a cura di Assuntina Morresi

una terza via per Fini? Boh….

agosto 8th, 2009 Posted in Uncategorized

Tutti pazzi per Fini. Questo par di capire, a leggere testate fino a ieri insospettabili.

Sul Foglio del 4 agosto – ma da tempo il Foglio tira la volata a Fini – leggiamo increduli: “così il Presidente Fini, stabilizzatore culturale, tenta un “disarmo ideologico” sulla bioetica”, è il titolo di un pezzo entusiasta che inizia così: “Smilitarizzare il confronto parlamentare sul fine vita, mediare con il mondo cattolico e allontanare l’immagine laicista che suo malgrado (suo malgrado, sì, hanno scritto proprio così) gli è stata cucita addosso negli ultimi anni, specie dopo il referendum sulla legge 40”.

E Libero conferma: “Disarmo ideologico sui delicati temi di bioetica, con l’invito a evitare qualsiasi posizione da “crociata”. Dunque, nessuna contrapposizione con le gerarchie ecclesiastiche, così come in molti hanno voluto interpretare (hanno voluto interpretare, sì, hanno scritto proprio così)”

Cioè, abbiamo tutti interpretato male in questi anni? Quattro sì al referendum sulla 40, no al testo Calabrò, Eluana bene così: insomma, avevamo tutti quanti malcapito? Un enorme malinteso nella penisola intera?

Sul tema del giorno, la pillola abortiva, il Foglio addirittura implora: “Fini dica qualcosa sulla Ru486 – La nuova laicità del Presidente della Camera non può eludere il tema”.

E Fini risponde oggi: “‘E’ originale pretendere che il Parlamento si debba pronunciare sull’efficacia di un farmaco”, e ancora “’Ognuno  ha le sue opinioni e io ho le mie, ma non e’ motivo di dibattito politico. C’e’ un’agenzia del farmaco, ci sono le linee guida del governo, non vedo cosa c’entri il Parlamento”.

Gasparri, capogruppo PdL al Senato, che aveva proposto per primo un’iniziativa parlamentare, ha già replicato, con molto rispetto nei confronti di Fini, che il Parlamento se vuole le indagini le fa perché è legittimato a farle, e sulla Ru486 le farà.

E che dirà adesso Il Foglio, sulla nuova laicità di Fini? Un malinteso pure questo sulla Ru486? Un disarmo ideologico? Una terza via?

Il malinteso ci sembra invece quello dell’amico Giuliano Ferrara, che si ostina a non vedere che proprio con il caso Englaro è finita l’anarchia etica dentro il PdL, ed è emersa, fra le sue molte anime, una direzione ben precisa, quella sì, di una nuova laicità, con al centro la persona.

E a proposito del fine vita, quale sarebbe la mediazione di Fini? Fra il divieto di sospensione di alimentazione e idratazione, come è scritto nel testo Calabrò approvato al Senato, e la possibilità invece di sospendere alimentazione ed idratazione, come vorrebbe l’opposizione, quale sarebbe la via di mezzo?

Si dà l’acqua, ma poca? Oppure si riducono le calorie? O magari un giorno solo si beve, quello dopo si mangia e basta, così a giorni alterni? O forse la terza via è fra quello che Fini pensava qualche anno fa, e quello che pensa oggi?

Ancora non è dato sapere. Aspettiamo con ansia l’autunno.

Intanto ieri l’Unità è andata al sodo e ha spiegato: “Bioetica, Fini prepara la campagna d’autunno per sparigliare il PdL”. Insomma, il tempo fatto passare fra l’approvazione del testo Calabrò sul fine vita al senato, e l’inizio del dibattito alla camera, è stato usato da Fini per costruire un suo percorso dentro il PdL alternativo a quello emerso per il caso Englaro e al Senato per il fine vita, che comprende parlamentari come ad esempio il radicale Benedetto Della Vedova, tanto per capirci, che vorrebbe tanto per l’Italia una legge sul fine vita tipo quella tedesca.

 Vedremo come andrà a finire.

Intanto all’amico Ferrara chiediamo di tenere duro e di non cedere alle attrattive, ingiustificate, di una possibile nuova, terza via su queste tematiche: la posizione di Fini è tanto legittima quanto chiara.

  1. 23 Responses to “una terza via per Fini? Boh….”

  2. By Inyqua on ago 8, 2009

    E comunque in questo articolo c’è un errore: al tempo del referendum sulla legge 40 Fini dichiarò come intenzione di voto 3 sì e non 4….

  3. By Antonio on ago 8, 2009

    Da ex-missino mi vergogno alla grande di aver votato una persona come Fini, il cui unico ideale è la sua carriera-ambizione politica, sempre pronto a vendere anche sua madre per restare incollato a quella maledetta poltrona!

  4. By luigi culmone on ago 9, 2009

    fini finìu

  5. By Emanuel on ago 9, 2009

    Beh, 3 sì invece di 4 cambia molti il pensiero anti-life di Fini…

  6. By Giovanni on ago 9, 2009

    Magari la terza via è l’unica ovvia… libera scelta di ogni singolo individuo. Magari Fini ha capito che non è possibile, su certi temi, imporre nulla che rappresenti i valori di una minoranza del paese ma che bisogna semplicemente assicurare la libertà di coscienza a tutti. Magari Fini è, unico ne PDL, FINALMENTE GUARITO!

  7. By dav on ago 9, 2009

    giovanni, grazie di esistere. quanto tu scrivi è quanto la signora che ci ospita aborre: libertà!

  8. By Ceccus on ago 10, 2009

    Magari Fini è un buon “cane da caccia”: sa fiutare dove tira il vento e la selvaggina se la procura per sé…
    C’è chi cerca la fama e chi un posto al sole, magari quello di Presidente della Repubblica.
    Nelle leggende passate c’è chi ha ammazzato la mamma pur di conquistare “la bella” di turno.
    Ma tutti s’invecchia e si muore…

  9. By Orsobruno on ago 10, 2009

    Giovanni & dav, se la signora che vi ospita aborrisse la libertà, provate a riflettere, voi due vi sareste già presi una tale pedata nel posteriore da essere i primi due satelliti umani in orbita sopra la terra…

    Secondo me Giuliano Ferrara dovrebbe ricordare i propri momenti migliori a difesa della vita e scoprire l’evidente anti-nesso con l’appoggio dell’ascesa di Gianfranco Fini.

  10. By William_2009 on ago 10, 2009

    Bravi Giovanni e Dav: avete capito tutto! Libertà!! Nessuna imposizione di valori di una minoranza (sicuri che sia poi tale? Già dimenticato il referendum sulla legge ‘40? A proposito, i comunisti -ed altri “adulti”- che ritenevano scorretta l’astensione, hanno prontamente cambiato idea nell’ultimo, -un po’ sciocco- referedum di Segni: ahi!, la coerenza!) alla maggioranza (su “certi temi”; e chi li decide? magari una minoranza?)
    A Dav rispondo che la Libertà non è certo fare tutto quello che si vuole, infischiandosene del bene e della Libertà altrui, o del Bene Comune della Società: pensi a quanti vincoli è tenuto a rispettare per essere una persona socievole e ben inserita. O vuole abolire tutto il codice penale e civile, e le numerose altre leggi che regolano la nostra convivenza? A Giovanni rispondo che, anche su “certi temi” esiste un Parlamento, e non vedo come una minoranza possa imporre alcunché alla maggioranza eletta (sia pure con discutibili e modificabili leggi) dal popolo sovrano. E’ vero che ALCUNI TEMI sono sottratti dalla Costituzione alle decisioni parlamentari, ma si tratta proprio di quei Valori che la Carta “RICONOSCE” come già esistenti nella natura universale dell’uomo, come la Vita (ed è la biologia a dirci che ha inizio dal concepimento; nel dubbio, vale il principio di precauzione tanto caro agli ambientalisti); la famiglia fondata sul matrimonio fra uomo e donna; l’educazione dei figli; il lavoro, i partiti, i sindacati, le associazioni varie; la Religione; ecc. C’è qualcuno che vuole cambiare la natura umana universale? cioé i diritti dell’Uomo (compresa la Donna e il Bambino)? Beh, dovrà tornare molto, molto indietro nei millenni: si veda la citazione di Cicerone nel Catechismo della Chiesa Cattolica (n.1956): “Certamente esiste una vera legge: è la retta ragione; essa è conforme alla natura, la si trova in tutti gli uoomini; è immutabile ed eterna; i suoi precetti chiamano al dovere, i suoi divieti trattengono dall’errore… E’ un delitto sostituirla con una legge contraria; è proibito non praticarne una sola disposizione; nessuno poi ha la possibilità di abrogarla completamente.” (Cicerone, La Repubblica, 3,22,33).

  11. By Alfredo on ago 10, 2009

    Ma Ferrara si sente bene? Ha acceso il condizionatore?

    Per i due Giovanni e Dav e per William: siete sicuri che la libertà sia fare quello che si vuole? Io per esempio vorrei volare liberamente come cammino, ma se mi butto senza mezzi mi sfracello di sotto, ed anche i mezzi non sono così affidabili e non mi lasciano la libertà di movimento che voglio

  12. By BY ANDREA on ago 10, 2009

    Grazie William
    Il tuo pensiero mi è esaustivo e di buon intelletto. Spero che Giovanni e Dev possono meditare se non accettare la filosofia, ovvero la logica del pensiero della natura dell’uomo.
    A Dev ringrazio di aver esaltato la libertà di espressione con il negare l’evidente realtà di esprimersi in modo contrapposto con l’ospitante. La libertà di esprimersi è “sacra” e ben venga anche il tuo pensiero. Sarebbe più logico che ringraziassi la “Signora” che puoi scrivere le tue contrarietà nella tua assolutà libertà.
    Almeno condividi che un “Grazie” ci sta bene??.

  13. By lumen on ago 11, 2009

    chiederei a Fini cosa significa essere di destra. Le lingue neolatine come il francese e lo spagnolo ci aiutano a capire che essere tali significa difendere il Diritto in primis quello naturale. La sinistra è antitetica al diritto cioé è sovversiva.

  14. By Giovanni on ago 11, 2009

    Per rispondere a William ed a lumen io mi chiedo cosa sia il diritto naturale. Se è semplicemente l’insieme di leggi che governano la natura allora lo si può riassumere con la legge del più forte, solo i più forti sopravvivono per garantire la sussistenza della specie. Assumendo ciò allora non si dovrebbe più curare nessuno, i malati infatti sono deboli ed indeboliscono la specie. Altri diritti naturali io non vedo e non solo: mi sembra assurdo, in un mondo in continua evoluzione, cercare una legge immutabile che lo governi (la sola e unica è il principio di conservazione dell’energia ma non credo che sulla base di ciò possa essere descritto il comportamento dell’uomo e degli altri animali). Così come la natura anche il pensiero umano è in continua evoluzione e dunque situazioni prima inaccettabili fanno adesso parte del costume comune, il primo esempio che mi viene in mente è l’emancipazione della donna. Adesso si parla di libertà degli omosessuali e dignità dei malati terminali, temi sui quali non si sarebbe mai discusso cinquant’anni fa ma che mi auguro faranno parte del nostro costume nei tempi a venire. Sulla base di questi presupposti aggrapparsi ad un inesistente diritto naurale per difendere valori che sono solo vostri mi pare poco efficace. Proprio perchè non esiste un diritto naturale e perchè non esistono valori universali io credo che ogni uomo debba, entro i limiti del rispetto delle libertà altrui, decidere per sè in casi che riguardano la sua sfera privata (vedi eutanasia ed unioni omosessuali). Neanche il parlamento, e con questo rispondo a William, ha l’autorità di deciderne sebbene democraticamente eletto. La funzione del parlamento è infatti quella di legiferare nell’interesse della collettività e, a mio avviso, non dovrebbe ficcare il naso nel privato.
    Infine per lumen: tu chiami la sinistra sovversiva, atteggiamento tipico del conservatore terrorizzato da qualsiasi pensiero innovativo. Allo stesso modo io dovrei chiamare la destra bigotta e reazionaria (e questo governo me ne da tutte le ragioni) ma siccome sono educato e democratico la definisco solo conservatrice.

  15. By bob on ago 11, 2009

    brucia, eh?
    http://www.repubblica.it/2009/08/sezioni/scuola_e_universita/servizi/tar-religione/tar-religione/tar-religione.html

  16. By Marco on ago 11, 2009

    La presidenza della Camera è sempre andata all’opposizione,
    prima a Casini a poi a Fini. Anche qui il Berlusca ha visto bene.

  17. By dav on ago 11, 2009

    orsobruno: nostalgie cambogiane? non ti rendi conto che aprire un blog e lasciare scrivere tutti fa parte del grado zero di libertà? o forse meglio nostalgie iraniane, data la matrice confessionale…
    william: belle citazioni,ma poco nel contesto
    mi sai dire come proteggeva la vita e ne favoriva lo sviluppo il papato dalla sua nascita alla sua fine? nei fatti (non nelle intenzioni, a trasgredirle si sa basta una bella confessione e tutti lindi e puliti) grazie facci sapere e giudica se stiamo meglio o peggio oggi, anche con la RU486.
    per inciso, chiarisco che delle vostre battaglie ammiro la non mercificazione della sessualità. riterrei infatti assurdo che si introduca un modo di pensare che porti a non considerare i propri gesti “tanto c’è la pillolozza”.
    quanto tutto questo si sposi con la difesa sempre e comunque di un puttaniere come berlusconi si spiega soltanto con un opportunismo “costantiniano” ma mi fa solo tanta tristezza.

    grazie alla signora che ci ospita, naturalmente, anche se sono antiteticamente opposto a lei e disprezzo molte sue argomentazioni

  18. By Guido on ago 13, 2009

    Condivido gli inviti a ringraziare la curatrice del blog per l’ospitalità, anche se ribadisco che un blog per sua natura è fatto per accogliere contrarietà: altrimenti è un pulpito per prediche sciorinate a un pubblico plaudente in partenza. Vedo inoltre che i commenti ora sono moderati, il che – mi si perdoni la diffidenza – mi fa temere un’ospitalità un po’ meno incondizionata…

    Quanto a Fini, penso che la sua sia tutta tattica politica, una forma di marketing per posizionarsi meglio. Ciò non toglie che abbia finito per dire spesso cose molto ragionevoli e condivisibili, almeno in liena di principio.

    Quanto al vaghissimo e abusatissimo concetto di natura umana, rimando alla discussione su un altro post: http://stranocristiano.it/2009/07/libertas-ecclesiae-e-dintorni/

  19. By Marco on ago 14, 2009

    Dopo la correzione propostami da un amico debbo ammettere che il problema di aborto, divorzio e eutanasia è l’incapacità di stare – da soli – di fronte alla realtà, incapacità che certe condizioni evidenziano in modo netto e che è di tutti, anche di chi è cristiano. Dio si è fatto uomo non per eccesso di magnanimità ma perché ci è indispensabile per vivere, cioè perché tutti e ognuno si riesca a stare da uomini di fronte a qualsiasi aspetto della realtà, fino all’ultimo respiro. E’ questa incapacità, basta pensarci un attimo, che suscita la necessità di una riserva: quella dell’aborto, del divorzio o dell’eutanasia, l’ipotesi che uno possa decidere di tagliare via anche quello che ha di più caro se non riesce più a sostenerlo. E’ chiaro che non si tratta di negare nulla dei valori come la vita e la famiglia, ma che non si può più proporli senza dire chi ce li ha comunicati e chi li sostiene nel presente, senza sentire il bisogno di dire Gesù.

  20. By Guido on ago 16, 2009

    Marco, non capisco cosa vuoi dire. Il succo del discorso è che si può parlare di vita e famiglia solo se si riconosce Gesù? Spero di aver capito male.

  21. By Marco on ago 17, 2009

    Intendiamoci: si può parlare benissimo di tutto anche senza Gesù ed è anzi l’esercizio che meglio riesce anche a noi cristiani. Difendere la vita e la famiglia senza Gesù, senza la Sua compagnia umana che ti sostiene (se vuoi senza la Chiesa) non regge, non è ragionevole e soprattutto sperimentalmente non regge.
    Come non regge l’Europa senza il cristianesimo: la sfida che lanciò Giovanni Paolo secondo mi è rimasta impressa: come può dire uno “L’Europa o sarà cristiana o non sarà” ? Eppure è così: o forse c’è chi crede che l’Europa possa reggersi sulla moneta ? Ma Europa a parte
    1) non è ragionevole volere il frutto a prescindere, facendo a meno dall’albero (e non dico solo delle radici, ma pure del tronco, dei rami, delle foglie e dei fiori). 2) Operativamente,sperimentalmente, non si può stare da soli, senza la compagnia cristiana, senza la profonda ragionevolezza che Cristo ha introdotto nello stare di fronte alla realtà, di fronte alle sfide che pone una gravidanza indesiderata, alla sfide di una difficoltà tra coniugi, alla sfida terribile della notizia che non ti è rimasto ancora molto da vivere. La tentazione della scorciatoia è comprensibile: per questo dico che aborto divorzio e eutanasia nascono da questa percezione personale di non poter stare di fronte a queste condizioni e solo dopo, per giustificare il proprio operato, la propria percepita incapacità che potrebbe insorgere in questi frangenti allora uno falsifica le cose. Non che uno non possa riuscirci in uno sforzo titanico ad affrontare situazioni impossibili, ma questo sforzo oltre che irragionevole non è difendibile e soprattutto non è per tutti, non è una soluzione proponibile a tutti. Gesù invece è per tutti. Egli che “ha fatto nuove tutte le cose” ci è indispensabile per vivere e per morire. Vedi tu se hai capito bene o male: nel caso, prima di strapparti le vesti mettiti addosso qualcosa di poco valore.

  22. By Orsobruno on ago 18, 2009

    Si tratta di distinguere il piano esistenziale da quello della giurisprudenza.
    Sul piano esistenziale, Marco, ciò che dici non fa una grinza.
    Ma se sei in Parlamento a batterti per la vita o la famiglia, devi fare riferimento a un’etica naturale, oggettiva e universale, che si fonda su Dio: altrimenti ogni cinque anni, in base al più puro relativismo, tutto potrà cambiare. Dio è accessibile ad ogni mente umana retta, è un’evidenza indiretta di senso comune.
    Ma in Parlamento non puoi lottare facendo riferimento a Gesù Cristo (a meno che siano questioni legate al culto, tipo il Crocifisso nelle aule), perchè ti troveresti immediatamente legato mani e piedi. E questo per il semplice motivo che la fede cristiana ti può venire rifiutata e tanti saluti.

  23. By Marco on ago 18, 2009

    Non facevo riferimento alle battaglie in parlamento, ma al motivo per cui la gente comune è favorevole al Divorzio, all’aborto e all’eutanasia (e alla RU 486): nessuno nega il valore negativo di queste ipotesi “a priori”, ma la maggior parte li accetta perché sa che potrebbe non farcela “nella pratica quotidiana” ad accettare i problemi connessi alla famiglia, all’ipotesi di avere un figlio in quel momento, alla malattia e alla morte. Se non si capisce questo livello della questione e non si risponde a questo livello a mio avviso si è perdenti, anche se momentaneamente si riuscisse a far passare la migliore delle leggi possibili.

  24. By Guido on ago 24, 2009

    Non entro nel merito di ciò che dice Orsobruno, perché si riaprirebbe il trito e ritrito capitolo della legge naturale, tema sul quale evidentemente non c’è modo di intendersi.

    Quanto a ciò che dice Marco, a parte i miei personalissimi dubbi sul voler mettere sempre nello stesso calderone divorzio-aborto-eutanasia, credo di capire piuttosto bene le sue argomentazioni e in parte faccio mio il giudizio su come l’uomo moderno sia poco capace di affrontare la sofferenza, la malattia e la morte. Da ciò però non discende minimamente, a mio avviso, che Gesù Cristo (o, più propriamente, la Chiesa cattolica romana, perché è di questo che stiamo parlando, e perché Gesù Cristo non ha detto nulla di particolarmente chiaro sull’eutanasia o sull’aborto) sia indispensabile.

    In tutta franchezza, dubito molto che gli avverbi usati da Marco (“operativamente”, “sperimentalmente”) diano conto di qualcosa di più di una sensazione personale, incapace di reggere a un qualsiasi contraddittorio. Ciò non toglie, ripeto, che la fatica del vivere vada affrontata in modo onesto e coraggioso, ma un conto è la convizione che solo in Cristo sia possibile farlo, un conto è pretendere leggi positive conformi ai dettati della Chiesa. In ultima analisi si finisce sempre col cozzare, molto banalmente, con la pretesa della fede di essere norma universale.

    Resta poi aperto il problema, che si gioca a livello altro da quello politico, di quanto l’esperienza cristiana sia una modalità più vera o soltanto più efficace di affrontare la sofferenza.

    Concludo con un accenno all’ormai insopportabile ritornello, per quanto è vacuo e retorico, dell’Europa cristiana. L’unità cristiana dell’Europa è una realtà seppellita dalla storia (scisma ortodosso, “eresie” varie, riforma protestante ecc.). Gli europei si sono massacrati per secoli in nome del “vero” cristianesimo. Di che stiamo parlando, di grazia?
    Io credo anzi che il cristianesimo non possa e non debba in alcun modo essere concepito come fattore positivo di identità: non esiste in nessun iperuranio una metafisica “Europa cristiana” alla quale dovrebbe corrispondere l’Europa di carne ed ossa. Non c’è nessuna Europa “naturalmente” cristiana, ed anzi il carattere “artificale” dell’Europa è ciò che le permette di essere democratica, liberale, tollerante.
    (Stupisce, tra l’altro, che maestri di realismo come i cattolici non si rendano conto che con gli slogan e con i commi della costituzione non si va molto lontano: che l’Europa sia cristiana o meno, si tratta di un dato di fatto da prendere come tale.)

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