a cura di Assuntina Morresi

Cossiga Non vota più PD

febbraio 10th, 2009 Posted in Uncategorized

COSSIGA A FRANCESCHINI, NON VOTERO’ MAI PIU’ PER IL PD

(ANSA) – ROMA, 10 FEB – ‘Caro Dario , ti scrivo per comunicarti, come a un giovane amico, che io non voterò mai più per il Partito Democratico’. Lo scrive Francesco Cossiga in una lettera a Dario Franceschini che sarà pubblicata domani su ‘Il Tempo’.
Non lo farò, ‘perche’ dopo la pasticciata gestione politica e partitica di Walter Veltroni, l’ex-’non comunista’ del Partito Comunista Italiano, non so più per che cosa mai io abbia votato, e non so per chi e per cosa mai voterei… Indirizzo a te questa lettera, e non al segretario del tuo partito, l’onorevole Walter Veltroni sia perchè non credo che a motivo della diversa cultura e sensibilità, lui la comprenderebbe, sia perchè ti stimo e perchè mi sento a te legato da affetto e amicizia’. Dopo aver ’sempre votato per la Democrazia Cristiana, votai per il Partito Popolare, qualche volta per i Democratici di Sinistra, quando ne era segretario l’amico Massimo D’Alema. Concorsi quindi con Mastella, Buttiglione, Scognamiglio, Sanza a fondare e a gestire un partito di transizione: l’Unione Democratica per la Repubblica’.
‘Ho votato per il Pd perchè in esso erano candidati amici di diversa estrazione culturale e politica che stimavo, come ancora oggi stimo: D’Alema, Bersani, La Torre, comunisti, Carra, Paola Binetti, Marini, Rutelli, ex-democratico-cristiani o cattolici liberali. Non voterò mai più per il Partito democratico per le posizioni da esso assunte in relazione al caso
Eluana, e che considero in contrasto con le mie convinzioni più profonde di uomo in materia di vita,di uomo europeo, figlio quindi della civiltà ellenistica, romana, giudea e cristiana’, conclude Cossiga.

 

  1. One Response to “Cossiga Non vota più PD”

  2. By francesca on feb 11, 2009

    E fa bene il caro Cossiga!
    Ho appena letto la lettera che ha scritto Weltroni al Corriere: trasuda stupidità da tutte le parti!
    ” Cosa sarebbe successo se una sola immagine di Eluana oggi fosse arrivata nelle tv o sui giornali?” Già: perchè suo padre non ha voluto farci vedere com’era Eluana in questi 17 anni? Aveva paura che tutti ci accorgessimo che non era un vegetale intubato ma che, come dice in’un’intervista la vedova Coletta dopo essere andata a trovarla:”Lei è una donna. Una donna di trentotto anni: ha la mia stessa età. Ha il ciclo mestruale come ogni donna. Apre gli occhi di giorno e li chiude la notte. Respira benissimo e da sola, serenamente. Il suo cuore batte da solo, tenace e forte. Ci sono momenti nei quali forse sorride e atri nei quali forse socchiude gli occhi. Ma quanti sanno davvero che Eluana non è attaccata a nessuna macchina? Quanti sanno che nella sua stanza non c’è un macchinario, ma due orsacchiotti di peluche sul suo letto? Che non ha una piaga da decubito? Che in diciassette anni non ha preso un antibiotico?”
    Mi scusi, Sign.Walter,ma con tutta la baraonda mediatica per ottenere quello che si è ottenuto , non sarebbe forse servita una bella immagine di una donna sofferente per convincere l’opinione pubblica?
    Ma quell’immagine putroppo per loro non c’era: perchè Eluana non soffriva nel fisico,era sana ed amorevolmente curata e coccolata dalle suore che , come dice sempre la Coletta, “addirittura la depilano, perché Eluana come ogni ragazza non sopportava d’avere peli sulle gambe.”
    E poi la lettera del nostro V.W. va avanti: “Come si può mai parlare di una creatura come di una «scomodità»? Come si può ignorare che quei due esseri umani hanno curato e accudito quella ragazza silenziosa per seimiladuecentotrentatrè giorni?”.Dice così riferendosi ai genitori.
    Cosa? A me risultava che fossero state le suore Misericordine ad essersi occupati di lei, in questi lunghi anni.Per il padre Eluana era come fosse “morta 17 anni fa”, diceva egli stesso in un’intervista.
    Quindi, se bisognava rispettare il dolore di chi l’ha accudita, bisognava forse rivolgersi a quelle donne che , senza tanta pubblicità e proclami, l’anno servita in questi”seimiladuecentotrentatré giorni tristi e notti infinite” (però è un poeta, Walter, eh sì, quello sì!). E chi l’ha accudita chiedeva semplicemente di poterlo fare ancora.
    Weltroni parla poi dell’amore, dell’amore che solo un padre può avere.
    Io non voglio giudicare il padre di Eluana, anch’io ho figli e non sempre voglio loro bene come vorrei e come dovrei. Vorrei solo dire che non è vero che quando si è padri e madri automaticamente “si ama”.
    Credo che la vita ci è data per imparare ad amare, soprattutto da persone che sanno guardare gli altri con uno sguardo libero.
    Penso a Madre Teresa: lei sapeva amare i derelitti,lebbrosi, piagati e sconosciuti.Io non credo ci riuscirei.
    Li amava teneramente e li curava per rispondere, come lei diceva, al grido di Gesù, che sulla croce chiedeva :”Ho sete!”.
    Walter farebbe quindi meglio a scrivere romanzi (come lui giustamente ricorda nella sua lettera, un po’ di pubblicità non guasta mai)invece che giudicare quello che non conosce.
    Farebbe più bella figura. E smetterebbe di perdere voti.

Post a Comment