile a guidare un giornale cattolico), il punto è che Boffo ha lanciato molte pietre e pietruzze contro Berlusconi per il suo libertinaggio… E Feltri lo ha messo alla berlina per questo suo abbastanza evidente fariseismo. Feltri sa di essere un peccatore, e lo dice. Giustamente (secondo me) se la prende con chi stigmatizza i peccati altrui. Più in generale, se la Chiesa (e l’Avvenire) avesse sin da subito (dal caso Noemi) detto “chi è senza peccato scagli la prima pietra” (invece che dirlo troppo tardi) tutto ciò non sarebbe successo e noi cristiani avremmo fatto più bella figura…

  28. By mario on set 6, 2009

    Caro Marco Diaferia, Nel tuo intervento esordisci mostrando il tuo passaporto di bravo cristiano cattolico.

    Poi da quel momento si nota un tuo mollare ceffoni a destra e sinistra a causa del credere a troppe cose che si dicono. Sei stato testimone delle cose che riporti ? Il Signore (cui tu appartieni poiché lo segui spontaneamente) avrebbe scritto una pezzo simile al tuo se ne avesse avuto la posibilità ? Le parole di padre Livio (da te riportate poiché dalle tue stesse orecchie ascoltate) esprimo lo spirito del suo pensiero oppure padre Livio senza animosità e (nel senso buono della parola) forte della sua classifica migliore dell’Inter negli ultimi scudetti sorrideva divertito alle pretese di scudetto del Real CasalPusterlengo ? Io infine, ci andrei cauto sul fiume di soldi (linguaggio preso in prestito dalla Geenna anticattolica cui un vero cristiano dovrebbe stare alla larga) e per un motivo semplicissimo. La Chiesa per due millenni ha sempre vissuto di offerte, e non so quante sono venute dalle tue tasche, e comunque in ogni angolo del mondo i suoi frutti (persone ed opere) si vedono (in aggiunta ai frutti dello Spirito Santo ovviamente) e in passato ha subito oltraggi e critiche – ad esempio – per costruire la sede papale del Vaticano alcuni secoli fa. Recentemente ho visto ed ascoltato padre Raniero Cantalamessa mentre faceva il suo quarto d’ora del sabato su RaiUno (17:30-17:45 lo consiglio a tutti) da una grossa città araba (che mi sfugge il nome adesso) e gli ingegneri del luogo hanno dichiarato in TV che per costruire quella faraonica moschea di questa città è stato sufficiente il petrolio di mezza giornata. Questo spiega molte cose se solo ci guardiamo attorno ed ascoltiamo il silenzio assordante sull’argomento anzichè correre dietro (noi cristiani) ad ogni frase detta dai nemici della Chiesa, che invece ha costruito la civiltà (ed altro ancora, speranza che non delude, sacramenti di vita eterna, conforto, sapienza, etc etc) e viene depretata, saccheggiata, perseguitata ogni giorno ovunque e anche oggi, e – parola del Signore stesso – anche domani fino alla sua totale distruzione dopo di che Lui ritornerà e fischierà il 90° minuto senza tempi supplementari ma convocando direttamente – come fosse Blatter il presidente ….. della ….. FIFA …. – sul podio i vincitori mentre gli altri saranno presi in carico dal pastore che si saranno scelti deliberatamente nell’arco della loro vita.

    Ciao

    Mario

  29. By Grisostomo on set 6, 2009

    Caro Mario, non vedi da solo che la cosa non regge?
    Proteggere uno, cui anche vuoi bene, è un reato. Se è un reato, il giudice stesso avrebbe dovuto rilevarlo e quindi procedere ad una sentenza contro Boffo non per molestie ma per favoreggiamento.
    Il ragazzo di cui si parla, inoltre, è morto. Parce sepulto: questa era l’occasione per tirare fuori la verità, far vedere a tutti gli atti del processo (solo Boffo o la ragazza possono renderli pubblici, essendo stati secretati dal gip), dimostrare la propria innocenza, sputtanare Feltri, non dimettersi dall’Avvenire, ecc. ecc.
    Insomma, tutto si riduce alla parola di Boffo cui dovremmo credere con un atto di fede; per altro io non sono Sherlock Holmes, e questa storia fa acqua.
    Vedo però che la faccenda ha superato alcune soglie: ho visto amiche e amici cattolici assumere atteggiamenti che mai avrei sospettato. Sono nauseato, stanco e stufo.
    Faccio notare, en passant, un risultato stravagante di questa storiaccia: il Boffo, condannato da una sentenza per un reato infamante (molestie), lo si vuole innocente (santo subito?). Il Berlusca è direttamente condannato sui verbali di Repubblica e degli avanzi di galera, quelli dei dico e di Eluana.
    Non ci siamo. C’è qualcosa che non va.

  30. By mario on set 6, 2009

    Caro Grisostomo (ma dove lo hai preso sto bel nome degno di un Padre della Chiesa ??) ti ripuntualizzo che a mio avviso NON FA ACQUA il nodo “Ma per molestia si procede d’ufficio, e il gip non ha ritenuto attendibile la versione di Boffo, e cioè: l’autore delle telefonate era un suo collaboratore, che aveva cercato di aiutare dandogli lavoro (aveva problemi di droga, e poco dopo è morto di overdose), e che poteva avere accesso al telefonino”.

    Ossia Boffo dice al giudice “Sono innocente, il colpevole è quel drogato vivente”. Risposta “Non ti credo e ti condanno, vuoi fare appello ?” “No non faccio appello e patteggio la pena e non nomino neppure un avvocato” “Ok eccoti la condanna di una multa”. E fin qui Boffo non avrebbe protetto nessuno (sono innocente ed il colpevole è il ragazzo drogato) e non avrebbe commesso reati, ma si sarebbe limitato a non massacrare quel povero ragazzo drogato mostrando con buoni avvocati e valide controperizie la sua estraneità (semprechè sia tutto vero). Non vorrei far sbellicare di risa chi ci legge, ma anche Salvo D’Acquisto si è preso colpe non sue e non ha protetto qualcuno ma ha pagato al posto di quel qualcuno. Nei tribunali americane esiste la cauzione che qualcuno paga (e paga di suo) a beneficio della libertà di un chiaro colpevole. Proteggere – come tu lo intendi – significherebbe ingannare la giustizia adducendo il falso e non esponendosi in prima persona.

    Poco dopo il drogato muore e Boffo (ritengo dopo la morte del drogato) dice tutto alla Chiesa, non mi è chiaro se spontaneamente o per convocazione dopo lettere anonime – non lettere di tribunale, si badi bene – a tutti i 2000 vescovi esistenti e con Messori che mi sembra era venuto a conoscere la cosa con i suoi canali presenti nella Chiesa, e con molti altri ovviamente a conoscenza di ciò ma pronti a calare l’asso al momento opportuno e non in quegli anni con Boffo placido e tranquillo insieme al suo giornale. Un atteggiamento non diverso da quel fatto del Lebfevriano che benedice le camere a gas e se ne parla solo mesi dopo l’intervista poiché il Papa compie un gesto per cui va punito, cioè revocare la scomunica ai lefebvriani, e quindi anche Ratzinger (2+2=4) ama le camere a gas !!!!. Ma torniamo a noi con la Chiesa che crede alla versione Boffo non perché Boffo è santo e fa miracoli ma perché sembra affidabile professionalmente e moralmente (e fino ad un minuto prima di questa vicenda non ci sono eventi contrari alla bontà presunta di Boffo).

    Io la leggo così, cioè al contrario di Andreotti e del suo famoso slogan di pensare male che ci si piglia sempre. Circa Berlusconi e sue storie è evidente che mi sono fatto una idea ma il mio tempo e le mie parole preferisco dedicarle alla Chiesa. Berlusconi sa difendersi da solo e io mi sentirei abilitato a parlarne se viene attaccato come cristiano doc o nelle sue valutazioni cristiane (i DICO ed Eluana da te accennata ad esempio) mentre al momento viene attaccato come politico, come uomo, come peccatore etc etc e per quel che mi riguarda i peccati vengono discussi tra la propria coscienza mortificata e la grazia elargita in un confessionale.

    Ti ringrazio del tatto e del rispetto che mi usi in questa nostra divergenza.

    Con sincera stima, ciao Mario

  31. By Maurizio on set 6, 2009

    Sono Cattolico ed Avvenire non e’ il mio riferimento.La storiella del telefonio usato dal drogato e’puerile se non patetica. Boffo e’ stato condannato . Stop. Che differenza fra persone del genere come Boffo ed il direttore dell Osservatore conte della Torre che s’inginnocchiava durante i colloqui telefonici col Pontefice….
    Che schifo : avessero difeso con tanta foga Avvenire e quella cosa , la CEI , il Pontefice dopo Ratisbona , Il Motu Proprio e il ritiro della scomunica alla FSSPX sarebbero stati piu’ coerenti!

  32. By Guido on set 7, 2009

    Cara Assuntina,
    sono un lettore de il Giornale, rammaricato fin da quando ho saputo che tornava Feltri: mi aspettavo guai e guai sono arrivati.
    A mio parere Feltri è caduto “da par suo” in una trappola sapientemente tesagli. “Da par suo” in quanto lui è uno di quelli che si sentono infallibili e proprio questi individui quando cadono fanno il tonfo più forte. Per conoscenze dirette posso affermare che alcuni elementi cattolici di sinistra volevano eliminare Boffo e ci hanno provato inviando le famose lettere anonime a destra e a manca. I vescovi hanno fatto quadrato e non ci sono riusciti. Allora ecco l’idea geniale: facciamo avere il tutto a Feltri e così, oltre che far fuori Boffo inguaiamo pure Berlusconi. Feltri, fatto qualche controllo e visto che i fatti più o meno quadravano (Boffo è realmente omosessuale), si è buttato a pesce nel trappolone.
    Quanto scritto è certo una semplificazione che non considera aspetti secondari, ma non banali, della vicenda, però sono sicuro che la sostanza sia vera.

    Ciao
    Guido

  33. By Eliseo on set 7, 2009

    Mi sorprende di come molti commenti tentino di accusare ancora una volta “la sinistra” di un evento chiaramente maturato all’interno del delirio luetico del premier.
    Sarebbe ora che molti cattolici che si credono duri e puri perché hanno inscenato assurde battaglie attorno alla povera Eluana (finendo di fatto ad essere ancora una volt agli strumenti inconsapevoli del nihilista ridens) riflettessero in profondità sulle loro verità preconfezionate e cominciassero a domandarsi se davvero non portano qualche responsabilità nello sfascio morale che hanno permesso legittimando il corruttore maximo di giovani che risponde al nome di Silvio Berlusconi. Un po’ di esame di coscienza, mai?

  34. By Luigi Murtas on set 7, 2009

    Sulla surreale vicenda delle ingiuste e violente dimissioni del direttore di Avvenire è comparso un commento (sotto forma di lettera aperta al card. Bagnasco)dell’ex Presidente della Repubblica Francesco Cossiga.
    Credo che il senatore Cossiga stia dilapidando gli ultimi spiccioli della sua autorevolezza. Scrive una lettera al card. Bagnasco e la invia al Corriere perchè la faccia leggere a tutti (altrimenti come potrebbero i suoi fan sbellicarsi dal ridere nel leggere le sue solite battutine caustiche e velenose: mi sembra di vederlo ogni volta che irride la sua vittima di turno girarsi da una parte e dall’altra per raccogliere plauso. Se questo lo aiuta nella vecchiaia buon per lui, però che delusione da un uomo di cultura come lui: conosce solo il registro comunicativo del sarcasmo e lo applica a tutte le circostanze, senza discernimento alcuno). Poi ci si aspetterebbe una piena solidarietà a un fratello di fede sommerso di fango dagli ultras presidenziali che si stanno ancora rivoltolando nel brago e invece il sornione impiccabbabbu, dopo aver affettato un’iniziale ammirazione a Boffo per il gesto delle dimissioni (forse memore delle sue due precedenti dimissioni, quella seria e tragica dopo l’omicidio Moro e quella burlesca pochi istanti prima della fine del mandato presidenziale) infierisce sul cadavere chiosando la vicenda con l’espressione a un tempo espressione di balentia e di infantilismo (le due cose si assomigliano molto, del resto): “se l’è cercata”. Mi par di vedere gli uomini di Al Capone che osservano soddisfatti il corpo crivellato del ribelle di turno…che squallore!

  35. By marco on set 7, 2009

    ma che ragionamento politico ha fatto il leader del PDL?
    i voti cattolici già PDL che si sono volatilizzati con questa vicenda (tra cui -almeno- il mio dopo tante votazioni a naso turato) non interessano? valgono le copie in più che IL GIORNALE venderà?
    berlusconi (soprav)vive e resta a piede libero grazie alla politica, non all’editoria.
    evidentemente ci vuole buttare tra le braccia del grande centro che casini, montezemolo ed altri stanno preparando: volendo fare della dietrodietrologia viene da pensare che pottrebbero essere loro i mandanti…

  36. By Gustav on set 7, 2009

    Devo dire che sebbene abbia una certa “simpatia” per l’uomo Boffo invischiato in questa brutta (anche per il giornalismo) vicenda, mi sorgono le seguenti domande:

    - perchè piuttosto che dire: leggetevi pure le carte, non ho nulla da nascondere, ha preferito dimettersi?

    - perchè la Chiesa ha dato a lui tutti i suoi media? Boffo, mediaticamente più potente del Papa? Come operazione mi pare decisamente imprudente e su questo concordo con Messori.

    - non è in discussione se Boffo sia o meno omosessuale, da cristiano non mi interessa. Mi interessa di più sapere se è vero o meno se si è realmente reso responsabile di stalking.

    In sintesi sia la versione di Feltri sia quella di Boffo fanno acqua (in parti diverse), ciò che mi delude è che Boffo, l’unico che potesse fare chiarezza invece di aprire le carte (e davanti a quelle dare la sua versione – che avrei accettato) ha preferito dimettersi tenendosi stretto il faldone.

  37. By iandolo antonio on set 7, 2009

    la colpa di Boffo, aver condannato l’uomo e non il peccato. Questa scelta culturale, gli si è rovesciato contro, essendo una modalità non cristiana, ma pagana. Il perdono dell’uomo ci salva.

  38. By paolo on set 7, 2009

    Per Assuntina: condivido in pieno la nota, la preoccupazione, l’essere allibiti per la nota di Messori, il giudizio negativo su Feltri.
    Aggiungo solo una nota di sconcerto ulteriore leggendo i commenti: santo cielo, quanto astio, quanta diffidenza, quanta iper-critica nei confronti del direttore di Avvenire, dei Vescovi, della Chiesa. A che serve fare i sospettosi e gli astiosi? Temo che così non si ricerchi la verità, ma ci si faccia soltanto del male… Diamoci una calmata!

  39. By cefa on set 7, 2009

    Solo alcune semplici domande:
    1- sono d’accordo che si tratta di cose private di Boffo (e non ci voglio entrare neanche di sfuggita), ma perché gli stessi commenti non furono fatti per altri interventi per altra persona – che non nomino – che venne fatta oggetto di attacchi da panico ?
    2- perchè nessuno pensò allora, come ora si pensa alla famiglia di Boffo, a quella di quella persona tanto che uno si chiese se gli italiani avrebbero fatto educare i propri figli da lui ?
    3- quando finirà questa politica da pettegolezzo e scambio di quel materiale che un contadino chiamerebbe concime naturale organico ? Potremmo parlare di quisquillie come il quorum familiare e una seria politica verso le famiglie.

  40. By cefa on set 7, 2009

    per la redazione: andate a meditare – leggere non basta – quell’articolo di Pansa che un mese prima preventivava uno scossone al cambio al vertice de Il Giornale. Si tratta della fonte della citazione del Boffo stesso nella sua lettera di dimissioni. Vi troverete – preventivato un mese prima – tutto quanto il clima attuale.

  41. By Bepo on set 7, 2009

    Ciao Assuntina,

    sono essenzialmente d’accordo. Vorrei anche aggiungere
    alcune piccole considerazioni e ti ringrazio per l’ospitalità.

    Chiunque conosca Feltri, abbia mai letto i suoi giornali
    o i suoi editoriali sa benissimo che
    1) Se gli capita per le mani un documento che gli garantisce
    di “dare la notizia”, di diventare il centro del mondo dell’informazione,
    non si lascia perdere l’occasione. Su questo passerebbe anche sulla
    pelle dei suoi figli, figuriamoci se si fa problemi
    a tritare il povero Boffo. In questo ha avuto senz’altro ragione:
    lui ed il suo Giornale sono diventati il caso del mese
    ed ha dato prova ancora una volta che, pro destra o pro sinistra che sia,
    se ha una notizia, lui la dà.
    Gol o autogol che sia. Sarà un bene o sarà un male,
    ma sono rimasti in pochi.
    2) Non è possibile condizionarlo; per l’amor del cielo, non
    conosco personalmente l’uomo; ma leggendolo da molti anni
    mi sento di dire con una certa sicurezza che è davvero un cane
    sciolto; idee senz’altro di destra, ma un cane scioltissimo.
    L’idea che Berlusconi o qualche suo sodale abbia chiesto
    a Feltri di fare questo o quello mi pare ridicola
    prima che improbabile; forse si potrebbe
    disquisire sulla sponda della manina che ha fornito i documenti, ma
    la dietrologia mi ha sempre fatto ribrezzo.

    Personalmente trovo l’intera faccenda,
    prima che sconveniente per il centro destra,
    disgustosa per come è stata trattata una persona.
    Non so se Boffo sia responsabile o no
    di quanto gli viene ascritto, non conosco i suoi gusti
    sessuali e non voglio conoscerli. Vorrei poter valutare
    il lavoro di un uomo dai risultati che ottiene. Per quanto mi riguarda
    trovo (trovavo, ora staremo a vedere) che Avvenire
    fosse diventato ultimamente un gran bel giornale;
    forse l’unico quotidiano che riuscivo a leggere senza
    incazzarmi (Foglio a parte; ma lì siamo su pianeti,
    anzi, galassie diverse). Se poi l’uomo ha avuto dei problemi,
    se ha avuto dei cedimenti, se, insomma, è un uomo come me,
    sono fatti che mi piacerebbe rimanessero suoi.
    Motivo per cui, ad esempio, in questi giorni ero in difficoltà
    (ma non è la prima volta) a comprare
    i “miei” quotidiani, Libero ed Il Giornale.
    D’altra parte Feltri vuole vendere, e se siamo solo 4
    gatti a NON voler comprare un giornale quando pubblica certe
    cose mentre gli altri fanno la fila, come dargli torto?
    Più che Feltri andrebbe cambiata la gente. L’emergenza è educativa,
    tanto per cambiare.

    Ma di tutta la faccenda, ciò che più mi fa letteralmente
    vomitare, è l’ipocrisia di chi denuncia l’aggressione al povero Boffo,
    ma fino a ieri trovava sacrosanto sbattere in prima pagina
    gli ospiti di Berlusconi mentre si facevano il bidèt, o pagare
    una bagascia per registrare le sue prestazioni sessuali.
    Lo schifoso moralismo di chi, ben lungi
    dall’alzare il “ditino rimprovino”, avrebbe invece fatto un monumento a Feltri se
    la stessa faccenda avesse riguardato Berlusconi, o
    anche un Giovanardi o un Buttiglione qualunque (i kativi!).
    Ancora una volta posso almeno dire, quindi, che anche quando “la mia sponda” scende
    nella mota, l’altra lo fa di più ed in liquami peggiori.
    Però è una magra, magrissima consolazione.

  42. By micius on set 7, 2009

    Condivido perfettamente le argomentazioni di Mario.

    Aggiungo:ricordatevi che Feltri è tornato al giornale perchè doveva aumentare le tirature. E per aumentare le tirature si scrive (e si manda in onda) di tutto, ma proprio di tutto. Se poi le notizie non sono vere, basta insistere. Calunnia, calunnia, qualcosa rimane.
    …e Feltri ha aumentato la tiratura. Bravo. Bel manager dell’informazione.

  43. By Marco on set 7, 2009

    Cara Assuntina,
    leggo sempre com piacere i tuoi messaggi, tuttavia a volte, e questa e’ una di quelle, non concordo assolutamente con quello che scrivi e quindi desidero fartelo sapere (con civilta’, senza gli insulti che spesso vedo nelle risposte, che sono squalificanti in se indipendentemente dal bersaglio).

    Io credo che tu e molti di quelli che scrivono un commento qui sotto abbiate preso un abbaglio.

    Feltri ha fatto tutto questo non come braccio della vendetta di Berlusconi, ci mancherebbe altro, visto le tirate d’orecchie che ha riservato al premier in varie occasioni quando era direttore di Libero (oltre ad averlo sostenuto in altre, tante, occasioni) .

    Feltri (e Belpietro su Libero) spiegano bene cio’ che e’ all’origine degli articoli del Giornale, ovvero far vedere cosa accade ad essere sottoposti, come accade a Berlusconi stesso ogni giorno, ad una serie di accuse ed insinuazioni assolutamente gratuite e quasi mai sostenute da prove o sostenute da prove artefatte e create allo scopo.

    In questo caso almeno Feltri ha fatto il mestiere del giornalista e ha raccolto le prove a sua disposizione, magari legandole in modo strumentale ed ipotizzando, ma almeno una condanna esiste (per quanto spiegata da Boffo, e comunque e’ la sua verita’; per la legge la verita’ e’ un’altra, ed e’ inutile maledire il GIP che ha fatto con Boffo cio’ che regolarmente fanno con Berlusconi).

    E proprio in questo sta il merito di Feltri: aver fatto vedere, percepire, capire (spero) quanto sia sbagliato fare processi usando il si dice, il qualcuno ha scritto, prendere un’indagine magari ancora allo stato embrionale ed usarla per sbattere il mostro in prima pagina, perche’ se Berlusconi ha le spalle grosse e resiste altri non ce la fanno (vedi Boffo) ed e’ cosi’ che una persona diventa omosessuale o papi un puttaniere. E probabilmente non e’ la verita’.

    Io spero che questo faccia riflettere tutti, compreso te e quelli che nei commenti si scagliano contro Feltri, il Giornale, Berlusconi, il PDL e chi piu’ ne ha piu’ ne metta, sulla necessita’ di fare tutti un bel passo di gambero e ricominciare a parlare dei fatti, dei fatti accertati ed accertabili, delle sentenze quando sono emesse, compreso e soprattutto quando si parla di Berlusconi che essendo il nostro premier rappresenta l’Italia anche verso l’estero.

    Per quanto mi riguarda spero solo che Feltri continui a usare il martello come lo ha usato, e mi dispiace per le vittime innocenti o presunte tali, sino a quando tutti avranno ri-cominciato a fare giornalismo serio.
    Ed infine il mio voto e’ e rimane col PDL e con la Lega, e non vedo per chi altro un cattolico possa votare e sperare che i propri valori vengano rispettati e tenuti in considerazione.

    Grazie ancora per gli ottimi spunti di riflessione che offri.

  44. By Ianna on set 7, 2009

    La tua ricostruzione dei fatti è chiara, fin troppo chiara, dato che nella vicenda che racconti non citi dei punti che mi sembrano, purtroppo, oggettivamente oscuri invece:
    1) Se la ragazza molestata sa benissimo che non è stato Boffo, perché non l’ha detto? E’ stata anche recentemente intervistata. Avrebbe troncato in un colpo solo tutta la vicenda e invece ha detto sibillinamente “un giorno parlerò” (il che fa pensare che non sia una vicenda esattamente cristallina)
    2) Il padre del ragazzo che è morto esclude assolutamente che il figlio abbia fatto quelle telefonate. Per altro, il figlio non era “un drogato”, non era mai stato in comunità, ma, secondo le parole del padre, ha solo esagerato una sera
    3) Perché Boffo, se innocente, non pubblica gli atti del processo che lo riguardano, che sono in suo possesso?

    Nota bene: io non sono colpevolista su Boffo, tendo fortemente a credere alla sua versione dei fatti. Ma nemmeno possiamo nascondere la testa e dire che non ci sono elementi ancora oscuri.
    Alla fine, la cosa che sicuramente salva Boffo, anche se avesse “peccato”, sono proprio le sue dimissioni: perdere la carica di direttore non è qualcosa che ti uccide, ma rinunciarvi è sicuramente un segno di amore alla Chiesa.

  45. By Michele on set 7, 2009

    Gentili cattolici,
    se mi permettete un’osservazione irriverente, credo che la ricostruzione di Morresi sia inficiata dalla premessa: chi è in grado di scrivere, rimanendo serio, che “Pensavo: il Parlamento è chiuso, cosa vuoi che succeda in pochi giorni?”, dimostra di avere capito non niente, ma ancora meno, della politica italiana degli ultimi vent’anni. Come se alla politica gliene fregasse qualcosa, se il Parlamento è aperto o chiuso.

    Per il resto, chi esce vincitore dallo scontro (che solo un ingenuo può chiamare) Feltri-Boffo, è senza alcun dubbio Silvio Berlusconi, per l’ennesima volta. Ha dimostrato ancora di non temere niente e nessuno e di potersi permettere, nell’Italia costruita a sua immagine e somiglianza, qualunque cosa, anche di tagliare la testa del direttore del giornale dei vescovi italiani. Quello avvenuto non è uno scontro giornalistico, ma una prova di forza tutta politica recitata a uso e consumo di Berlusconi. Il quale, grazie al ferreo dominio sulle televisioni pubbliche e private (le uniche e vere costruttrici dell’opinione pubblica), ha dimostrato di fottersene dell’”opinione pubblica”: la realtà è quella creata dai vari Minzolini, Fede e Vespa, e non saranno certo i pochi milioni che leggono Repubblica o l’Unità e che guardano Rai Tre a dare noia. Per vincere le elezioni, i restanti milioni teleindottrinati bastano e avanzano.
    E Rai Tre, credo, dura minga…
    La Chiesa, poi, non è mai stata un problema, per Berlusconi: qualsiasi cosa combini l’Unto del Signore, rimane l’unico interlocutore possibile, non solo perché il PD è un fantasma oggi evanescente e sempre e comunque inaffidabile, ma perché Super-Superman ha in mano gli assi per tacitare qualsiasi opposizione venisse mai dalle parti del Vaticano e dei vescovi. Dal PD la Chiesa non otterrebbe mai quello che Berlusconi può assicurare alle gerarchie ecclesiastiche vaticane e della CEI, alle quali non importa ovviamente una beneamata fava se Berlusconi sia una minaccia per la democrazia o sia un consumatore finale di escort: a loro (e a voi, per lo più) interessano solo i finanziamenti alla scuola pubblica, l’affossamento del testamento biologico e (prossimamente) della pillola Ru486. Berlusconi è in grado di consegnarli alla Chiesa? Viva sempre viva Berlusconi.

    Berlusconi sa benissimo che i voti cattolici (o della loro maggioranza) non sono a rischio: i cattolici si comprano con poco (cioè con qualcosa che a Berlusconi costa poco o nulla: appunto il testamento biologico, le coppie di fatto o un paletto in più nella legge 40).

    Voi, scusate, non votereste per Marino o per Bersani o per Franceschini nemmeno se Feltri stuprasse un chierichetto in prima pagina: e allora di che si deve preoccupare Berlusconi vostro?

    Con immutata stima,
    Michele Lucianer – Trento

  46. By Michele on set 7, 2009

    Scusate, concludo e chiudo.
    Chi esce sconfitto dall’agguato di Berlusco…, ops, volevo dire di Feltri non è tanto la democrazia italiana, ormai morta e putrefatta. Ne esce con le ossa rotte Boffo, che avrebbe dovuto prima chiarire la faccenda delle molestie e poi gridare al complotto. Ma soprattutto ne esce devastato l’Ordine dei giornalisti, incapace del minimo sussulto, fosse anche quello dell’agonia. Come ha potuto assistere inerte allo scempio che si è consumato in questi giorni? Avrebbe dovuto far presente al Giornale, che in nome della credibilità dei giornalisti ha massacrato Dino Boffo, quello che succede in casa sua. E cioè che sul Giornale scrive Renato Farina, condannato per favoreggiamento in sequestro di persona e radiato dall’Albo (e non dall’Ordine, ma grazie alla Procura di Milano!); scrive Vittorio Sgarbi, pregiudicato per truffa ai danni dello Stato; scrive Paolo Cirino Pomicino, pregiudicato per finanziamento illecito e corruzione. E che, ai tempi recenti dei Girotondi, ad accusare onesti cittadini di essere il brodo di coltura del terrorismo, il Giornale aveva chiamato nientemeno che Marco Barbone, il terrorista rosso che nel 1980 assassinò a colpi di pistola in testa il giornalista Walter Tobagi. Morresi i suoi anni li ha, dovrebbe ricordarsi di Barbone e di Tobagi (non scriveva anche su Tempi di Amicone, il buon Barbone?). Se i giornalisti italiani – che dovrebbero essere i primi difensori della democrazia e i primi controllori del potere, quale esso sia – permettono tutto questo senza battere ciglio, attendiamo pure tranquilli la prossima vittima. E non potremo nemmeno giustificarci con le tremende parole di Hans Magnus Enzesberger, “Ai tempi del fascismo, non sapevo di vivere ai tempi del fascismo”: perché oggi nessuno può più dire di non sapere. Chi tace e acconsente, oggi, è un complice.

    Con sempre più immutata stima, vi ringrazio dell’attenzione, ammesso e non concesso che ci sia qualche attenzione da parte vostra.

    Michele Lucianer – Trento

  47. By Roberto on set 7, 2009

    E’ discutibile la Sua difesa di Boffo.
    Non trovo nulla da eccepire invece nel pezzo di Messori.
    Quanto a Boffo comunque riporto di seguito un pezzo di Roberto de Mattei:

    di Roberto de Mattei*
    da: Corrispondenza Romana – Agenzia Cattolica di Informazione

    Il caso Boffo va bene al di là delle relazioni tra Berlusconi e il Vaticano, entro cui lo si vorrebbe ingabbiare, e pone un problema di fondo alla Chiesa cattolica.

    La questione si riassume in questi termini: può l’organo dei vescovi italiani essere diretto da un uomo che è stato condannato per molestia e che, soprattutto, è sospettato di essere in una condizione definita dal Catechismo della Chiesa «intrinsecamente disordinata» e «contraria alla legge naturale» (n. 2357)? Poco importa come il fatto sia venuto alla luce. Quel che importa è che il direttore di “Avvenire” non lo abbia mai esplicitamente negato, aggiungendo alla doverosa smentita una altrettanta categorica condanna di ogni comportamento omosessuale.

    Il problema non tocca in alcun modo la vita privata degli uomini politici, e tantomeno dei direttori dei giornali italiani, ma – insistiamo su questo punto perché è centrale – riguarda il direttore di un giornale appartenente alla Conferenza Episcopale Italiana (CEI). La domanda che poniamo alle autorità ecclesiastiche è la seguente: è legittimo invocare il “rispetto della vita privata” in casi come questo?

    Berlusconi, Bossi, Casini, Fini e anche Franceschini, Prodi e Veltroni, sono liberi di comportarsi come vogliono nella loro vita privata. È lecito naturalmente giudicare la coerenza, o l’incoerenza, tra i loro comportamenti pubblici e privati ma, in ultima analisi, per la Chiesa la loro azione pubblica è più importante di quella privata. Per questo è preferibile un uomo politico immorale, ma contrario alla legalizzazione dell’immoralità, ad un altro uomo politico morigerato nella vita privata, ma favorevole a istituzionalizzare l’immoralità nelle leggi e nel costume.

    Ben diverso è il caso di un personaggio designato dalla CEI per un incarico così delicato, quale è quello di essere il portavoce dei vescovi italiani. Per tutti gli incarichi di responsabilità nelle istituzioni ecclesiali, quali direttori di testate cattoliche, professori o insegnanti in università cattoliche o pontificie, rettori di seminari, superiori di ordini religiosi, parroci e vescovi, la Chiesa ha sempre richiesto, e non può cessare di richiedere, una rigorosa coerenza tra la vita pubblica e quella privata. Le ragioni sono molteplici, e anche ovvie.

    In primo luogo la Chiesa non propone solo una dottrina astratta, ma anche modelli di vita, incarnati, nel più alto grado, dalla santità. Non si può pretendere la santità da tutti, ma da tutti si esigono comportamenti, anche privati, non contrari alla legge naturale e cristiana. Quando ciò non accade, ci si trova in una situazione di grave decadenza morale, come spesso è avvenuto nella storia della Chiesa. Questa situazione deve essere contrastata e non subita, o peggio ancora giustificata. E questo, non per mancanza di carità nei confronti delle membra deboli della Chiesa, che rimangono sempre fratelli da amare, ma per l’amore, più alto, che è dovuto in primis alla legge divina e poi a tutta la comunità cristiana che, con fatica, a questa legge cerca di conformarsi.

    Una seconda ragione nasce dallo stretto rapporto intercorrente tra le istituzioni e gli uomini che le rappresentano. Un poliziotto implicato in una rapina danneggia in maniera grave la credibilità della istituzione a cui appartiene. Allo stesso modo chi predica la morale, quando la trasgredisce nei fatti, causa un danno non solo a sé stesso, ma ai princìpi che cerca di trasmettere al prossimo.

    Oggi esiste una violenta offensiva contro la Chiesa, che mira a screditare i suoi rappresentanti, dipinti di volta in volta come pedofili, ladri, corrotti, razzisti, omosessuali, e comunque sempre in contraddizione con i princìpi da loro professati. L’unica replica possibile a questa manovra è la forza della Verità. Se le accuse sono false, vanno smascherate e denunciate. Se sono vere, non bisogna coprire i vizi, e tantomeno trasformarli in virtù, ma occorre estirparli prontamente, sottolineando la distinzione necessaria tra la Chiesa, sempre santa e immacolata, e gli uomini di Chiesa, deboli e fallibili come tutti i mortali. Essi vanno sempre amati, anche quando sbagliano, ma mai giustificati per i loro errori. Che senso ha esprimere loro “stima” e “solidarietà”?

    Vi è ancora una ragione, fondata sul principio secondo cui se non si vive come si pensa, si finisce col pensare come si vive. Oggi la Chiesa è impegnata in una dura battaglia contro il relativismo culturale e morale che aggredisce la società. Questa battaglia esige idee forti, ma anche uomini forti, coerenti con le proprie idee. La pratica del relativismo morale conduce inevitabilmente al relativismo ideologico, minando il fronte di resistenza al nemico. Una delle cause più profonde della debolezza culturale della Chiesa nel mondo, sta oggi proprio nella debolezza morale dei suoi rappresentanti. Ad un posto di responsabilità come quello di direttore del giornale dei vescovi, bisognerebbe designare un cattolico forte e coerente, e non già un uomo di compromesso culturale e morale.

    Se così non fosse, se cioè dovessimo immaginare che la vita privata di un personaggio destinato ad alta carica dai Pastori della Chiesa fosse priva di incidenza sulla sua attività pubblica, dovremmo chiederci perché mai la Santa Sede abbia inviato un congruo numero di visitatori apostolici presso un importante congregazione religiosa, sotto inchiesta per le trasgressioni morali private del suo fondatore. Gli esempi potrebbero moltiplicarsi. Perché mai le università cattoliche e pontificie dovrebbero chiedere patenti di fede e di morale, pubblica e privata, ai propri docenti? Se si ammette il principio invocato per difendere il direttore di “Avvenire”, le conseguenze per la Chiesa sarebbero devastanti.

    Al di là del disgusto per l’intera vicenda, quel che appare grave ai semplici fedeli, quali noi siamo, non è l’attacco a Dino Boffo di Vittorio Feltri, che in fin da conti fa il suo mestiere di giornalista, ma il silenzio con cui lo scandalo giudiziario è stato fino ad oggi coperto da chi aveva il dovere di intervenire e ha ora quello, impellente, di rimuovere dal suo incarico il direttore di “Avvenire”.

    Che Dio illumini i nostri uomini di Chiesa!

  48. By Marco on set 7, 2009

    Per quanto indecifrabile (e non necessariamente da decifrare in tutti i particolari) la questione del Direttore di Avvenire mostra con chiarezza per tutti noi cattolici alcuni dati incontrovertibili:
    1) che La Repubblica avvelena la vita di quelli che lo leggono e si fidano di quello che dice; 2) che Feltri ha provato a replicare, con lo stesso metodo, agli attacchi politici di Repubblica, piazzando a volte anche colpi politicamente efficaci, ma senza cogliere che le reali “alternative culturali” sui giornali da Lui diretti non erano i suoi articoli, ma quelli di Farina, di Socci e di tanti altri bravi giornalisti; una scrittrice lucida come Assuntina Morresi Feltri neanche se la sogna; 3) che Berlusconi ha preso una topica incredibile portando Feltri al Giornale con la logica “muoia Sansone con tutti i Filistei”: per certe guerre occorre un respiro più ampio dell’immediato tornaconto personale, se non vuole fare la fine di Fini; 4) che il modo di trattare Boffo è stato disgustoso (e lo dico avendo letto e stimato molte volte Libero) e dunque un doppio o triplo autogol di Feltri e quindi di Berlusconi. Anzi direi che la vicenda Boffo è l’errore più grave che abbia commesso Berlusconi in tutta la sua carriera politica. Questo noi cattolici lo possiamo ben dire a Berusconi, noi che non abbiamo mai dato una virgola di peso alla vicenda delle “signorine” (anzi…).

  49. By Antonio on set 7, 2009

    …penso che se Boffo si sia dimmesso pur essendo nel giusto sia stato un vigliacco quindi dimmissioni più che legittime!
    Mi aspetto anche le dimmisioni del direttore di “Famiglia Cristiana” che riuscirebbe meglio a dirigere “Il Manifesto”…

  50. By Michele on set 8, 2009

    @ Marco on Set 7, 2009
    Scusa, ma dove starebbe il “doppio o triplo autogol di Feltri e quindi di Berlusconi. Anzi direi che la vicenda Boffo è l’errore più grave che abbia commesso Berlusconi in tutta la sua carriera politica”?
    Non voterai più per il centrodestra, cioè per Berlusconi, dopo l’affaire Boffo? Voterai per il PD?
    Io credo che continuerai a votare PDL, Boffo o non Boffo, Feltri o non Feltri: o no? Dimmi se sbaglio.
    E la Chiesa continuerà ad appoggiare Berlusconi, per un piatto di lenticchie variamente denominato (testamento biologico o Ru486).
    Quindi, cosa cambia, per Berlusconi? Dal punto di vista del potere politico, intendo: che poi tu oggi lo stimi un po’ di meno, sai che gli frega…
    Allora, Marco: ho ragione?
    Se ho ragione, dov’è l’errore di Berlusconi?

    Attendo con interesse la tua risposta.

    Michele Lucianer – Trento.

    PS: leggo la Repubblica tutti i giorni, mi piace, ne condivido la linea di fondo e ancora sono vivo, le analisi del sangue e delle urine non rivelano tracce di veleni, ho rapporti direi buoni con mia moglie e i nostri tre figli, lavoro, vado in montagna e al mare (quando posso: sempre troppo poco), leggo molto (tra cui molti autori cattolici, per cercare di capire – senza esito! – come funziona una struttura mentale così diversa dalla mia), scrivo, faccio un po’ di politica locale: insomma, non mi sembra che la mia vita sia avvelenata.
    Sarà anche perchè, dall’età di 21 anni (ne ho 47) vivo senza televisione: tu che dici?

  51. By bob on set 8, 2009

    @Mario:
    Carissimi amici qui citati con evidenza del momento più intenso del vostro dissenso, ed in particolare caro Ceccus (con il quale però sono in piena sintonia) vorrei aggiungere “Perché nessuna lobby omosessuale difende il diritto di Boffo ad essere omosessuale ?”

    Secondo te, dopo essere stati insultati, denigrati, isolati per anni, adesso i gay dovrebbero difenderlo??

  52. By bob on set 8, 2009

    @Michele:
    E la Chiesa continuerà ad appoggiare Berlusconi, per un piatto di lenticchie variamente denominato (testamento biologico o Ru486).

    Ti sei dimenticato la scuola privata. Mentre quella pubblica va a ramengo, quella privata non è stata nemmeno sfiorata….

  53. By bob on set 8, 2009

    E adesso che Feltri attacca l’odiato (in questo blog) Fini, cosa si fa? Si continua a odiare Feltri? Lo si esalta (il nemico del mio nemico è mio amico)???
    Adoro vedere questi stranicristiani contorcersi per dare un pò di senso alle loro posizioni….

  54. By bob on set 8, 2009

    @Michele:
    Voi, scusate, non votereste per Marino o per Bersani o per Franceschini nemmeno se Feltri stuprasse un chierichetto in prima pagina: e allora di che si deve preoccupare Berlusconi vostro?

    Cattivo!!!
    Ma, purtroppo, vero…

  55. By Marco on set 8, 2009

    @Bob,
    non sei cattivo, solo un po’ ignorante e molto inquadrato (sinistramente parlando).

    Volevo giusto fare una precisazione ad una delle varie inesattezze o volute imprecisioni di cui infarcisci i tuoi interventi.

    La scuola Pubblica si divide in:

    - a gestione statale (quella che funziona in molti casi con poca attenzione alla crescita umana e culturale dei nostri ragazzi)
    - a gestione privata (quella che in molti casi funziona con grande attenzione alla crescita umana e culturale dei nostri ragazzi)

    La prima vive spesso di statalismo (che e’ una malattia) e un sano ridimensionamento e svecchiamento degli organici e’ necessario per una semplice ragione: non ci sono i soldi per mantenere a vita personale in eccesso le cui prestazioni sono spesso discutibili (e i risultati sulla preparazione dei nostri ragazzi sono ben visibili).

    La seconda vive dei soldi che famiglie, come la mia, decidono di pagare pur di cercare di offrire ai propri ragazzi una scuola che punti alla loro formazione integrale come persone e non solo al bieco nozionismo o alla sopravvivenza nella media matematica dei voti.
    E non siamo tutti straricchi, dovresti informarti. Per cui se lo svecchiamento e la riduzione dei costi della scuola pubblica a gestione statale puo’ servire a migliorarne la qualita’ e magari lasciare anche qualche soldo in piu’ per il sostegno alle famiglie che decidono con mille sacrifici di mandare i propri tagazzi in una scuola di propria scelta dove venga offerta una formazione seria dell’intera persona ben venga.

    Non serve che mi rispondi con i tuoi slogan, rifletti almeno per una volta prima di sparare.

    P.S. : un’ultima nota politica su uno degli altri tuoi commenti: Fini e’ la piu’ grande delusione del centro destra, o meglio della destra. Ha gestito meravigliosamente il passaggio sino ad Alleanza Nazionale e alla confluenza nel PDL, ma adesso e’ francamente incomprensibile quello che sta facendo. A meno di dare ragione a Feltri (che per altro parlava di questo gia’ durante l’estate 2008 su Libero).
    Personalmente credo che sia o stia diventando un peso anche per Berlusconi, ma se il PDL vuole realmente diventare un partito grande e rimanerlo deve convivere anche con queste lacerazioni. Vedremo cosa il futuro ci riservera’.

  56. By bob on set 8, 2009

    @Marco:
    Ahi, ahi, hai cannato: il sottoscritto non è inquadrato, mi spiace (men che meno a sinistra….).
    Per quanto riguarda la scuola pubblica, che tu velocemente bolli come inutile (mentre quella privata è fantastica…e poi sono io che parla per frasi fatte), ci sono alcune precisazioni:
    1)Svecchiare? Eccesso? Stanno lasciando a casa giovani che vorrebbero insegnare, lasciano al loro posto insegnanti anziani. Nel contempo non ci sono docenti anche a fronte dell’aumento di studenti (vedi l’appello dal presidente della regione Emilia).
    Ormai nemmeno la Gelmini ha coraggio di chiamarla riforma…chiamiamoli con il loro nome: Tagli.
    2)La scuola privata vive sia dei soldi delle famiglie che dei soldi pubblici, non dimentichiamolo. E allora, perchè tagliare i soldi pubblici solo da un versante?

    P.S.
    Io ho fatto la scuola pubblica e mia moglie quella privata. Sinceramente NON vedo grandi differenze (a parte il fatto che mia moglie giura NON rifarebbe la scuola privata….)

    P.P.S.
    Non ho capito: quindi Feltri va bene o no?

  57. By Ferry Mason on set 8, 2009

    Cara Assuntina, non condivido molto di quello che scrivi. Da Avvocato posso dire che Boffo, tanto più in quanto direttore di un giornale nazionale, è stato certamente imprudente a lasciare il suo telefonino in uso a terzi così come a non opporre il decreto o più semplicemente a fare richiesta di oblazione (cosa possibile per le molestie telefoniche) ai fini dell’estinzione del reato. La stoica accettazione senza difesa della condanna alla pena pecuniaria, che macchia pur sempre la fedina penale,non mi è parsa una scelta indovinata.Sul metodo scelto da Feltri si può discutere ma credo che così egli abbia dimostrato come si possa in questa Italia, da Tangentopoli in poi,trasformare i mass media in Tribunali pubblici e che quando lo fanno quelli di destra (mentre quelli di sinistra lo fanno tutti i giorni)allora ci si scandalizza. Berlusconi non ha diritto allo stesso rispetto di Boffo ? Sì o no?
    P.S. : Avvenire non è l’organo ufficiale della Chiesa come non lo è Famiglia Cristiana.Io leggo il Giornale ed Avvenire ma sto attento ai nomi di quanti vi scrivono e soprattutto ai contenuti.

  58. By alessandro papini on set 8, 2009

    Ma non si parlava di Feltri-Boffo? Che c’entra la politica? E, qualcuno mi spieghi, in Italia dipende tutto da Berlusconi? Allora uno scoop di prima mano: Berlusconi ha provocato il terremoto abruzzese dopo aver preparato gli interventi che in pochi mesi ha risolto tantissimi micidiali problemi, per far bella figura! Se Boffo è una vittima qualcuno mostri le carte, infatti si è innocenti ma anche colpevoli fino a prova contraria.

  59. By Marta Romano on set 8, 2009

    La battaglia è finita: vinti, vincitori e feriti…

    E’ finita: Boffo si è dimesso. Sembra la fine di una battaglia, e ora non resta che contare vinti, vincitori e feriti.
    Il vincitore sembra Feltri, ma non lo è. Lui è il primo vinto. Ha mostrato agli Italiani il suo modo di fare giornalismo, basato sull’accusa di direttori di altri giornali. E’ vergognoso.
    Il presunto vinto dovrebbe essere Boffo. Lui in realtà è un vincitore, perché si è difeso con la parola, da vero cristiano, senza cadere nella trappola di Feltri, senza attacchi violenti e offensivi.
    Ma il ferito più grave sapete chi è? L’informazione pubblica, che esce con le ossa rotte da questo scontro ad armi impari, che ha subito una perdita importante con le dimissioni di Boffo, che però vanno accettate e comprese.
    Io, da cittadina italiana, lettrice di giornali, e da cattolica, sento il dovere di esprimere verso Boffo piena solidarietà.
    Marta Romano

  60. By Cristiano Pieroni on set 8, 2009

    ottimo articolo improntato alla verità e all’oggettività dei fatti, finalmente; attenzione però al pericolo, a mio avviso giustamente paventato da Casini nell’intervista a “Famiglia Cristiana” in cui l’esponente udiccino individua nel caso Boffo “la metafora di un potere che pretende l’omolagazione”

  61. By Michele on set 8, 2009

    @ Marco
    Ehi Marco, perchè non rispondi anche a me? Perchè non rispondi alle domande che ti ho rivolto? Non te l’ha insegnata, la mamma, un po’ di educazione? O hai frequentato l’orripilante scuola pubblica, e questi sono i risultati?
    Troppo facile prendersela con Bob: gli voglio bene (ciao Bob!), ma è giovane.
    Rispondi a me, dài: le mie domande sono qualche post più sopra, se ci stai attento ce la puoi fare.
    Ciao, attendo con fede, speranza e carità.
    Con immutata stima,
    Michele Lucianer – Trento

  62. By bob on set 8, 2009

    @Alessandro:
    cosa c’entra Berlusconi con l’affaire Feltri-Boffo? Ma chi credi abbia messo dov’è Feltri? Lo Spirito Santo??

  63. By bob on set 8, 2009

    @Michele:
    Grazie del giovane!!!!

    P.S.
    Tranquillo, seppur giovane, mi so difendere…

  64. By Marco2 on set 8, 2009

    Sono completamente d’accordo con Assuntina e nel contempo, esterefatto per alcuni commenti.

    Solo un ingenuo può pensare che la merda, solo per il fatto che schizza da tutte le parti e non solo a senso unico, possa diventare panna montata.

  65. By bob on set 8, 2009

    Per chiudere la questione scuola:
    http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Italia/2009/09/ocse-istruzione-education-at-a-glance.shtml?uuid=ef4ff970-9c70-11de-8fdb-24365e828f7f&DocRulesView=Libero

  66. By Edoardo Marangoni on set 8, 2009

    Il resoconto della vicenda rende palese, a mio avviso, 2 cose:
    1) si è fatto un gran parlare di nulla. Per di più, sulla pelle di una persona, che ha visto diffamata se stessa, la condotta e la carriere di una vita, e – last but not least, anzi – la propria famiglia;
    2) è stata reputata sufficiente una letterina scritta da “non si sa bene chi”, per altro dal contenuto poco chiaro e mai esplicito, per far scoppiare una polemica incredibile e sollevare un polverone mediatico dei più tempestosi.
    Feltri, evidentemente, voleva fare un “inizio col botto” e ci è riuscito. Salvo però dimostrare quanto in basso il giornalismo possa cadere quando alla via dell’informazione preferisce la linea dell’asservimento politico.
    Non basta questo però. Ora si vorrebbe far passare la tesi per cui essendo tutti colpevoli di qualche peccatuccio, beh, allora non si può dire proprio niente nemmeno al Presidente del Consiglio, pur egli essendo “l’anomalia italiana”.

    Quanto poi alla sottovalutazione della Chiesa, mi trovo in pieno accordo. Non basteranno i “2 Enrichi” (Bossi e Calderoli) per ricucire uno strappo profondo nei rapporti tra il Vaticano e il Governo (soprattutto una certa parte verde).

    Più l’operato di questo Governo si protrae, più si comprende quanto poco limpida sia l’idea di democrazia che i suoi membri anno.

  67. By alessandro papini on set 8, 2009

    Bob, vedi che ho ragione ? Tutto, in Italia dipende da Berlusconi. Anche quando Feltri se ne andò dal Giornale dipendeva da Berlusconi. Ma il fatto più grave rimane quello del terremoto che Berlusconi ha provocato in Abruzzo. A parte gli scherzi, Bob, il giornalismo nostrano e anche quello mondiale è fatto di giornali venduti, per cui tutto fa notizia. Se poi la notizia per quanto gossipara è sostenuta da documenti inoppugnabili meglio. Ma alcuni giornali dei documenti inoppugnasbili ne fanno a meno, come abbiamo visto nelle recenti polemiche. POi, certo, sarebbe meglio che i giornali parlassero di politica e di cronaca, di sport e di moda ecc., tutto tranne che il pettegolezzo.

  68. By Giovanni on set 8, 2009

    Per Alessandro Papini

    Certo che Berlusconi c’entra con lo “scontro” Feltri-Boffo. Se non difendesse la privacy degli altri solo a parole (mentre difende la sua a colpi di querele) licenzierebbe Feltri su due piedi. Ah già non può, lui non è più il proprietario de “Il Giornale”…

  69. By Chiara Cudini on set 8, 2009

    Giusto, la Chiesa non è un partito politico, e forse questo Feltri non doveva averlo presente quando ha fatto ciò che ha fatto. E, avendo danneggiato ancora di più i rapporti fra governo e Chiesa, non ha di certo fatto un piacere a Berlusconi, nonostante il suo intento fosse in un certo modo quello di difenderlo dagli attacchi dei moralisti. Perciò, ora mi chiedo, cosa ha guadagnato da tutto ciò? Danneggiare così la vita pubblica di una persona non porta a niente. Un altro esempio a conferma di ciò, è quello di Berlusconi. In tutti questi mesi l’opposizione ha scavato nella vita privata del premier portando alla luce tante cose. Cosa ci ha guadagnato? La sua popolarità non ha subito un netto calo. Perciò io dico, va bene tentare di capire con che tipo di persone abbiamo a che fare nel governo, nel mondo del giornalismo ecc, ma questo è davvero troppo.

  70. By Samantha Pinna on set 8, 2009

    Vorrei invitare tutti a leggere l’interessantissima intervista dell’Onorevole Pier Ferdinando Casini su http://www.facebook.com/home.php?#/note.php?note_id=134736056329&ref=mf . Credo che il leader dell’UDC non potesse usare parole migliori per parlare dell’attuale situazione. E’ vero che altri rappresentanti politici hanno fatto le proprie riflessioni, approfittando di questa vicenda per criticare per l’ennesima volta Berlusconi sperando di ottenere qualche voto (secondo me ancora senza successo), ma trovo che nessuno di loro possa davvero permettersi di criticare il Premier e il governo in quanto quelle stesse persone hanno sempre beneficiato di quell’omologazione dell’informazione che oggi tanto si critica (non è certamente un mistero che un buon numero di quotidiani sia di sinistra). Questo fa comprendere che ai cattolici politicamente non rimane altro che volgere il proprio sguardo al centro, in quanto i rappresentanti dei due maggiori partiti italiani o in un modo o in un altro non difendono,come a volte fanno credere, quei valori cristiani per noi così tanto importanti. Continui così Presidente Casini… per fortuna c’è ancora qualcuno in Italia che non si vergogna di fare politica in modo serio difendendo la cristianità!

  71. By Marco on set 10, 2009

    Michele: siamo in due a chiamarci Marco, perciò non confondiamoci. Io ho detto che Berlusconi ha preso una topica, tu concludi che
    “comunque continueremo a votare PDL per un piatto di lenticchie che si chiama RU 486″ e aspetti la mia risposta. Eccola: hai solo un problema di potere, cioè per chi i cattolici daranno il loro consenso politico (significativamente scambi per un piatto di lenticchie, una cosa da nulla, l’aborto con la RU 486 ! ). Ripeto, cambiando piano della discussione: a sinistra siete delle autentiche nullità culturali: come si fa a scegliere il nulla ? Noi scegliamo.

  72. By Paolo Merolla on set 10, 2009

    Feltri ha fatto il suo mestiere, abbiamo questo nuovo beato Boffo e si lamenta pure. Si chiama sodomia. E questo è un fatto.

  73. By Michele on set 10, 2009

    Caro Marco,
    io non sono una nullità culturale. Che a sinistra ci siano molte e moltissime nullità culturali non lo metto in dubbio, anzi; che la sinistra in sè sia in forte ritardo culturale, è un altro fatto indiscutibile; ma che da voi, a destra, brillino intelligenze e sensibilità, non mi sentirei di affermarlo.
    Voglio dire: io sono convinto che Ignazio Marino, da solo, valga tutta la vostra sedicente cultura di destra.
    Ma, ovviamente, sono punti di vista.
    Personalmente, considero anche il vostro Papa mortalmente noioso, ripetitivo e banale. E anche questo è un punto di vista.
    Non è un punto di vista, invece, il fatto che vi siate venduti per un piatto di lenticchie: l’ideologia e la prassi berlusconiane sono così atee, materialiste e scristianizzanti che vi converrebbe davvero lasciarlo perdere, perchè alla fine ci rimetterete.
    Se mi posso permettere un consiglio di lettura, ti propongo questo (http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2008/04/29/perche-occidente-non-va-sinistra.html): un brevissimo e folgorante contributo di Giorgio Ruffolo. Stai tranquillo, il mondo che ha in mente Berlusconi è tutto tranne che cristiano: è un mondo di consumatori decerebrati, dove non penso che Gesù si troverebbe a proprio agio.
    E questo, ti ripeto, è un fatto: non è ideologia, propaganda o gossip. E’ il mondo reale, e nello scontro con la realtà è la nostra testa, a uscirne sconfitta.
    Voi scegliete, dite; e scegliete perchè dall’altra parte ci sarebbe il nulla.
    Invece dalla parte che voi scegliete c’è l’abisso, e manco lo sapete.
    E vi dite pure cristiani.
    Ma è sempre stato così: il cristianesimo (e ancor più il cattolicesimo) è come un supermarket, dove ciascuno prende quello che più gli conviene.
    Un po’ come i valori non negoziabili, ad esempio la vita umana: l’altro giorno, il cristianissimo occidente ha compiuto l’ennesima strage di civili in Afghanistan e non ho notato sussulti da parte cattolica. Direte: ma è una buona causa, è per la libertà e per la democrazia di quel Paese.
    Ma se una strage di civili (donne e bambini) si può giustificare, allora vuol dire che la vita umana è un valore negoziabile e negoziabilissimo. Dipende da chi muore: se è un embriore si chiama omicidio, se è un clandestino che affoga o un bambino che muore sotto le bombe occidentali, si chiama Realpolitik, si chiama vittima innocente di una buona azione, si chiama “e a me che me ne frega dell’Afghanistan o dei somali?”.
    Valori non negoziabili un par di maroni, caro il mio Marco.
    Ripero, non che a sinistra ci siano chissà quali magnifiche sorti e progressive: ma voi, votando a destra, vi limitate a scegliere il male minore, come il più classico dei relativisti che tanto disprezzate.
    E siete fatti della stessa pasta.
    Michele Lucianer – Trento

  74. By Michele on set 10, 2009

    @ Marco on Set 10, 2009

    “Michele: siamo in due a chiamarci Marco, perciò non confondiamoci.”

    Ecco: se vi firmaste con nome e cognome – io lo faccio senza problemi – non confonderei i Marchi.
    Anche perchè, temo, a chiamarsi Marco sono ben più di due…
    Insomma, dove è possibile – con semplicità e senza sforzi – eliminare un po’ di confusione, perchè non farlo?
    Guarda che per me non cambia niente se di cognome fai Rossi o Bianchi: sempre un ultrà cattolico rimani…. ;)
    Michele Lucianer – Trento

  75. By alessandro papini on set 10, 2009

    Ancora nessuno ha smentito Feltri con documenti: Berlusconi ha messo Feltri al Giornale, Berlusconi mi vuole decerebrato consumista, Berlusconi quì, Berlusconi là. Ma documenti non sono stati prodotti a smentire Feltri. Per cui , al momento vale la condanna ufficiale e il fatto che il reo abbia pagato la sua pena in forma pecuniaria.
    Non ci sono altri fatti o documenti, per cui di che parliamo? Non doveva essere messo in pubblico il fatto di Boffo? Ma qui si ritorna nel campo delle opinioni, rispettabilissime, ma opinioni. Il fatto, l’unico , è che Boffo è stato condannato ed ha pagato per il suo errore. Altro fatto : Boffo non ha smentito. Altro fatto : Boffo si è dimesso di sua spontanea volontà ma non per iniziare un cammino di difesa che la carica di direttore di giornale avrebbe potuto rendergli più arduo. Fatti , non chiacchiere o dietrologie NON DOCUMENTATE.

  76. By Guido on set 10, 2009

    Vedo che il caso Boffo desta molto interesse.
    Dico anch’io la mia, senza la pretesa di dire molto di originale.

    Mi pare che si tratti, nel complesso, di una vicenda di ben poco momento, il cui unico interesse risiede, purtroppo, nei giochi di potere che essa rivela.

    Nessuno esce bene da questa vicenda, un intrico di torti dove nessuno può dire di avere ragione o di non aver speso la sua bella dose di ipocrisia.

    Feltri: non so se sia stato uno strumento nelle mani del Berlusca, io faccio molta fatica a vederlo come cane sciolto e campione di indipendenza. Ciò che ha pubblicato non è gossip (= pettegolezzo), ma una notizia a tutti gli effetti, non smentita, quindi dal punto di vista giornalistico nulla da dire. Se non fosse che tali fatti erano di dominio pubblico da anni, e che sono stati rispolverati non in quanto notizia (nel senso proprio, cioè di novità), ma per dimostrare che il censore (Boffo) non era meglio dei censurati (Berlusconi).

    Ora, mi sembra sconcertante – e molto significativo del livello del giornalismo nel nostro paese – che le notizie vengano pubblicate o meno a seconda della loro valenza “pedagogica”. Boffo non è credibile, ma Feltri non è da meno. Lo sarebbe se adottasse lo stesso metro con Berlusconi, visto che i rapporti del “premier” con prostitute costituiscono, a tutti gli effetti, una notizia. Invece il concetto è: siccome ognuno di noi ha il suo scheletruccio nell’armadio, meglio non aprirne nessuno. Andiamo bene!

    La Chiesa è ancor meno credibile. Percepisce quello a Boffo come un “attacco”, il che ha dell’incredibile poiché significa riportare i fatti reali è considerato un affronto, ma è anche comprensibile, perché in effetti si tratta di un attacco e non certo di un improvviso amore di Feltri per la verità. Paradossi della politica italiota. Non è credibile, soprattutto, perché l’omosessualità di Boffo (notissima da tempo, io stesso ne ho un riscontro che risale a diversi anni fa) viene considerata come un’accusa “ignobile” quando invece dovrebbe essere una scelta personale libera e pubblicamente difendibile come legittima e socialmente irrilevante.

    C’è poi il triste capitolo, umanamente compresnibile ma pur sempre triste, dei giochi di potere interni al Vaticano in cui Boffo a quanto pare è stato sacrificato.

    Boffo è stato, senza dubbio, un grande ipocrita. A prescindere dall’incoerenza sui temi di morale sessuale, lamenta lo stesso trattamento intrusivo e violento che lui stesso ha riservato – qui molti tendono a dimenticarlo – a Beppino Englaro.

    Insomma, hanno tutti torto. Un record poco invidiabile in una querelle del genere. Per il resto, concordo con Michele: alla fine l’avrà vinta sempre lui, il grande mago delle televisioni, il personaggio più anticristiano prodotto dall’Italia del dopoguerra. Chi discetta di morale e di moralismo non ha capito la verità più grande: Berlusconi non è immorale, è a-morale. Chi non coglie la differenza non ha capito nulla di come Berlusconi, e non Scalfari o Repubblica, abbia trasformato questo paese in una palude nichilista.

  77. By bob on set 10, 2009

    E mentre si discetta di Boffo passano anche altre mostruosità (non saprei come altro definirle):
    http://www.ansa.it/opencms/export/site/notizie/rubriche/daassociare/visualizza_new.html_1651633463.html

  78. By Attilio Negrini on set 17, 2009

    Ineccepibile Assuntina, nel mio piccolo ho scritto le stesse cose, oltretutto Avvenire prima delle elezioni e ancora durante il governo Prodi ha tirato la volata a Berlusconi. Che non c’entra nulla perchè conoscendo Feltri è troppo pieno di sè per scrivere articoli su commissione e, oltretutto, se Berlusconi fosse così ingenuo… non sarebbe diventato Berlusconi.
    Ogni tanto vedo Feltri su una TV locale assegnare il titolo di bamba a destra e a manca. In questa occasione ha dimostrato di essere LUI il vero bamba!

  79. By Bugiardo on set 27, 2009

    Articolo 21 della Carta dei Diritti fondamentali dell’unione europea.

    Non discriminazione
    1. È vietata qualsiasi forma di discriminazione fondata, in particolare, sul sesso, la razza, il colore
    della pelle o l’origine etnica o sociale, le caratteristiche genetiche, la lingua, la religione o le convinzioni
    personali, le opinioni politiche o di qualsiasi altra natura, l’appartenenza ad una minoranza nazionale, il
    patrimonio, la nascita, gli handicap, l’età o le tendenze sessuali.

  80. By Luigi Murtas on dic 15, 2009

    …e alla fine il tempo ha rimesso tutto a posto, ha restituito l’onore a chi se l’era visto derubare e ha costretto i molestatori a una clamorosa ritrattazione.
    Viene in mente che i giusti sono nelle mani di Dio e nessun tormento li può toccare, agli occhi degli uomini parve che subissero castighi ma…
    E gli amici di Giobbe, sempre troppo numerosi? Svergognati anche loro, come sempre, come giusto.

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