il problema più grande del pianeta
marzo 23rd, 2009 Posted in UncategorizedPare che quello dei preservativi sia il problema di gran lunga più importante del pianeta. Altro che fame nel mondo, altro che inquinamento, mortalità materna, ritorno della malaria, guerre, dittature, carenza d’acqua, deserto che avanza, effetto serra, buco dell’ozono, meteorite che precipita, etc. etc…il problema è il preservativo.
E a leggere le dichiarazioni indignate alle parole del Papa (sconsiglia i preservativi! Ma che novità sconvolgente! Che notizia bomba inaspettata!) da parte dei politici di tutto il mondo, intellettuali, dotti medici e sapienti, insomma, pare proprio che sia fondamentale. Utilissimo per un sacco di cose. Sicuro e infallibile. Impossibile non usarlo, non averlo sempre con sé.
Una mano santa per l’AIDS, innanzitutto: efficacissimo per combattere la pandemia. Una barriera invalicabile che arresta di colpo il contagio, annichilisce il virus. (dovrebbe far pensare il fatto che in occidente, soprattutto nei paesi dove il consumo dei preservativi è più alto, il virus non si è affatto fermato). E d’altra parte l’Africa è inondata dai preservativi, eppure l’AIDS non è certo sparito: tutti sciolti al sole africano?
Infallibile pure per tutte le malattie sessualmente trasmesse, gravidanza compresa.
Se lo usi per coprire le orecchie, previene l’otite. Se invece ci infili le dita, proteggi le unghie. Se lo tieni in tasca ti senti protetto, e non ti viene l’influenza. Se lo porti con te per la spesa, puoi usarlo come sacchetto per le monoporzioni. Puoi metterci i pesci rossi che vinci al luna park, acqua compresa. Oppure le conchiglie che raccogli in riva al mare. O anche i trucioli delle matite dopo che le hai temperate, così non sporchi a terra. In tutto il mondo lo usano per farci i gavettoni e, se sono colorati, si possono gonfiare come piccoli palloncini, e ci si possono fare scritte con i pennarelli.
E se i più volgari critici del Papa se lo infilassero in testa, oltre a ripararsi dalla pioggia, sarebbe pure più semplice, come dicono a Parigi, riconoscere i testa …..

12 Responses to “il problema più grande del pianeta”
By bob on mar 24, 2009
No, il problema più cogente non è quello dei preservativi, è quello di imboscare i preti pedofili.
By Franco on mar 24, 2009
Caro bob, non ci pensare nemmeno: toglitelo dalla testa…
By Riccardo on mar 24, 2009
@”bob”
Carissimo, ormai sei una macchietta ed una caricatura di una ideologia che ben conosciamo.
Affronti una discussione seria ed attenta con un tema che non ha attinenza con il problema, per indignarci e spostare la nostra attenzione via da essa.
Ormai questo trucco è vecchio. Lo conosciamo bene.
I fatti non cambiano. Il preservativo non impedisce la diffusione delle malattie veneree.
L’Africa ha bisogno di altro. Delle risorse che l’occidente vorrebbe pagare un tozzo di pane e con i preservativi. Perché il tenore di vita di quelle popolazioni sia più altro. Il che, siamo onesti, ricude le nostre pretese. Le risorse del globo sono quelle, l’occidente deve diventare un po’ meno ricco.
Questo, proclami a parte, è combattere la povertà ed aiutare il Terzo Mondo.
Tu “bob” che cosa farai veramente per l’Africa?
By capaccola on mar 24, 2009
Caro Bob, quelli che pensano e parlano come te sono stati spazzati via dal popolo non molti mesi fa. Vi hanno definiti “benaltristi”… Dite di essere razionali, ma quando sul piano della ragione vi dovete confrontare, scappate…
Continuate così e a Roma ci andrete solo a protestare contro il governo degli altri.
Nonostante tutto, ti voglio bene.
Ciao
By emerenziano on mar 24, 2009
More solito, quelli che parlano come “bob” svicolano sul problema. Peggio del “non solo…ma anche” di veltroniana memoria. E’ la vecchia tecnica di chi non volendo o non sapendo affrontare seriamente l’argomento, proprio per mancanza di argomenti tira in campo discorsi che non c’entrano.(E comunque per qualche sciagurato prete pedofilo non è serio infangare la Chiesa). Sono completamente d’accordo con Riccardo, che ringrazio per l’efficacia. A “bob” (e a quelli come lui che sembrano essersi infilati in testa il “coso” di cui parla Assuntina) l’augurio di aprire bene il cervello. E anche il cuore (se c’è).
By Andrea on mar 24, 2009
Caro Bob
20 sono i Missionari che sono stati uccisi nel 2008, laddove operavano per portare sostengno all’umanità, con cure, morali e materiali, per dare vita con valori e testimonianza. C’è troppa gente che è morta interiormente e che non sa più capire quali sono i valori fondanti dell’umanità. Tu mi sempri uno vivo solo esternamente; che cambia forse la cravatta al mattino per sentirsi vivo, ma che in effetti vegeta, e come tale,avevi negato un bicchier d’acqua al tuo prossimo (ben ricordo)e, dal vuoto interiore, non ti rimane il “nulla” se non
l’insolenza della mente avendo posto i valori del cuore a riposo.
Mi spice, ma per te un “bicchiere d’acqua” te lo darò sempre, a costo di qualsiasi sacrificio,affichè possa contribuire a tenere fertile la parte preziosa di te,che non è quella che mostri, in cui il tempo di deturperà fino alla sua scomparsa, ma per quella nobile parte , che ogni uomo ha, ma che ha volte non riesce a trovarla o cerca volutamente di tenerla sepolta,che ti fa “sparlare” solo per il gusto di aggredire con insolenze che non hanno ragione se non a dimostrazione di un rattristevole vuoto.
By Guido on mar 24, 2009
Mi intrometto e provo a ribaltare la questione: che cosa fa il Papa, cosa hamai fatto di concreto e decisivo per l’Africa?
Giungo su questo blog per vie traverse, e noto che in tutti i blog cattolici ci si indigna dell’indignazione verso il Papa, e si ironizza anche pesantemente sulla sottolineatura esagerata che i media hanno dato alla questione del preservativo.
Capisco la reazione. Ho già detto altrove che secondo me l’insistenza sul preservativo serve a noi occidentali per non sentirci troppo in colpa verso l’Africa (e, suppongo, per metere a tacere la nostra coscienza “progressista” polemizzando col Papa retrogrado e medievale).
Però: non è che che fame nel mondo, inquinamento, mortalità materna, ritorno della malaria, guerre, dittature, carenza d’acqua, deserto che avanza, effetto serra, buco dell’ozono eccetera siano mai state priorità non dico del Vaticano, ma della cultura cattolica in generale. Anzi.
Non è ironizzando sul Papa che si risolvono i problemi, ma nemmeno ironizzando sui difesori del preservativo. I quali non sono soltanto quattro benpensanti seduti nei salotti europei, ma anche molti operatori sul campo (religiosi compresi: ne posso dare testimonianza diretta). Sappiamo bene che il preservativo è solo uno dei mille possibili strumenti per combattere uno dei diecimila problemi che affligono l’Africa. Ma che, in tema di Aids, si arrivi a dire, in modo più o meno esplicito, che non serve a evitare il contagio, è davvero assurdo.
Il Papa fa il suo mestiere e invoca l’astinenza (anch’essa una forma di contraccezione, del resto), e chi lo segue può legittimamente pensare che il preservativo sia immorale, ma metterne in dubbio l’utilità è un po’ troppo…
G.
By Mariano on mar 24, 2009
@Bob,
quello che scrivi a mò di slogan mi fa riflettere se anche tu non cada in un inganno confezionato da menti lucide e luciferine… . Il problema è che per far tacere la Chiesa è meglio non riconoscerle nessun impegno, anzì posizioni retograde e un diffuso senso di immoralità al suo interno! Così la si fa tacere e la si relega nelle sacrestie! E loro si pappano la giustizia, i popoli, le risorse, la speranza.
Da prete non posso accettare la tua conclusione, conosco bene tanti preti…; ma accetterei un inizio di colloquio anche su quest’argomento; ma a patto che tu ti senta “dentro” questa Chiesa di peccatori e non sempre e ovunque e comunque di bastardi!
Ma se sei fuori, se ti metti fuori dall’”imputato”…, allora perdi tempo, chè la tua parola non è fatica di crescita e conversione per tutti noi, ma ci additi solo i fallimenti… e qui saresti luciferino.
Grazie per la tua attenzione.
Cordialità.
By bob on mar 24, 2009
@ tutti: grazie per la macchietta, non lo merito, siete troppo buoni!!!
Il fatto è che chi, come me, è stato cattolico fervente e praticante, non riesce più a credere a queste “uscite” della Chiesa (anche se so benissimo che sono solo alcuni esponenti) che cozzano con qualsiasi pensiero logico e razionale (quando spesso non cozzano con la complessità della realtà, dinamica che non può essere sussunta in metacategorie immodificabili, che spesso vogliono essere imposte). Prendere in giro il preservativo, come viene fatto in questo articolo(?) non ci muove di un passo. C’è chi ritiene che in alcuni casi sia il male minore (come il sottoscritto) e chi pensa che non serva assolutamente a nulla (e anzi peggiori la situazione…sul come qualcuno me lo dovrebbe spiegare, intendo dal punto di vista medico). Possiamo criticarci/confrontarci vicendevolmente o deve essere one-way la critica?
By Marco on mar 25, 2009
Caro Guido il Papa non fa “il suo mestiere” come se dovesse essere per principio contro il preservativo, il Papa parla a ragion veduta e con serio fondamento scientifico. E’ notissimo che il preservativo
riduce – senza eliminarlo – il rischio del contagio e solo se usato correttamente, (come è ben noto che riduca, ma non elimini del tutto la possibilità della gravidanza) ma puntare sul preservativo per ridurre la diffusione dell’AIDS significa favorire la diffusione del virus
per il semplice motivo che aumenta una promiscuità mal fondata causa principe della diffusione del virus. C’e’ un mare di dati scientifici che lo documentano, altro che “mestiere” di Papa !!! In Russia e in diversi Stati americani la diffusione del virus continua ad essere alta (come in Africa) forse perché non hanno i preservativi ? Ecco parti dall’occidente per capire come mai il virus continua a fare vittime e poi si vedrà la soluzione.
By capaccola on apr 1, 2009
Caro Bob, vuoi capire perché il preservativo così com’é in realtà oggi non serve per proteggere dall’Aids specialmente in Africa? Leggi l’articolo di Langone apparso sul Foglio credo il 22 marzo 2009 e capirai.
Ma poi basterebbe pensare al perché ci sono più malati di Aids a Nuova York che nel Camerum. Mancano forse in America le conoscenze, gli strumenti adatti? Riflettere, pensare, ragionare… ecco che cosa ci induce a fare questo Papa. Poteva dire: è peccato, e tutti si sarebbero messi a ridere; ha detto che razionalmente non serve dati alla mano e questo ha scatenato una reazione irrazionale.
Un cordiale saluto