L’Eluana va a morire
febbraio 3rd, 2009 Posted in UncategorizedLa lunga guerra fra la magistratura e la politica segna ancora una volta un punto a favore del partito dei giudici.
Stanotte, proprio in queste ore, stanno prelevando Eluana Englaro dalla clinica di Lecco per portarla a Udine, dove sarà fatta morire di fame e di sete.
Si, perché per chi non l’avesse ancora capito, quella di Eluana Englaro è l’ennesima autoaffermazione della magistratura, che anziché preoccuparsi di farle rispettare, le leggi, le vuole fare. Il partito dei giudici, giustamente, viene detto, e all’inaugurazione dell’anno giudiziario, sabato scorso, l’abbiamo sentito. Toni perentori e tanta arroganza. Le nostre sentenze non si toccano, non si giudicano, non si criticano, si eseguono e basta: questo il loro messaggio (andatevi a leggere quello che ha detto Grechi, Presidente della Corte di Appello di Milano, anzi, Prof. all’Università Cattolica, vergogna, vergogna, vergogna!).
Sufficiente a tranquillizzare la Clinica “La Quiete”, che, nello stesso pomeriggio ha dato prontamente l’OK, e forte della benedizione dei giudici, solo 48 ore dopo ha fatto partire l’ambulanza per prelevare Eluana.
Parlano di una sentenza da rispettare, per il caso Englaro, quando invece è un decreto quello che permette a suo padre di farla morire di fame e di sete. Non è differenza da poco: quel decreto – della corte di appello di Milano – non è definitivo, perché per sua natura può sempre essere modificabile. E poi non obbliga nessuno ad eseguirlo. Autorizza, ma non obbliga.
Il problema è che quando qualcuno ci ha provato, a chiedere di modificarlo, i giudici hanno detto che no, chi l’aveva chiesto non poteva farlo, non aveva titolo, non era legittimato. E non sono entrati nel merito, cioè non hanno risposto alle contestazioni.
Lo ha chiesto la procura di Milano, a luglio, di rivedere il decreto, ma i giudici hanno risposto che il fatto di Eluana è cosa fra privati, non di interesse pubblico e quindi la procura non poteva chiedere niente.
Poi lo hanno chiesto trentaquattro (diconsi trentaquattro) associazioni di familiari di malati in stato vegetativo alla Corte europea dei Diritti dell’Uomo, ma anche questa ha risposto che le associazioni non erano legittimate a farlo. In fondo, Eluana non era mica iscritta a nessuna delle associazioni. Che c’entrava con loro? No iscrizione? No ricorso.
Come se le associazioni di reduci di campi di sterminio non potessero rappresentare i morti perché questi non erano iscritti al momento del decesso.
E allora chi potrebbe contestare il decreto, chi potrebbe impugnarlo, secondo la legge? Il tutore (suo padre) e il curatore speciale, l’avvocato Franca Alessio, che è stato nominato per fare da contraddittorio al tutore, e che invece è d’accordo con lui. Il risultato è stato un processo incompleto, monco, in cui le due parti che si dovevano contrapporre (un po’ come accusa e difesa, nei processi) hanno sostenuto la stessa tesi, e nessuno quella opposta.
Poi sono state raccolte nuove testimonianze, che contraddicono quelle accettate dalla Corte di Appello, ed è stato presentato un esposto alla Procura di Milano.
Ma evidentemente a Milano i giudici scarseggiano, oppure l’esposto si è perso, oppure tutte e due le cose insieme.
E quindi in nome della legge Eluana Englaro sarà fatta morire di fame e di sete, in nome di una volontà mai scritta, solo dedotta, e solo da alcuni.
Eppure, a sentire i racconti di suo padre, sembra che stessero sempre a parlare di stati vegetativi e di coma: e come mai non ha lasciato neanche non dico una lettera ma un appunto, un bigliettino, un disegno, uno scarabocchio, niente di niente?
Vi invito a leggere questo editoriale, scritto da me su Avvenire giovedì scorso, e il comunicato di ieri di Eugenia Roccella (oggi ha scritto una lettera analoga sul Corriere).
Mentre scrivo, è ripartita l’ambulanza da Lecco. C’erano persone a protestare. Qualcuno ha urlato “Eluana, svegliati!”, qualcun altro si è sdraiato sul cofano dell’autoambulanza per non farla ripartire. Ma l’ambulanza è partita, e si è portata via Eluana per sempre.
Sono andati a prendere Eluana nel pieno della notte, come ladri, per rubare una vita (l’ha detto anche l’assessore regionale Boscagli). Perché non sono andati di giorno? Qual è il problema? Si vergognano? Sarebbe ora.

51 Responses to “L’Eluana va a morire”
By Francesco Giuseppe Pianori on feb 3, 2009
Che strano, Assuntina! Tutti e due abbiamo pensato al romanzo “L’Agnese va a morire”, dove si narra di una donna della Resistenza alla dittatura e alla violenza nazista.
Ora tocca ad Eluana!
Ora tocca a noi “fare resistenza”.
Sempre una donna in prima linea.
Ora si svela la vera Resistenza.
La prima donna che resistette alla dittatura e alla violenza della morte fu Maria di Nazaret. Affidandosi.
A fatica si crede che un germoglio possa vincere il tronco inaridito; ma le cose stanno proprio così.
Anche il duro asfalto cede al germoglio.
Ciao e grazie, carissima.
By M. Diaferia on feb 3, 2009
E dov’era l’Arcivescovo in questa notte di passione?
Speriamo che abbia almeno vegliato nella sua camera.
Con la fama che ha presso i cosiddetti progressisti (è questo il progresso?) forse poteva spendere maggiormente la sua immagine e alzare almeno una volta la voce.
Ma, siccome Formigoni è un ciellino e non è nelle sue simpatie, solo qualche frase di circostanza.
Purtroppo questa vicenda è anche una nostra sconfitta. Di noi credenti, tante volte nausea-bindi (l’avete vista ieri sera la Ponzia Pilata a Porta a Porta?!)
Ma la Giustizia di Dio c’è e rimetterà le cose al suo posto, probabilmente non in questa vita terrena.
Ultima domanda: ma Eluana ha una madre?
Preghiamo e speriamo ancora nell’impossibile.
By franco masini on feb 3, 2009
Sono costernato anch’io per la povera Eluana, quanto accanimento a farla morire e la tesi dei radicali? Impicciatevi dei fatti vostri, come se la vota fosse un fatto solo di pochi e non invece di tutti noi! Preghiamo! Ciao Franco
By Aurora on feb 3, 2009
Nel dolore e nella vergogna per essere diventati come i nazisti che torturavano e sopprimevano i disabili sto chiedendo a Dio l’impossibile: che improvvisamente Eluana dia un segno a coloro che si occuperanno di lei in questi giorni….
By Francesco Bastianelli on feb 3, 2009
Il tempismo dei giudici …
Il tempismo dei giudici è incredibile!
A Milano – la città che lavora – apriranno un fascicolo come “atto dovuto” solo quando la bara di Eluana sarà chiusa.
A Roma – il porto delle nebbie giudiziarie – per Sacconi scatta l’incriminazione per violenza privata in 48 ore …
Come per Welby mi piace ricordare a me e tutti il passo di Shakespeare: Essere o non essere: questo è il problema: se sia più nobile all’animo sopportare gli oltraggi, i sassi e i dardi dell’iniqua fortuna, o prender l’armi contro un mare di problemi e combattendo disperderli.
Morire dormire; nulla più: – e con un sonno dirsi che poniamo fine al dolore e alle infinite miserie, naturale retaggio della carne, è soluzione da desiderare ardentemente.
Morire – dormire – sognare, forse: ma qui è l’ostacolo che ci trattiene: perchè in quel sonno della morte quali sogni possan venire, quando noi ci siamo sbarazzati di questo groviglio mortale: è la remora, questa, che di tanto prolunga la vita ai nostri tormenti.
Chi vorrebbe, se no, sopportar le frustate e gl’insulti del tempo, le angherie del tiranno, il disprezzo dell’uomo borioso, gli spasimi dell’amore disprezzato, gli indugi della legge, l’insolenza di chi è investito di una carica, e gli scherni che il merito paziente riceve dai mediocri, quando di mano propria potrebbe saldare il suo conto con due dita di pugnale?
Chi vorrebbe caricarsi di grossi fardelli imprecando e sudando sotto il peso di tutta una gravosa vita, se non fosse il timore di qualche cosa, dopo la morte – la terra inesplorata donde mai non tornò alcun viaggiatore – confonde la volontà, e ci fa piuttosto sopportare i mali che abbiamo, che non volare verso altri che non conosciamo?
Così la coscienza ci fa tutti vigliacchi; così la tinta naturale della determinazione si scolora al cospetto del pallido pensiero. E così imprese di grande importanza e rilievo per questo riguardo deviano il loro corso: e dell’azione perdono anche il nome.
Shakespeare – Amleto, Atto III scena I
By piero gagliardo on feb 3, 2009
La tristezza e lo smarrimento che avverto sono infiniti e indicibili, come se Eluana fosse davvero mia figlia. So di non avere pregato abbastanza, so che dovrei essere più capace di intervenire, di essere testimone della mia piccola e povera fede, ma so anche che le porte dell’Inferno non prevarranno. La mia speranza è Gesù Cristo e si fonda su duemila anni di storia della Chiesa, si fonda sulla vita dei Santi e dei martiri. Oggi Eluana è inconsapevolmente martire anche per la salvezza della mia anima.
By Fiandri on feb 3, 2009
Non ho capito quali norme il “partito dei giudici” avrebbe fatto, e quali non applicato.
By Carlo Ruggeri on feb 3, 2009
Un poco ci vergognamo, ma di alcuni rappresentanti del genere umano.
By LAURA on feb 3, 2009
Vorrei tanto esprimere quello che sento da ieri notte, ma ogni parola credo sia inutile davanti all’arroganza di quelli che si ergono a Giudici della vita!!Stamattina ho inviato decine di sms agli amici per invitarli a far sentire ancora la nostra voce all’indirizzo dell’amministrazione della Clinica LA Quiete, che noi pagheremo con i soldi del S.S.N., per NON assitere Eluana, ma bensì per farla morire di fame e di sete!! UN ASSURDO incredibile, all’0ingresso c’è la scritta:”AZIENDA PUBBLICA DI SERVIZI ALLA PERSONA”, ma quali servizi offrono ad Eluana?? Scriviamo tutti una email di protesta violenta e decisa a: segreteria@laquieteudiene.it,
con i nostri soldi NON vogliamo che ammazzino Eluana
By claudio on feb 3, 2009
secondo me s va al di la della religione sono cattolico eppure tenere in vita questa ragazza contro la sua volontà mi sembra ua violenza, un meo atto di egoismo?? è forse vita stare attaccati ad una macchina o si trattat di accanimento terapeutico, secondo me la seconda. Essere nutriti artificialmente non avere la più la possibilità di comunicare è una sofferenza per lei…che ormai nons ente più nulla dato lo stato vegetativo e per la famiglia…parlate di eluana martire per la salvezza della vostra anima, ma vorrei vedervi al posto del padre se dopo 17 anni non avrebbe prevalso anche ion voi la rassegnazione e visto che vi professate cristiani beh mi pare che Qualcuno abbia detto non giudicate! Beh qui lo state facendfo tutti tutti capaci di belleparole che non sio se troverebbero riscontro nei fatti…
By Gianni Romolotti on feb 3, 2009
“Avevo fame e non mi deste da mangiare. Avevo sete e non mi deste da bere. Via da me maledetti, andate nel fuoco eterno”
Nulla di nuovo sotto il sole, ma tutto di nuovo e di bello nel sorriso di Eluana, bella donna nel fiore degli anni. Lo sapete che un mese fa ha avuto regolarmente il ciclo?
By Censurarossa on feb 3, 2009
La vicenda umana di Eluana, che sta commuovendo e coinvolgendo milioni d’italiani, dimostra ancora una volta che quella sulla giustizia è la prima e vera battaglia di civiltà che tutti noi dobbiamo combattere per avere un paese più giusto.
By Wolfgang Schreiber on feb 3, 2009
Il partito delle “toghe rosse” ha nuovamente colpito. A farne le spese è ancora un innocente. I giudici-terminator hanno l’immunità e l’impunità totali. Auspico che, con la riforma della Giustizia, questi elementi eversivi vengano ridimensionati nel loro potere e possano essere giudicati sul loro operato, non dai loro pari (vedi CSM che ha tutto l’interesse a mantenere le cose come stanno), ma da giudici realmente indipendenti. Negli USA, il Procuratore Distrettuale (corrispondente circa al nostro PM) è una carica elettiva e deve essere attento ad applicare le leggi dello Stato nell’interesse dei cittadini, non a legiferare su casi non di loro competenza (vedi l’accanimento sulla persona di Eluana condannata a morte sulla base divolontà puramente virtuali), altrimenti gli elettori lo “mandano a casa”.
Ora, per Eluana, condannata a morire di fame e di sete (mi ricorda il supplizio di padre Massimiliano Kolbe), non resta che pregare, affinchè le sue sofferenze vengano accolte dal Padre Nostro che è nei Cieli.
By alide on feb 3, 2009
Mi ricorda molto la pagina del Vangelo, l’agonia di Gesù nell’orto: Gesù andò a pregare nel Getsemani e, nella notte, come ladri, arrivano gli scagnozzi armati a prenderlo per farlo morire.
Eluana non ha più la facoltà di interagire col nostro “mondo”, ma forse vede e capisce.
Come Terry, ricordate lo sguardo poco prima di morire?
By alex on feb 3, 2009
Perché in tutto questo non è MAI comparsa la madre di Eluana? Perché deve essere tutore solo il padre? E’ proprio inverosimile che questa mamma sia intimidita dal padre, come lo sono state le persone che hanno chiesto che Eluana fosse mostrata in carne e ossa, viva qual era, con le reazioni umane di cui hanno scritto i medici che la volevano salvare?
By livio podrecca on feb 3, 2009
Brava, Assuntina!
E grazie di avere espresso quello che molti di noi sentono nel cuore.
Questa società è ormai preda di una stupidità e di una insipienza forse senza precedenti nella storia: più ragiona, e più sragiona.
Così facendo, come ai tempi dell’Olocausto, miete vittime innocenti (Eluana, i bimbi abortiti, gli embrioni, …), sulle quali non si può che piangere.
By don Matteo Graziola on feb 3, 2009
E’ il suicidio di un popolo, che dopo aver permesso lo sterminio di 5 milioni dei suoi figli con l’aborto, ora sta permettendo che muoia chi più a bisogno di amore. E’ l’uomo che tenta di uccidere il suo stesso cuore. Questo cuore è Cristo: la vittoria è e sarà sua. Anche per Eluana.
By bob on feb 3, 2009
poveretti voi
By Riggs on feb 3, 2009
mi spiace per Eluana e per le suorine che l’hanno accudita per 17 anni.
Sono loro il giudizio su tutta la vicenda.
Chi si piega sulla realtà e chi piega la realtà.
Ciao Eluana!
By neldibondo on feb 3, 2009
E le testimonianze sarebbero quelle indicate nell’articolo dell’avvenire?
Una suora che racconta dell’affetto di una ragazza?
Anch’io ho rapporti affettuosi con alcuni preti, con alcuni molto affettuosi.
Cosa significa questo?
Che la penso diversamente da come la pensava eluana?
No, io nella condizione di eluana voglio essere trattato come sarà trattata lei e questo non mi impedisce di voler bene ad un prete e desiderare la sua amicizia.
Sia seria, signora.
E soprattutto rispetti me ed eluana che non crediamo in ciò in cui crede lei.
By M. Diaferia on feb 3, 2009
Signore, ti prego, che non vinca sempre il forte in questo mondo!
Fino all’ultimo ho sperato che non avrebbe mai lasciato Lecco.
Ascolta le preghiere di quanti invocano giustizia per una debole vita.
Fra qualche giorno verrà compiuta per la prima volta dopo 60 anni una condanna a morte di stato in Italia.
I Radicali esulteranno, esulteranno i progressisti. L’Italia entra in Europa!
Il padre padrone Englaro avrà ottenuto la sua vittoria. Ti prego, non permetterlo!
Andate tutti sul sito di Lourdes e mettete lì le preghiere.
By Fiandri on feb 3, 2009
M. Diaferia – io non so come tu possa usare queste parole contro il padre di Eluana, non so davvero come si faccia a giudicare così dall’esterno.
Ti ricordo le parole del Segretario generale della Cei, mons. Mariano Crociata: «Quando ci avviciniamo al mistero della morte bisogna tacere e, per chi crede, pregare […] Veramente io penso che il discorso più eloquente da parte della Chiesa rimane il servizio silenzioso delle suore che fino a ieri hanno assistito Eluana […] Io non posso fare a meno di cogliere una contraddizione enorme: da un lato si toglie cibo e acqua e dall’altro si ricorre a sedativi e medicine per far sopportare l’effetto immediato della morte. Voglio ribadire una cosa l’assoluta vicinanza e comprensione rispettosa per la famiglia e per la ragazza stessa».
Silenzio, vicinanza e comprensione rispettosa per la famiglia. Sembra che tu queste cose le abbia proprio lasciate perdere.
By Claudio on feb 3, 2009
ota non ci resta che pregare per Eluana e per suo padre (nonostente tutto) pi però dovremo continuare alottare per affermare l’intangibilità della vita umana.
ho tentato di mandare una mail di protesta alla clinica ma devono aver disabilitato il server
By bob on feb 3, 2009
Qui dentro ci sono post deliranti. Speravo che la religione cattolica fosse qualcosa di diverso dal fondamentalismo
By Alberto on feb 3, 2009
“La vicenda umana di Eluana, che sta commuovendo e coinvolgendo milioni d’italiani”
Senza dubbio, Censurarossa. Ma se leggi bene i sondaggi la loro commozione è per l’accanimento terapeutico.
Tra l’altro si tratta di sondaggi, non di referendum con il quorum, dove ci si può annettere con un giochino tre quarti d’Italia astensionista. Comodo finchè dura, ma poi non si capisce perchè Ferrara fa il botto alle elezioni.
Avanti così. Sempre informati, sempre lucidi, per nulla deliranti…
By fabrizio on feb 3, 2009
credo che ci debba essere rispetto per la decisione del padre, ogni padre se ci fosse una possibilità su un miliardo prenderebbe una decisione diversa, ma in questo caso purtroppo,e sottolineo purtroppo, eluana non ha coscienza di sé si trova in una sorta di limbo col corpo ma non con la mente…
By claudio on feb 3, 2009
io non ho parola mi sembra di stare in mezzo a un branco di indottrintai incapace di parlare con parole proprie e del tutto irrispettose delle idee altrui
se un giorno ti vorrai suicidare qualcuno te lo potrà impedire non credo allora fate una bella cosa lasciatea almeno morire in pace se vi riesce farla finita di essere falsi e moralisti….
By Albe on feb 3, 2009
“arriverà un giorno in cui i cristiani saranno gli unici a richiamare al normale buon senso”. Non avrei mai pensato che avrei assistito a quel giorno.
By Pietro on feb 3, 2009
Inutile perdita di tempo parlare di ciò che non si conosce. Purtroppo, in questo momento, se ciò che si sa lo si è appreso dalla Tv o dai giornali, vuol dire che non si sa niente o quasi. Eluana è un miracolo vivente: provate voi a immaginare di stare 17 anni senza nessuna cura, senza una tachipirina o un antibiotico. E’ quello che è successo per Eluana per volontà del terribile padre. Eluana deglutisce, ha il riflesso della tosse, potrebbe essere alimentata naturalmente (lo è stata per due anni all’inizio della sua vicenda, poi per ragioni di comodità le è stato messo il sondino nasogastrico). Eluana viene alzata, messa in carrozzella, accompagnata in giardino, fa dei passi se sorretta. Eluana reagisce allo stimolo della luce aprendo gli occhi e volgendo la testa. Eluana modifica volontariamente il ritmo del respiro, se qualcuno in sua presenza parla di lei. Eluana ha le mestruazioni (la famosa emorragia !…).
Ma per il primario di anestesiologia di Udine lei “è morta 17 anni fa”! Come si fa ad essere così in mala fede e a trattare da imbecille la gente ?! Quanto al padre: se si conoscesse anche solo il 20 % della sua fisionomia umana, basterebbe per smetterla una volta per tutte con i salamelecchi della pietà verso il suo dolore. Un padre che fin dal primo momento in cui è successo l’incidente, vuole la morte della figlia (definita da lui “cavallo di razza”…) è un pazzo – e per questo merita compassione -. Ma il pazzo è anche imprevedibile, mentre il Sig. Englaro è assolutamente coerente, quindi l’unica ipotesi che rimane aperta per un credente è la presenza demoniaca. Il diavolo vuole appunto la rovina e la morte dell’uomo.
Le mie due fonti principali di informazione su Eluana sono Assuntina Morresi e il dott. Paolo Gulisano di Lecco (che su Eluana e Beppino ne sa più di chiunque altro, ma naturalmente i media si guardano bene dal pubblicare quello che sa e che dice)
By M. Diaferia on feb 3, 2009
A Fiandri:
come si fa a chiamare padre uno che da anni lotta per la morte di sua figlia. Una figlia che hanno sempre curato altri?
Un conto è vivere dubbi e dolori in casa propria e sfogarsi col Padre Eterno, con gli amici, coi propri cari.
Un contro è muovere un intero stato, trascinare una nazione nella vergogna, costringere la magistratura a pronunciarsi per il suo caso particolare, muovendo le pedine e le conoscenze giuste per arrivare allo scopo della sua esistenza.
E tutto per un suo convincimento “laico”.
Questo lo chiama amore?
Questo è rispetto dell’altro che è tua figlia malata che non può parlare?
Questo è essere un padre padrone, mi spiace.
Dobbiamo portare rispetto a chi non ha rispettato sua figlia e tutti noi come comunità nazionale.
No, la famiglia si è comportata in modo vergognoso, vogliamo dirlo. E sono convinto che in cuor loro la pensano così tanti presuli, solo che per moderazione politica (non sono d’accordo neanche molto tra di loro) devono misurare le parole.
By M. Diaferia on feb 3, 2009
A Bob che dice: Qui dentro ci sono post deliranti. Speravo che la religione cattolica fosse qualcosa di diverso dal fondamentalismo.
Forse non ti avevano avvisato che cristianesimo deriva da Cristo, che ha annunciato una “Buona Novella”, che è risorto “dai morti” e che ha promesso una “vita eterna”.
Mi spiace deluderti, caro Bob, noi amiamo in modo fondamentalista la vita. Scusaci.
By Tommaso on feb 4, 2009
Dovete solo vergognarvi, ma vi rendete conto di quello che dite…
Siete peggio dei nazzisti
By Fiandri on feb 4, 2009
M. Diaferia – io lo chiamo padre, il segretario della Cei lo chiama padre. Se tu ti senti in grado di scagliare pietre su chi vive una tragedia (non la vivi tu, tu giudichi: la vive lui) fa pure. Personalmente io vedo un padre che ama fortissimamente sua figlia e che vuole rispettare la sua volontà.
Una persona che avrebbe ben potuto – come fanno in tanti – fare le cose in modo sotterraneo andando in Paesi dove questo avviene, e far “felici” tutti (perché non prendiamoci in giro: i cristiani sanno benissimo che questo avviene continuamente e non si sognano di fare tutte queste battaglie e preghiere e campagne, ciò che conta è che non si dica), ma che invece si è gettata consapevolmente in una battaglia di amore e di legalità per – ripeto – rispettare la volontà di sua figlia. E che oltre allo strazio si deve pure prendere le offese di chi, come te, è sempre pronto a puntare il dito senza aver vissuto le cose in prima persona.
By giuseppe pallini on feb 4, 2009
Comprendo e rispetto il dolore del babbo di Eluana. E’ difficile giudicare la sua decisione dal di fuori, in certe tremende situazioni bisogna trovarcisi. Però, mi domando: perché non si è preso la figliola in casa e si è preso lui la responsabilità di sospendere cibo e acqua e lasciarla morire di fame? E’ stata per anni assistita amorevolmente dalle suore, non la poteva accudire lui stesso per pochi giorni, con la collaborazione di qualche volentereso necroforo?
Quanto al comportamento dei giudici, lasciamo perdere: a cosa è ridotta la nostra magistratura lo possiamo constatare tutti i giorni.
By Fiandri on feb 4, 2009
giuseppe pallini – perché non si è preso la figliola in casa e si è preso lui la responsabilità di sospendere cibo e acqua e lasciarla morire di fame?
Io non lo so, probabilmente perché è vietato (fra l’altro, a quanto ne so anche l’interruzione di attività del sondino deve essere svolta tenendo sempre monitorata l’attività cerebrale), ma in ogni caso non mi sembra che gli si possa chiedere una cosa del genere, né mi pare che la risposta al tuo quesito sposti i termini della questione sul rispetto per un padre dilaniato e per la volontà di una povera ragazza.
Sul comportamento dei giudici no, non lasciamo perdere: io lo vedo tutti i giorni con i miei occhi per lavoro, ed ho una mia idea, altri non so. Nel caso di specie, quale sarebbe esattamente la loro violazione? Quali sarebbero le norme di legge violate o, come dice il post, “fatte” dai giudici anziché fatte rispettare? Io lo chiedo da un po’ e non ottengo risposte. Le norme di legge.
By Luigi Radaelli on feb 4, 2009
Questa mattina, in auto, mentre mi recavo al lavoro ho sentito alla radio l’urlo ripetuto, verso l’ambulanza che stava portando via Eluana, “Eluana, svegliati! Eluana, svegliati”. Un urlo disperato ma pieno di amore.
Mi sono chiesto quante volte suo padre, Peppino, avra’ urlato, ripetuto a parole, strillato nel silenzio del suo cuore o semplicemente implorato questa richiesta, questa lacerante affermazione del suo amore. Giorno dopo giorno, mese dopo mese, anno dopo anno. Sempre senza esito. Almeno quello che lui e tutti noi ci aspettavamo e che ancora ci aspettiamo. Ma Eluana e’ ancora li, a dirci che la realta’ e’ questa, la sua condizione, la sua flebile vita, la sua vita che noi amiamo e che noi vogliamo difendere. Non sappiamo se l’affermazione di Eluana, fatta quando era nel pieno delle sue forze, di non voler accettare una vita che fosse una non-vita, adesso non la troverebbe piu’ cosi’ certa. E’ stata accudita da persone che le hanno fatto sentire il loro amore, amore per lei e per la sua vita, la sua vita cambiata.
Io non so chi e’ stato vicino a Peppino, straziato dalla realta’ in cui lui ed Eluana si sono trovati tragicamente coinvolti. Io non so sia stato aiutato a stare di fronte a questa realta’, nella sua travolgente tragicita’. Io mi inchino davanti al dolore immenso di Peppino e sto in silenzio. Gli sto idealmente vicino.
Io amo la vita Eluana, cosi’ come amo la vita mia e quella degli altri. L’unico vero grande dono che ci sia stato fatto. E’ un dono che voglio difendere, che voglio affermare, insieme alle suore che hanno accudito Eluana, insieme a chi fa della vita un valore sacro, insieme alle persone amiche che stanno accudendo un’altra amica in stato vegetativo persistente da 18 anni.
By michelangelo on feb 4, 2009
L’Amore Assoluto è l’Amore vincente.
Murata viva nella cella del suo corpo Eluana campava serena, non soffriva di nessun dolore, era sana e salutiva, adattata alla sua condizione come solo all’uomo è dato, non per istinto ma per spirito di conservazione della sua stessa essenza vitale.
Ora sa che fra poco le persone che dovevano mantenerla in vita non le passeranno più sotto la porta la ciotola con il cibo e l’acqua, sì che rantoli e soffocamenti completeranno il volere di una legge iniqua ideata a decretata da uomini ciechi e sordi ad ogni appello e spenti nella mente e nello spirito.
Uomini senza amore e perdenti.
Io non ho una figlia in quelle condizioni, ma non vuol dire che non posso criticare il padre e tutte le strutture mediatiche, i radicali tra i primi, che sordi e ciechi e con inumana ostinazione si sono votati a realizzare quello, e non lo sanno, che “dopo” sarà l’incubo dei loro sogni e il rimorso per il resto della vita.
Pensi che il padre, dopo aver vinto, perso dico io, la scommessa della “morte” potrà mai tornare sereno e sicuro di aver fatta cosa giusta per sua figlia?
E se questo accade nella sua testa, maggiore sarà il pericolo per chi configurerà nella morte la soluzione di tutti i mali
Io sostengo tre cose:
ciò che l’uomo non conosce è la cosa più preziosa che ha, la Mente profonda;
più studio e più si allargano i confini della mia ignoranza;
la verità … è sempre oltre.
Queste sono le mie certezze.
Ma la certezza che il padre di Eluana possa essere nel giusto, secondo me non esiste proprio.
Ecco perché ribadisco che se l’Amore (che molti scambiano per sermone) non è assoluto e sempre perdente.
By Fiandri on feb 4, 2009
Michelangelo, se ti rivolgevi a me rispondo.
Cerchiamo di evitare i vittimismi, ché sono altre le persone che stanno male: tu puoi criticare chi vuoi, chiunque può criticare chi vuole. Persino io posso criticare chi (non critica ma) definisce il padre di Eluana un “padre padrone”, negando anche che provi amore per la figlia.
“L’incubo dei sogni” altrui ed il rimorso altrui li lascio, appunto, agli altri: qui rivendico solo rispetto. E chiedo – ma evidentemente ciò che dice la Cei viene ricordato a intermittenza – ciò che chiede anche il segretario della Cei: assoluta vicinanza e comprensione rispettosa per la famiglia, oltre che per la ragazza.
Poi resto sempre in attesa di conoscere le norme di legge.
By michelangelo on feb 4, 2009
@ Fiandri,
io parlo di AMORE ASSOLUTO che non è l’amore del senso comune, così come spesso io parlo, e non sono compreso, del vero libero arbitrio la cui domus magna è la mente profonda e non, ripeto, la ragione del senso comune che ahimè è quasi sempre al 100% condizionata.
Poi, la CEI come può chiedere vicinanza e comprensione per la famiglia se non ha volutamente entrare nel merito della questione?
E sai una cosa? Io non credo che Eluana abbia potuto dire quelle parole che va ripetendo il padre e che ormai s’è convinto di averle sentite. E se fossero vere nessuno ha il diritto per longa manu di renderle esecutive senza macchiarsi di omicidio e con l’aggravante della premeditazione.
Scusa Fiandri la mia emotività mi porta alla provocazione, ma non posso accettare questa assurda vittoria della cultura della morte che per colpa dei radicali (pensa lottano contro la stessa pena di morte che vogliono abolire) sta diventando imperante in Italia come nel mondo.
By Fiandri on feb 4, 2009
Michelangelo, tu sei cattolico e le tue sono parole cattoliche. Lo capisco e lo rispetto. Io però – di là dalla mia fede o meno, di cui non parlo volentieri – quando si parla di sociale e di Stato sono laico e voglio avere un approccio laico. Molto difficilmente, quindi, parleremo lo stesso linguaggio e ci capiremo, perché senza accorgercene parliamo proprio di due cose diverse.
Io, le battaglie che tu condanni, le appoggio: da quella che grossolanamente e per sintesi (non usare le mie parole contro di me) chiamerò eutanasia, alla ricerca sulle cellule staminali, all’inseminazione artificiale, alla difesa delle legge 194, alla battaglia contro la pena di morte. A te tutto questo sembrerà contraddittorio, ma a molte persone non lo sembra affatto: non penso di credere nella “cultura della morte”, credo anzi di avere un grande amore per la vita e per il genere umano e ritengo che una persona abbia il diritto di combattere, con il cuore e con la propria buona fede, in quello in cui crede senza essere bollata come “assassino” o con altri graziosi epiteti che spesso ho sentito.
Ti dico questo non per convincerti di alcunché (visto che appunto parliamo di cose diverse) ma solo per affermare il rispetto che le posizioni si debbono sempre tributare, senza fanatismi e senza tifoserie. E te lo dico perché su questo blog, invece, io ho letto alcune cose che mi sembrano frutto del fanatismo e della tifoseria. La questione del “partito dei giudici”, ad esempio: si accusano i giudici di aver violato norme e di non averle applicate (accusa gravissima), ma poi non ci si prende nemmeno il disturbo di spiegare quali norme sarebero state violate; forse perché non ne sono state violate. O ancora, lo scandalo piccato nel raccontare che i legali della famiglia Anglaro minacciano di agire verso chi violerà il diritto alla riservatezza della famiglia Englaro: si chiama “minaccia di esercitare un diritto” e non è chiaro che cos’abbia di sbagliato. Ecco, a me questo approccio non sembra né laico né cristiano: mi sembra solo sciocco. Poi magari mi sbaglio.
Infine, io ho riportato le parole testuali del Segretario generale della Cei, mons. Mariano Crociata: «Voglio ribadire una cosa: l’assoluta vicinanza e comprensione rispettosa per la famiglia e per la ragazza stessa». Non so rispondere al tuo quesito sulla Cei, so solo che queste sono le sue esatte parole.
By Marco on feb 4, 2009
1) Eluana é una figlia adottiva e come ogni figlio adottato non ha altro genitore che le suore che l’hanno amata e assistita gratuitamente per diciassette anni. Di padri e madri biologici ce ne sono in tutte le specie animali, compresa la specie umana, ma non avendo altra relazione con la persona generata non sono da considerare i reali genitori della persona in oggetto, proprio come in ogni adozione.
2) L’omicidio di Eluana, pubblico e per disposizione di legge, può avvenire solo dopo l’eliminazione della sua dignità personale: siccome é in stato vegetativo la sua vita non é degna di essere vissuta. Gira e rigira anche chi dice di amare Eluana chiedendone la morte è solo convinto che la vita in certe condizioni non è degna di essere vissuta. Culturalmente é la stessa posizione del nazismo anti ebraico: prima si nega dignità di vita alla categoria in questione, poi si può riuscire anche ad ammazzarla. Prima dell’olocausto delle persone c’è sempre l’olocausto della ragione. Senza la fede cristiana la ragione è andata diffusamente a farsi fottere.
By Luchy on feb 4, 2009
Pesantissima questa testimonianza.
“Eluana non voleva morire”
Lettera aperta di Pietro Crisafulli
La redazione di Tgcom ha ricevuto questa lettera da Pietro Crisafulli
(fratello di Salvatore che nel 2005 si risvegliò dopo due anni di
stato vegetativo nel quale era caduto dopo un grave incidente
stradale) e ha deciso di pubblicarla integralmente:
“Le bugie del padre Beppino”
In questi giorni di passione e sofferenza, nei quali stiamo seguendo
con trepidazione il “viaggio della morte” di Eluana Englaro, non posso
restare in silenzio di fronte a un evento così drammatico.
Era il maggio del 2005 quando per la prima volta ho conosciuto Beppino
Englaro. Eravamo entrambi invitati alla trasmissione “Porta a Porta”.
Da quel giorno siamo rimasti in contatto ed amici, ci siamo scambiati
anche i numeri di telefono, per sentirci, parlare, condividere
opinioni. Nel marzo del 2006 andai in Lombardia, a casa di Englaro, in
compagnia di un conoscente (la foto in alto a destra lo testimonia, ndr).
Dopo l’appello a Welby da parte di Salvatore, Beppino capì che noi
eravamo per la vita. Da quel momento le strade si divisero.
All’epoca anch’io ero favorevole all’eutanasia. Facemmo anche diverse
foto insieme, e visitai la città di Lecco. Nella circostanza Beppino
Englaro mi fece diverse confidenze, tra le quali che i rappresentanti
nazionali del Partito Radicali erano suoi amici. Ma soprattutto,
mentre eravamo a cena in un ristorante, in una piazza di Lecco, ammise
una triste e drammatica verità
Beppino Englaro si confidò a tal punto da confessarmi, in presenza di
altre persone, che ‘non era vero niente che sua figlia avrebbe detto
che, nel caso si fosse ridotta un vegetale, avrebbe voluto morire’. In
effetti, Beppino, nella sua lunga confessione mi disse che alla fine,
si era inventato tutto perché non ce la faceva più a vederla ridotta
in quelle condizioni. Che non era più in grado di sopportare la
sofferenza e che in tutti questi anni non aveva mai visto
miglioramenti. Entro’ anche nel dettaglio spiegandomi che i danni
celebrali erano gravissimi e che l’unica soluzione ERA FARLA MORIRE e
che proprio per il suo caso, voleva combattere fino in fondo in modo
che fosse fatta una legge, proprio inerente al testamento biologico.
In quella circostanza anch’io ero favorevole all’eutanasia e gli
risposi che l’unica soluzione poteva essere quella di portarla
all’estero per farla morire, in Italia era impossibile in quanto
avevamo il Vaticano che si opponeva fermamente.
Ma lui sembrava deciso, ostinato e insisteva per arrivare alla
soluzione del testamento biologico, perché era convinto che con
l’aiuto del partito dei Radicali ce l’avrebbe fatta. (…)
Questa è pura verita’. Tutta la verita’. Sono fatti reali che ho
tenuto nascosto tutti questi anni nei quali comunque io e i miei
familiari, vivendo giorno dopo giorno accanto a Salvatore, abbiamo
fatto un percorso interiore e spirituale. Anni in cui abbiamo perso la
voce a combattere, insieme a Salvatore, a cercare di dare una speranza
a chi invece vuol vivere, vuol sperare e ha diritto a un’assistenza e
cure adeguate. E non ci siamo mai fermati nonostante le immense
difficoltà e momenti nei quali si perde tutto, anche le speranze.
E non ho mai reso pubbliche queste confidenze, anche perché dopo aver
scritto personalmente a Beppino Englaro, a nome di tutta la mia
famiglia, per chiedere in ginocchio di non far morire Eluana, di
concedere a lei la grazia, fermare questa sua battaglia per la morte,
pensavo che si fermasse, pensavo che la sua coscienza gli facesse
cambiare idea. Ma invece no. Lui era troppo interessato a quella
legge, a quell’epilogo drammatico. La conferma arriva, quando invece
di rispondermi Beppino Englaro, rispose il Radicale Marco Cappato,
offendendo il Cardinale Barragan, ma in particolare tutta la mia
famiglia. Troverete tutto nel sito internet http://www.salvatorecrisafulli.it
Noi tutti siamo senza parole e crediamo che il caso di Eluana Englaro
sia l’inizio di un periodo disastroso per chi come noi, ogni giorno,
combatte per la vita, per la speranza.
Per poter smuovere lo stato positivamente in modo che si attivi
concretamente per far vivere l’individuo, non per ucciderlo.
Vorrei anche precisare che dopo quegli incontri e totalmente dal
Giugno del 2006, fino a oggi, io e Beppino Englaro non ci siamo più
sentiti nemmeno per telefono, nonostante ci siamo incontrati varie
volte in altri programmi televisivi”
Pietro Crisafulli
Preciso che sono in possesso anche di fotografie che attestano i
nostri vari incontri.
Catania, 04 Febbraio 2009
By claudio on feb 5, 2009
più vo leggo più capisco o che io ho sbagliato tutto rigurado alla religione o non vi appartengo come credevo…
By michelangelo on feb 5, 2009
Le confessioni di Pietro Crisafulli sono FULMINANTI e come tali devono, finché si è in tempo,essere portate a conoscenza nei siti e nei giornali più accreditati del mondo informatico e della carta stampata.
Invece, ahimè, tranne qualche redattore coraggioso che le pubblica per il resto vengono tutte cestinate.
l’Italia è nelle mani dei radicali.
Sembra un paradosso ma temo proprio di non sbagliarmi.
Mi domando: chi c’è dietro i radicali?
Le holding miliardarie che stanno per inaugurare il testamentificio biologico propedeutico all’eutanasia, linfa inesauribile di materie prime per i trapiantifici nazionali.
Italiani: guai ai vinti!!!
@ Fiandro,
ti ringrazio per le tue parole pacate.
Non siamo d’accordo ma siamo l’esempio del rispetto e della disponibilità.
Sono religioso, non cattolico, e le mie convinzioni frutto di oltre trent’anni di “particolari esperienze” sono esposte nel mio blog che, se lo ritieni,potrai leggere ma non con l’OCCHIO E LA LOGICA DEL SENSO COMUNE.
Grazie per l’attenzione e un cordiale saluto
By sandro galluzzo on feb 6, 2009
Davanti alla magistratura occorre usare logica legale; lascaamo stare la fede e la chiesa.
un atto che ha come conseguenza la morte si chiama omicidio.
il padre chiede che venga eseguita la volonta che sua figlia espresse; la magistratura stabilisce che lanorma che la volontà del singolo deve essere rispettata.
Un istante dopo non avrebbe dovuto incriminarlo per aver violato per 17 anni la norma, che ha chiesto fosse emessa.
Rispettiamo la volontà del singolo, la fede la pietà… l’intelligenza non devono essere ostacolo alla volontà del singolo: se pannella inizia uno sciopero della fame ad oltranza e qualcuno cerca di farlo desistere; la magistratura lo condannerà?
eluana, pare, non volesse vivere così è u n suo diritto dice la magistratura.
se uno cerca di suicidarsi, palesemente mostra di non vivere così, e un medico lo salva; sarà condannato per non aver rispettato la volonta altrui?
ma soprattutto perchè continuimo a chiamare padre un essere che ha violato la volonta della figlia torturandola (lo dice lui: in altro modo, ma dice questo)e ora vuole ucciderla dopo ennesima tortura; ottenendo da questo fama e denaro?
By Chiara Derseta on feb 7, 2009
E’ vita quella di un vegetale ? Siamo come le piante? Leggetevi i risultati dell’autopsia sul cervello di Terry Schiavo prima di parlare di assassinio!!
By andrea on feb 8, 2009
Ma perchè non volete far smettere di soffrire Eluana? il padre dice e sono sicuro che sia sincero che lei non avrebbe voluto trovarsi in questa condizione… ci si trova da 17 anni. La cosa assurda è che debba morire di fame perchè non esiste una legge che possa offrirgli una morte meno dolorosa.
Inoltre io non capisco proprio la posizione della chiesa, se una persona nelle condizioni di eluana prova dei sentimenti e delle sensazioni pensate che condanna terribile deve essere trovarsi intrappolati nel proprio corpo per ben 17 anni, al solo pensiero mi vengono i brividi, a voi no?? io ritengo che la posizione della chiesa sia contro la vita e non a favore.
By Teo on feb 10, 2009
Fratelli carissimi, il mio cuore è colmo di amarezza per voi che in queste ore, pur con le più sante intenzioni, vi siete aggrappati alla materialità della vita terrena. La volontà del Signore è compiuta: Egli, padrone di tutte le cose, ha rivoluto presso di sé la sua creatura. Osate negare che questo Egli, nella sua infinita carità, nel suo immenso amore, ha ardentemente voluto per l’anima di questa giovane? Portarla in cielo! Voi inconsapevolmente vi siete opposti al disegno divino, con egoismo, pretendendo di trattenerla in questo semplice passaggio che è la nostra vita. Io dico che voi oggi avete pronunziato tre orribili bestemmie. La prima, negando l’onnipotenza e la misericordia di Dio, nel subordinare la sua volontà a un disegno di legge umana. La seconda, negando la redenzione: cos’avreste fatto duemila anni or sono, forse tentato di salvare il vostro Salvatore dalla sua santa croce? La terza, negando la resurrezione dell’anima, nel sottinteso che la morte sia irreversibile. Perfino i pagani più abietti oggi dicono: vola libera. Senza speranza voi dite invece: è morta! Ciò che più mi amareggia è che non voi, povere e umili pecorelle come me, ma i vostri santi pastori hanno compiuto questo tremendo oltraggio al Padre celeste. Che il Signore abbia pietà di voi.
By michelangelo on feb 13, 2009
Il testamento di Eluana.
A coloro che mi mancano,
ai fuggitori del male come del bene,
a chi nutre o paventa peccati e vizi,
ai venditori e ai compratori di fumo,
a chi resta per ritrovarsi a chi va per la stessa ragione,
ai trascinatori e ai trascinati,
a chi vive nel delirio di giorni disuguali e a chi si spegne nell’interminabile piattezza di un solo giorno,
a chi ostenta e baratta il frontespizio del santo, del sognatore, del tutto-lavoro-e-famiglia,
ad ogni famiglia sana o malata, pura o corrotta,
ai bevitori di veleni e di bugie,
ai martiri di ogni idea,
ai fautori di stragi e genocidi di ieri, di oggi e di domani,
a tutti i miei fratelli,
ai miei genitori:
il cielo è di nebbia, leoni ruggiscono lontano ed e quasi notte.
Non vedo ma posso ascoltare tutto il fragore degli elementi scatenati dentro di me.
C’è che dopo tutto sono viva, ancora.
Ed ho un sogno, oggi, negli occhi, per tutti, repente, in questa ORA dilatata e non consumabile, dove ogni vicenda non presenta stati mobili ne precedenti ne successivi. Non evoluzioni ne medicine. Non vi fluisce alcunché, ne rischi ne speranze.
E qui è l’Immobilità Catartica , per una statua di sale in formazione: l’Unico possibile Atto che si costituisce e non è vicenda, che dal Nulla viene e in esso si compie, creandosi in virtù di quel che non mi è dato sapere per ora.
E qui io sono la fucina e non è possibile ripararne il condotto, abilitarne la soffiera…..
Da qui io vedo.
Nudi, i piedi nel fango e i capelli al cielo.
Occhi, per scrutare l’Insondabile, cercano lo spiraglio.
Braccia, per smuovere l’inamovibile, brancolano nella nebbia.
Sospesa nel vuoto, indifesa, persa nell’oscuro labirinto della sorte, là dove sono i confini della vita terrena, e dove l’oscuro mistero trasmuta i mali della carne in gioie supreme, ed esse gioie sciolgono la mente in Spirito che involar si deve quando il tempo è reso, non figlia ma Sorella, nella Luce”.
Rammentate : “QUANDO IL TEMPO E’ RESO”
Questo soltanto vi chiesi.