dall’Uganda ad Avvenire
marzo 14th, 2009 Posted in UncategorizedAvvenire 14.3.2009
testimonianza Uganda: amare una figlia frutto di violenza
L a sera del mercoledì delle ceneri ero letteralmente sfinito: avevo celebrato tre sante Messe e imposto le ceneri sulla testa a qualche migliaio di persone. Anche se non è festa di precetto, tanta gente, nell’intervallo del pranzo o alla sera subito dopo il lavoro, viene alla santa Messa per ricevere le ceneri. Portano anche i bambini e guai a non mettere le ceneri anche a loro.
Molti poi, oltre a ricevere la cenere sul capo, la vogliono pure in mano o in un pezzetto di carta o in un fazzoletto, così da poterla portare a casa per coloro che non hanno potuto venire in chiesa. È un atto penitenziale e qualche volta mi viene persino il dubbio che ci sia un po’ di fanatismo, ma vedendo la devozione che ci mettono, debbo dire che è fede ed è un modo per esprimere pentimento del proprio essere peccatori. Tutto quanto detto non c’entra nulla con la ragione per cui le scrivo, ma in qualche modo fa da contorno. Stavo per andare a letto ed entrai nel mio ufficio solo per assicurarmi che le porte anteriori fossero chiuse. Notai sul mio tavolo una lettera che non avevo ancora aperto. La aprii e lessi.
Eccoti il contenuto:
Caro Padre, sono una ragazza di 14 anni, nativa di Gulu, Layibi. Nel 1993 mia madre era una studentessa del terzo anno di scuola superiore presso il collegio del Sacro Cuore di Gulu. Mentre era in vacanza i ribelli del Lra ( Lord’s Resistance Army, Esercito di resistenza del Signore: gruppo di ribelli ugandesi, Ndr)
arrivarono al suo villaggio, uccisero i suoi genitori, violentarono mia mamma e sono nata io. Oltre ad aver concepito me, mia mamma ha pure ricevuto il virus dell’Aids e ora è sieropositiva Hiv. Io invece sono nata pulita.
Non posso sapere chi può essere stato mio padre, ma la mamma sì: mi ha fatta nascere, mi ha cresciuta e pure mandata a scuola. Per pagare la mia scuola elementare ha lavorato cucendo e ha avuto molta cura di me, però ora non riesce a guadagnare soldi sufficienti per la scuola superiore. Ho saputo che tu aiuti gli orfani e hai una scuola ove c’è molta disciplina. Mi potresti prendere e aiutare a pagare la retta? Io voglio studiare per poter aiutare e aver cura di mia mamma che sta diventando sempre più debole. Spero che tu consideri questa mia domanda e io pregherò per te perché Dio ti benedica e assista ad aiutare coloro che hanno bisogno.
Maria Goretti Anena
Dopo aver letto la lettera, sono andato a letto ma non sono riuscito a dormire. Ero disturbato dentro di me da un misto di gioia, di rabbia, di soddisfazione e di riconoscenza verso Dio che sa trarre atti eroici dalle persone semplici e insignificanti come possono essere queste nostre ragazze appena cristianizzate.
Perché la rabbia ? Perché un esempio come questo dovrebbe far ammutolire quegli spacciatori di civiltà fasulla che abbiamo nel mondo progredito pronto a legiferare contro il diritto alla vita.
Come è andata a finire questa storia? Al mattino mi sono alzato; sono andato alla scuola; mi sono assicurato che il direttore mi trovasse un posto per inserire questa ragazza (solo la mattina precedente gli avevo promesso che non avrei portato alcun nuovo studente). E il direttore mi disse che dovremo farla dormire per terra, perché anche i letti a tre piani sono tutti occupati. Se la ragazza accetta, la prendiamo. Chiamai la ragazza; le dissi di venire con la madre e vennero il giorno dopo. Feci un po’ di domande trabocchetto per assicurarmi che non mi avessero detto bugie e le proposi di dormire per terra su un materasso di gomma piuma. Si inginocchiò davanti a me e mi disse: ora sono contenta perché so di avere un papà anch’io! La madre mi ringraziò e mi disse: «Padre, io finché posso continuerò a lavorare e contribuirò per le spese della mia figlia». Le chiesi pure: perché hai dato il nome di Maria Goretti a tua figlia?
Rispose che era stata la piccola a volere quel nome quando era in terza elementare: il catechista raccontò la storia di Maria Goretti e lei la scelse come nome e santa protettrice.
Qui alla scuola abbiamo 10 ragazze che negli anni novanta furono rapite dai ribelli alla scuola di Aboke; passarono 8 anni come mogli schiave dei ribelli; quando fuggirono scapparono tutte coi loro figli e vennero da me a chiedermi se le accettavo alla scuola.
Accettai le ragazze alla scuola e i figli furono lasciati in varie famiglie e ora pure loro vanno a scuola col nostro aiuto.
Scusate se ho disturbato, ma ho pensato che forse potreste far sapere che esistono ragazze che hanno il coraggio di tenersi e amare il frutto della violenza. Chissà che non serva!
padre John Scalabrini



27 Responses to “dall’Uganda ad Avvenire”
By Francesco Giuseppe Pianori on mar 15, 2009
Grazie, Assuntina.
Cecco
By donatella da corte on mar 15, 2009
La civiltà cristiana riparte dall’Africa, mentre sta morendo in Europa…
By Grazia Foglietta on mar 15, 2009
Grazie Dio, Padre Nostro, per le testimonianze che ci arrivano e che ci rassicurano che l’AMORE esiste ed è ancora una nostra scelta.
By Bob on mar 16, 2009
Wow, si arriva a giustificare lo stupro!
By Velenia on mar 16, 2009
X Bob
miiiiii,cambia spacciatore che questo ti vende degli allucinogeni di pessima qualità!!!!
By Bob on mar 16, 2009
Beh, uno che di fronte ad uno stupro pensa: “misto di gioia, di rabbia, di soddisfazione e di riconoscenza verso Dio”, ha veramente bisogno di cambiare spacciatore!
By gino on mar 16, 2009
Bob, tu sì che ti sei spacciato l’ultimo neurone buono… oppure non sai leggere… o fai semplicemente finta di non capire.
By icjem on mar 16, 2009
Bob, sei invidioso perchè non hai una madre vera, come quella di Maria Goretti?
Non ti preoccupare, ascolta la madre di tutti noi. Ti cerca, come cerca me. Chiaro, fratello Bob?
By Bob on mar 17, 2009
Ci sono alcune cose che veramente, non capisco di un articolo del genere:
1) Se la vita è da difendere a QUALUNQUE costo, anche lo stupro viene “tollerato” dal momento che quella vita genera? E l’inseminazione artificiale? Non ci si doveva sposare, uomo e donna secondo i sacri crismi di Santa Romana Chiesa per poi figliare? (in risposta a icjem: io ho una mamma, ma anche un papà, che Maria Goretti non avrà, vedi tu)
2) Questo atteggiamento si vede anche nella questione della ragazzina brasiliana violentata dal patrigno: pronta la scomunica per tutti, tranne che per il violentatore. Che bella morale!
3) E quelle donne che, distrutte dalla violenza, non riescono a sopportare quello che hanno in grembo e decidono, dolorosamente, di rinunciarvi, sono da condannare tout court? O vogliamo dare loro il beneficio del dubbio?
Mah, non riesco a essere manicheista come molti di quelli che qui postano: da una parte tutto il bene, dall’altra il male in una visione dicotomica che crolla di fronte alla complessità della realtà.
By icjem on mar 18, 2009
Bob, tu non sei così scemo come vorresti far credere soprattutto a te stesso. Perchè usi un linguaggio umano, troppo umano quando parli della Chiesa?
Per la Chiesa non si deve nè si dovrebbe un bel niente. Si agisce in un certo modo o in un altro. La Chiesa, in quanto corpo mistico di Gesù, opera la misericordia verso chi sa di aver violato l’ordine naturale e divino. Non risponde con la vendetta, la violenza e l’egoismo al male.
Manichei sono coloro che non sanno andare al di là del bene e del male, dell’astrazione intellettualoide.
Bisognerebbe sperimentarli senza averne paura, per potersi abbandonare con fiducia a Colui che è morto e risorto per farci partecipi della vita eterna. Tutto il resto, credimi, è vanità, feticcio della complessità della realtà compreso.
By Bob on mar 18, 2009
@icjem
Bellissime parole, ma parole rimangono.
Vogliamo o no condannare il patrigno stupratore? Il corpo mistico di Gesù è costituito da uomini mortali e fallaci e se fanno delle cappelle, perchè non condannarli? Tutti infallibili ex-cathedra?
By achille on mar 18, 2009
Ma Bob dove ha letto che lo stupratore non va condannato e scomunicato? Se sapesse qualcosa del catechismo e del diritto canonico (di prima mano non per interposta Repubblica) saprebbe che l’incesto e qualsiasi atto contro natura “grida vendetta al cospetto di Dio” e la scomunica avviene naturaliter, ipso facto et latae sententiae, cioè ovviamente, nel momento stesso del delitto e anche solo riservatamente alla coscienza se il fatto non è pubblico o conosciuto in alcun modo. Più chiaro di così? Semmai il problema, dopo, è recuperare tutto ciò che si può e si deve recuperare: la vita del nascituro innanzitutto (incolpevole, o no?), l’integrità e il reinserimento della vittima e, quando possibile, perfino il recupero dello stupratore. La misericordia di Dio è infinita come anche la sua giustizia. Ed è pure infinito anche il suo orizzonte, mica ristretto come quello dei soloni in sedicesimo in pagine e in rete!
By Velenia on mar 18, 2009
X Bob
comunque la si giri rimane un fatto:del male siamo tutti capaci (anche io e anche tu,che non siamo certo stupratori ma neanche angeli cascati dal cielo per raggiunto sovrappeso)ma è il bene quello che suscita stupore,e sopratutto il riuscire a trarre del bene dal male.
Non so tu,ma io mi stupisco ogni volta che penso a Massimiliano Kolbe che,proprio nel luogo del male assoluto (Auschwitz),costruito per dimostrare che l’uomo non era niente più di una bestia,che gli si poteva togliere la dignità e renderlo una belva disperata pronta a sbranare i suoi simili,è capace di dare la sua vita per un altro.Ammirare Massimiliano Kolbe e desiderare di essere come lui non mi pare proprio che significhi giustificare il nazismo.Così come guardare con stupore Giuseppina Bakita (cerca su Google) non significa certo giustificare la tratta degli schiavi,o ripensare alla più recente storia di Edimar (cerca su Google),non significa certo giustificare il fenomeno dei meninos de rua.Potrei continuare all’infinito,ma mi fermo,ti dico solo che quando ascolto queste storie di eroica quotidianità mi sento una nana sulle spalle di giganti e vorrei avere uno sguardo così sulla realtà.
Ma anche tu lo vorresti, Bob ,anche tu vorresti essere capace di trarre tutto il bene da ciò che hai intorno,perchè questo è il desiderio che ciascuno di noi ha nel cuore :
che non sia il male proprio o degli altri a prevalere.Senza questa speranza,credimi,qualunque sia il nome che dai ad essa, non riusciresti neanche ad alzarti la mattina.
By il cat.sta on mar 19, 2009
complimenti per la storiella, bellissima! e pensare che se il violentatore usava il preservaticvo non avresti potuto scrivere questo bellissimo post. e che cos’è un post bellissimo di fronte all’aids?
certo che le vie del signore sono veramente infinite!
By il cat.sta on mar 19, 2009
il pezzo delle domande trabocchetto è bellissimo
By confuso on mar 19, 2009
ma perchè diavolo (pardon) è stato messo un redirect da cattomoderasta.splinder.com a qui?
By Burro XVI on mar 19, 2009
Bob o Bobo è assolutamente imperdonabile!
Come osi mettere in dubbio la parola d’un essere spaziale che nessuno ha mai visto e che risiede nelle profondità dell’universo?
Sei scemo o ci fai?
E soprattutto come puoi mettere in dubbio la parola di coloro che leggittimamente lo rappresentano?
Devi essere proprio cretino!
P.S. Padre non si preoccupi, ci pensiamo noi a difendere la vita! Anche a costo di mantenere il prezzemolo o il bonsai attaccato alle macchine per l’eternità. Che lo voglia o no!
By bob on mar 19, 2009
@Velenia:
eh, già, trarre il bene dal male
http://legge40toccala.blogspot.com/2009/03/spagna-bimbo-selezionato-ha-guarito-il.html
P.S.
So benissimo che sono Kolbe, Bakita, ecc
By Velenia on mar 19, 2009
Bob
tu vorresti essere uno di quegli embrioni selezionati buttati nel cesso?
Esattamente perchè sei tanto incazzato con la Chiesa cattolica?Anzi perchè sei tanto incazzato in genere, sarà vero che non mangi saponette ma limoni acerbi a colazione,quelli si,stai attento che così ti potrebbe venire la gastrita e per curare quella la selezione degli embrioni ancora non serve.
Hasta la vista
By Burro XVI on mar 20, 2009
Ah, secondo a me cuelli che cianno paura deimbrioni è perchè cianno paura chelloro non fossero mai nati altrimenti.
Saluti aVVelenia, mi sembra intelligente, usciamo a bere qualcosa? O preferisci far girare la ruota al posto del criceto?
By achille on mar 21, 2009
Bienvenido Burro! (dallo spagnolo: benvenuto somaro). Nomen omen.
Che squallore questi commenti! Assuntina, meglio chiudere. Certa gente è come quella di Betania: quando vide Lazzaro uscire dalla tomba organizzò un comitato per uccidere il resuscitato e il resuscitatore. Per certuni neanche l’evidenza convince. Penso anche a quel pezzo grosso della recente storia dell’Italia repubblicana (e antifascista va da sè) che alla domanda: se devi scegliere se servire la verità o la rivoluzione, tu che scegli? E il fiero *** rispose senza esitazione: la rivoluzione. Poi nell’89 la verità demolì la rivoluzione, ma la struttura mentale -spesso inconsapevole- di molti è rimasta a prima dell’89 (per qualcuno addirittura a prima del 1870). Un premio a chi indovina il personaggio indicato con gli asterischi.
By bob on mar 23, 2009
@ Velenia:
Nessuna incazzatura contro la Chiesa cattolica che, nelle intenzioni, dovrebbe essere corpo di Cristo e formata dal suo popolo. Il mio stupore, misto ad una certa indignazione (questa si) si rivolge alla impresentabile gerarchia ecclesiastica che sta oscurando quanto di buono presente nelle sacre scritture. A loro mi sentirei di rivolgere la stessa critica che il buon Kiergkegaard rivolse, a suo tempo, al tronfio Hegel. Detto questo non riesco proprio a figurarmi perchè continuare ad ostinarsi, nel terzo millennio, nel perseguire una politica (perchè di politica si tratta, non di fede) di falsità storico/storiografiche di portata monumentale: “la Chiesa ha sempre difeso e rispettato le donne”, “le Chiesa ha difeso gli ebrei”. Affermazioni del genere, che non hanno nemmeno bisogno di essere da me smentite (talmente sono false), sono sparate ai quattro venti su ogni mezzo di informazione possibile ed immaginabile e nessuno che possa semplicemente dire “ma..”.
Dobbiamo permettere che il Santo Padre, se interrogato, possa dire il Suo parere. Per favore, NON interroghiamolo, senno escono mostruosità siffatte:
http://mstatus.splinder.com/post/14360140
By Burro XVI on mar 23, 2009
Achille?
Hai il tallone esposto! A “burro” ci sei arrivato, ti manca ancora il numero di matricola da interpretare, ovvero XVI.
Perchè non indovini invece chi disse:
“Se fossi costretta a scegliere tra Galileo e l’Inquisizione, sceglierei l’Inquisizione”…
Ah, se vi riesce… non molestate i bambini tra un’avemaria e un padrenostro, mi raccomando!
By Black Jack on mar 24, 2009
Davvero una bellissima testimonianza. Davvero i mediocri se la prendono sempre con le persone straordinarie.
By bob on mar 24, 2009
@ Achille: nessuno ha pubblicamente condannato il padre.
http://www.adistaonline.it/index.php?op=articolo&id=44503
http://www.adistaonline.it/index.php?op=articolo&id=44504
Tanto per gradire…
By Mezzo on mar 25, 2009
Ma come si vuole parlare esprimendosi attraverso concetti logici con persone che sono attualmente guidati (dal punto di vista spirituale ma ahimè anche materiale) da un uomo che ha risposto all’annosa questione “Dove vanno le anime dei bimbi non battezzati?”…con persone del genere si ha sempre torto, e il loro mascherarsi dietro la ‘misericordia’ è una mendace maniera violenta con cui cassano ogni opinione contraria (la risposta universale? credi! oh grazie, un rapinatore mi ha appena infilzato con un ago, infettandomi di HIV, e credere in una persona con un solo corpo e con tre teste, di cui una e figlia di un’altra e la terza è un pò un jolly che c’è ma non c’è ma dà i superpoteri, il quale comunque mi ama infinitamente, mi riempie di tanta tanta tanta gioia)
By marco on apr 3, 2009
ho letto la lettera di padre john, che mi ha toccato come la realtà sa toccare
ma poi ho letto anche i commenti alla lettera, ed il risultato è un misto di tristezza e di rabbia
ma a chi o a cosa servono scambi di slogan come questi?
davvero pensate che siano utili?
bob continuerà a cullarsi nella sua visione ideologica della vita finchè le bende non gli cadranno dagli occhi grazie ad un incontro;
non sarà stando al suo gioco di chi la dice più grossa che lo aiuteremo a leggere la realtà