prolusione – e un giudizio
marzo 23rd, 2009 Posted in UncategorizedLa prolusione senza sconti del Presidente della CEI, Card. Bagnasco, e, di seguito, un breve giudizio su questi ultimi giorni di violenti attacchi alla Chiesa, nella persona del Papa.
AVVENIRE 20.3.2009
Dal dissenso legittimo all’intimidazione e al ghigno offensivo e beffardo, l’escalation di molti giornali in occasione del viaggio in Africa, di cui è stata snaturata e ridotta la portata, puntando tutto sul profilattico
Gli attacchi concentrici a un Papa «scomodo»
Da governi e mass media aggressione con pochi precedenti
DI ELIO MARAONE
« The pope is wrong» (il Papa sbaglia) nel riferirsi criticamente all’uso dei preservativi, sentenziano il New York Times e la Washington Post, in un singolare e significativo sincronismo che li porta a ribadire la «consistente» efficacia del profilattico nella lotta all’Aids, specialmente in Africa.
Abbiamo detto «singolare e significativo sincronismo » perché è rara la coincidenza di giudizio fra le due maggiori testate statunitensi, due corazzate della comunicazione che sparano, a suon di editoriali, sulla navicella di San Pietro, e sul Papa in persona. Lasciamo ai margini la questione della discutibile e discussa efficacia del preservativo, soprattutto se presentato come strumento principe, per non dire unico, di prevenzione, e osserviamo invece, con preoccupazione crescente, come a ritmo crescente i media internazionali e gli stessi governi (ieri è stata la volta del primo ministro lussemburghese, il popolare Jean-Claude Juncker che si è detto «allarmato» dalle dichiarazioni del Pontefice) e potentati, dei quali sono spesso espressione, letteralmente si impegnino nell’aggressione di Benedetto XVI, quasi mai argomentandola razionalmente, ma per il semplice motivo che egli è emblema della Chiesa cattolica e avventura incarnata di quell’emblema.
Per dirla in altre parole, che egli fa il suo mestiere, quello del Papa, memore, come ha detto il presidente del Consiglio italiano Silvio Berlusconi, che «ciascuno svolge la sua missione ed è coerente con il suo ruolo». Scherzoso,l’’a parte’ del leader della Lega Umberto Bossi, che dice: «Certo, se tutti facessero come me, che mi tengo mia moglie… l’Aids non si diffonderebbe».
Tuttavia, l’aggressione mediatica e politica delle scorse settimane e di queste ore impressiona per inedita virulenza ed estensione, tanto da far sospettare una strategia comune, concertata da parte dei centri di potere e, parallelamente, di formazione del consenso laicisti, secolaristi, nichilisti. La Francia, e non è una sorpresa, guida l’aggressione, tanto che il suo ministro degli Esteri, Bernard Kouchner, non ha esitato a dire che il Papa «rivela poca comprensione della reale situazione dell’Africa», mentre Le Monde, il paludato Le Monde, ha pubblicato una vignetta blasfema che vede la barca della Chiesa solcare un mare di africani, con a bordo Gesù che «dopo la moltiplicazione dei pani» realizza «quella dei preservativi», accompagnato da un rassegnato Benedetto XVI. La volgarità, in quella che è diventata una vera battaglia mediatica, non è più un tabù, è anzi un must, come direbbero a Londra dove si stampa quel Times, un tempo signorile, che ora pubblica una vignetta raffigurante un Papa ghignante con in capo un preservativo al posto della tiara. La satira deve essere libera, ma dovrebbe, crediamo, conoscere un limite nelle sensibilità altrui, tanto più quando questa satira, come, e più in generale, la libertà di espressione, si esercitano in un Paese-isola e in un continente che formalmente avevano fatto del rispetto delle fedi un obbligo, come insegnano le (peraltro giustificate) levate di scudi ufficiali e ufficiose contro opere antisemite o anti-islamiche. Per la Chiesa cattolica e il suo Pontefice questo obbligo al rispetto evidentemente non vale più, come hanno dimostrato in questi giorni non soltanto molti media europei, ma anche burocrati tedeschi, belgi e spagnoli.
Abbiamo insomma un panorama intellettualmente, umanamente devastato e devastante, dove molti media e potentati (segnaliamo, tra i recenti critici del Papa, il Fondo monetario internazionale) si esibiscono in una sorta di tiro al piccione cattolico, avendo sostituito la legittima pratica del dissenso con quella dell’intimidazione, quasi che si volesse (e forse è proprio così) che la Chiesa tacesse la verità, abdicando alla propria missione di salvezza.
Con qualche eccezione (è il caso del Daily Telegraph, che dà ragione al Papa) questa infame pratica si allarga, anche in Italia, accusando tra l’altro il Papa, di «attentato alla vita». Peccato che la predica venga dal pulpito dei sostenitori dell’aborto inteso anche come forma di pianificazione familiare, e di coloro che stanno riducendo a un solo aspetto, per giunta stravolgendolo, il viaggio del Papa in Africa, ossia quello dei modi per combattere la diffusione dell’Aids. Chissà se l’Occidente,
quell’Occidente sazio ed egoista, anche stasera, invece di pensare alle sue gravi responsabilità nei confronti dell’Africa, andrà a letto con un solo pensiero, un solo sogno: il preservativo.



22 Responses to “prolusione – e un giudizio”
By Francesco Giuseppe Pianori on mar 23, 2009
Al lupo! Al lupo!
E’ prassi consolidata dai poteri di ogni tempo della storia umana utilizzare il cosiddetto “capro espiatorio” per coprire le proprie malefatte.
La gente è preoccupata della crisi economica? Nulla di meglio, come fece Nerone, che accusare di ogni nefandezza qualcuno che non può difendersi.
Semplice, no?
Ai vari potentati non interessa nulla nemmeno il preservativo: devono distogliere l’attenzione scagliando la rabbia del popolo contro gli inermi.
E’ la famosa caccia all’untore.
By M. Diaferia on mar 24, 2009
Pensate se il Papa, come qualsiasi cittadino con diritto di parola e di rispetto, querelasse questi signori: sarebbe un ottimo sistema di autofinanziamento per fare ulteriore bene proprio all’Africa!
Incredibile che poi ci sia gente in Europa che non usi i prodotti Nestlè per solidarietà alle mamme africane… nessuno di costoro legge dietro a questa polemica la rabbia dell multinazionali produttrici di profilattici?
By alfredo on mar 24, 2009
Pensiamo come sarebbe ‘dirimente’ se anche la Chiesa cattolica applicasse ritorsioni ‘alla musulmana’ nei confronti di chi offende la religione e il suo capo.
By bob on mar 24, 2009
@Francesco: “qualcuno che non può difendersi”? Stai scherzando, vero? Il Papa non può difendersi, con varie testate giornalistiche, radio, tv, dichiarazioni, ecc, ecc? Ma per favore
@Diaferia: di autofinanziamento il vaticano non ha bisogno…vogliamo parlare dell’8 per 1000??
By bob on mar 24, 2009
Bagnasco ha quindi chiesto alla politica di varare, “senza lungaggini o strumentali tentennamenti, un inequivoco dispositivo di legge che … preservi il Paese da altre analoghe avventure”.
Ma non avevano detto di non fare politica?
Sepolcri imbiancati che non sono altro.
By Riccardo on mar 24, 2009
@”bob”
Grazie per i tuoi spassosi siparietti anche qui.
Tre commenti prima dei tuoi e tre diversi argomenti tirati fuori da polverosi archivi (ottopermille, ingerenzavaticana, mediacattolici… che spasso).
Rispondi alla domanda “bob”, tu cosa penseresti se fossi attaccato da una larga fetta della stampa mondiale e da qualche governo per quello che pensi?
Se non sai rispondere, puoi scegliere la domanda di riserva. Pensi o ripeti a pappagallo quello che senti dire da altri?
Un cordiale saluto,
Rik
By bob on mar 24, 2009
@Riccardo: saranno pure argomenti polverosi, ma mica sono falsi! Sono lì, belli presenti.
Se fossi attaccato da una larga parte della stampa mondiale e da qualche governo, magari qualche dubbio di aver fatto/detto una cazzata me lo porrei. Piccolo, ma me lo porrei.
Il vittimismo poi è vomitevole: se dicevi una cosa SENSATA, nessuno ti avrebbe criticato.
By Riccardo on mar 24, 2009
@”bob”
Ti premono così tanto quegli argomenti e sei pronto a dissertarne con convinzione e dare il tuo prezioso contributo al tuo prossimo con il tuo intelletto?
Apprezzo lo sforzo ma, vedi “bob”, è davvero difficile prenderti sul serio se parli di qualcosa che non ti si è chiesto.
Guarda “bob”, ho avuto una maestra alle elementari che mi faceva fare i commenti alle poesie. Devi sapere che, se leggevamo Leopardi e ci chiedeva di commentare “L’infinito”, non avrei fatto una personale e sviscerata riflessione sul “Passero solitario”.
Per quanto fosse stata matura ed originale, la maestra mi scritto “male” sul quaderno.
Quando si commenta una cosa, è necessario essere attinenti al tema. Questo è alla portata di un bambino al di sotto dei dieci anni.
Hai risposto al mio commento con un altro vecchio trucchetto ideologico, la squalifica del pensiero avversario.
Il Papa può essere una vittima perché non dice cose “sensate”.
Il libero pensiero ringrazia per il ceffone. Oh, che sciocco, dimenticavo che il pensiero è libero solo per quelli che la pensano come te.
Scusami per l’equivoco e buona giornata. Continua a parlarti addosso che io ti ascolto e ti trovo molto molto divertente.
Un cordiale saluto,
Riccardo
By bob on mar 24, 2009
@ Roberto: non girare il bambino nella culla, per favore.
Vuoi che restiamo attinenti al problema? Ok.
Il Santo Padre ha, liberamente, detto una emerita cazzata, ne convieni? Che dire che il preservativo AUMENTA il problema tale mi pare. Il resto del mondo, liberamente, ha criticato questa sua posizione (nessuno, comunque gli ha detto di tacere, ma di stare attento a quello che dice, quello si), ritenendo il suddetto metodo di contraccezione/igienico il male minore (in attesa, speriamo, di un vaccino). Il portavoce del Santo Padre, poi, ha detto che non si può criticare e che sono tutti brutti e cattivi.
Mi sembra che ci siamo: libera la Chiesa di s-parlare di tutto, ma nessuno libero di criticarla (nota che i nostri politici italiani servilmente non hanno aperto bocca). Altrettanto ottimo schiaffo al pensiero libero.
P.S. Continua pure a divertirti, dal momento che a mia risposta a tua domanda non hai saputo dare seguito, cosa che mi fa leggermente dubitare delle tue capacità argomentative.
P.P.S. Se ti interessa penso tranquillamente con la mia testa, come dimosta la mia ormai vecchia tesi di laurea su Santa Teresa Benedicta a Cruce (la conosci?)
By William on mar 24, 2009
Per il simpatico “Bob”: certamente ognuno è libero di professare le sue idee, ed anche di credere di attingerle dalla “sua testa” (cosa non sempre vera, per gli enormi condizionamenti e controinformazioni che ci circondano tutti; in ogni campo la verità richiede lunghi studi e approfondimenti delle fonti più autorevoli). Però non fa parte della civiltà aggredire moralmente chi esprime opinioni “politicamente scorrette”, specie se sono sostenute da una vasta e poco conosciuta letteratura scientifica, e tanto meno se provengono da un’Autorità Religiosa di tradizione bimillenaria, la più autorevole sulla terra, anche per rispetto verso centinaia di milioni di cattolici che vedono in essa il Vicario di Dio stesso (fatto Uomo) sulla terra. Questi forum non sono comunque adatti per approfondire l’argomento con prove concrete.
By Riccardo on mar 24, 2009
@”bob”
Bravo! Vedo che sei riuscito a restare in tema. Visto che non era poi così difficile?
Benedetto XVI non ha detto amenità.
Ha ribadito un concetto che è piuttosto ovvio e già menzionato dai suoi recenti predecessori.
Ma restiamo ad esempi semplici semplici.
Cominciamo con un piccolo fatto.
Io non mi riesco a ricordare i numeri di telefono perché ormai li ho tutti memorizzati al cellulare. Quindici anni fa non avevo il cellulare e imparavo numeri a memoria. Ancora ne ricordo alcuni. Se non ho con me il cellulare devo contattare le persone che ho conosciuto recentemente via mail.
Questo è il senso di dire che affidarsi ad uno strumento deresponsabilizza. Ma nell’esempio che ho fatto la mia vita corre scarso pericolo.
Un altro semplice esempio.
Metto di fronte ad una persona un set di posate. Devo aspettarmi che lui mangerà quello che si trova davanti. La persona smette di preoccuparsi del fatto che potrebbe finire intossicato. Ha uno strumento che fornisce una buona garanzia in fatto di igiene.
Viceversa posso spiegare a quella persona che ci sono modi per sfamarsi e di verificare che quello che ha davanti non lo intossichi. Se mangia al momento in cui quel cibo è buono e con le mani pulite, non ha nemmeno bisogno di posate.
Capisco, se afferri il paragone, che ti preoccupi per coloro che fanno affidamento sulle posate per arraffare le maggiori quantità possibili di cibo ad ogni occasione.
Tuttavia la proposta di vivere il rapporto con il cibo non solo in relazione con la propria salute, ma anche mettendo da parte egoismo ed ingordigia non mi pare così avventata.
In termini più vicini alla questione. Il Papa parla ai Cattolici per educarli a vivere da Cattolici. Insegna a non diventare consumatori di sesso. A vivere senza affannarsi in ricerche edonistiche e insegnando che quegli stessi strumenti che si chiamano fedeltà ed astinenza nutrono l’anima e preservano il corpo.
Il resto del mondo si sente chiamato in causa e si precipita a sconfessarlo.
I potenti del nostro tempo ci vogliono consumatori, ci vogliono compratori, ci inducono ad una corsa lunga una vita appresso ai nostri bisogni.
Ti sta bene essere così? Vai in Pace. Io mi prendo il disturbo di dirti che esiste qualcosa di meglio.
Roberto
P.S.
Grazie “bob”, continuo, del resto sei spassoso. Dubita pure delle mie capacità argomentative, sei il benvenuto. Del resto io faccio lo stesso con te.
P.P.S.
Santa Teresa Benedicta a Cruce… peccato “bob”! Hai infilato proprio all’ultimo post script un altro tema che non c’entra nulla. Ma stai migliorando, davvero.
By bob on mar 24, 2009
@william: grazie per il simpatico, non lo merito! Quanto al resto: è ovvio che tutti soffriamo di condizionamenti/informazioni/controinformazioni, dal momento che non siamo isole in mezzo al mare, ma esseri sociali. Ogniuno, poi, si forma un proprio pensiero aderendo (oppure dissociandosene) ad alcune idee e rielaborandole.
“Non fa parte della civiltà aggredire moralmente chi esprime opinioni….”, come quando qualche esponente del Vaticano bollò come “assassino” il sign.Englaro? (e credo che assassino sia ben peggio dei rilievi fatti al Papa). Del resto se sono opinioni, sono opinabili
“Autorità Religiosa, la più autorevole, ecc”
Argomentazioni un pò fiacche a mio avviso:
1) Ci sono altre autorità religiose al mondo e ci sono altrettanti milioni di persone che in loro credono. E quindi? Vince chi ha il pisello più lungo (scusa la metafora)?
2) Nella sua storia bimillenarica la Chiesa ha commesso errori (alcuni pure ammessi). Chi mi dice che non stia sbagliando ancora? Mi fido, ho fede. E quindi abbandono la ragione.
P.S.
Cosa intendi con “prove concrete”?
By bob on mar 24, 2009
@Riccardo:
grazie 1000 di tutto, veramente.
Passiamo agli esempi: da quello che capisco, tu suggerisci di passare a mangiare con le mani, come facevano i nostri antenati? Direi che ci siamo evoluti. (:-P scherzo, ovviamente). So benissimo anch’io che il preservativo non è LA soluzione, ma l’accettazione di un male minore. Tu dici che “il Papa parla ai Cattolici”. E a chi non lo è? Che famo? Imponiamo con la forza? Soprassediamo? Boh
E’ verissimo che i potenti ci vogliono consumatori (Pasolini lo denunciò tra i primi, vedendo ben oltre il proprio tempo) e tu sostieni che l’unica via per sottrarsi è la fede cattolica (e, ovviamente, solo quella, non altre). Beh, io potrei anche pensarla diversamente.
Il post post script era semplicemente per farti capire, ce ne fosse bisogno, che non sono il lucifero che mi hanno disegnato in questo blog, ma anch’io ho conosciuto il bene fatto da uomini/donne di Chiesa (ovviamente nei ps è ammesso essere fuori tema, dato che sono post)
Stammi bene
By maria on mar 24, 2009
vorrei aggiungere un solo suggerimento all’amico che si firma bob : leggiti l’intervista su Avvenire del 20/03 riguardo alla lotta all’AIDS in Africa , penso che ti servirà più che tante altre parole.
By paolo on mar 24, 2009
per bob: prova a leggere le evidenze scientifiche e lascia perdere i pregiudizi:
Nel dibattito di ieri sulle parole del Papa a Yaoundè dedicate alla prevenzione dell’AIDS in Africa è
stata omessa l’evidenza scientifica. Peraltro molto scarsa sul ruolo del condom nella
prevenzione/riduzione della pandemia.
Come hanno scritto dall’Uganda Filippo Ciantia e Rose Busingye su Lancet nel Marzo 2008, «la
posizione tradizionale Cattolica sui
condoms e l’AIDS è la più ragionevole e
la più solida scientificamente nella
prevenzione dell’epidemia di AIDS».
In Uganda, paese simbolo dell’Africa subsahariana
per la riduzione della
prevalenza di sieropositivi dal 20 al 6%,
l’approccio “ABC” all’AIDS (Abstain, Be
faithful, use Condoms, cioè Astinenza,
Fedeltà, Preservativi) è stato centrato su
A e B e i dati sul declino della
sieroprevalenza sembrano avvalorare
questa scelta. «Il governo Ugandese –
sostiene Stoneburner medico consulente
dell’agenzia americana di cooperazione
USAID – ha promosso A e B riducendo
del 65% il casual sex, con una riduzione
della prevalenza HIV del 75% nel gruppo di età tra i 15 e i 19 anni, del 60% tra i 20 e i 24 e del
54% nel complesso».
Studi delle più importanti riviste scientifiche dimostrano che il declino dell’HIV in Uganda è
attribuibile alla riduzione dei rapporti casuali cioè l’adesione alla B. In Uganda, Kenya e Zambia il
cambiamento di comportamento in particolare la riduzione dei rapporti casuali e premaritali ha
comportato una riduzione della sieroprevalenza.
Lo stesso Lancet nel gennaio 2000 aveva paragonato il preservativo alle cinture di sicurezza che
offrono una falsa percezione di protezione: infatti negli anni ’70 dopo averne introdotto l’obbligo
aumentarono gli incidenti per l’aumento dei comportamenti a rischio. Concludeva l’articolo: «ci
dovremmo chiedere perché la promozione del preservativo non ha effetto nei paesi del terzo
mondo e se abbiamo il giusto equilibrio tra questi messaggi e quelli sull’invito alla riduzione dei
partner».
«Dopo 20 anni di pandemia, non c’è alcuna evidenza che più preservativi portino a meno AIDS»
secondo Edward Green dell’ “Harvard’s’ Center for Population and Development Studies”. Norman
Hearst della University of California San Francisco segnala un pattern allarmante di correlazione tra
l’aumento della vendita di preservativi in Kenya e Botswana con un incremento della
sieropravalenza da HIV. «Le più recenti metanalisi parlano di un’efficacia del preservativo attorno
all’80%, ma si stanno educando generazioni di giovani in Africa che credono che sia
sufficiente. Quello che conta è il numero dei partner.»
In una review di 134 studi Monsignor Jacques Suaudeau del Pontificio Consiglio per la Famiglia
sostiene che l’espressione “safe sex” usata per definire rapporti protetti debba essere sostituita più
realisticamente da “safer sex”.
L’approccio comportamentale all’epidemia è stato sostenuto sin dall’inizio dal presidente Ugandese
Yoveri Museveni che nel 1992 al congresso Mondiale sull’ AIDS a Firenze affermò: «In paesi come i
nostri, dove una madre spesso deve camminare per 40 km per ottenere un’aspirina per il figlio
malato o 10 km per raggiungere l’acqua, la questione pratica di garantire una costante disponibilità
di preservativi o il loro uso corretto non potrà mai essere risolta. Io credo che la miglior risposta
alla minaccia dell’AIDS consista nel riaffermare pubblicamente e chiaramente il rispetto che ogni
persona deve al suo prossimo. Dobbiamo educare i giovani alle virtù dell’ astinenza, dell’
autocontrollo e del sacrificio che richiede innanzitutto il rispetto per gli altri».Gli interventi di prevenzione dell’HIV in Uganda (in particolare la riduzione dei partner) nell’ultima
decade hanno avuto l’effetto simile ad un vaccino medico efficace all’80%. Stoneburner lo
definisce un vaccino sociale.
Lo stesso presidente ugandese Yoweri Museveni più recentemente attaccò la distribuzione di
preservativi ai bambini delle scuole elementari descrivendola pericolosa e disastrosa. «Non bisogna
insegnare ai bambini come usare i preservativi. Aprirò una guerra sui venditori di condom. Invece
di salvare vite umane promuovono la promiscuità tra i giovani. La promiscuità è la maggiore causa
di diffusione dell’HIV/AIDS. I bambini a scuola dovrebbero essere educati alla ricerca di un partner
per una relazione stabile per tutta la vita». Già nel 2004 in un report dal titolo Imparare a
sopravvivere: come l’educazione per tutti salverebbe milioni di giovani dall’AIDS, consegnato al
Fondo Monetario Internazionale e alla Banca Mondiale, l’Organizzazione Non Governativa britannica
Oxfam stimava che, se tutti i bambini nel mondo avessero potuto completare l’educazione
elementare, attraverso un accelerazione del cambiamento comportamentale, si sarebbero potuti
prevenire 7 milioni di casi di infezioni da HIV nei 10 anni successivi. La ricerca svolta da Oxfam
dimostra che i giovani tra i 15 e i 24 anni con educazione primaria hanno meno del 50% di
possibilità di contrarre l’HIV di quelli senza educazione. «Sapevamo che c’era una correlazione tra
livello di educazione e prevalenza di HIV – ha detto Mike Lawson che ha lavorato al report – ma
non immaginavamo quanto l’educazione fosse importante per qualunque programma di
prevenzione. Senza un’azione urgente, ci vorranno 150 anni prima che ogni bambino in Africa
possa frequentare la scuola elementare. Rimandare oggi questo investimento significherà un
incremento della povertà domani e condannerà i paesi colpiti dall’HIV a un futuro di sottosviluppo e
dipendenza senza uscita».
In un articolo del prestigioso British Medical Journal dal titolo La riduzione dei partner è cruciale per
un approccio ABC bilanciato alla prevenzione dell’HIV, è stato sottolineato che «sembra ovvio, ma
non ci sarebbe una pandemia di AIDS se non fosse per partnerships sessuali multiple». Gli autori
sottolineano che nonostante l’evidenza di come la riduzione dei partner e la monogamia possa
ridurre la diffusione dell’HIV, molti programmi danno poca attenzione a questi mezzi. «Noi
crediamo che sia imperativo iniziare ad includere messaggi sulla fedeltà reciproca e la riduzione dei
partner nelle attività volte al cambiamento comportamentale sessuale».
By Marco on mar 25, 2009
Quanto siano “libere” le critiche al Papa del Time, di Le Monde e del Corriere della sera lo documentano le loro numerose vignette sui religiosi musulmani. Ricordiamo anche le eroiche posizioni di difesa da parte della stampa “laica” del giornale danese che pubblicò qualche vignetta sull’islam. Laici, tanto per dire qualcosa, liberi tanto per parlare del nulla, (stipendio a parte, ovvio).
By bob on mar 25, 2009
Tutti bei discorsi, ma dovreste spiegarlo a loro, che forse non hanno capito bene
http://vocina.procionegobbo.it/post/89329038/la-xv-giornata-mondiale-della-giovent-fu-un
By Marco on mar 25, 2009
Bob sei un falsuccio che non si confronta mai realmente sulle cose e sulle parole, non hai alcuna passione per il confronto e per il dialogo.
TI ABBIAMO FOTOGRAFATO. Non meriti confronti: prima fai la lagna, poi insulti, poi eviti accuratamente di entrare nel merito. Chi ti paga ?
By bob on mar 26, 2009
@Marco: sarò mica venuto sfuocato nella foto? (il plurale, poi, mi fa morire)
Fare la lagna? Insultare? Vabbè
P.s. tutto gratis
Ciao
By Riccardo on mar 26, 2009
@”bob”
grazie anche a te per le continue trovate con cui commenti. Mantieni il vizio di svicolare e non abbocco alle tue argomentazioni fuori tema (“condomTorVergata”, Eluana). Sei monotono in questo, pazienza.
Ti produci però in tre “nuovi” equilibrismi dialettici che mi strappano un sorriso.
Uno.
Ho scritto un paragone. Il paragone ovviamente ha dei limiti, è uno strumento linguistico che serve a far comprendere un concetto. A esso replichi con una minuziosa analisi di quanto si discosti dalla realtà, a cui non si può rispondere senza assecondare il tuo ennesimo tentativo di fuorviare la discussione.
Ma sono certo che tu hai capito benissimo quello che intendevo. Si può insegnare agli uomini a sfamarsi mangiando voracemente sterco con le posate o coltivando alberi da cui raccogliere con le mani le primizie.
Fuor di paragone, se ti preoccupa di più il preservativo della persona con cui fai sesso, comincio a domandarmi se quest’ultima ne sia a conoscenza.
Due.
La zizzania. Eccoti affermare che anche tu vedi “tanto bene” fatto da alcuni uomini di Chiesa. Non è questo il modo per sottrarti all’etichetta di agente di Lucifero, peraltro attribuitati da te stesso. Stai cercando di mettere a giudizio il Vaticano appoggiandoti alla approvazione di una parte dei cristiani. Dividere la Chiesa da se stessa è proprio l’esigenza primaria di Satana.
L’argomento di questo post non è una discussione sulle peculiarità della Chiesa. Basti ricordare che la sua storia è una storia segnata da peccatori divenuti grandi Santi. La comunione in se stessa e con Cristo, come la vite e i tralci, porta frutti.
Tre.
Distorcere in parte le parole di un commento altrui per provocare una precisazione. Con essa la discussione può venire trsformata in uno sterile faccia a faccia. Qui replico perché posso farlo rimanendo nel tema trattato.
Io credo che i potenti ci vogliano consumatori e Cristo ci voglia vivi e liberi. Chi non appartiene alla Chiesa non rientra necessariamente nella prima delle due categorie.
Non vogliamo formare nuovi cristiani a forza, ma se al Papa dessero ascolto anche persone che non hanno venduto il loro intelletto al dio Priapo, avrebbero posizioni ragionevoli su cui confrontarsi.
Cordialmente,
Rik
By bob on mar 27, 2009
Gentile Rik, mi sembra che Le sfugga assolutamente un punto (tralasciamo, me lo conceda, per un breve attimo, il contenuto del post che qui stiamo commentando): questo è tutto fumo. L’intervento del Papa, le svariegate precisazioni di Bagnasco, il prono silenzio dei nostri politici sono, evidentemente, manovre diversive in vista di un più alto fine:
http://www.corriere.it/politica/09_marzo_26/biotestamento_articolo_dat_non_vincolante_9798459a-19f6-11de-a7d3-00144f486ba6.shtml
Mi sembra talmente evidente…..
P.S.
Non pensavo di meritare l’eppiteto di Messaggero di Satana. Grazie
By bob on mar 27, 2009
Ma non c’era gente qui che citava Lancet ad ogni piè sospinto??
http://www.adnkronos.com/IGN/Salute/?id=3.0.3148238711