a cura di Assuntina Morresi

pensieri notturni

aprile 16th, 2009 Posted in Uncategorized

Le immagini e le storie di donne e uomini travolti dal terremoto a L’Aquila hanno allontanato, anche se per poco, tutto il parlare di libertà di morire degli ultimi mesi.

La morte che arriva all’improvviso e misteriosa, e porta via con sé uno e lascia l’altro che dorme accanto, apparentemente senza una spiegazione, ci ha preso a schiaffi, obbligandoci a guardare in faccia una realtà misteriosa, quella dell’esistenza di ciascuno di noi.

Pochi secondi per distruggere città e paesi, secoli di storia, e uno sconvolgimento di morte e macerie, e la lotta contro il tempo per salvare quante più persone possibile: questo abbiamo visto, e i fiumi di parole che abbiamo sentito negli ultimi mesi sull’autodeterminazione, sul diritto a morire, sulla libera scelta di morire, sono apparse nella loro vera consistenza, e cioè semplicemente ridicole.

Libertà di morire: ma di che cosa stiamo parlando? Cosa stiamo dicendo?

Non si tratta di eutanasia, non è neppure più questa la posta in gioco da quando è scoppiato il caso Englaro – la buona morte che si dà per pietà, l’omicidio che si commette per evitare sofferenze indicibili. Non è di questo che si discute, in realtà. Parlare di eutanasia oramai è fuorviante.

Qua si tratta  di apologia del suicidio, suicidio inteso come massima forma di libertà, il suicidio medicalmente assistito.

E un’intera società sembra correre dietro a questo surreale miraggio, il diritto a suicidarsi assistiti da un medico, il prossimo traguardo di civiltà.

Basta leggere alcuni commenti – non tutti – alla morte di Roberta Tatafiore, intellettuale femminista, che si è suicidata qualche giorno fa, programmando minuziosamente la sua fine negli ultimi tre mesi della sua vita  – una fine triste come lo può essere un suicidio in una camera d’albergo  – tanto da scrivere un memoriale che è arrivato postumo ai suoi più stretti amici, che immagino sarà oggetto di pagine e pagine di commenti, nelle prossime settimane.

Su l’Unità oggi Adele Cambrìa commentava “ammiro il suo coraggio: la sua morte così disperatamente eroica – un suicidio, non motivato, pare, da nessuna malattia inguaribile – é sostenuta da un discorso filosofico e letterario iniziato da oltre un anno; e che,approfondito in un testamento ancora non reso noto dalle amiche più vicine a lei, cui è stato indirizzato, forse aiuterà tutti e tutte a riflettere su un passaggio ineluttabile, a cui Roberta ha voluto accedere prima di noi. Per dare anche testimonianza di una società civile, quella italiana, che stenta a crescere su questi temi.”

Sì, hanno scritto proprio così: una morte eroica, quella di Roberta Tatafiore, perché il suicidio non era motivato da nessuna malattia inguaribile. Una testimonianza per una società che stenta a crescere su questi temi.

Ma, dico, io, siamo matti? Ma che stiamo dicendo? Di cosa stiamo parlando? Quale mefitico pifferaio maledetto stiamo inseguendo? Non vediamo l’abisso verso cui ci sta portando?

Io di eroico ho visto la gente di Abruzzo, quella che piangeva, quella che scavava le macerie, quella che guardava la distesa di bare, quella che pregava, quella che cerca di ricostruire.

Un angelo di Dio per tutti noi. E un l’eterno riposo per chi non c’è più. Roberta compresa.

  1. 33 Responses to “pensieri notturni”

  2. By M. Diaferia on apr 17, 2009

    A ragionar sul loro stesso bassissimo livello, questa potrebbe essere la soluzione per disfarsi di tutti gli intellettuali di sinistra o laicisti: un bel suicidio programmato ed eroico di massa.
    Aspettiamo atteggiamenti emulativi di Bonino, Pannella & C.

  3. By Bruno on apr 17, 2009

    Grazie Assuntina, una parola di grande aiuto e supporto per noi cristiani.
    Bruno

  4. By Giulia on apr 17, 2009

    è allucinante, spaventoso, orribile, ma davvero certi pensieri trovano posto nella mente di una creatura creata a immagine di Dio?
    mio Signore e mio Dio abbi pietà di noi!

  5. By Grisostomo on apr 17, 2009

    Hai perfettamente ragione. Hai visto il Foglio? 3 pagine intere 3 in 3 giorni di seguito 3.
    Cos’è, Santa Subito?
    Questa retorica del suicidio è il grimaldello per far saltare tutto il rapporto sociale, è lo sdoganamento dell’irresponsabilità sociale. Un atto, in fin dei conti, di fuga dalle responsabilità viene presentato come atto eroico.
    Eppure …. come facciamo a ribellarci?

  6. By quid on apr 17, 2009

    Nei “Démoni” c’è proprio una pagina sull’apologia del suicidio fine a se stesso. Delirante e profetico come possiamo vedere.

  7. By roberto on apr 17, 2009

    L’articolo di Repubblica.it terminava con questa frase che cito testualmente: “Anche questo suo epilogo, in fondo, è rivendicazione di possesso. Ognuno di noi è padrone della propria vita, forse Roberta Tatafiore ha voluto ricordarcelo.”
    Se noi ne siamo i padroni, la vita è nostra schiava. Diciamolo, che questa idea è frutto di una cultura schiavista e prevaricatrice.
    Abbiamo da opporre soltanto una verità debole, ovvero la vita come dono gratuito e provvisorio. Debole, ma pur sempre verità, corroborata dalla semplice constatazione di un dato di fatto: non ce la diamo da noi.
    Un dono gratuito, da ricevere e di cui avere cura, da restituire al termine dei nostri giorni a chi ce l’ha donata. Foss’anche il nulla, a cui tanta gente immotivatamente crede.

  8. By Paolo on apr 17, 2009

    Quando sento che il dibattito culturale odierno è su “come morire” penso ai miei figli e alla società che noi adulti gli stiamo costruendo. Poi penso alla Pasqua e credo che alla fine la vita vincerà sempre! Paolo

  9. By alfredo on apr 17, 2009

    Bisogna ricominciare a leggere, far leggere e citare buoni libri: La divina commedia (Dante mette i suicidi all’Inferno fra i violenti contro se stessi) e I promessi sposi(“… dove l’amore doveva essere benedetto e chiamarsi santo”) per far riflettere su qualche cosa di diverso dai perversi messaggi dei maledetti mezzi di distruzione di massa (giornali e TV).

  10. By Lumen on apr 17, 2009

    premesso che Dio non vuole il male ma lo permette per il dono della libertà donato all’uomo,mi sembra che il terremoto dell’Abruzzo sia la sua risposta permissiva all cultura di morte in particolare degli ultimi avvenimenti, mi riferisco alla morte dell’innocente Eluana.
    E’ come se Dio dicesse: volete la morte? Si faccia avanti, ma non quando lo decidete voi ma quando meno ve l’aspettate!Non siete voi a decidere!Azzardo anche un’interpretazione simbolica di quanto è successo: Gli inferi vogliono far cadere il cielo. Non dimentichiamo che i satanisti evocano forze telluriche.L’Aquila vola in cielo, il terremoto è dalla terra: cos’è questa lotta contro la vita, contro la Chiesa se non il tentativo del demonio e dei demoni di questa terra di fare guerra al Cielo? a Dio?Brindino quelli che hanno brindato per la morte di Eluana per questo terremoto se ne hanno il coraggio! Mi viene anche un altro pensiero forse un pò pindarico: il paese più colpito si chiama Onna, se mettiamo una D davanti diventa Donna come Eluana, come le donne che uccidono i loro figli con l’aborto. Non sarà che muoiono tanti giovani perché con l’aborto rifiutiamo la vita?Azzrdo ancora: (non me ne vogliano gli abruzzesi, parlo sempre a livello di simboli) Ponzio Pilato era di quella terra e sfere alte della politica nel caso Eluana si sono comportate come lui.

  11. By Gabri on apr 17, 2009

    Grazie Assuntina, per le tue antenne ben drizzate: è un servizio per tutti noi!
    C’è una semplice elementare evidenza: qualcuno di noi ha fatto qualcosa per esserci?
    Sto ripetendo questa domanda dovunque, conferenze, lezioni univ,……
    chissà che non si risvegli la potente natura della domanda che è in noi!

  12. By Maria on apr 17, 2009

    Grazie perchè riesci ad esternare ciò che sentiamo dentro ma non sempre ci è facile tirar fuori…questo terremoto l’ho letto come un messaggio ed un invito a riflettere su come non siamo noi “padroni” di noi stessi, tantomeno degli altri, che ci vengono “affidati”. Un saggio e vecchio nonno, mi verrebbe da dire un saggio e “giovane” nonno, il giorno di Pasquetta rivolto a dei giovani presenti ha detto che il Signore ci da in “affitto” su questa terra…e ne ha spiegato il motivo, quanta saggezza in quelle parole!E qualcino continua a dire che vuole lui decidere…”quando andare alla casa del padre”…da cattolico credente e praticante. Basta di tanta confusione! Grazie, continuero a seguirti perchè dai il giusto significato alle parole ed ai fatti,
    Maria

  13. By achille on apr 17, 2009

    Grande Assuntina! Veramente, come dice Maria, riesci ad esprimere compiutamente i pensieri di molti di noi. Grazie!
    E’ Pasqua, anche in Abruzzo. E’ più Pasqua nelle famiglie visitate dalla sventura e dalla morte che non nel simil-pensiero crep-uscolare di tanti salotti ormai votati alla morte, orientati ad essa dato che non hanno accettato la verità sulla vita.

  14. By marco on apr 17, 2009

    grazie,dare voce ai pensieri di molti di noi aiuta a non perdere la speranza

  15. By Flavia De Vitt on apr 17, 2009

    Che cosa orribile, questo suicidio così pianificato! Quale abisso di solitudine, di non-senso, di disperazione rivela!

  16. By Anna on apr 17, 2009

    …… Pavese colpisce ancora, dopo cinquantanni …allora cosa dovrà fare chi elogia Roberta Tatafiore ? Imitarla ?!..magari..! e la vita cos’ è l’elucubrazione sarccastica su come morire, forse va bene a chi,sfuggito all’aborto di sua madre non trova senso e non nè ha ricevuto alcuno:prefesrisco gli atei crapuloni e guduriosi che almeno sono attaccati alla vita: da parte mia tanta pietà . Anna
    Anna

  17. By michelangelo on apr 17, 2009

    Il padre, 74 anni, uccide il figlio trentatreenne malato mentale nel sonno perché aveva minacciato di morte tutta la famiglia.
    Blanda difesa d’ufficio di una giovane avvocato, del tipo: “mi appello alla clemenza della corte”.
    Sentenza di primo grado emessa oggi 17 aprile dalla Corte di Assise di Siracusa:
    14 anni e arresti domiciliari.
    A Beppino Englaro il sindaco di Firenze gli ha dato la cittadinanza onoraria e il Presidente dell’U.N.C.I.(Unione Nazionale Cronisti Italiani) un riconoscimento ufficiale con tanto encomio.
    Dov’è l’attinenza?
    C’è, c’è.

  18. By Carmine on apr 17, 2009

    Il suicidio, a mio avviso, è sempre una sconfitta e mai un atto eroico; suicida è chi non riesce più a determinare gli eventi della sua vita. Colui che accetta di vivere anche nella sofferenza, al contrario, riconosce i suoi limiti e si affida all’Amore Universale di Dio

  19. By Giuseppe Pallini on apr 17, 2009

    Morte eroica? Ma di che? Diciamo piuttosto morte disperata, immotivata, da debolezza mentale, da nichilismo spirituale. Da deplorare e compatire, non da esaltare: una meschina offesa a tanti medici e malati che lottano quotidianamente contro la morte.

  20. By terry on apr 18, 2009

    Il cuore dell’uomo fa fatica a coprendere il perché di certi avvenimenti, la malattia, la morte improvvisa, il dramma di questi giorni.
    L’unica certezza è che la vita non ci appartiene, e l’unico eroismo come dicevi tu, non è quello di morire, ma di continuare a vivere con speranza e fiducia.
    un abbraccio
    terry

  21. By beavall on apr 18, 2009

    @ Grisostomo Hai perfettamente ragione. Hai visto il Foglio? 3 pagine intere 3 in 3 giorni di seguito 3.
    Cos’è, Santa Subito?

    non leggo il Foglio, ma so che Ferrara era il vostro buon “ateodevoto”, come è possibile? Cosa è successo?

    almeno la replica di queste poche righe della Morresi l’ha concessa?

  22. By achille on apr 18, 2009

    Ah Beavall! Ci mancavi proprio: lo dico senza sarcasmo. Sul Foglio hai ragione, mi lascia un po’ perplesso, però so che Ferrara lascia scrivere spesso chi non la pensa come lui, anzi è proprio all’opposto. Vedrai che Giulianone, con la sua delicatezza elefantina, alla fine dirà la sua. (eppoi quella finestrella di Sofri…mica è in linea sol giornale. E il Foglio non è mica Repubblica-Corriere-Sole, la Potemkin del pensiero unico)

  23. By alide on apr 20, 2009

    Oltre alla notizia orribile che colpisce come un pugno nello stomaco, direi che questo non sia altro che un caso di kamikaze all’occidentale. Sì, perchè ci si libera della propria vita, considerata una proprietà di cui disporre a proprio piacimento, e al tempo stesso si lancia la “bomba” dell’”esempio coraggioso”, che potrà forse mietere nuove vite. E’ l’estremo rifiuto di Dio, nel suo atto d’amore più grande. Anche così si tenta di distruggere il cristianesimo.

  24. By Maria on apr 23, 2009

    che siano state dedicate 3, e dico 3 pagine del il Foglio a quella “povera” donna che si è suicidata…chissà quanta solitudine…la dice lunga sulla confusione che si continua ad avere nel campo dell’informazione! Sento che è giunto il momento che anche i quotidiani la smettano di dire …tutto…ed il contrario di tutto! La gente, tutti noi abbiamo bisogno di certezze, di coerenza…si, si..no, no…ed ecco che ritorna il Vangelo: la buona novella. Buona giornata a tutti voi, ed una preghiera per quella povera donna sola!

  25. By bob on apr 23, 2009

    @Lumen: “premesso che Dio non vuole il male ma lo permette per il dono della libertà donato all’uomo,mi sembra che il terremoto dell’Abruzzo sia la sua risposta permissiva all cultura di morte in particolare degli ultimi avvenimenti, mi riferisco alla morte dell’innocente Eluana.”
    Sto per vomitare!

  26. By achille on apr 26, 2009

    bob, poi com’è finita? Ti sei fatto il 25 aprile coi conati?

  27. By Michele on mag 1, 2009

    By Lumen on Apr 17, 2009: “premesso che Dio non vuole il male ma lo permette per il dono della libertà donato all’uomo,mi sembra che il terremoto dell’Abruzzo sia la sua risposta permissiva alla cultura di morte, in particolare degli ultimi avvenimenti: mi riferisco alla morte dell’innocente Eluana.”

    Ora, premesso che esistono anche la libertà di psicopatia e la libertà di delirio, non vi sembra che sia – anche per soggetti che vogliono esprimere quelle libertà – un po’ troppo, ritenere che il terremoto abruzzese sia la risposta “divina” alla vicenda di E.E.?
    Mah.
    Contenti voi…
    Michele

  28. By bob on mag 4, 2009

    No, tranquillo Achille
    Mi sono ricordato che è difficile distinguere tra i talebani e certi strani cristiani e ho potuto rilassarmi…

  29. By achille on mag 6, 2009

    Per distinguere meglio, perchè Bob non si fa un mesetto di volontariato a Herat, così potrà capire la differenza fra talebani e stranicristiani. Con l’augurio di tornare a bloggare liberamente da queste parti.

  30. By bob on mag 7, 2009

    Ah, ah, ah
    Achille sei troppo forte!
    Perchè non ti fai un mese a Città del Vaticano. Con l’augurio di tornare a bloggare liberamente… :-P

  31. By achille on mag 9, 2009

    Bob, abbiamo capito: per te Herat è uguale alla Città del Vaticano. O ci sei o ci fai.Io dal vaticano già bloggo quanto mi pare senza sibili di scimitarre. Quindi o ci sei o ci fai. In ogni caso hai diritto -finchè comanda il vaticano- di continuare a dire liberamente quello che vuoi, di sfilare al gaypride, di insultare il Papa e chi ti pare. Altro che talebani! Scendi dalla giostra Bob

  32. By bob on mag 13, 2009

    Vorrei capire come, da una mia critica ad un delirante assunto “terremoto=vendetta per Eluana” (ammetterai anche tu che l’abuso di sostanze psicotropiche causa problemi), siamo finiti a parlare di Herat…..

  33. By beavall on mag 16, 2009

    ecco una richiesta di aiuto, al link che qui riporto
    http://www.aduc.it/dyn/salute/cara.php?id=259289

    ho pensato di suggerirle di chiedere l’eutanasia, che potrebbe smuovere un pò le coscienze e un aiuto lo avrebbe senz’altro!

    aiutare chi vuol vivere non è prioritario per i difensori della vita ad ogni costo, come obbligare a vivere chi invece se ne vuole tornare alla casa del Padre.
    :(

  34. By bob on mag 22, 2009

    Vorrei che Lumen mi contattasse in privato per darmi i riferimenti del suo spacciatore…

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