a cura di Assuntina Morresi

provocazioni, Englaro da Fazio, Rachida

gennaio 11th, 2009 Posted in Uncategorized

I musulmani hanno chiesto scusa per aver pregato davanti al Duomo di Milano qualche giorno fa. La loro foto faceva veramente impressione .

Anche questa di Bologna, comunque, non era da meno.

Provocazioni pesanti di cui hanno fatto bene a scusarsi, e che speriamo di non vedere più. Facile immaginare cosa sarebbe successo se la provocazione fosse stata al contrario.

Basta ricordare come iniziò la seconda intifada, la violentissima rivolta palestinese con decine e decine di attentati suicidi sugli autobus, nei locali pubblici, con tutto l’orrore quotidiano dei kamikaze: la scintilla scoppiò quando Ariel Sharon, premier israeliano, il 28 settembre del 2000 fece una passeggiata sulla spianata delle Moschee, uno slargo su cui si affacciano la Moschea di Al Aqsa, e quella di Omar, nota anche come “Duomo della Roccia”. I palestinesi la considerarono una provocazione insopportabile, e prese il via l’ondata di attentati terroristici.

Mega spottone per il libro di Beppino Englaro, il padre di Eluana, ieri sera (sabato) da Fabio Fazio, sul canale pubblico di Rai Tre: venti minuti di pubblicità al libro di Beppino Englaro – in cui si racconta la vicenda giudiziaria di Eluana –  senza alcun contraddittorio, senza una voce diversa, nei giorni in cui la clinica Città di Udine decide se ricoverare o no Eluana per sospenderle alimentazione ed idratazione.

Beppino Englaro più volte ha chiesto silenzio stampa: l’ultima, poco prima di Natale, è stata una richiesta di “moratoria, soprattutto ai politici di qualsiasi schieramento, ma anche alla stampa”. Evidentemente il silenzio vale per tutti tranne che per lui. Chiaramente Beppino Englaro è liberissimo di partecipare a trasmissioni televisive, incontri pubblici, rilasciare dichiarazioni etc. Ma allora non chieda al resto del mondo di tacere.

Fulvio De Nigris a proposito aveva scritto una bella lettera aperta a quella faccia tosta di Fabio Fazio. A quanto pare, inutilmente.

 Rachida Dati: tutti ce l’hanno col ministro francese della giustizia che è andata al consiglio dei ministri a cinque giorni dal parto cesareo, con tacchi a spillo e tailleur nero. Madre drogata di potere, l’hanno chiamata. Ma per cortesia, cerchiamo di vedere le cose come stanno!

Innanzitutto, a cinque giorni dal parto Rachida Dati non è andata a fare i lavori forzati, ma ha partecipato a una riunione, standosene seduta a un tavolo mentre qualcun altro guardava sua figlia. E non credo che nel frattempo fosse preoccupata di cercare qualcuno che le facesse la spesa, o di stirare il solito mucchio di panni in arretrato.

Io ricordo che a cinque giorni dal parto della mia terza figlia – con altri due bambini rispettivamente di quattro anni e di venti mesi che non stavano certo fermi a leggere il giornale – ero tornata a casa, pulivo, lavavo, cucinavo, allattavo. Come tante mie amiche.

Altro che superdonna malata di potere: Rachida è andata in riunione a riposarsi!

E certo che portava un tailleur! Al consiglio dei ministri non ci si va in tuta (come stavo io appena partorito), e con i tacchi a spillo avrà fatto si e no dieci passi: il tempo di scendere dalla macchina (con l’autista) e andare a mettersi seduta.

E poi tutto il mondo sa che lei rischia la poltrona. Se si assenta, ne approfittano e la fanno fuori dal governo. Da questo punto di vista, è una sfigata, che non se ne può stare a farsi i fatti suoi neanche a cinque giorni dal parto.

E comunque a me Rachida Dati sta simpatica: era poverissima, di origine marocchina, prima di undici fratelli, ha lavorato per aiutare a casa, la sua carriera brillante se l’è sudata tutta quanta, e adesso la criticano perché spende per vestire.

E che doveva fare, vestire in stile dimesso, che so, prendere  solo magliettine al mercato, per ricordare a tutti quanto era povera prima? Ma sarà per caso l’unica a comprare vestiti costosi, di tutto il governo francese? Perché nessuno va a ficcanasare nell’armadio degli altri ministri? Scommettiamo che se fosse stato un uomo tutte queste critiche non sarebbero mai arrivate?

Ma mi faccia il piacere!

  1. 9 Responses to “provocazioni, Englaro da Fazio, Rachida”

  2. By mimma on gen 11, 2009

    Le sentenze sono esecutive, meno che in Italia in questo periodo. Nel caso englaro non occorre contraddittorio perchè c’è una statuizione della Cassazione. Non si tratta di un dibattito politico, non occorre la par condicio.E’ il caso di una persona che non vede affermato un proprio diritto garantito dalla Costituzione (art 32).

  3. By michelangelo on gen 11, 2009

    Beppino da Fazio “L’Italia è un Paese senza civiltà”.
    Lo condivido e aggiungo “della VITA”.
    Io sono con chi lotta con i mulini a vento,
    contro il testamento biologico, propedeutico all’eutanasia.
    Perché meravigliarsi se Beppino Englaro decidesse
    di avvalersi della polizia per prelevare e scortare la figlia
    nel “braccio della morte” di una “casa della salute”?
    Questa sarebbe la logica conseguenza di una serie di arbitrii
    legati alla cultura della morte.
    Le argomentazioni contrarie sono tentativi etici-filosofici-medico-giuridici
    che non serviranno a salvare la vita di Eluana,
    perché la “Legge” ha già armato la mano del boia.
    Avremo slogan pubblicitari di strutture chiamate sanitarie:
    se hai deciso di morire, lascia un organo al trapiantificio Salus,
    qui si prescrivono testamenti biologici notarili mutuabili,
    corso di laurea per dottor mortis,
    casa della salute: lasciate ogni speranza o voi che entrate,
    inceneritori per disabili,
    dalla barella alla brace, ecc.

  4. By agapetòs on gen 11, 2009

    Se il signor Englaro tanto desidera la morte della figlia, che se la porti a casa sua e la guardi morire di fame e di sete.
    Perché non lo fa? Forse teme di guardare in faccia la realtà?

  5. By pietro on gen 11, 2009

    @ mimma
    la sentenza ha stabilito ciò che potrebbe avvenire, ma non obbliga alcun medico o struttura sanitaria ad eseguire la sentenza.

  6. By NATALE on gen 12, 2009

    SONO D’ACCORDO CON QUANTO SCRIVETE MA E’ COME ANDARE CONTRO UN FIUME IN PIENA. SALUTI E AUGURI PER QUESTO NUOVO ANNO

  7. By pietrolongoni on gen 12, 2009

    I giudici della Corte Costituzionale si sono dimostrati emeriti imbecilli quando hanno emesso la sentenza di morte su Eluana senza aver nominato una commissione medica seria per accertarne le reali condizioni ( ma di chi sono fidati ? dei giornali? di Peppino Englaro ?). Adesso rischiano di dimostrarsi una seconda volta emeriti imbecilli, se non recepiranno la novità da poco emersa: Eluana deglutisce, quindi può essere alimentata “naturalmente” (la sentenza si appigliava all’ “articialmente” equiparato ad accanimento terapeutico…).
    Quindi … Andiamo avanti contro il fiume in piena !!!

  8. By beppe on gen 12, 2009

    Sarà un caso, ma in Italia c’è un mondo di persone che aspirano a fare il boia. Ammazzerebbero volentieri Eluana “per non farla soffrire”, sfido questi aspiranti boia per sapere quanti di loro hanno già in tasca un testamento biologico che “autorizza” il medico a staccargli la spina. Io di morire così non ci penso nemmeno, se andrò al pronto soccorso prego che il Padre Eterno illumini il medico che mi prenderà in cura, altro che farmi morire!!! Non sono imbecille!!!

  9. By Marco on gen 12, 2009

    Una delle cose che più mi impressiona del caso Englaro é l’immagine dei giudici della Corte di Cassazione che spremono le meningi per decidere di mandare a morte una povera donna, che lavorano e quindi sono pagati per arrivare a decidere che una persona deve essere presa e portata a morire. Questo é il fatto che più mi impressiona come giudizio su una intera società.
    Marco

  10. By Tristano 58 on gen 13, 2009

    Troppo poca indignazione per l’insulto degli islamici all’Italia. Dovremmo protestare di più inviando lettere ai siti delle organizzazioni islamiche, ecc.
    Non deve più accadere.
    Quanto poi ai pirla palestinesi che inneggiano alla terza intifada standosene col c… al caldo in Italia, beh… cosa aspettano a partire per Gaza?

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