Onu, sinistra, fine vita
dicembre 7th, 2008 Posted in UncategorizedGran putiferio per il presunto rifiuto della Chiesa Cattolica di aderire alla richiesta di depenalizzazione dell’omosessualità che sarà presentata alla prossima Assemblea Generale delle Nazioni Unite.
Ma il rifiuto è, appunto, presunto. La bozza firmata dai paesi dell’Unione Europea non è solo una richiesta di depenalizzazione, richiesta che personalmente sarei pronta a sottoscrivere, perché non ci devono essere persone in galera o addirittura messe a morte perché omosessuali.
Potete leggere qua il testo della proposta, pubblicato nel sito del radicale Marco Perduca. Alcuni articoli del testo vanno oltre la legittima richiesta di depenalizzazione, introducendo criteri che potrebbero invece ottenere l’effetto di legittimare altro.
Grave crisi della sinistra in Italia. Di fatto, è arrivata la tangentopoli di sinistra vent’anni dopo. Compagni Spa, mette in copertina L’espresso, raccontando pasticci giudiziari da Napoli a Perugia, mentre il sindaco di Firenze si incatena davanti alla sede di Repubblica a Roma, e mentre continua il duello fra Veltroni e D’Alema. Vedremo se riusciranno a venirne fuori. Per ora, c’è aria di implosione.
Riguardo alla legge sulle dichiarazioni anticipate di trattamento, segnalo un intervento di Mons. Elio Sgreccia pubblicato sull’Osservatore Romano nel 2005, quando era ancora Presidente della Pontificia Accademia della Vita.
Sulla vicenda di Eluana Englaro leggete le ottime interviste de Il Sussidiario, per esempio quella a Bobby, il fratello di Terry Schiavo.
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One Response to “Onu, sinistra, fine vita”
By DanieleB on dic 9, 2008
Mi sembra una difesa d’ufficio delle gerarchie cattoliche molto molto molto debole. In quale articolo si “introducono criteri che potrebbero ottenere l’effetto di legittimare altro” (cioe’ matrimoni e adozioni (a cui per altro io sono favorevole).
1) In tutti gli articoli si parla di diritti umani (o di arresti e violenze), il matrimonio o l’adozione sono diritti umani?
2) Queste mozioni, non hanno valore normativo in alcun paese, ma di pressione e informazione. In una legge di uno stato se un articolo non è chiaro un giudice puo’ interpretarlo e si puo’ arrivare ad esempio ad una sentenza non in linea con l’intento del legislatore. Nel caso di una mozione Onu non è rilevante il cavillo di un articolo, ma l’intento espresso perché è su questo che si fa pressione. Ripeto che comunque questa mozione è chiarissima.