a cura di Assuntina Morresi

Dino Boffo e la lettera anonima

settembre 10th, 2009 Posted in Uncategorized

Con un grazie ad Anna Vercors che ha segnalato il carteggio.

 

Avvenire 9 Settembre 2009

 

BOFFO E LA LETTERA ANONIMA

 

E Traiano sentenziò: scritti pessimi e indegni

 

Assuntina Morresi

 

Plinio il Giovane era governatore della Bitinia negli anni 111-113 d.C. quando si trovò coinvolto in una serie di processi contro i cristiani. Non se ne era mai occupato prima, ne sapeva poco e si sentiva impreparato: decise quindi di scrivere direttamente al suo imperatore, Traiano, per raccontare quanto stava facendo e per chiedere indicazioni su come comportarsi, visto che «un gran numero di persone di ogni età, classe sociale, donne e uomini, vengono messi sotto accusa e tutto lascia pensare che la cosa continuerà».Plinio ha molti dubbi – per esempio non sa se si deve perseguire un cristiano in quanto tale, anche in mancanza di precisi atti criminali – e racconta lo svolgimento dei suoi interrogatori: fra l’altro, «è stata fatta pervenire una lista anonima che contiene i nomi di molte persone autorevoli», e di quella si è servito, spiega, precisando di aver torturato due donne per ottenere più informazioni, senza però trovare granché «degno di biasimo se non la cieca e incrollabile natura della loro superstizione».

L’imperatore risponde brevemente, dando alcune indicazioni, per esempio che è sufficiente dichiararsi cristiani per essere condannati, ed approvando l’operato del suo governatore – «ti sei comportato bene, caro Plinio» – tranne che per un punto: «Le denunzie anonime non debbono aver spazio in nessun procedimento giudiziario perché sono pessimi precedenti e indegne dell’epoca nostra». Questo in sintesi un carteggio di duemila anni fa nell’impero romano, ben noto agli studiosi del settore e molto opportunamente messo in circolazione in internet in questi giorni di gogna mediatica a Dino Boffo, direttore galantuomo di Avvenire.

Persino un imperatore pagano, che riteneva di dover condannare i cristiani in quanto tali, anche se non colpevoli di reati specifici, e che non si scomponeva per la tortura sulle donne, considerava le missive anonime «pessime» e soprattutto «indegne», ordinando al suo governatore di non servirsene, senza neppure porsi il problema del loro contenuto. Un rifiuto a prescindere, insomma. Ma duemila anni non sono bastati a far capire il concetto. Una lettera è anonima perché chi scrive non ha il coraggio di sostenerne e difenderne pubblicamente il contenuto, ovviamente accusatorio – mai vista una lettera anonima piena di complimenti. Un atto vile, insomma, perché chi la scrive e la diffonde non vuole prendersi alcuna responsabilità per le conseguenze delle sue azioni, e, solitamente, ne gode tanto più quanto maggiore è il danno alla sua vittima, mentre lui se ne sta tranquillamente a guardare.

Un atto vile perché l’autore scrive qualcosa che non è disposto a dire pubblicamente, guardando in faccia la persona che sta accusando. Un atto vile, perché chi pretende di dire la verità non si può nascondere dietro un anonimato che è già una menzogna. Assurdo, quindi, e soprattutto ancora più vile pretendere dall’accusato di difendersi da una missiva anonima, come continuiamo a leggere e sentire in questi giorni. Il processo mediatico imbastito nei confronti di Dino Boffo non riguarda l’ammenda pagata per molestie: su quello Boffo ha già risposto pubblicamente, dimostrando e denunciando le «dieci falsità» che hanno innervato il feroce attacco del ‘Giornale’ nei suoi confronti.

A Boffo è stato, e continua ad essere, domandato di chiarire l’autenticità del contenuto di una lettera anonima, quando i giudici competenti hanno già dichiarato che negli atti ufficiali non figurano le accuse contenute nella missiva anonima; e d’altra parte chi continua a chiedere che tutti gli atti relativi all’ammenda per molestie vengano comunque resi pubblici, dimostra non solo di non avere alcuna fiducia in Boffo – risparmiatevi, allora, l’ipocrita attestato di solidarietà – ma anche, paradossalmente, di non fidarsi neppure degli stessi giudici, i quali hanno già spiegato i motivi della riservatezza del fascicolo.

Il vigliacco che si è nascosto dietro l’anonimato, e coloro che di quella missiva si sono serviti, sia per diffonderla, sia per continuare a chiedere a Boffo di renderne conto, dimostrano quindi di non essere affatto interessati a conoscere la verità, ma solo a colpire una persona, per infangarla e distruggerla. «Indegni dell’epoca nostra», avrebbe detto il pagano imperatore Traiano, cestinando il tutto. 

 

  1. 45 Responses to “Dino Boffo e la lettera anonima”

  2. By gianni toffali on set 10, 2009

    GRANDE FELTRI!!!!
    e INFAME BOFFO CHE NON HA ANCORA SPIEGATO AI SUOI LETTORI IL VERO MOTIVO PER CUI è STATO CONDANNATO!! FUORI I LUPI E LA SPAZZATURA DALLA CHIESA!!!

  3. By Maurizio on set 10, 2009

    Boffo dovrebbe querelare Feltri e cosi’ conosceremmo la verita’ contenuta nei fascicoli giudiziarii. Povera Chiesa !
    Alla Cei dovrebbero prendere ad esempio la figura dal conte della Torre , grande direttore dell’Osservatore.

  4. By roberto on set 10, 2009

    Prego Gianni, la porta è aperta

  5. By Gianmaria Leotta on set 10, 2009

    Che le lettere anonime non siano una bella cosa è pacifico, ma da qui a dire che sono una menzogna in quanto anonime questo non è vero.

    E poi se neanche Boffo si è difeso non vedo perchè continui a farlo tu con così tanta caparbia.

  6. By GIORGIO on set 10, 2009

    Ma questo signor Boffo che cos’ha di particolare rispetto a qualsiasi altra persona.
    Lasciamo perdere Berlusconi, Feltri e qualsiasi considerazione politica.
    Restiamo alla realtà e, se possibile, alla ragione.
    Una persona che occupa un posto di rilievo pubblico viene accusata di un reato che coinvolge la sfera della propria dignità umana e professionale. L’ambito del suo impegno ha a che fare con la morale cattolica.
    Questa persona accetta tranquillamente di essere accusata innocente, non nomina un avvocato, non si presenta al processo e si prende la condanna. Manco fosse una multa per eccesso di velocità. Quando il caso viene portato alla pubblica attenzione dice: sono innocente ma le carte non ve le faccio vedere.
    Ma cara Assuntina e amici di Boffo fosse stato un altro vi comportereste in questo modo irrazionale?
    Mi sembra che Messori abbia detto +/- le stesse cose che sto dicendo e questo mi conforta.
    Qui non si tratta di crocifiggere nessuno, si tratta solo di applicare la ragione e le elementari regole di prudenza e discernimento.
    Boffo aveva due opzioni: sbugiardare Feltri e rendere tutto pubblico o dare le dimissioni e stare zitto.
    Ha scelto la terza: dare le dimissioni e fare la vittima, mi sembra fuori luogo.

  7. By franco on set 10, 2009

    Cara Assuntina (che bel nome mi rammenta quello di mia nonna!), son contento che tu difenda a spada tratta….l’onestà civile e morale di una persona accusata di….essere Cristiano? Gai? O tutt’e due le cose? Come ben dici risiamo addirittura a prima di Traiano oppure, lasciami pensare a dopo? Quando cioé L’impero romano cadde e vennero i barbari? O dopo ancora quando sotto i Longobardi l’Italia venne smembrata in tanti Contadi il lotta fra loro (ecco da dove deriva il campanilismo!) e dunque anche l’avvento della letteratura anonima? In poche parole siamo sempre rimasti al “Medioevo”, non quello dei Medici (sebbene anche loro….!) né quello di Dante o di san Francesco, ma quello dei Guelfi e Ghibellini, dei Pazzi, di Maramaldo…..! Ciao franco…Povera Italia!

  8. By Antonio on set 10, 2009

    Io sono d’accordo con l’autrice. E spero che chi scrive certi commenti non si definisca “garantista” in altri casi, magari quando c’è di mezzo qualche politico importante. Io, garantista, mi ritengo sempre: quando c’è di mezzo una persona di cui condivido le idee o no, per giornalisti, politici e (presunti) delinquenti comuni. Quanto alla condana, ha avuto un’ammenda: allora cosa dovrebbero fare altre persone, con cariche ben più importanti? Costringere ualcuno alle dimissioni quando non ce ne sono gli estremi è sbagliato: vale per Berlusconi, e vale anche per Boffo. Infine, visto che il blog si chiama strano CRISTIANO: chi commenta in certi modi che fanno più tristzza che rabbia non dimostra un minimo di giudizio cristiano sulla realtà, ma sembra ambire a uan società in cui legge della giungla, gogna e forca facciano da simpatico sfondo… Dio ci salvi da tutto ciò.

  9. By MARCO D. on set 10, 2009

    Feltri ha fatto una cosa non cristiana (ma lui non lo è), ma Boffo si è difeso male, facendo sospettare che c’è sotto ben altro o comunque tanto da nascondere.
    A questo punto era inevitabile, secondo il pensiero di Ratzinger (leggasi testi della Via Crucis 2005) dimettersi.

  10. By Guido on set 10, 2009

    Mamma mia quanto la stiamo facendo lunga con questa storia di Boffo, ci mancava la spataffiata storica con citazione di Plinio!

    In fondo di tutta questa manfrina, che con un po’ di provocazione potrei definire un regolamento interno alla mafia, l’unica cosa divertente è vedere come ha sparigliato le carte nel centro destra. Doveva succedere prima o poi, del resto. Anche se con sei televisioni il grande nano continuerà nonostante tutto a tenere insieme cani e gatti (o cani e porci…) per un bel po’.

  11. By Franco on set 10, 2009

    Scusa Assuntina,
    ti seguo su molte cose e va bene. Capisco anche che la tua stima, che condivido dal punto di vista professionale, verso dott. Boffo sia giusta vista la sua competenza sui temi a noi cari sui valori non negoziabili.
    Però rimane il fatto: Il decreto penale per molestie a sfondo sessuale. Invece di smentire e mentire, vista l’indubbia responsabilità pubblica di un direttore di un giornale cattolico, poteva ammettere e soprattutto mostrare i contenuti delle carte processuali che lo riguardavano. Il marcio nella Chiesa non riguarda solo i preti pedofili. Allora predicare bene può diventare un problema se ci sono degli scheletri nell’armadio. O no? Assuntina, passiamo ad altri argomenti che è meglio. Dai. Con immutata stima, Franco/Salvatore.

  12. By AnnaV on set 10, 2009

    Grazie!

    E’ stata una gradita sorpresa!

    Pare che le denunce anonime siano quelle più gettonate!

    Mala tempora currunt!

  13. By Francesco on set 10, 2009

    Oggi il coltello è stato nuovamente girato nella piaga: secondo il titolista di Dagospia (solo il titolista perché a leggere l’articolo non si trova riscontro del lancio in prima) dice che Don Camisasca “bacchetta il vescovo ciellino” (Mons. Negri) reo di aver spedito la lettera a Feltri …
    Ovvio che si tratta di tre illazioni che, con buona pace dell’ordine dei giornalisti, non fanno mezzo indizio.

  14. By blackmacigno on set 10, 2009

    Cara Assuntina,
    ma a te il dott. Boffo ti ha mai parlato di coerenza ?
    Ti sembra opportuno che una persona nella sua posizione faccia osservazioni sulla moralità degli altri quando la propria è incrinata per i fatti che sappiamo?
    Se questi non sono i fatti perchè il dott. Boffo non pubblica le sue carte ?
    Io non mi sarei mai dimesso se non avessi fatto quello di cui sono incolpato; evidentemente il Tribunale e Feltri non hanno nascosto nulla, Boffo ora si nasconde per la vergogna che ha suscitato nel fare agli altri quello che non avrebbe voluto fosse fatto a lui.
    Lascia stare Boffo, continua nella battaglia a difesa della vita e dei problemi etici di cui i Cristiani, non quelli eletti nelle file del PD, dovrebbero essere testimoni e aguerriti difensori.

  15. By Emilio on set 10, 2009

    Mi dispiace leggere tanti commenti contro Dino Boffo che ha diretto Avvenire con coraggio e ne ha fatto uno degli unici due giornali leggibili in Italia (l’altro è ovviamnte “il Foglio”) Non capisco perchè in frangenti come questo venga sempre fuori questa voglia di giustizialismo e delle assurde richieste di coerenza (il cristiano non è tale perchè più coerente degli altri, forse però perchè sa riconoscersi peccatore e bisognoso di perdono, proprio il contrario)che nascono da un moralismo che di cristiano non ha nulla.
    Grazie Assuntina per il bel documento che ci hai fatto leggere e che ci fa capire che anche gli imperatori pagani pososno essere migliori di noi nel rispetto della verità.
    Lasciami dire che continuo a pensare, e mi convinco sempre di più, che al povero Dino Boffo hanno fatto pagare le sue bellissime campagne a difesa della vita e a favore di quei valori che non dovrebbero essere negozibili.
    Con stima Emilio

  16. By Emilio on set 10, 2009

    Ah! Dimenticavo; mi associo con Roberto: prego Gianni, la porta è aperta!

  17. By Anna on set 10, 2009

    Il caso Boffo è di uno squallore …! Chi si erge moralista da un pulpito di giornale ( e che giornale: quello di rigorosa matrice cristiana!!)a giudice di un uomo politico che non rientra negli schemi di tutto casa -chiesa – lavoro , si scopre sia l’esatto contrario della morale invocata: E’ omosessuale, e va beh, pensiamo al grande Testori , un genio mai riconosciuto grande abbastanza , che ha vissuto la sua inclinazione sessuale nel dramma del riconoscere la lontananza da quanto la Chiesa pensi con dolore ma anchenella richiesta di misericordia che si intravvede in ogni sua cruda parola sulla condizione umana: Ma Boffo , pure molestatore ! E chi sapeva .. non poteva dirgli: “Fermati , perchè se getti un granello , a boomerang ti torna un sasso o peggio!!????

  18. By Guido on set 10, 2009

    Scusate, scusate in anticipo: forse dovrei levare le tende e starmene zitto, non sono cattolico e giustamente qualcuno potrebbe dirmi perché non vado dove posso trovare opinioni più consone alle mie. Ma è più forte di me: mi pare che quel che hanno da dire i cattolici sia il più delle volte di una povertà e di una mancanza di spessore imbarazzante.

    La buona Anna Vercors vede che è stato riportato un suo post, si spera che legga anche i commenti e le critiche, e tutto quello che hada dire è “mala tempora currunt”? Già, mala tempora currunt, come sempre del resto, ma non certo per i motivi che crede lei!

    Il buon Emilio, con un candore che sfiora l’incoscienza (nel senso che forse non capisce nemmeno ciò che sta dicendo) difende Boffo dalle “assurde richieste di coerenza” e al tempo stesso cita con fierezza i valori “non negoziabili”. Ridicolo, si contraddice nel giro di due frasi. A proposito, ricordo ai confusi di mente come Emilio che la coerenza è essa stessa un valore, non una parolaccia. E soprattutto che, al di là di ogni giusta indulgenza verso le umane debolezze, la coerenza è, prima ancora che morale, logica e che l’una è sorella dell’altra. La ragione può dar conto di un’istanza etica solo attraverso un discorso logicamente coerente, no? Altrimenti si può affermare tutto e il contrario di tutto!

    P.S. chissà perché per i cattolici i valori non negoziabili sono quelli per i quali sono più pronti a negoziare… scommettiamo che per una leggiucola contro la Ru486 i vescovi dimenticheranno in unbatter d’occhio il “disgustoso” attacco a Boffo? Chi me la spiega questa simpatica contraddizione? L’autrice del blog potrebbe dire una parola autorevole in merito, se una volta ogni tanto si degnasse di rispondere alle obiezioni. Ma forse non è in grado.

  19. By fab on set 10, 2009

    Le diferenze tra Dino Boffo tra Silvio Berlusconi

  20. By Michele on set 11, 2009

    Ciao.
    Nemmeno io sono cattolico, ma se i cattolici dovessero discutere solo con i cattolici e gli atei (o i quasi atei come me) dovessero discutere solo con gli atei, sai che monotonia…
    Quindi, intervengo anch’io.

    Penso che Boffo avrebbe dovuto prima chiarire ben bene la faccenda della condanna e poi gridare al complotto (ché complotto è stato, su questo non ci sono dubbi: Feltri è una garanzia, in queste faccende). Invece non ha spiegato nulla della sua condanna e ha gridato ugualmente al complotto: davvero penoso e indecente.
    In quanto al fatto che Boffo, in quanto molestatore e presunto omosessuale, non possa guidare il giornale della CEI e non possa “criticare” (in maniera molto soft, molto a scoppio ritardato e molto parzialmente) è un problema solo vostro (e di Boffo, ovviamente): Berlusconi è o non è accusato di aver selezionato il personale politico sulla base della maggiore o minore attitudine alla ginnastica sessuale?
    Questa accusa Boffo la può lanciare e commentare, perché il fatto che sia stato un molestatore non toglie o aggiunge verità a quel fatto: che sia vero o falso, che Berlusconi è un sex addict e che usa del potere pubblico per fini privati, non dipende certo dalla moralità o dalla fedina penale di Boffo.
    Se poi volete solo persone di moralità specchiatissima, alla guida dei vostri giornali, allora non solo non siete cristiani (ché dovreste essere portatori di misericordia e di perdono e non assumere il ruolo di giudici inflessibili), ma non potreste dire e scrivere mai nulla, perché ciascuno di noi qualche cazzata l’ha fatta, nella vita, e se dovessimo pretendere l’anima pura da ogni peccato “pubblico”, i vostri giornali uscirebbero con le pagine, ma solo quelle, immacolate e bianchissime.
    Si magnis licet, la confessione e la comunione sono “valide” anche se il prete fosse l’ultimo dei peccatori: se la persona “non conta” per quanto riguarda i sacramenti, a maggior ragione non dovrebbe contare per le banalità di un giornale, se l’attività e le denunce del giornalista, poi, non hanno nulla a che fare con la condanna (o il peccato) commesso.
    Certo, un giornalista scippatore che si ergesse a paladino contro la piaga dello scippo non sarebbe credibile; ma se un giornalista condannato per molestie deplora l’intollerabile commistione tra vita sessuale del premier e attività pubblica dello stesso, non vedo né ipocrisia né disprezzo per la verità.
    Ma, ripeto, questo è un problema tutto vostro: mica è colpa mia se vi dite cristiani e poi fate il bricolage col Vangelo, ritagliandovi le fettine che più vi fanno comodo e sbianchettando le parti che non vi piacciono.
    “Dai loro frutti li riconoscerete”, mi pare dica Gesù: e voi, invece, siete sempre alla ricerca ossessionata e compulsiva delle radici, del passato, delle colpe commesse: ma anche se la radice è storta, il frutto può essere squisito.
    Attenderei vostre notizie, anche se mi pare che i miei interventi non vi piacciano un granché, nemmeno come stimolo alla discussione.
    Me ne farò una ragione.
    Con sempre più immutata stima,
    Michele Lucianer – Trento

  21. By francesco on set 11, 2009

    Feltri ha usato con Boffo lo stesso criterio che repubblica ha usato con Berlusconi. facendogli capire che non aveva titoli per fare il super moralista. Il grave errore è stato dei vescovi che hanno messo un direttore “ricattabile” a quel posto di responsabilita’.
    Comunque una sentenza per molestie è piu’ chiara di qualsiasi lettera anonima e piu’ che sufficiente.

    cordiali saluti

  22. By Fabio Veronesi on set 11, 2009

    Cara Assuntina, io avrei eliminato il “perfino” e usato la indicazione di “Imperatore Romano” invece di “Imperatore pagano” parlando di uno dei più grandi uomini della storia romana. Per un Imperatore Romano il fatto di essere pagano o cristiano faceva poca differenza (prova ne siano ad esempio Costantino e Teodosio). Che Traiano accettasse la violenza è normale, essendo un figlio dei suoi tempi e avendo vissuto praticamente tutta la vita nell’esercito; che non accettasse i Cristiani è logico, avendo probabilmente paura dell’azione disgregatrice che questa nuova grande visione del mondo rischiava di esercitare su un impero basato sullo schiavismo, ma che fosse anche profondamente permeato della cultura romana, quella che ci ha lasciato gran parte del diritto che ancora utilizziamo, credo sia fuori di dubbio. Ciò spiega la sua non accettazione delle delazioni. E poi uno capace di scegliere come suo erede Adriano non doveva essere persona comune!

  23. By Guido on set 11, 2009

    Francesco: “Feltri ha usato con Boffo lo stesso criterio che repubblica ha usato con Berlusconi. Facendogli capire che non aveva titoli per fare il super moralista.”

    E dagli! Ora, non pretendo che le mie argomentazioni debbano diventare la pietra di paragone della discussione, ma sarebbe carino che in un blog come questo prendissimo in considerazione le obiezioni altrui, senza ripetere a pappagallo cento volte la stessa tesi.

    La mia obiezione è molto semplice: è aberrante che Feltri utilizzi una notizia con l’intento non di informare i lettori (e infatti su Berlusconi il Giornale non ha mai “scoperto” alcunché), ma di “far capire” a Boffo che non poteva continuare a criticare il Berlusca.
    Insisto, nel linguaggio della mafia questo si chiama un “avvertimento”.

    Del resto, benchè tra virgolette, usi tu stesso il termine “ricattabile”, che la dice lunga sul modo di ragionare dell’italiano medio. Io, da buon moralista, userei “irreprensibile” o “inattaccabile”, e da questo punto di vista non sono d’accordo con Michele: la credibilità (di un direttore di giornale, ma non solo) è parente stretta della coerenza. Per esempio, Feltri, campione di liberismo, ha diretto da sempre giornali che campano grazie ai sussidi di noialtri contribuenti. E ha pure barato, se è vera la storia delle copie di Libero regalate sui treni pur di aumentare la tiratura (e quindi l’ammontare dei contributi statali). Bene, da gente così non accetto facilmente prediche sul libero mercato.

  24. By MR on set 11, 2009

    Il caso Boffo ha stufato.
    Per amore di verità, io ho seguito la campagna de Il Giornale contro Boffo e posso testimoniare che i contenuti vertevano sul reato di molestie e l’unico documento pubblicato mi risulta essere il decreto di condanna; alla lettera anonima si è accennato in modo defilato e in un secondo tempo, quando si è scoperto che di essa era a conoscenza l’universo mondo.
    Pertanto si rinfacciava a Boffo soltanto il comune vizio di vedere la pagliuzza altrui e tralasciare la trave propria.
    La questione della omosessualità non è mai stata trattata, anzi lo stesso Feltri, quando cominciò a parlarsene,affermò con forza in un editoriale che non era la presunta omosessualità il problema.
    Mentre, con grande e generale ipocrisia, questa è la cosa su cui si fa più rumore; ma non sul Giornale.
    Quindi tutta questa infinita discussione mi sembra esagerata e le stesse dimissioni di Boffo con tutto il seguito mi appaiono spropositate rispetto ai fatti. Evidentemente i motivi per cui se ne è andato – o è stato mandato via – sono altri.
    Infine, non si capisce perchè tanto rumore su questa vicenda: quando Renato Farina venne accusato di aver fatto lo 007 e subì tutti gli attacchi di prammatica, non ricordo una levata di scudi pari a questa per Boffo. Mi domando perchè. Forse Farina è meno potente?o forse è meno bravo? e allora ci scandalizziamo solo per i bravi e i potenti? i “poveracci” che si arrangino?

  25. By pallo on set 11, 2009

    Assuntina …. lascia stare le persecuzioni ai Cristiani … questi sono solo regolamenti di conti tra le varie forze interne alla Chiesa e il vostro amato Silvio !!!
    Quei Cristiani avevano altri valori sicuramente non negoziabili … non come quelli della Chiesa attuale che si negoziano sempre !!!
    La chiesa,, in Italia potrebbe veramente fare un bel lavoro se BASTONASSE Destra e Sinistra sui temi importanti e soprattutto se si calasse di + nella realtà …. invece niente dovete sempre andare a braccetto con questo schifo di governo e fare i lacchè !!!

    Inoltre Assuntina per favore DEGNATI di rispondere ai Post !!

  26. By Orsobruno on set 11, 2009

    Grazie Assuntina: sei sempre chiarissima.
    E’ quando qualcuno, casomai, vuole spiegare ciò che hai detto, che le idee mi si cominciano a confondere ;-)

    Ma che deve fare ancora Boffo? Ha spiegato tutto ciò che c’era da spiegare. Se non credete alla parola di un gentiluomo, il problema è vostro: rodetevi nella vostra incredulità. Ma non c’è motivo ragionevole per cui lui debba fare il trottolino, producendo documenti, assoldando avvocati…

  27. By Guido on set 11, 2009

    Orsobruno, sei impagabile. Immagino che dovremmo, con la stessa logica, credere al gentiluomo Berlusconi quando spergiura sui suoi comportamenti irrepresnibili con le donne.

  28. By Orsobruno on set 11, 2009

    Guido, tu implicitamente introduci il caso di gente che non conosca né Boffo né Berlusconi.
    Qui però tutti sappiamo che Berlusconi sta a Boffo come Capitan Trinchetto sta a De Gasperi.

  29. By Guido on set 11, 2009

    Sarà, se non fosse che fino a un minuto fa qui erano tutti ferventi berlusconiani, a cominciare dalla padrona di casa, che dedicava tutto il suo disprezzo al Pd (e alla D’Addario) tutta la sua indulgenza al povero premier.

    Quanto a Boffo, sono uno di quelli che non conoscendolo abbastanza non ha la certezza morale del fatto che sia questo perfetto e integerrimo galantuomo che tu dici, ma magari hai ragione tu, ciò che dice è parola d’onore.

  30. By Giuseppe Pallini on set 11, 2009

    A Berlusconi piacciono le donne, a Boffo gli uomini? Fatti loro. Berlusconi governa con una legittima maggioranza elettorale e di regime parlano soltanto quelli che il regime avrebbero voluto instaurarlo per davvero, ma gli andò male. Se al camerata/compagno Fini non riesce la manovra, Berlusconi dovremo tenercelo per altri tre anni, poi gli elettori decideranno. Intanto i terremotati dell’Aquila hanno le case, quelli dell’Umbria quanti anni hanno dovuto aspettare?

  31. By Aloisious on set 11, 2009

    Volevo segnalare anche quest’articolo interessante sul crack tra Governo e Cei…

    http://www.loccidentale.it/articolo/dietro+alle+dimissioni+di+boffo+c%27%C3%A8+una+strategia+politica+ma+non+.0077867

    cosa ne pensate???:O

  32. By sabrina cecchini on set 11, 2009

    Sono cristiana, cattolica, leggo regolarmente Avvenire e la “demolizione” di Boffo, come direttore di giornale e come persona, mi ha molto amareggiata. La ricostruzione dei fatti relativi alla condanna per molestie che Boffo ha fatto sulle pagine di Avvenire non mi pare sia stata reticente e credo al fatto che egli non abbia voluto rendere pubblici gli atti per proteggere terze persone citate in quei documenti: personalmente penso che avrei agito allo stesso modo, non avrei permesso che le ondate di fango gratuito investissero anche altri. Non mi meraviglia l’attacco indegno operato da Feltri, per il quale “il fine giustifica i mezzi”(accoltellare Boffo alla schiena, come mezzo per ridimensionare la libertà della Chiesa italiana). E comunque credo che costui abbia fatto un favore a Berlusconi più o meno quanto gli assassini di Matteotti credettero di farlo a Mussolini: un grandioso boomerang. La cosa che veramente mi avvilisce è tutto questo accodarsi alla vulgata feltriana di sedicenti cattolici. Mi sento profondamente d’accordo con Michele Lucianer sul fatto che non ci sia nulla di cristiano, ma soprattutto di cattolico direi, in questa rincorsa odiosa ad arrossire, dissociarsi, indignarsi. Ci si è dimenticati abbastanza in fretta di quale servizio alla verità, alla libertà di parola su temi fondamentali, alla ricostruzione della realtà dei fatti, abbia rappresentato Avvenire in questi anni, per opera del suo equilibrato direttore, che non è per niente vero che si dilettasse nel dileggiare la moralità del Presidente del Consiglio. Io tengo da parte i numeri di Avvenire sulla legge 40, sulla RU, su Eluana come fossero una sacra reliquia: l’unica testimonianza di verità in mezzo alla carta da macero di quei giorni, l’UNICO giornale che ci riportasse davvero i fatti e dove ci fosse una reale possibilità di formarsi un giudizio. E’ su queste cose che Avvenire non le ha mai mandate a dire a nessuno e anche io, come Emilio, penso che era di questo che Boffo doveva pagare. Sulla moralità del premier è stato invece usato (a differenza ad esempio di Famiglia Cristiana)un tono pacato, lontano dal senso di bieca condanna come Feltri vuol far credere, con un intervento in ultima pagina e come risposta alla lettera di un lettore. Comunque, a prescindere dal caso Boffo, che io reputo vittima di un attentato mediatico, da quando la Chiesa è diventata il gregge dei duri e puri? Ma una volta non c’era posto per il peccatore? Mi pare che ci sia da parte di certi laicisti(gente che nemmeno accetta la categoria di “peccato”!) il tentativo manco tanto celato di rendere muti i cattolici, utilizzando malamente proprio la categoria di peccato che essi disprezzano: poiché non siete esenti dal peccato, non potete emettere giudizi sull’operato di alcuno. Ma dico, stiamo scherzando? Ci lasciamo spiegare il catechismo da Feltri?

  33. By cefa on set 11, 2009

    Mi hanno stfato tutti i casi che imperversano in questo periodo (Boffo e anche Noemigate e altro che dir si voglia). Non starò a fare dei commenti sulla colpevolezza o meno della persona, in quanto ognuno deve vedersela personalmente con la sua coscienza, ma una cosa mi piacerebbe sapere. Tutta questa trattazione circa gli imperatori che avrebbero respinto le accuse valevano solo per Boffo o anche per chi è stato oggetto di domande abbastanza …. come quella che verteva sulle presunte malattie.

  34. By Paolo Merolla on set 12, 2009

    Professoressa, lei è stata sempre lodata e benedetta nella preghiera dal sottoscritta, ma davvero crede di meritare quest’accozzaglia di repliche sgrammaticate. Lei è una moderata.

  35. By Guido on set 12, 2009

    Caro Merolla, faccia anche lei un ripassino di italiano (se pone una domanda, deve mettere il punto interrogativo) e stia un po’ più attento ai refusi. Chiedo scusa, ma oltre che moralista sono anche un pedante.

  36. By 2dpicche on set 14, 2009

    Per quanto riguarda il caso Boffo, ho trovato un articolo che lo analizza in maniera dettagliata.
    Cercando di scoprire le trame e di ricostruire lo scenario che c’è dietro questa “operazione”.
    http://www.loccidentale.it/articolo/dietro+alle+dimissioni+di+boffo+c%27%C3%A8+una+strategia+politica+ma+non+.0077867
    Pur non condividendolo appieno ho trovato dei passaggi e alcuni spunti, molto interessanti…

  37. By Michele on set 14, 2009

    Buonasera.
    Anche se oramai ho capito che, ammesso e non concesso che qualcuno mi legga, quello che è certo è che nessuno mi risponde mai, vorrei sottoporvi un articolo del vostro amico Magister sui retroscena dell’affare Feltri-Boffo (http://www.difesa.it/Sala+Stampa/Rassegna+stampa+On-Line/PdfNavigator.htm?DateFrom=11-09-2009&pdfIndex=60) e ricordarvi le immortali parole del vostro amico e signore Berlusconi, che tre anni fa, a proposito di una condanna subìta da Feltri, si diceva “sconcertato che un giornalista del calibro di Feltri sia condannato a 1 anno e mezzo per un reato di opinione. Urge la depenalizzazione dei reati a mezzo stampa che la Camera ha già approvato”.
    Oggi non solo non ha depenalizzato nulla ma usa l’azione civile (non chiede la galera, che tanto per il reato di diffamazione nessuno ci va mai, ma “solo” milioni di euro di danni, che sono il vero spauracchio di ogni editore) per tacitare la stampa non asservita. Quando condannato era Feltri, tuoni e fulmini. Ora che è lui a chiedere la condanna di Repubblica e Unità, tutto va bene (leggere per credere: http://archiviostorico.corriere.it/2006/febbraio/14/Diffamazione_mesi_Feltri_Berlusconi_sconcertante_co_9_060214067.shtml).
    A me tutto questo fa schifo: e a voi?
    In attesa di una risposta che mai verrà, vi ricordo con la medesima e immutata stima.
    Michele Lucianer – Trento

  38. By Guido on set 15, 2009

    Michele hai ragione, fa veramente schifo. Il problema di questo paese è che tutto finisce in farsa, e ciò impedisce di percepire appieno la pericolosità di certe persone e la gravità di certi comportamenti. Pensiamo a Emilio Fede, squallido personaggio con precedenti (penali) da truffatore finito a dirigere telegiornali nazionali: il suo modo indecente di fare informazione è affrontato dai più con un’alzata di spalle, come se la plateale e ostentata faziosità sia un peccato veniale che fa sorridere, e non un affronto intollerabile.

    Ora Feltri, dopo aver fatto capire alla Chiesa chi comanda, fa capire a Fini che se si allarga troppo c’è prono un dossier a luci rosse anche per lui. E c’è ancora chi ha il coraggio di sostenere che sia un cane sciolto, un giornalista libero che non guarda in faccia a nessuno! Un ennesimo lacché del sultano, ecco chi è.

    E ora, siccome da mesi non c’è un’obiezione che sia una alla quale i frequentanti questo sito siano in grado di rispondere, è venuto il momento di dirlo: si vede che il livello culturale o il quoziente di intelligenza dei cattolici è davvero inferiore alla media! O forse siete ancora un po’ scossi e confusi dopo aver scoperto che essere di destra ed essere cattolici non è la stessa cosa? Oppure non vi siete ancora ripresi dalla sorpesa di scoprire che nella Chiesa si fanno le scarpe l’un l’altro senza troopo ritegno? Sveglia, amici, cominciate a usare la ragione!

  39. By Michele on set 17, 2009

    Caro Guido,
    siamo rimasti tu e io, su questi schermi, a leggerci e a commentarci: triste realtà ma – almeno – realtà, cosa di cui oggi c’è gran mancanza e purtroppo nessuna nostalgia.
    Di Boffo e Feltri si sono già stancati, i sedicenti stranicristiani (in realtà, banalissimi cattolici): sono tornati alle loro occupazioni ordinarie.
    Io non voglio esprimermi su quanto tu scrivi, cioè che “il livello culturale o il quoziente di intelligenza dei cattolici è davvero inferiore alla media”: non sono a casa mia e per rispetto verso chi mi ospita tengo per me certe mie convinzioni, per quanto forti e (per ora) inattaccabili possano essere.
    Rilevo, invece, che i normali cattolici che qui scrivono (o scrivevano) hanno una psiche molto semplice.
    Loro hanno ritagliato dal Vangelo il loro personalissimo e relativista pezzettino, cioè i famosi tre valori non negoziabili: famiglia, educazione e vita (prenatale e post-agonica). Qual è la parte politica in grado di assicurare loro questi valori? Ovviamente la destra, cioè Berlusconi.
    Non la sinistra: per quanto disastrata e ormai incapace di rappresentare persino il suo elettorato naturale, ha comunque un concetto della democrazia e della complessità sociale che le impedisce di aderire alla difesa ottusa di quei tre valori che i normali cattolici chiedono.
    A Berlusconi, invece, non solo di quei tre valori non gliene frega nulla, ma è dispostissimo a concederli in cambio del voto e dell’appoggio delle gerarchie ecclesiastiche. Essere contro gli omosessuali, contro le coppie di fatto, contro la scuola pubblica e contro il testamento biologico costa poco e assicura consensi: le TV militarizzate, i Brunetta e i Bondi assicurano la necessaria copertura “politica” e la giustificazione sufficiente ai telespettatori (e televotanti).
    Secondo me è tutto qui: che Berlusconi – il quale vive e prospera grazie al consumismo più ateo e anticristiano – sia estraneo a un’idea anche minima di democrazia e di religiosità, a questi qui del sito, te lo assicuro, non gliene importa nulla.
    A loro basta che gli omosessuali non possano sposarsi, che le loro scuole di preti abbiano i soldi, che un uomo non possa decidere della propria vita e – come diceva il poeta – a culo tutto il resto.
    Che poi quei valori non negoziabili siano in realtà negoziabilissimi è anche un altro dato di fatto.
    Ora, io sono assolutamente filo-occidentale, ma con juicio. L’altro giorno gli aerei occidentali hanno fatto l’ennesima strage di civili in Afghanistan: forse qualche normale cattolico ha tirato fuori la storia che la vita umana è un valore non negoziabile? Non mi pare. Che il Mediterraneo sia un cimitero liquido importa loro qualcosa? Poco, pochissimo, quasi niente, direi niente.
    La vita umana non negoziabile che gli interessa è quella del feto o del malato incurabile, che nessuno deve toccare: se il feto ha dieci anni ed è un afgano o un emigrante somalo, che crepi pure, nessuno esalerà un respiro di protesta.
    Questa è la realtà, caro Guido: e di fronte alla durezza della realtà è preferibile il silenzio, cosa che i normali e banalissimi cattolici del sito sanno benissimo mantenere.
    Ciao, stai bene.
    Michele Lucianer – Trento

  40. By Guido on set 17, 2009

    Mah, guarda: la sparata sul quoziente d’intelligenza è ovviamente una provocazione, fatta nella speranza che qualcuno voglia fare la fatica di discutere seriamente. So che è un’impresa vana, non fosse altro che per l’avversione, molto cattolica e ancor più tipicamente ciellina, per tutto ciò che è discorso, discussione, scambio di opinioni diverse.

    Ho detto molte volte che, pur non condividendole per la gran parte, trovo comprensibili certe preoccupazioni dei cattolici riguardo alla redifinizione dei “confini” della vita (e dell’accezione di “umano”) che le nuove tecniche mediche permettono. Quello che mi sembra aberrante è il tono da crociata utilizzato sistematicamente da un po’ di tempo a questa parte, quando invece isognerebbe mettersi attorno a un tavolo a discuterne con calma.

    Mi spiace per i cattolici, ma tutta la retorica dei “valori non negoziabili” è, per l’appunto, retorica. I valori sono sempre negoziabili e, di fatto, sempre negoziati. E’ anche vero che a noi laici quello che interessa è un accordo razionale sulle regole comuni, non l’affermazione di valori. Se l’identità dei cattolici, oggi, significa arroccarsi sul trinomio scuola-vita-famiglia, fatti loro.

    Due cose dovrebbero essere però loro chiare: la prima è che, fra cent’anni, il mondo sarà così cambiato che nessuno (nemmeno i cattolici, se ancora esisteranno) si ricorderà della “non negoziabilità” di certi “valori”. La seconda è che la indiponibilità a “trattare” sui temi di scuola-vita-famiglia può anche fornire loro un appiglio identitario nei confronti del resto del mondo, ma non ne fa automaticamente i custodi ufficiali dei valori “giusti” in materia. non c’è alcun monopolio dei valori: su vita e famiglia la parola della Chiesa vale quanto la mia.

    Infine, che la smettano di vivere tutto, dal caso Boffo al dibattito sull’aborto, dai cartelli dell’Uaar al testaento biologico, come una grande persecuzionme nei confronti dei cattolici. Un po’ di senso del ridicolo, please.

  41. By Michele on set 17, 2009

    Caro Guido,
    il senso del ridicolo difetta – meglio, è assente – nei soggetti tendenti alla paranoia: chi è convinto che tutto sia – come tu giustamente dici – parte di un gigantesco complotto anticattolico, interpreta ogni avvenimento in funzione di quel complotto. E quindi non può guardare al mondo con quella leggerezza e quell’ironia che sole permettono di relazionarsi agli altri in maniera costruttiva, nel senso di ritenere che anche l’altro sia portatore di un briciolo di verità e di una scheggia di saggezza.
    Se a questo aggiungi che il cattolico è convinto di essere titolare e distributore esclusivo dell’unica e certificata Verità, ne consegue che davvero il dialogo è impossibile, con gli stranicristiani (cioè con i banali cattolici).
    Poco tempo fa, sul giornale locale delle mie parti, è apparso l’intervento di un cattolico “eretico” che sottolineava – vado a memoria – l’incoerenza di CL, che tra gli sponsor del suo Meeting di Rimini annovera Finmeccanica, costruttori di armi tra i più importanti del mondo; e ricordava come ci siano anche banche invischiate nel traffico d’armi.
    Bene: credi che CL abia risposto a questa “provocazione”? Niente: silenzio assoluto, visto che anche CL capisce – lo capisce meglio degli altri – che è meglio tacere quando arrampicarsi sugli specchi sarebbe impossibile.
    E la memoria del popolo è labile.
    E’ gente che non discute: quale che sia il motivo, loro non discutono.
    Che democrazia sia possibile con questa gente è una domanda retorica: nessuna democrazia, a meno che non sia quella consigliata e sostenuta da Gregorio XVI nella straordinaria enciclica Mirari Vos del 1832 (da non dimenticare, a proposito delle radici cristiane della civiltà europea), dove il Papa scrive: «Da questa corrottissima sorgente dell’indifferentismo scaturisce quell’assurda ed erronea sentenza, o piuttosto delirio, che si debba ammettere e garantire a ciascuno la libertà di coscienza: errore velenosissimo, a cui apre il sentiero quella piena e smodata libertà di opinione che va sempre aumentando a danno della Chiesa e dello Stato».
    Oppure: « ..pessima, né mai abbastanza esecrata ed aborrita “libertà della stampa” nel divulgare scritti di qualunque genere; libertà che taluni osano invocare e promuovere con tanto clamore. Inorridiamo, Venerabili Fratelli, nell’osservare quale stravaganza di dottrine ci opprime o, piuttosto, quale portentosa mostruosità di errori si spargono e disseminano per ogni dove con quella sterminata moltitudine di libri, di opuscoli e di scritti».
    E che dire delle seguenti parole: «Né più lieti successi potremmo presagire per la Religione ed il Principato dai voti di coloro che vorrebbero vedere separata la Chiesa dal Regno, e troncata la mutua concordia dell’Impero col Sacerdozio. È troppo chiaro che dagli amatori d’una impudentissima libertà si teme quella concordia che fu sempre fausta e salutare al governo sacro e civile».
    Ma questa è la realtà, caro Guido: è anche con questa gente che abbiamo a che fare.
    Ciao, buona serata a te (che sei ormai l’unico, oltre a me, su questo sito…).
    Michele Lucianer – Trento

  42. By Michele on set 19, 2009

    Is there anybody out there?

  43. By bob on set 22, 2009

    @Michele: rimango anche io a discutere di queste faccenduole….!!! :-P

  44. By Michele on set 23, 2009

    @Bob (ciao Bob, come butta?)
    Sì, va bene, ma noi due ce la cantiamo e ce la suoniamo da soli: più o meno siamo sulla stessa lunghezza d’onda e discutere tra noi due serve a poco (anche se gradirei farlo).
    Mi sembrerebbe invece più interessante e avvincente (e più produttivo: dimostratemi che sbaglio e cambierò subito idea) discutere con chi è – culturalmente, psicologicamente, antropologicamente – su di un altro pianeta rispetto a noi due.
    Quindi: poiché sia i normalcattolici del sito sia noi siamo cittadini votanti di questo Paese, sarebbe utile cercare di trovare non dico dei valori in comune, ma almeno un linguaggio condiviso.
    A me sembra che nemmeno il linguaggio condividiamo, i cattolici del sito e noi: e questo è peggio che tremendo, è inumano.
    Non ci capiamo più e loro, in più, nemmeno ci ascoltano e ci leggono.
    Noi li leggiamo e gli poniamo domande, loro ci ignorano: non so se per pigrizia, superbia, mancanza di tempo, impossibilità pratica di entrare in contatto con chi la pensa diversamente da loro.
    E’ pazzesco.
    Tu che dici?
    La vedi fosca come me?
    Ciao,
    Michele Lucianer – Trento

  45. By luigi culmone on set 24, 2009

    la verita’ e’ che Boffo (ottimo giornalista che ha reso interessante con pagine culturali di alto spessore Avvenire)…non poteva stare su quella sedia non adesso ma dalla condanna che sara’ lieve da un punto di vista giuridico penale ma grave da un punto di vista morale….e’ chiaro come il sole che le dimissioni di Boffo (quantomai opportune) sono state chieste con soave e gentile fermezza dal Vicario di Cristo…l’immenso Benedetto XVI…inoltre appare evidente che la Chiesa Italina ha fatto una figura peregrina…inoltre se le “veline” vengono dal mondo ecclesiale questo e’ un mondo che va pulito da cima a fondo …e le ultime .perentorie prese di posizione del Papa vano in questa direzione…ultima considerazione “il fuoco amico” e’ andato da sinistra ecclesiale contro la destra ruiniana e non viceversa…PULIZIA NELLE CURIE,NEI POLITICI CHE A CHIACCHIERE SI DICONO CRISTIANE E SOPRATTUTTO NELLE COSIDDETTE OPERE,CRITERI SEVERISsIMI NELLO SCEGLIERE GLI INSEGNANTI DI RELIGIONE…ESSERE PULITI E’ UN ATTO MISSIONARIO

  46. By bob on nov 13, 2009

    Riprendo giustamente anche qui la notizia:
    E’ uscito Tempi, rivista diretta da Luigi Amicone, in abbinamento a il Giornale.
    E le chiamano escort…….

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