un editoriale da leggere, da Avvenire
marzo 3rd, 2009 Posted in UncategorizedAvvenire 3 marzo 2009
UDINE, IL SOVVERTIMENTO DELLA REALTÀ
IL NICHILISMO IN ARMI NON RISPARMIA LE SUORE
MARINA CORRADI
Da Repubblica, intervista a Maria Marion, una delle infermiere accanto a Eluana negli ultimi giorni. Il giornalista: «Qualcuno pensa che lei abbia concorso a un’eutanasia » . La Marion: « Un termine che rifiuto, anzi per me nei confronti di questa ragazza c’è stato un accanimento terapeutico » .
Dunque le suore che per tanti anni hanno dato a Eluana nutrimento e acqua, che l’hanno lavata e mille e mille volte voltata nel letto a evitare il decubito, si sono accanite su quel corpo. Si sono accanite, anche, ad aiutare Eluana a liberarsi dalla saliva che le ostacolava il respiro. Per quindici anni a Lecco c’è stato un pervicace, cocciuto accanimento: a una malata assente hanno dato nientemeno che da bere, e mangiare. Le han liberato la gola dalle secrezioni, cosa del tutto normale in pazienti immobili e incoscienti. Da una intervista della stessa Marion al Corriere emerge che quando Eluana è arrivata a Udine, nessuno sapeva a che servissero quelle pile di bavaglini mandati da Lecco. E sì che una che fa l’infermiera da 35 anni certe cose dovrebbe averle viste. Stupore invece: a che serviranno mai i bavaglini? La saliva fa tossire Eluana, la tosse espelle il sondino. Quando Avvenire scrisse di quei colpi di tosse, alcuni scrissero: favole. E invece la verità delle ultime ore della Englaro dice di volontari colti di sorpresa dalla donna che stenta a respirare. Penosissima verità: Eluana ha passato i suoi ultimi giorni nell’abbandono di quelle mani che conosceva e la amavano, che sapevano mantenerne limpido il respiro. Quando la disidratazione ha fatto il suo lavoro – « Chiazze rosse sulla pelle, temperatura alta » – l’équipe è rimasta a osservare il precipitoso decorso di una morte « naturale » .
Ma non basta ancora. Non è eutanasia, si afferma, quel tagliare acqua e cibo, ma è « accanimento » , invece, l’averlo per anni dispensato. Al partito della morte non basta di avere sepolto Eluana; l’obiettivo è più ambizioso, è il rovesciamento, la sovversione anzi, della realtà. Dare acqua e cibo e lavare un malato inerte, si chiama « accanimento » .
Non è una questione linguistica. È importante, il nome che si dà alle cose. Hannah Arendt nella Banalità del mle spiega come il nazismo abbia evitato accuratamente di usare la parola « sterminio » circa la eliminazione degli ebrei. L’ordine era di parlare di « soluzione finale » . Suonava meglio, e qualcuno poteva fare finta anche di non aver capito. Le parole, sono importanti. Attribuire alle suore di Lecco un « accanimento terapeutico» – ma il padre, perché tanto a lungo ha lasciato loro la figlia? – è sovvertire la realtà di ciò che è stato. Dire che a Udine « non è stata eutanasia » è altrettanto mendace – se non per il fatto che eutanasia è soppressione del consenziente, e Eluana non ha mai espresso un positivo consenso alla sua morte.
A Udine la morte è stata data attivamente, sopprimendo ciò che è vitale all’uomo. Giuliano Ferrara ha scritto che allora un’iniezione sarebbe stata un gesto più franco. Già, ma un’iniezione sarebbe stato aperto omicidio, e questo oltre a essere illegale avrebbe mostrato a tutti come la fine di Eluana « naturale » non fosse per niente. E invece « naturalmente » doveva morire: di fame e sete, naturalissima morte. Manca la perfezione dell’opera: convincerci che accanimento è stato quello delle mani di tre suore, per quindici anni, a lavare e vestire e carezzare. Ogni giorno, ogni ora, ogni minuto. Il darsi più totale e gratuito si vuol chiamare « accanimento terapeutico » ,in questa Italia a forza liberata. Ma perché il rivoltarsi contro chi ha solamente dato? Si direbbe che il pensiero unico nichilista non tollera il bene gratuito. Proprio non lo sopporta. Forse perché lo avverte, della sua ansia di nulla, radicalmente nemico.



43 Responses to “un editoriale da leggere, da Avvenire”
By Marco, Lucca on mar 4, 2009
Ho letto l’intervista all’infermiera Maria Marion e sono rimasto sconcertato. Comè può una infermiera, che ha per missione il “prendesi cura” e per dovere professionale “l’assistenza” , considerare la nutrizione artificiale una terapia e pertanto parlare poi di accanimento terapeutivo. Acqua e cibo, ancorchè assunti artificialmente, sono semplice sostentamento di base e non terapie mediche, nonostante gli sforzi e i ripetuti tentativi dei medici di considerali tali (… a loro conviene … naturalmente …).
Teniamo alta la guardia!
By beavall on mar 4, 2009
è interessante leggere questa sentenza, tratta dal link qui sotto riportato, dove è chiaro che le case di cura rette da religiose, non si danno proprio in maniera totale e gratuita.
Pare che il costo della degenza di Eluana fosse di 3.800 euro al mese.
a proposito di quanto ha detto ultimamente il Papa sul denaro …
l’avarizia e l’idolatria che oscurano il vero Dio, ed è sempre la falsificazione di Dio in Mammona che ritorna
… e del fatto che alle povere suorine si cerchi di non versare neppure i contributi INPS, tanto loro son contente di servire Dio gratis e il Vaticano/Mammona incassa!
3. Infatti la sentenza impugnata ha accertato che la Casa di cura ricorrente non solo esercita l’attività imprenditoriale vere e propria volta alla “produzione di servizi, consistenti nella prestazione di assistenza, vitto e alloggio ai degenti, dietro pagamento di rette” – ma produce, altresì, “utili di esercizio, ammontanti, nel solo anno 1992, ad oltre lire 700.000.000: cfr. stato patrimoniale al 31 dicembre 1992 in atti”.
By alide on mar 4, 2009
Le meschine accuse di accanimento terapeutico, nel caso Eluana, dimostrano come in realtà vi sia sempre il gioco strisciante di chi vive e lavora con
l’intento di danneggiare il pensiero e il vivere cristiano. Detto in sintesi,i pretesti possono essere tanti e diversi, ma l’obiettivo e sempre lottare contro il cristianesimo. as
By Francesco Bastianelli on mar 4, 2009
Facendo due click, scopro che la casa di Cura Luigi Talamone di Lecco (dove è stata ricoverata Eluana Englaro) fornisce servizi (a convenzione e/o a pagamento) di altissimo livello, tra cui TAC e RADIOLOGIA, per cui molti ospedali “pubblici” (o meglio statali) si attrezzano solo dopo raccolte fondi presso associazioni di volontariato.
Facendo un terzo click sul link fornito dall’utente beavall scopro che conduce ad una sentenza della Cassazione riferita ad altra Clinica (una clinica di Roma, la “Salvator Mundi”) e ad altri fatti svoltisi 17 anni orsono.
I 3800 euro al mese di retta per la clinica di Lecco, possono sembrare una follia solo per chi non abbia avuto un malato terminale in casa da assistere H24. Anche in questo si dimostra il razzismo a colori di certi commentatori: si linka una sentenza che – giustamente – prevede la corresponsione dei contributi previdenziali a religiose che operano in ambito ospedaliero e poi si pretende che le stesso lavorino gratis!!
Ma dal link fornito dal commentatore beavall scopro anche che tre Università italiane concorrono – con il contributo finanziario del CNR – a formare l’OLIR … chissà se i professori universitari (già stipendiati dai relativi atenei) che ne formano il comitato scientifico e la redazione, oserebbero fare per 7600 euro al mese (il doppio delle suore misericordine) quello che si pretende “servizio gratuito” quando a farlo sono gli altri …
A Genova c’è un modo dire che, in questi casi, parla di “culo degli altri” …
By Mariano on mar 4, 2009
A Marco, Lucca .
Le infermiere/i hanno il compito di lucrare…
Non varrà per tutti…; ma se ti aggiri per gli ambienti “giusti” ti accorgi che cosa sia la sanità…: non un problema politico o sociale, ma un business! Ed allora…, un paziente è un no-problem… se qualcuno paga!!!
Non ti appaia cinico tutto ciò,; è il frutto avvelenato delle nostre scelte…
Ma bisogna organizzare la speranza!!!
By beavall on mar 4, 2009
certamente non ce l’ho con le suorine, anzi, le rispetto perchè so che fanno le cose con l’autenticità del cuore,
ce l’ho
.con il Vaticano che se ne approffitta e le sfrutta,
.con questo Papa che ha tradito il Concilio Vaticano II e lo ha fatto proprio per diventare Papa,
.con quello che ha fatto uccidere Papa Giovanni Paolo I che era concorde sulla contraccezione e seguiva la strada aperta dal Concilio Vaticano II sulla responsabilità personale, sull’autodeterminazione
.con il Papa che cerca di nascondere i panni sporchi (preti pedofili) e non fa chiarezza sull’omicidio di Emanuela Orlandi e seppelisce un mafioso in cattedrale.
io, da cattolica, rivorrei il Concilio Vaticano II, da cittadina voglio l’autodeterminazione.
By BY ANDREA on mar 4, 2009
Mi spaventa il “VUOTO” delle coscienze che
vengo riempite di malcelato pseudo “Buonismo” ingannatore e mistificatore di principi e valori alla base della dignita dell’uomo, ovvero “la vita”.
By Grisostomo on mar 4, 2009
Intanto l’amoroso papà proprio oggi ha annunciato caterve di querele e richieste di danni contro chi ha parlato di assassinio ed omicidio.
E’ proprio così, e le peggiore dittature l’hanno capito: bisogna colpire il linguaggio per impadronirsi del popolo. Spero proprio che questo caso monti, per aprire le coscienze (anche e soprattutto quelle dei cattolici perduti) alla verità e alla realtà.
Eluana è stata uccisa. Questo è stato un omicidio.
By Velenia on mar 4, 2009
Wow Beavall che film!Altro che “Il mistero delle pagine perdute” o “Indiana Jones e il teschio di cristallo” questo sì che è un vero thrilling fantageopolitico! Come si intitola? Spero che l’attore protagonista sia Banderas.
By don Giuseppe Veronelli on mar 4, 2009
Nel caso Eluana assieme al sovvertimento della realtà, quello del linguaggio, per seminare confusione al fine di fare diventare problema capire chi fa vivere e chi fa morire e possa così dirsi opinabile…., naturalmente in omaggio alla italica civiltà.
By Marco on mar 4, 2009
Beavall rilassati, da cittadina o da cattolica, ma rilassati. Sembri l’ultimo giapponese che dopo 40 anni ancora stava in guerra con gli americani: non sapeva che aveva perso ‘l puvrett.
By beavall on mar 5, 2009
Io il mio dovere, di cattolica cristiana l’ho fatto, ora non potrete dire a vostra giustificazione, “non ce n’era venuta voce” ognuno sceglie il pastore che preferisce seguire.
E per avere la coscienza a posto cliccate il link, così sarete più contenti di avere imposto nutrimento a chi non lo desidera e averlo tolto a chi ne ha bisogno.
By Marco on mar 5, 2009
Beaval sente sempre la necessità di dirsi cristiana e pure cattolica,
premessa non richiesta a nessuno per poter dire la propria. Aggiungerei che non esistono cattolici che odiano la santa Chiesa cattolica e il Santo Padre, il Papa Benedetto XVI che il Signore Gesù ha messo a capo della Sua Chiesa per difendere il suo gregge. E a proposito di greggi e pastori ricordo un bel trafiletto che suonava così: come insegnano i pastori sardi, abruzzesi e lucani
i pastori ci sono per impallinare i lupi e non per dire belle parole al WWF mentre i lupi sbranano il gregge. Grazie a certi pastori dal cuore tenero e dal cervello fragile troppi cristiani sono finiti in bocca ai lupi
By Riccardo on mar 5, 2009
@beavall
Capisco che potresti sentirti indesiderata, nel leggere i commenti che fanno riferimento più o meno direttamente e spesso in modo critico ai tuoi.
Ti chiedo però di chiarirmi un punto riguardo alle tue affermazioni.
Il Concilio Vaticano II è stato aperto dal Beato Giovanni XXIII, chiuso da Paolo VI e sottoscritto ed interpretato da Giovanni Paolo II.
Benedetto XVI lo avrebbe, a tuo dire, tradito per diventare Papa.
Quindi mi sembra che tu sostenga che i cardinali elettori fossero avversi al Concilio e che l’allora cardinal Ratzinger si sarebbe fatto strumento della loro azione reazionaria.
Il problema è che sono stati i citati tre predecessori di Benedetto XVI a nominare quei cardinali. Dobbiamo infatti risalire di mezzo secolo nella recente storia della Chiesa per giungere ad un cardinale nominato da Pio XII, che non può essere tra gli elettori del Papa perché il Conclave a quanto ricordo prevede un limite di età.
Sembra ovvio che i cardinali elettori siano stati scelti anche in considerazione della loro capacità di seguire il corso tracciato negli ultimi decenni dal Concilio stesso.
Quindi concludo che tu suggerisca una di queste due ipotesi.
Prima ipotesi: i predecessori del Papa non si sono accorti di scegliere come cardinali quanti osteggiavano il lavoro svolto sotto il loro pontificato.
Seconda ipotesi: sono stati gli stessi pontefici sotto i quali si è svolto il concilio a disporre volutamente che ne venissero negate successivamente le conclusioni.
Illuminami, ti prego perché io non comprendo quale delle due ipotesi si accordi con la realtà.
Credo che il tuo dovere di “cristiana cattolica” dovrebbe importi di permette che ci giunga voce anche sui questi allarmanti fatti avvenuti in seno alla Chiesa.
Cordialmente
Rik
By Velenia on mar 5, 2009
RiK sei una forza della natura (e della logica)
By Bob on mar 5, 2009
@Marco, Lucca
“Acqua e cibo, ancorchè assunti artificialmente, sono semplice sostentamento di base e non terapie mediche”.
Non ho trovato ancora nessuno che mi sa rispondere: cosa intendere per cibo? Quello comprato al supermercato o quello comprato in farmacia?
By Velenia on mar 5, 2009
Bob,
vai a dire tu alle migliaia di celiaci italiani
che quello con cui si nutrono non è cibo perchè si compra min farmacia.Hai intenzione di affamare anche Claudia Koll (nota celiaca)o per lei sei disposto a fare un ‘eccezione?
By Marco on mar 5, 2009
Bob tu che intendi per saponette, quelle comperate in farmacia o quelle comperate al supermercato ?
By Bob on mar 6, 2009
@Velenia:Il cibo per celiaci si trova tranquillamente nei supermercati e non serve la ricetta medica. Per quello che ti infilano in gola con il sondino serve un dottore che controlli la composizione. Fai tu.
By Bob on mar 6, 2009
@Marco: mai mangiate saponette
By beavall on mar 6, 2009
@ Rik Il Concilio Vaticano II è stato aperto dal Beato Giovanni XXIII, chiuso da Paolo VI e sottoscritto ed interpretato da Giovanni Paolo II.
grazie Rik per darmi l’occasione di parlarne ancora … mettici pure che uno dei fautori del CV II fu proprio Ratzinger, per questo parlo di tradimento.
ti metto un link che forse potrà chiarire meglio quello che voglio dire che mette in evidenza la svolta segnata dal Concilio Vaticano II nel rapporto tra Chiesa e democrazia.
E argomenta che Giovanni Paolo II ha operato un parziale ritorno alla visione preconciliare.
By beavall on mar 6, 2009
@Rik
Questo link riporta un’intervista a Giuseppe Dossetti del 1984.
se lo leggi ti farai un’idea di cosa intendo quando dico che è stato un lungo e costante cammino all’indietro.
il papa che doveva continuare sulla strada del CV II era il cardinale Martini, silurato da Woityla, e ancora recentemente avrai letto la sua timida e differente posizione riguardante il caso che stiamo discutendo.
ciao
By Bob on mar 6, 2009
@Velenia: “vai a dire tu alle migliaia di celiaci italiani
che quello con cui si nutrono non è cibo perchè si compra min farmacia.Hai intenzione di affamare anche Claudia Koll (nota celiaca)o per lei sei disposto a fare un ‘eccezione?”
La logica, cristo, la logica.
Vediamo se tagliandotela fina, la capisci.
NESSUNO nega a Claudia Koll di mangiare cibi per celiaci, ma NESSUNO può nemmeno obbligarla a farlo se lei non ne ha l’intenzione. Se lei un giorno si sveglia e dice: “Sono stufa di vivere così, che per me non è vivere” possiamo cercare di convincerla che non è così, che c’è gente che sta peggio, ecc, ecc, ma SOLO a lei spetta l’ultima decisione.
Questo vogliono toglierci con questa legge: la possibilità di decidere che per me un sondino nel mio corpo è inaccettabile.
Si chiama libertà, ma è difficile da digerire per le gerarchie ecclesiastiche!
By Riccardo on mar 6, 2009
@beavall
Comincio a vederci più chiaro.
La tua ipotesi è che già Giovanni Paolo II, nel corso del suo pontificato abbia avviato questa attività reazionaria orchestrata dal Vaticano.
Nei confronti di chi? Di Paolo VI suo predecessore mi rimane da supporre. Dunque supponiamo pure che Paolo VI sia stato un convinto assertore di una Ecclesia simile a quella caldeggiata dal Martini (poi mi rileggo la “Humanae vitae”).
Riguardo a persone che non siano in stato vegetativo, per ora, il Padre Eterno distribuisce vita e salute senza che leggi italiane ostino.
Non ce l’avrai un po’ anche con Lui per aver reso tanto lungo il pontificato di Giovanni Paolo II e perché Carlo Maria Martini ha contratto il morbo di parkinson prima del Conclave?
Quella cosa che noialtri cristiani chiamamo Provvidenza ha mancato di intervenire proprio in seno alla Chiesa? Eppure il tempo non sarebbe mancato.
Vuoi vedere che questo (ipotetico) disegno di “restaurazione” invece di appartenere al Vaticano è provvidenziale?
@Bob
Concludi che Claudia Kohl, ciliaca, ha la possibilità di chiedere di morire.
Interessante. Esiste una patologia per cui richiedere di essere ammazzati significa chiedere aiuto a suicidarsi?
Possono chiedere di farsi uccidere i diabetici? E i down? E che ne pensi dei ciechi?
Oppure vuoi intendere che qualsiasi persona in qualsiasi stato di salute può chiedere una “dolce morte”, se si sente indegna?
Non solo solo le gerarchìe del clero a non digerire quando si parla di vita non degna.
Credo che succeda a molti che non siano alti, atletici, belli, biondi e con gli occhi azzurri.
Cordialmente,
Rik
By bob on mar 6, 2009
@Riccardo: vedo che, come la Chiesa insegna da migliaia di anni, fraintendi le mie parole.
Chiunque può decidere di suicidarsi (mai parlato, nel caso della Koll di “chiedere di morire”, e se anche l’avesse fatto, libera di farlo). Può chiedere di morire anche uno sano. Come ho scritto, poi sta a noi cercare di fermarlo dal suo insano intento. Ma solo lui ha l’ultima parola. Posso avere l’ultima parola sulla MIA vita? Sembra di no, da questa legge. Se capita, mi OBBLIGHERANNO a un sondino anche se io lo odio. Oppure devo andare dal notaio ogni 20 giorni per dirgli che non lo voglio.
Mi sa che Welby è morto inutilmente.
By beavall on mar 7, 2009
@ Rik Vuoi vedere che questo (ipotetico) disegno di “restaurazione” invece di appartenere al Vaticano è provvidenziale?
cosa vuoi che ti dica Rik, potrebbe essere come dici tu, certo è che qualcuno pensò che anche Hitler era stato un segno della volontà di Dio ….
Franziskus Stratman, cappellano cattolico dell’Università di Berlino, il 10 aprile 1933 scrisse al cardinale Faulhaber per manifestare il suo sconcerto per la dichiarazione dei vescovi:
“L’animo delle persone di buona volontà è turbato a seguito della tirannia dei nazionalsocialisti, e non faccio che una semplice constatazione quando dico che l’autorità dei vescovi presso innumerevoli cattolici e non cattolici ha ricevuto una scossa dalla quasi-approvazione del movimento nazionalsocialista.”
il 28 aprile 1933 la “Commissione delle tre chiese” dichiarava:
“Un possente movimento nazionale si è impadronito del nostro popolo tedesco e lo ha fatto sollevare. A questa svolta della storia diamo un grato assenso. Dio ce l’ha donata a lui sia gloria …”
By Velenia on mar 7, 2009
Beavall,
ma come fai tu così intelligente e colta a stare in un luogo (la Chiesa Cattolica ) che
disprezzi così tanto?
Cosa ci trovi di interessante per la tua vita se la consideri così contro l’uomo,così piena di errori e di eresie?
By Aldo on mar 8, 2009
Leggendo alcuni commenti resto sconcertato e depresso da alcune affermazioni tipo “cardinale silurato”, “democrazia nella chiesa”, “restaurazione” ecc.
Chi scrive di queste cose si rende conto che la chiesa è viva da 2000 anni nonostante possibili errori storici di papi e cardinali?
Chi scrive si rende conto che nella chiesa non può esistere “democrazia”( spero se ne comprenda il senso) perchè si fonda sui comandamenti di Dio, e i comandamenti non vanno interpretati, ma rispettati!
Il papa è il vicario di Cristo per opera dello Spirito, e al papa va dato rispetto ed obbedienza in quanto unico ed autentico interprete (ex cattedra) della parola di Dio.
Fà tristezza perciò constatare che l’antiCristo è sempre in opera.
Preghiamo per il papa e per la chiesa di Cristo affinche si avveri il profetico “NON PREVALEBUNT”.
By Aldo on mar 8, 2009
Circa la vicenda di Eluana e l?intervista all’infermiera Marion, nessun commento se non la constatazione che la “pietas” è morta e la menzogna è sempre viva.
By beavall on mar 9, 2009
@ Velenia,
grazie per i complimenti, ma sono semplicemente un’amante della lettura e mi piace tenermi informata, comunque non sto in un luogo come la Chiesa Cattolica ma appartengo, almeno penso, a quel non luogo che è l’altra Chiesa, più conosciuta come il Corpo Mistico del Signore, perché credo a Gesù Cristo.
La Chiesa Cattolica come istituzione ha sì commesso tanti errori, dei quali giustamente ha anche chiesto scusa, ma d’altra parte è composta da esseri umani e quindi non c’è da stupirsene, e qui mi allaccio anche a quanto
ha detto Aldo :
Il papa è il vicario di Cristo per opera dello Spirito, e al papa va dato rispetto ed obbedienza in quanto unico ed autentico interprete (ex cattedra) della parola di Dio.
Ecco, probabilmente queste stesse parole le hanno pronunciate i fedeli di Papa Innocenzo IV quando autorizzò l’uso della tortura nei processi dell’Inquisizione, ora siamo daccapo con la tortura del sondino naso gastrico e della PEG obbligando anche chi vorrebbe rifiutarla senza danneggiare nessuno.
@ Aldo
Chi scrive di queste cose si rende conto che la chiesa è viva da 2000 anni nonostante possibili errori storici di papi e cardinali?
E cosa vuoi dire con questo?
Anche il popolo ebreo è ancora vivo da più di 2000 anni, unico popolo tra tutti quelli antichi, nonostante l’errore (almeno noi lo riconosciamo un errore) di aver messo in croce Dio!
Dobbiamo inchinarci alla Chiesa e/o agli Ebrei solo per questa sopravvivenza?
By Riccardo on mar 10, 2009
@Bob
Non mi pare di aver frainteso le tue parole.
Mi ripeto riprendendo il tuo ultimo commento “Può chiedere di morire anche uno sano. Come ho scritto, poi sta a noi cercare di fermarlo dal suo insano intento. Ma solo lui ha l’ultima parola.”
Se è la tua opinone, hai risposto alla mia domanda precedente.
Per quanto da te descritto, qualsiasi persona in qualsiasi stato di salute può chiedere una “dolce morte”.
Mi pare che tu intenda che ogni uomo possa decidere quando la sua vita sia degna di essere vissuta.
Invece non è ragionevole ed è pericoloso ammettere pareri soggettivi sulla dignità della vita, compreso il parere del diretto interessato.
Se vuoi rinunciare alla tua degnissima vita è un’altra questione. Puoi cercare di avere l’ultima parola, se vuoi. Suggerisco il tubo di scarico collegato ai finestrini dell’auto.
Poi quando sarai accolto nella Vita Eterna, magari ne rideremo insieme.
@beavall
Pienamente d’accordo, la Chiesa nel corso dei secoli non è stata interamente guidata dalla Provvidenza e spesso ha indicato esistere giustizia in vie umane, che hanno condotto ad orrori poi riconosciuti come “disumani”.
Ma nel caso in questione dov’è il Bene di un’opera di morte? A chi giova non assistere una donna o un uomo in stato vegetativo?
Se ci troviamo di fronte ad una malattia per cui non esiste ancora rimedio, non abbiamo il dovere di utilizzare la medicina che conosciamo per mantenere una persona in vita?
Rik
By beavall on mar 10, 2009
@ Rik,
Ma nel caso in questione dov’è il Bene di un’opera di morte?
“Dov’è o morte il tuo pungiglione?” (1 corinzi 15,54)
Non c’è niente di male nel morire biologicamente, perchè la morte è un cammino verso la Vita, almeno per chi è credente è così.
A chi giova non assistere una donna o un uomo in stato vegetativo?
E’ giusto e doveroso assistere chiunque ne abbia di bisogno, e chiunque abbia fatto una libera scelta di vivere anche in SVP, ma se una persona sceglie la morte naturale rifiutando la nutrizione artificiale a chi giova obbligarla a una tale tortura?
By beavall on mar 10, 2009
@ Rik,
non abbiamo il dovere di utilizzare la medicina che conosciamo per mantenere una persona in vita?
certamente sì, se la persona è d’accordo.
Ma se un testimone di Geova non vuole la trasfusione anche se fosse un “salvavita”, è o no giusto che possa rifiutarla?
Così come un qualsiasi malato può rifiutare la dialisi, l’amputazione, la chemioterapia, ecc. o, come nel caso di Welby, il respiratore automatico, nel momento in cui gli era diventato insopportabile tenerlo ancora perchè il dolore era più forte del vantaggio del medicamento.
La nutrizione artificiale, si chiama artificiale perchè è un medicamento, c’è bisogno di un medico o di un chirugo per poterla effettuare, secondo me è giusto poterla rifiutare sempre, ma soprattutto se si è in SVP.
By Riccardo on mar 10, 2009
@beavall
Come tu noti, c’è accanimento terapeutico dove la terapia sia sproporzionata rispetto al vantaggio.
Dunque la bambina che ha recentemente rifiutato un trapianto di cuore perché già malata e consapevole che l’avrebbe attesa una vita di pesanti terapie, come il neonato staccato dalle macchine perché potessse morire accanto ai genitori sono esempi in cui si è applicato quello che tu dici.
Ma restiamo al caso in questione.
Ora il medicamento di cui parliamo è un fastidioso sondino che era sufficiente a tenere Eluana in vita.
Dubito che ci sia un solo medico che possa negare come preservare la vita sia un vantaggio tale da rendere utilizzabile tale strumento.
Parlando invece del fatto che scrivi riguardo a Welby vhe gli era diventato insopportabile tenerlo ancora perchè il dolore era più forte del vantaggio del medicamento, resto perplesso.
Premetto che la medicina può e deve affrontare il dolore, anche con il sostegno psicologico, per ridurlo il più possibile. Il dolore comunque è una conseguenza della malattia (e della terapia) non è la malattia. Non esiste il “malato terminale di dolore”.
Per chi è credente, la morte è il passaggio verso la Vita Eterna. Per chi è credente, il dolore è prova per temprare il nostro spirito e preludio alla Vera Gioia.
Chi tra voi è nel dolore, preghi; chi è nella gioia salmeggi. (Gc 5,13)
Nel dubbio tra la vita e la morte, io scelgo la vita. Il Papa pure, come il suo predecessore Giovanni Paolo II. Ad essi si ispirano le gerarchìe della Chiesa e numerosi credenti.
Sono in buona compagnia, quando ti unisci a noi?
Rik
By beavall on mar 10, 2009
@Rik,
mi unirei sì, volentieri, mi pesa molto non sentirmi in comunione con tanti fratelli in Cristo, ma nel rispetto della libertà individuale, nel rispetto di un Testamento Biologico dove non c’è costrizione per qualsivoglia terapia “salvavita”, dove il medico non sia obbligato a fare cose che il paziente non gradisce nè, ovviamente che siano contrarie alla sua deontologia.
Per quanto riguarda la libertà individuale ti cito Anselm Gunthor “Chiamata e risposta” dai quali riporto esattamente :
“.. In questo mondo terreno l’uomo è dotato d’una misura di libertà sufficiente a renderlo responsabile per le azioni buone o cattive della vita. Ogni singolo uomo, poi, dovrà rendere conto della propria vita davanti al Tribunale di Dio, per tutto quel che avrà fatto di bene e di male.”
ps: Welby ha rifiutato un accanimento terapeutico che era sproporzionato rispetto al vantaggio che poteva trarne e a saperlo non poteva essere che lui, lui soltanto.
psps: Papa Giovanni Paolo II quando ha detto: “Lasciatemi tornare alla casa del Padre” è stato accontentato.
By Riccardo on mar 11, 2009
@beavall
Di Giovanni Paolo II io penso sia più opportuno ricordare la Evangelium vitae, dove leggiamo:
[20] Tutto sembra avvenire nel più saldo rispetto della legalità, almeno quando le leggi che permettono l’aborto o l’eutanasia vengono votate secondo le cosiddette regole democratiche. In verità, siamo di fronte solo a una tragica parvenza di legalità e l’ideale democratico, che è davvero tale quando riconosce e tutela la dignità di ogni persona umana, è tradito nelle sue stesse basi: «Come è possibile parlare ancora di dignità di ogni persona umana, quando si permette che si uccida la più debole e la più innocente? In nome di quale giustizia si opera fra le persone la più ingiusta delle discriminazioni, dichiarandone alcune degne di essere difese, mentre ad altre questa dignità è negata?». Quando si verificano queste condizioni si sono già innescati quei dinamismi che portano alla dissoluzione di un’autentica convivenza umana e alla disgregazione della stessa realtà statuale.
Di Anselm Gunthor conosco assai poco. Lo ho trovato menzionato con questa citazione:
questo culto della democrazia è pagano: fa di un’istituzione terrena un idolo e una dispensatrice di salvezza e si dimostra anche molto poco democratico e pericoloso (Chiamata e risposta. Una nuova teologia morale, ed. it., Edizioni Paoline, Roma 1979, vol. III, pp. 267-270)
Insisti a sostenere che Welby poteva rifiutare la terapia. Curiosamente si è invece accanito verso il respiratore che gli portava aria nei polmoni, la stessa che respiriamo tutti.
Giustamente non voleva sostenere un dolore superfluo. Ripeto che la medicina ha anche il compito di lenirlo supportando il paziente.
Ma ti ripeto la domanda, perché vorrei chiarire questo punto chiave. Vuoi dire che una vita non è degna in quanto dolorosa?
Rik
By beavall on mar 12, 2009
@Rik,
non siamo sintonizzati sulla stessa onda.
mai detto che la vita non sia degna perchè dolorosa, il problema è un altro, mi pare, e cioè:
è giusto che sia la persona a scegliere per se stessa quali terapie sopportare o no?
è giusto per un testimone di Geova rifiutare la trasfusione salvavita o no?
è giusto poter rifiutare l’amputazione, la dialisi, la chemio, ecc. (anche quando ti danno con certezza una sopravvivenza di 5, 10 … anni) se si preferisce accettare la propria fine naturale o no?
il fatto è che dagli scritti che commentiamo e dalla legge che si sta varando in parlamento pare che NO, non sia giusto per la persona scegliere per se stessa, qualcuno vuole imporre a tutti la propria visione del mondo ed è questo che secondo me è cristianamente sbagliato.
Hai presente Il Grande Inquisitore di Dostoevskij, là dove dice a Cristo : “Ah sei, Tu! Cosa sei venuto a fare, ci siamo noi ora qui, Tu hai lasciato troppa libertà.”
L’Inquisitore cerca di convincerlo che un popolo felice non può essere libero, ma sottoposto ad un potere autoritario che decida per lui.
Io non ho dubbi su chi scegliere fa Cristo e la Chiesa, certo chi segue la Chiesa (e chi l’ha seguita nei suoi errori passati) ha il vantaggio che potrà avvalersi della formula “perdonali Padre, non sanno quel che fanno”, io, per me, preferisco rischiare, son pronta a pagare il mio errore fiduciosa nella Misericordia di Dio.
By Velenia on mar 12, 2009
beavall
leggo solo ora i tuoi post.
Non sono un’esperta di teologia,quindi ti chiedo caritatevolmente di chiarirmi:
a)Cosa intendi per “non luogo che è l’altra Chiesa corpo mistico di Cristo”? Dove si trova quest’altra Chiesa? Dove è possibile incontrarla?
b)La questione è ulteriormente complicata dal fatto che la Chiesa Cattolica definisce sè stessa “Corpo mistico di Cristo”,dunque questa definizione,a tuo parere, è corretta o è errata?
c)dici “io non ho dubbi su chi scegliere fra Cristo e la Chiesa”.Per me,che vengo 2000 anni dopo,è ancora possibile incontrarLo?ConoscerLo?Sperimentarne la potenza e la bontà qui ed ora?Insomma questo Cristo è presente nell’aldiqua o devo aspettare l’aldilà ?
By beavall on mar 13, 2009
@ Velenia,
non sono un’esperta di teologia, ma una ricerca su Google (tu lo usi? speriamo che ce lo lascino ancora … per qualche parlamentare è “un male” che va eliminato … ) può darti la risposta, io l’ho fatto e pare che tutti i credenti in Cristo ne facciano parte, e io credente lo sono.
Il mio parere riguardo la tua seconda domanda è che certamente se non Lo si incontra e se non Lo si conosce, tanto da innamorarsene pazzamente, non ci si può dire cristiani.
Hai presente le T-shirt con l’immagine del Che Guevara? Ebbene i giovani che le indossano vogliono manifestare la loro adesione al messaggio rivoluzionario del Che, vogliono dire: “noi la pensiamo come lui, facciamo nostre le sue battaglie” e lo dicono con [b]passione[/b].
Questa passione è quello che Alberoni chiama [b]stato nascente[/b], e quando questa passione ce l’hanno in molti diventa lo stato nascente di un movimento collettivo, come il femminismo, il marxismo, ecc.
La storia è piena di queste passioni.
Alberoni sostiene che il più piccolo movimento collettivo è l’innamoramento perché è composto da due sole persone (gli innamorati ovviamente) che hanno l’identica forza dei grandi movimenti collettivi nello schierarsi contro le istituzioni e tutte le regole della società pur di affermare la loro [b]passione[/b], e la letteratura è piena di queste passioni, come Giulietta e Romeo ecc.
Io sostengo che il più piccolo movimento collettivo è il cristianesimo perché è composto da una sola persona: la sposa di Cristo, (e questo vale anche per i maschi, che sono anche loro, metaforicamente parlando, “sposa” di Cristo, i famosi “eunuchi per il Regno”, ma questo è un altro discoro ..) che ha in sé :
1. la forza della [b]libertà[/b] che gli viene nell’aderire alla rivoluzione storica di Gesù (che ha tagliato il cordone ombelicale che lo teneva legato alle istituzioni, alle norme, alle regole, alle tradizioni) facendolo rinascere Uomo Nuovo.
2.e la passione dell’[b]amore[/b] che è il rapporto individuale con Dio al quale Gesù ci consegna aprendo le porte della coscienza personale.
By Riccardo on mar 16, 2009
@beavall
Abbiamo informazioni diverse riguardo al contenuto della legge.
Vediamo di chiarirci.
Trasfuzioni, trapianti, amputazioni e quanto altro vengono lasciati alla scelta del paziente supportato dal parere medico.
Il disegno di legge impedisce di chiedere la sospensione di idratazione e nutrimento.
Welbey e il tutore di Eluana non hanno rifiutato una terapia pesante o una medicina salvavita. La scelta nei due casi è stata di morte invece che dolore (e nel caso di Eluana, il dolore non era probabilmente il suo).
Chi sceglie la morte come alternativa al dolore è un uomo libero?
Dio è libertà oppure Vita?
In che termini Cristo parla di libertà? Egli parla a questo modo.
Venite a me, voi tutti, che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorerò. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per le vostre anime. Il mio giogo infatti è dolce e il mio carico leggero”. (Mt 11, 29-30)
La libertà è scegliere Cristo, la sua Via di Verità e Vita. Ogni altra presunta “libertà” ha i connotati di una idolatria.
Ricordi a chi furono messe in bocca le parole “meglio regnare all’inferno che servire in paradiso” da Milton?
Se scegli la libertà e rifiuti la vita, se lasci che lo faccia il tuo prossimo che tu ami come te stessa, che Dio abbia veramente Misericordia di te.
Se il Cristianesimo è lasciare che le persone scelgano di non essere liberi, l’errore fu fatto da tutta la Chiesa all’inizio, quando si predicò agli schiavi.
Rik
By beavall on mar 16, 2009
Rik :
Abbiamo informazioni diverse riguardo al contenuto della legge.
Vediamo di chiarirci.
Trasfusioni, trapianti, amputazioni e quanto altro vengono lasciati alla scelta del paziente supportato dal parere medico.
Il disegno di legge impedisce di chiedere la sospensione di idratazione e nutrimento.
Impedisce la SOSPENSIONE, che significa? Che se uno decide di non farsela fare dall’inizio può per legge rifiutarla se, invece uno decide di accettarla per amore della vita, e poi si rende conto che non ne ha vantaggio e diventa un assurdo accanimento terapeutico, non la può più rifiutare? Ma questo è sadismo bello e buono!
Welby e il tutore di Eluana non hanno rifiutato una terapia pesante o una medicina salvavita. La scelta nei due casi è stata di morte invece che dolore (e nel caso di Eluana, il dolore non era probabilmente il suo).
La scelta è stata di “morte naturale” rinunciando a quell’accanimento che mi pare si possa rifiutare. Per Welby il respiratore pompava aria nei polmoni che erano oramai giunti ad uno stadio di atrofia tale da non poter più ricevere aria. Così per Eluana, che aveva dichiarato a suo padre di preferire una “morte naturale”.
Chi sceglie la morte come alternativa al dolore è un uomo libero?
In ogni caso, chi sceglie è un uomo libero.
Dio è libertà oppure Vita?
Entrambe le cose :
Il SIGNORE è lo Spirito, dov’è lo Spirito del SIGNORE, lì c’è libertà II Cor. 3:17
Io sono la via, la verità e la vita. Giovanni, 14,1-12
In che termini Cristo parla di libertà?
La libertà è scegliere Cristo, la sua Via di Verità e Vita. Ogni altra presunta “libertà” ha i connotati di una idolatria.
La libertà che ci ha donato Cristo è responsabilità individuale, e te ne accorgi mettendoti sotto alla croce, Gesù fu ammazzato dagli uomini, per scelta degli uomini. Su quella croce c’è il messaggio di Dio: l’uomo ha la libertà e il potere di uccidere Dio, se lo vuole. La libertà che Dio gli lascia lo rende responsabile delle sue azioni e la sua coscienza sarà il suo unico giudice di come costruirà la sua vita, non lo costringe ad un rapporto di sudditanza per paura, ma gli offre la possibilità del rapporto d’amore.
Il dialogo d’amore con Dio si riconosce, nell’autentico cristiano, nel suo comportamento quotidiano verso gli altri, e verso la società, in ogni situazione della sua vita; con le sue azioni egli produce la storia del mondo e la storia della sua personale salvezza, e/o avendo in ogni momento il potere e la libertà di uccidere Dio, quella della sua perdizione.
Se scegli la libertà e rifiuti la vita, se lasci che lo faccia il tuo prossimo che tu ami come te stessa, che Dio abbia veramente Misericordia di te.
Io scelgo la libertà e non rifiuto la vita, soprattutto non rifiuto la vera Vita, proprio perché scegliendo la libertà mi rendo responsabile delle mie scelte. E il mio prossimo deve essere responsabile per se stesso, non gli posso imporre l’amore per Cristo, se lo facessi, tradirei Cristo e il suo messaggio, posso solo indicargli la strada da seguire, quella che io stessa seguo, ma non posso imporgliela.
Invece tanti di quelli che siedono in parlamento e legiferano o quelli che scrivono sui giornali che sembra che lo facciano in nome di Dio, sono divorziati o hanno abortito, ma non mi stupisco che tanti li seguano, se pensi quanta gente è riuscita ad incantare Vanna Marchi!
Se il Cristianesimo è lasciare che le persone scelgano di non essere liberi, l’errore fu fatto da tutta la Chiesa all’inizio, quando si predicò agli schiavi.
Tu l’hai detto e quindi l’hai capito, e dici che è un errore!!!
il Cristianesimo è composto da persone libere, che scelgono liberamente di essere schiavi del Signore, da dove viene dunque questa volontà di costrizione verso chi ha scelto di non appartenere a Cristo? Pensaci Rik.
By Riccardo on mar 19, 2009
@beavall
Ti chiedo scusa. Ho usato troppe parole nel mio ultimo commento e credo di avere reso la questione più ambigua. Riespongo riducendo al minimo.
La sola libertà che ti propone Cristo è la libertà dal peccato.
Ciascuno di noi può rifiutarla, ma non dobbiamo illuderci: rifiutare il giogo dolce di Cristo significa essere schiavi di un idolo. Ci è stato dato il libero arbitrio, con il quale possiamo perdere la nostra libertà. Lo schiavo non è chi serve Dio, è invece chi lo uccide.
Un amore pari all’amore proprio ci deve indicare la strada delle nostre relazioni con il prossimo.
Se amiamo qualcuno, non lo vogliamo schiavo e rassegnato ad una sorte che non sia la felicità più piena. Non c’è da costringere nessuno, ma non si vuole nemmeno cessare di indicargli la Via ad una felicità più piena.
Ed egli rispose loro: “Perché voi trasgredite il comandamento di Dio in nome della vostra tradizione? Dio ha detto:
Onora il padre e la madre e inoltre:
Chi maledice il padre e la madre sia messo a morte. Invece voi asserite: Chiunque dice al padre o alla madre: Ciò con cui ti dovrei aiutare è offerto a Dio, non è più tenuto a onorare suo padre o sua madre. Così avete annullato la parola di Dio in nome della vostra tradizione. Ipocriti! Bene ha profetato di voi Isaia, dicendo: Questo popolo mi onora con le labbra ma il suo cuore è lontano da me. Invano essi mi rendono culto, insegnando dottrine che sono precetti di uomini”. (Mt 15, 4-9)
Cristo rimprovera chi insegna leggi che siano precetti di uomini.
Se stanno cosè le cose, come posso io avallare o collaborare con chi queste leggi le scrive?
Un saluto e pensaci anche tu,
Rik
By Riccardo on mar 19, 2009
Chiedo scusa per il doppio commento ma vorrei chiarire il punto
@beavall
Impedisce la SOSPENSIONE, che significa? Che se uno decide di non farsela fare dall’inizio può per legge rifiutarla se, invece uno decide di accettarla per amore della vita, e poi si rende conto che non ne ha vantaggio e diventa un assurdo accanimento terapeutico, non la può più rifiutare?
Si usa il termine “sospensione” perché alimentazione ed idratazione fanno parte della quotidianeità di ogni uomo.
Quindi anche se una persona ne è privata al momento stesso in cui non è più in grado di farlo autonomamente, la ricezione di acqua e cibo è comunque sospesa.
La legge prevede, a quello che mi risulta, che acqua e cibo siano cure garantite sempre e comunque.
Spero che ora il senso sia chiaro.
Rik