a cura di Assuntina Morresi

lettera ad Amicone

febbraio 22nd, 2009 Posted in Uncategorized

C’è ancora chi dice che la legge sul fine vita non s’ha da fare, perché moralmente giusta ma culturalmente sbagliata. In un editoriale di Tempi, riportato in parte sul Foglio di sabato, per esempio leggo che “siamo persuasi che sia sufficiente l’attuale pratica del consenso informato e che qualunque decisione circa la medicina di fine vita debba essere determinata non da carte notarili di stato, ma dal libero, privato, fiducioso dialogo tra medici, pazienti e familiari dei pazienti”.

Caro Luigi Amicone, non è così. Purtroppo, sei persuaso male. Per capire, però, devi conoscere i fatti concreti, entrare nel merito della questione Englaro, altrimenti non ti renderai mai conto del perché solo una legge può allontanare l’eutanasia dall’ Italia: non bastano i principi, e neppure le idee. Bisogna conoscere i fatti, che cercherò di riassumerti il più brevemente possibile.

 Il 16 ottobre 2007 la Cassazione ha emanato una sentenza definitiva che dice che si può sospendere alimentazione ed idratazione ad Eluana Englaro se si verificano due condizioni: se si accerta che il suo stato vegetativo è irreversibile, e che la sua volontà era veramente quella di non vivere in condizione di stato vegetativo, volontà che in mancanza di prove scritte può essere ricostruita da testimonianze, e anche in base agli stili di vita.

Il 9 luglio 2008 la Corte di Appello di Milano ha stabilito con un decreto che i due criteri indicati dalla Cassazione erano soddisfatti, e che Beppino Englaro era autorizzato a sospendere alimentazione ed idratazione.

Il parlamento allora ha sollevato un conflitto di competenze: si è rivolto alla Corte Costituzionale protestando che la Cassazione con quella sentenza aveva legiferato, aveva agito in modo inopportuno, prendendo il posto del parlamento.

La Corte Costituzionale ha dato torto al Parlamento, confermando la validità dell’operato della Cassazione: i giudici hanno fatto bene, il Parlamento, se vuole, legiferi in proposito.

Allora la procura di Milano ha impugnato il decreto (quello del 9 luglio). Quel decreto, infatti, a differenza della sentenza della Cassazione, non è mai definitivo, ma è sempre rivedibile.

L’11 novembre la Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile: i giudici non sono entrati nel merito, ma hanno detto, in poche parole, che la procura non aveva i requisiti per impugnare il decreto, che i fatti in questione non la riguardavano.

Hanno impugnato il decreto le Associazioni dei familiari dei malati in stato vegetativo, e lo hanno fatto presso la Corte dei Diritti dell’uomo a Strasburgo, la quale corte ha risposto allo stesso modo: le associazioni non erano legittimate ad impugnare il decreto. Il loro ricorso era inammissibile, e neanche a Strasburgo sono entrati nel merito.

In poche parole: secondo la magistratura solo il tutore – Beppino Englaro – e il curatore speciale – cioè Franca Alessio – avrebbero potuto impugnare il decreto. Ma il tutore voleva attuare il decreto, e il curatore era d’accordo, quindi era impossibile impugnare il decreto. Una gabbia giuridica, insomma, ha reso intoccabili sentenza e decreto.

C’è stato allora l’atto di indirizzo di Sacconi, che vieta a tutte le strutture del Servizio Sanitario Nazionale di sospendere alimentazione ed idratazione alle persone in stato vegetativo.

Dopo un mese, all’interno della casa di riposo la Quiete a Udine, è stata creata una specie di “isola” giuridica al di fuori del Servizio Sanitario Nazionale, in cui l’atto di indirizzo di Sacconi – secondo i legali di Englaro – non aveva efficacia, ed Eluana vi è stata trasferita.

Le autorità regionali, sollecitate dal Ministero che chiedeva chiarimenti, hanno cominciato a tergiversare, rispondendo a una prima lettera dal Ministero, e facendo melina a una seconda.

Allora il Consiglio dei Ministri ha proposto un decreto salva-Eluana. Napolitano non ha voluto firmare, e non commento per evitare querele.

Mentre il parlamento si avviava a fare di corsa una legge, il Ministero ha mandato ispettori e NAS alla casa di riposo “La Quiete” di Udine, per verificare che tutto fosse regolare. Sia gli ispettori che i NAS hanno segnalato elementi di irregolarità, e lo hanno segnalato alle autorità che potevano intervenire: procura, regione, sindaco. Ma la Procura non ha ritenuto opportuno intervenire, e neppure la Regione, e neanche il Sindaco (che era l’autorità a cui fa capo la Quiete).

E quindi Eluana è morta.

Non a caso, caro Luigi, tu insieme a Giuliano Ferrara ed a molti altri vi siete rivolti a Napolitano chiedendo di firmare il decreto, perché solo una legge poteva salvare Eluana.

Per “tornare indietro” rimane solo una strada: che si faccia una legge che eviti che i giudici possano interpretare in totale libertà l’art.32 della costituzione, secondo criteri mai stabiliti dal legislatore.

P.S.: comunque, tanto per non dimenticare il contesto in cui si è conclusa la vita di Eluana, approfitto dell’occasione per ricordare la cena a villa Campeis, cena che si è svolta la sera prima del funerale di Eluana, a cui l’avvocato Campeis (il legale della famiglia Englaro) ha invitato tutti i giornalisti (tranne quelli di Avvenire e del Giornale). A futura memoria.

P.P.S.: per approfondimenti giuridici, tecnicamente corretti e comprensibili, puoi leggere il contributo di Lorenzo D’Avack, Vicepresidente del Comitato Nazionale di Bioetica, e profondo sostenitore del testamento biologico, nonchè della sospensione di alimentazione e idratazione artificiale, ma nonostante ciò, molto critico nei confronti di tutto l’ambito giuridico della faccenda Englaro. E puoi leggere anche la lettera pubblicata sul Corriere della Sera, a cura di Giovanni Ferraù, già magistrato a Parma.

  1. 21 Responses to “lettera ad Amicone”

  2. By lycopodium on feb 23, 2009

    Qual è il link dell’articolo di Amicone?

  3. By Silvia Q. on feb 23, 2009

    Eluana è morta lontano da tutti. Dai suoi cari e da chi doveva “tutelarla”. Come è triste la vita per noi handicappati! La vita per noi handicappati è triste perchè chi ci dovrebbe essere vicino ha staccato la spina… la sua spina. Un tempo qualche psichiatra o psicologo avrebbe provato a sostenere il dolore lancinante che per un genitore è avere una figlia che non risponde più ai propri e buoni progetti. Ora che siamo più evoluti… la si lascia morire sola,di fame, di sete, imbandendo un raffinato banchetto per coloro che in qualche modo hanno sostenuto il suo ultimo digiuno forzato.

  4. By Roberto on feb 23, 2009

    Una legge va fatta, certo. Dovrà recitare così:
    è vietato ad ogni essere umano negare nutrizione ed idratazione a qualsiasi essere umano in qualsiasi condizione esso si trovi.

    Null’altro. Nulla di condiviso.(Che parola nauseabonda!)

    Una legge condivisa non farà altro che migliaia di vittime innocenti.

  5. By beppe franchi on feb 24, 2009

    …e finalmente un poco di silenzio.

  6. By Francesco on feb 24, 2009

    Sì cara Assuntina,serve una legeg che vada nella direzione da te indicata e da noi tutti auspicata. Ma non servono le DAT o testamento biologico! Esse introdurranno l’eutanasia (passiva) in Italia per tutto magari tranne che per alimnatzione e idratazione!!
    E’ questo che vogliamo?!
    E’ questo che vuole la CEI?!
    Il DDL Calabrò questo farà.

  7. By DanieleB on feb 24, 2009

    1) “L’alimentazione e l’idratazione, anche artificialmente amministrate, rientrano tra le cure normali dovute sempre all’ammalato quando non risultino gravose per lui: la loro indebita sospensione può avere il significato di vera e propria eutanasia.”
    http://www.academiavita.org/template.jsp?sez=DocumentiMagistero&pag=pontifici_consigli/cos/cos

    2) “L’interruzione di procedure mediche dolorose, pericolose, straordinarie o sproporzionate rispetto ai risultati ottenuti può essere legittima. Si rinuncia all’accanimento terapeutico. Non si vuole così procurare la morte: si accetta di non poterla impedire. Le decisioni spettano al paziente, se ne ha la competenza e la capacità, o altrimenti a coloro che ne hanno legalmente diritto, rispettando sempre la ragionevole volontà e gli interessi legittimi del paziente.” Cardinal Joseph Ratzinger, catechismo della Chiesa cattolica, 1994, par. 2278.

    3) “Lasciatemi andare alla casa del padre”

    Anche il vaticano sostiene che l’alimentazione e l’idratazione possono essere cure e che cure dolorose o sproporzionate rispetto ai risultati possono essere interrotto. Consiglio ai clericali fanatici di informarsi prima della prossima crociata.

  8. By Silvia on feb 25, 2009

    Caro DanieleB, attento a non stravolgere i significati delle parole e a non cambiare nel procedere logico del discorso il senso della medesima parola. Forse che Eluana soffriva nel mangiare e nel bere? O non piuttosto soffrì fino a morirne, arida, pelle e ossa, senza più i segni d’amore che la rassicuravano, quando ne fu privata? Forse mangiare e bere erano procedure “mediche” dolorose, pericolose, straordinarie e sproporzionate rispetto al risultato di amarla e rispettarla come creatura sacra quanto te? Forse tu sei di più e vali più di lei? forse sei tu a tenerti in vita? sei tu che muovi il tuo sangue? il tuo cuore? i tuoi polmoni? sei tu che dirigi le 500 operazioni di biochimica del tuo fegato? Sei tu che cambi una sensazione fisica sulla tua pelle in una idea spirituale nella tua mente? Tu, per te, sei un nulla! Tutti, come te, siamo potenti quanto Eluana. Dobbiamo riconoscerlo e basta. Saremo più miti e fraterni.
    Davvero pensi che il forte ha diritto sul debole? che il danaroso ha diritto su chi non ha soldi? che il sano ha diritto sul disabile? che chi ha voce ha diritto su chi non ha voce?
    Nessun uomo può far da padrone su un altro uomo. Nessuno! Di mostri umani ce ne sono già stati. Dovrebbero farti orrore.
    E così, attento a non stravolgere il senso delle parole sante di Cristo, il quale non voleva sottrarsi alla fine che gli avrebbero fatto fare altri, non lui. Sei andato a Torino a vedere la Sindone? Guardala, e capirai, se vuoi essere libero, che cosa vuol dire che l’uomo prepotente fa un’orgia di sé su un altro uomo. E proprio guardando la Sindone e tutto il suo messaggio civilizzatore, io capisco i veri crociati che si sono dati da fare per salvare ciò che era il segno reale e il luogo concreto di un’altra civiltà, finalmente arrivata! La battaglia continua anche oggi, nel nostro cuore, nelle nostre vite. DanieleB, mettiti dalla parte dell’amore! e del riconoscimento semplice del vero!

  9. By Marco, Lucca on feb 27, 2009

    Caro DanieleB,
    il PONTIFICIO CONSIGLIO DELLA PASTORALE PER GLI OPERATORI SANITARI, nella CARTA DEGLI OPERATORI SANITARI del 1995 , che tu richiami, parla di cure normali (cura, prendersi cura, accudire), non di terapie.
    Alimetazione e idratazione artificiali rappresentano assistenza di base e non terapia medica.
    Questo sostiene la Chiesa, a mio parere, e non altro.

  10. By Bob on feb 27, 2009

    @Silvia: quando faccio sesso con la mia donna (pure prima del matrimonio) ero per me qualcosa e non nulla.

  11. By Michele Lucianer on feb 28, 2009

    Scusate, una piccola osservazione in calce a questa frase della signora Morresi, nel post precedente: “Noi abbiamo sempre rispettato Beppino Englaro e le sue decisioni, pur giudicandole aberranti. Ma quando è troppo, è troppo: se dice di voler stare zitto, stìa zitto. Se invece vuole rimanere un personaggio pubblico allora non dica di voler tacere, parli pure come è legittimo che faccia, ma si prepari ad essere contestato, attaccato, criticato e trattato come tutti.”
    Giusto, sono d’accordo: ma questo vale anche per il papa, i vescovi, e preti e la Chiesa cattolica tutta, quando fa (come sempre fa) politica in Italia? I papa Benedetto e i cardinal Ruini, veri politicanti, sono stati – rarissime volte – contestati, attaccati e trattati come tutti (vedi caso della Sapienza): eppure vi siete tutti stracciate le vesti, di fronte a quegli attacchi legittimissimi. Ma non siamo tutti uguali? Si può attaccare il padre di E.E. perchè è un personaggio pubblico, ma non si deve contestare il papa o un vescovo, che pure sono personaggi pubblici? Grazie della risposta, che aspetto con ansia.
    Michele Lucianer
    PS: ma sono l’unico che si firma col suo vero nome, qui?

  12. By agostino on mar 1, 2009

    Dopo i cristiani che chiamano “boia” il padre di Eluana, tu, cara Morresi, affianchi la foto di quella povera ragazza in agonia per diciassette anni al simbolo della tua religione.

    Vorrei ricordarti che la tortura del tuo dio duro’ per fortuna meno di due giorni. Fu trattato con piu’ rispetto e ci furono meno canagne intorno dopo.

  13. By Bob on mar 2, 2009

    @Marco: “Alimetazione e idratazione artificiali rappresentano assistenza di base e non terapia medica. Questo sostiene la Chiesa, a mio parere, e non altro.”

    Domandina semplice semplice: il “cibo” che viene somministrato via sondino è comprato al supermercato o in farmacia?
    La risposta a questa domanda mi sembra tagli la testa al toro

  14. By Luigi on mar 2, 2009

    Michele Lucianer, “I papa Benedetto e i cardinal Ruini, veri politicanti, sono stati – rarissime volte – contestati, attaccati e trattati come tutti ”
    Scusa ma in che mondo vivi? Leggi i giornali? Guardi la televisione?
    Probabilmente segui solo Radio Maria e leggi solo Avvenire e L’Osservatore Romano.

  15. By achille on mar 2, 2009

    Va tingraziato Agostino per la lucidità, la profonda competenza in fatto di torture. E’ talmnte versato in questo ramo che non ha trovato il tempo di leggere, direttamente e per intero, quello che ha scritto VERAMENTE Avvenire. Non credendo a Cristo -disse un ateo illuminato- si finisce col credere a tutto. Infatti è più facile credere ciecamente a Repubblica,o no?

  16. By ezio on mar 2, 2009

    The Bioethics Center
    University of East Carolina

    Statement on Artificial Nutrition

    http://www.ecu.edu/cs-dhs/bioethics/artificialnutrition.cfm

    “I pazienti che stanno morendo possono non provare più fame o sete. Durante il naturale processo di morte, il corpo comincia a cessare l’attività, e il paziente può perdere il desiderio di alimenti e fluidi. Dato che idratazione e nutrizione artificiale possono causare sofferenza al paziente, l’alimentazione forzata di un malato terminale può talora fare più un danno che un bene.”

  17. By paolo on mar 2, 2009

    per ezio: appunto tu parli, citando ecu.edu, di un morente: EE non era morente, fino al momento in cui le hanno tolto acqua e cibo (tanto è vero che è vissuta 17 anni così e si poteva pure permettere di avere i cicli mestruali, che in condizioni di stress normalmente si bloccano…)

  18. By ezio on mar 3, 2009

    Signor Paolo, lei (come molti lettori ed “esperti” qui) sta fraintendendo il punto fondamentale della questione.

    Lei ritiene che lo “stato vegetativo” sia una “condizione naturale della vita”.
    Questo e’ scientificamente falso.
    Senza macchinari, senza un tubo che dalle narici arrivi nell’esofago, senza assistenza esterna continua, nessun essere vivente permane in uno stato vegetativo per piu’ di poche ore.
    Per dirla in modo crudo ma realistico: lo stato vegetativo e’ una invenzione della medicina moderna, che nella lotta disperata di allontanarci la morte, prolunga in questo stato la fase di “morte naturale” dell’individuo.

    La invito a leggere per intero il testo medico e scientifico che io ho solo parzialmente citato, e a considerare bene i termini che in quel testo vengono usati. Lei e’ cosi sicuro di sapere cosa vuol dire “processo di morte naturale”? Un tubo nell’esofago per 17 anni e’ naturale?

    La saluto, il fuso orario mi impedisce di continuare a seguirvi.
    Mi permetta una ultima precisazione: lei mi parla di ciclo mestruale. E’ vero. E anche il presidente Berlusconi aveva ragione: quella poveretta poteva anche avere figli.
    Ma sarebbe stato naturale farne crescere uno nel suo utero?
    Le dico che questo e’ tecnicamente possibile, proprio come alimentarla forzatamente per 20 o 40 anni. E’ questo naturale, umano caritatevole o solo tecnicamente possibile?

    Ezio

  19. By bob on mar 3, 2009

    @paolo: “le hanno tolto acqua e cibo”.
    Vediamo di fare chiarezza. Cosa intendi tu con cibo?

  20. By Velenia on mar 3, 2009

    per ezio
    se a 3 mesi non mi avessero vaccinato avrei potuto con molta probabilità prendere “naturalmente ” la polio,
    se a 2 anni non mi avessero praticato due dolorosissime iniezioni nella pancia sarei morta “naturalmente ” di gastroenterite.Se dai 2 ai 4 anni non fossi stata curata continuamente con antibiotici sarei “naturalmente” morta di polmonite.
    Se a 4 anni non avessi subito la tonsillectomia con molta probabilità sarebbe subentrata una pericardite che mi avrebbe condotta “naturalmente” alla morte.
    Se il mio primo parto non fosse stato pilotato io e mio figlio saremmo “naturalmente” morti.
    Se otto anni fa non fossi stata operata d’urgenza con un “addome acuto” e non avessi subito una annessectomia sarei “naturalmente” sottoterra.
    Se cinque anni fa non avessi subito una litotrissia avrei certamente avuto un blocco renale che mi avrebbe condotto “naturalmente” alla morte.
    Infine se smettessi di nutrirmi ed idratarmi “naturalmente” morirei .
    Che vita innaturale che ho! E voi?

  21. By ezio on mar 3, 2009

    Gentilissima Velenia!

    La ringrazio moltissimo per la sua intelligente risposta! Mi creda, non scherzo.
    Fosse solo per il mio mestiere, non riuscirei ad essere sarcastico su questi temi.

    Lei hai ragione: la nosta vita non ha da tempo nulla di “naturale”.
    Noi non viviamo piu’ nel giardino dell’Eden, la medicina moderna ci difende dalle insidie della natura.
    Vaccini, operazioni chirurgiche e sonde dal naso allo stomaco ci salvano dalla morte
    (o ci allontanano dalla vita eterna, non so).

    Ripeto, lei ha ragione: la nosta vita e’ “innaturale”, e precisamente questo era uno dei concetti che tentavo di chiarire.
    Non c’e’ niente di “naturale” in un vaccino,
    niente di naturale in un’alimentazione forzata, non volontaria, per 17 anni. Diciasette.

    Noi non viviamo piu’ nel Giardino dell’Eden,
    dove tutto era naturale, anche il passo dalla vita alla morte.
    Oggi, nulla piu’ e’ naturale.
    Tutto e’ umano.
    E’ umana la medicina che l’ha salvata, Velenia.
    E’ umana la scienza che mi allontana il dolore fisico e mi regala una vecchiaia degna.

    Il prezzo? Si, c’e’ un prezzo.
    Siamo tutti, ed invidualmente, responsabili delle nostre scelte.
    Anche della scelta della nostra vita e della nostra morte.
    In assenza dell’idea di “naturale”, siamo noi a dover scegliere cosa sia “umano”.

    Centocinquanta anni fa non era nemmeno chiaro che e’ “umano” vaccinare tutti i bambini contro il vaiolo (un papa rese persino facolativo tale vaccino…).
    Meno di cento anni fa’ era “umana” la sofferenza del parto, e alcuni uomini volevano vietare alle donne
    i farmaci antidolorifici nel momento del travaglio.

    Siamo evoluti da allora, abbiamo educato (un poco) noi stessi.

    E tuttavia, oggi ancora qualcuno pensa che un sondino tra narice e intestino sia “naturale”.
    Lo puo’ lei spiegare questo a Paolo che scrive qui sopra?

    Oggi siamo di nuovo di fronte alla domanda “cosa e’ umano?”.

    E’ umano nutrire per 20-30 anni il mio corpo vuoto di pensiero, ridotto a essere vegetativo?
    E’ umano far crescere un figlio nell’utero di una donna in coma?
    Prelevare il seme da un uomo in stato vegetativo?
    E’ umano negare la mia ultima volonta’ sul modo in cui io decida di finire i miei giorni?

    Le auguro buonanotte.

  22. By Velenia on mar 4, 2009

    Per Ezio
    1)Io me ne ero accorta da un pò che non siamo nel giardino dell’Eden,se non altro per la quantità di male che c’è in noi stessi e negli altri, e lei ?
    )I vaccini sono resi obbligatori o facoltativi dalle leggi dei singoli stati non dalle encicliche papali: il vaccino per il vaiolo, in particolare, non si pratica più da oltre 25 anni perchè la malattia non siste più nel mondo,esistono solo dei campioni di virus in laboratorio e speriamo che a nessuno venga mai l’ idea di portarli fuori.
    3)Al momento del parto ,effettivamente,si somministrano non farmaci antidolorifici ma una forma di anestesia detta “peridurale”.Occorre naturalmente un’anestesista in sala parto,non tutti gli ospedali hanno tale disponibilità così in Italia non è ancora diffusissima.Nella mia città il primo ospedale pubblico ad introdurla circa venti anni fa è stato un ospedale dei Fatebenefratelli seguito poi da altri.
    Alcuni movimenti di tipo ecologistico effettivamente si oppongono a questo tipo di anestesia ritenendo (a mio parere erroneamente) che tolga alla donna il controllo sulle contrazioni espulsive e snaturi il parto.(cnfr.”Sarò madre” di Miraglia,Orlandini Micheletti ed. Rizzoli.)

    4)Cos’è umano? Bella domanda ma a mio parere ce n’è un’altra propedeutica : cos’è l’uomo?
    Per il “bioeticista” Peter Singer tutti coloro che non sono in grado di sentire piacere o dolore appartengono alla razza umana ma non sono persone. Egli annovera fra le “non persone” i feti,i neonati, le persone in coma,i disabili gravi, non essendo persone essi possono essere eliminati, ciò costituirà certo un omicidio, ma esso sarà in qualche modo giustificato dall’utilità che la collettività degli esseri pensanti ne trarrà.
    Io non sono d’accordo con tali teorie,sono figlia di una tradizione che considera l’uomo come un valore assoluto, ab-soluto,sciolto da qualunque potere.
    5)Otto anni fa all’ospedale Gaslini di Genova ho conosciuto una signora ,giunta fino lì dalla Sicilia con la sua bimba affetta da trisomia 18 che non riusciva ad alimentarsi,aveva sei mesi,le avevano detto nella sua città di “lasciarla andare”, al Gaslini le misero il sondino e insegnarono a sua madre come cambiarlo.Erano tutti disumani? Medici,infermieri,madre e padre.?

    )Non ho capito bene cosa intenda con le gravidanze delle donne in coma.Due anni fa una mia conoscente incinta al settimo mese di gravidanza è stata colpita da un’aneurisma,è vissuta alcune settimane in coma,il tempo di dare alla luce una bimba prematura che attualmente sgambetta per le strade della Sicilia nord occidentale.E’inumano il suo esistere?
    7)Rispondimi,per favore, sono inumane quelle 2500 famiglie italiane che accudiscono parenti in stato vegetativo persistente ?
    E quelle che accudiscono malati di Alzhaimer?
    Malati di Corea di Huntingon?Sla?Malattie degenerative in genere?E ibimbi cerebrolesi ?
    Questa a mio parere è oggi la posta in gioco : esistono “vite inutili” o ogni vita è degna di essere tutelata,curata,protetta?
    Ti saluto cordialmente,mi scuso per il mio sarcasmo,ma non posso farci nulla ,sono affetta da Sindrome Velenosa Cronica,una malattia rarissima.
    P.S. Scusa la curiosità , che lavoro fai?

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