a cura di Assuntina Morresi

Eluana deglutisce

dicembre 25th, 2008 Posted in Uncategorized

 

DA AVVENIRE 23 Dicembre 2008

LA DIFESA DELLA VITA

«Potrebbe essere alimentata in modo naturale»

 

Ci sono aspetti della condizione di Eluana Englaro che non solo l’opinione pubblica ma anche i giudici mostrano di non avere valutato (o addirittura saputo) e che modificano taluni dei presupposti su cui si basa il decreto della Corte d’Appello. Di questo è convinto il neurologo Giuliano Dolce, direttore scientifico dell’Istituto Sant’Anna di Crotone, casa di cura ad alta specialità riabilitativa che ospita un reparto con persone in stato vegetativo o di minima coscienza. Il professor Dolce è uno dei medici che hanno visitato Eluana Englaro e, dopo che alcuni di questi sono da tempo intervenuti nella vicenda, ora fa sentire la sua voce: «È accaduto lo scorso 18 gennaio. Dopo gli ultimi sviluppi, credo di non poter tacere che Eluana ha mantenuto la deglutizione. Si tratta di un particolare non indifferente. Infatti tra le persone in stato vegetativo alcune non riescono a deglutire, altre sì. La differenza è visibile, perché i primi perdono bava dalla bocca, e questo non era il caso di Eluana. Le suore mi hanno confermato che mai aveva perso questa capacità e che, nei primi anni, veniva alimentata dalla madre con un cucchiaino. Addirittura mi hanno riferito che ha ancora il riflesso della tosse: un particolare decisivo per poterla alimentare per bocca». Ma la riflessione a questo punto passa su un altro piano: «Il decreto – spiega Dolce – dice che si può sospendere l’alimentazione artificiale con il sondino, non che si può lasciar morire di sete e di fame una persona che può essere alimentata per via naturale. Credo che se i giudici avessero nominato una commissione medica per valutare le condizioni di Eluana, questi elementi sarebbero emersi. Si sarebbero anche potuti effettuare altri esami, come la videofluoroscopia per valutare quanto la deglutizione sia valida, o la risonanza magnetica dinamica. Si doveva chiarire che gli specialisti non parlano più di stato vegetativo permanente o persistente». La vicenda di Eluana, secondo Dolce, è tutt’altro che chiusa: «Abbiamo già scritto una lettera al direttore sanitario della clinica di Udine per spiegargli questi argomenti. Ma certamente, se qualcuno pensasse di mettere in atto il decreto, ci rivolgeremmo alla procura». Se arrivati a questo punto il professor Dolce in coscienza non si sente più di tacere, e per questo invia ad un giornale la sua testimonianza, neppure “Avvenire” se la sente di lasciare questo scritto nel cassetto. Per tutti infatti è il momento della coscienza e della massima responsabilità.


«La situazione che stiamo vivendo è veramente paradossale, soprattutto per noi medici, poiché siamo costretti ad ascoltare le diverse opinioni di persone che parlano, senza alcun fondamento scientifico. Questo succede quando si pretende di prendere una intransigente posizione senza conoscere bene la materia. La confusione che ne deriva però è veramente drammatica perché riguarda la vita di una persona che vive in mezzo a noi.Io ho visitato a gennaio scorso Eluana Englaro con il consenso del padre. Eluana si trovava in uno stato vegetativo conclamato per cui non è stato possibile ottenere alcuna risposta consistente, ma alcune funzioni erano conservate. In modo particolare la deglutizione.
 
Eluana ingoia e ha sempre ingoiato la saliva e dalla anamnesi è risultato che nei primi anni veniva spesso alimentata per bocca dalla madre anche se la pratica richiedeva tempo. Per ragioni di praticità venne poi preferita esclusivamente la nutrizione attraverso sondino. Veniva poi riferito che da pochi mesi era ritornato il ciclo mestruale dopo anni dal momento dell’incidente.
 
Prima di sospendere la nutrizione artificiale quindi, è assolutamente necessario valutare bene le residue capacità funzionali  della deglutizione con un particolare esame radiologico, anche perché ne deriva che il medico che applicasse il dispositivo della sentenza rischia di essere accusato di aver fatto morire di fame e di sete una grave disabile, capace di essere nutrita per via naturale. Oltre al reato di omicidio si configura anche quello aggravante di tortura di incapace.
In modo particolare la sete è intollerabile dopo uno o due giorni e tutti chiederebbero l’acqua, cambiando le disposizioni anticipate date decenni prima, o anche il giorno prima. Se si interviene con antidolorifici che potrebbero sicuramente alleviare il disagio, allora non si pratica più l’abbandono attivo, ma una eutanasia crudele perché l’evento morte non è immediato ma si prolunga nel tempo.

La sentenza del tribunale di Milano autorizza la sospensione delle terapie compresa la idratazione e la nutrizione artificiale e non certo quella naturale! Va detto che anche dopo molti anni i dolori fisici spontanei o provocati da malattie intercorrenti o da inadeguate manovre vengono percepiti dai pazienti in stato vegetativo e verosimilmente anche quelli provocati dalla fame e dalla sete.

Proprio su questo punto è stata vergata una dichiarazione condivisa cui hanno aderito 26 specialisti della materia italiani, francesi, spagnoli e tedeschi in una recente riunione internazionale tenutasi a Roma presso l’istituto Santa Lucia. In questo congresso sono state rese note diverse comunicazioni che mettono in luce come durante lo stato vegetativo, anche dopo anni è possibile registrare attività di coscienza sommersa, anche in assenza di consapevolezza in altre parole il cervello lavora.

Infine, e non per importanza, il tutore il curatore e tutti quelli che si adopereranno a mettere in esecuzione il decreto della Corte d’appello di Milano, devono necessariamente tenere presente che la procedura in esso indicata non è assolutamente praticabile sotto un profilo medico per due ragioni: per eliminare le sofferenze provocate dalla fame dalla sete, il sanitario deve eliminare per prima cosa la causa della sofferenza e ciò si può fare  solamente somministrando acqua e non  sedativi. Lo esige la buona pratica medica. Se invece si somministra una forte sedazione prolungata, praticamente si esegue una forma di eutanasia che In italia, attualmente, costituisce un reato grave.
È altrettanto grave che il tribunale non abbia disposto una perizia sulle reali condizioni di Eluana alla luce delle recenti novità in campo scientifico.

Evidentemente i giudici non erano bene informati sulle capacità funzionali di una persona in stato vegetativo, e sono altresì convinto che gli stessi giudici, una volta adeguatamente informati, condannerebbero quelle persone pronte oggi a dare esecuzione alla sentenza».
 

 

 

Giuliano Dolce, neurologo e direttore scientifico dell’Istituto Sant’Anna di Crotone 

 

  1. 6 Responses to “Eluana deglutisce”

  2. By Pietro Longoni on dic 25, 2008

    “Amare la realtà fino al sacrificio di sè
    (della propria opinione), piuttosto che amare sè stessi (la propria opinione) fino a sacrificare la realtà.”
    “Poca scienza allontana da Dio, molta più scienza riavvicina a Dio”.
    Due citazioni (di don Giussani e di A. Carrel)così cariche di ragioni da far sembrare discorsi da pazzi quelli dei giudici e di quanti vogliono negare la realtà di Eluana nel nome di una ideologia violenta.

  3. By beavall on dic 26, 2008

    da brividi!
    così Eluana, depersonalizzata al massimo, è vista come “una macchina in avaria” e la vostra preziosa cura come un “adempimento tecnico” e siete indubbiamente dei tecnici bravissimi, il che vi fa sentire anche buonissimi agli occhi di Dio!

    Ma è blasfema l’ idea di Dio che si rimette alla tecnologia sanitaria e sposta i termini della morte “naturale” a seconda dei macchinari inventati dagli uomini.

  4. By michelangelo on dic 28, 2008

    Ecco il mio augurio:
    che il Santo Natale illumini la mente degli uomini a bandire ogni forma di intervento che porti a determinarne volontariamente la fine.
    Ecco un commento:
    Non contaminiamo la magia del Natale con Eluana, conoscendola non lo avrebbe di certo gradito.
    Ecco il commento del commento:
    ho l’impressione che nessuno conosceva veramente Eulana, nemmeno il padre, cosa che non dovrebbe stupire perché ciò accade e molto spesso.
    I vari appelli fatti dal padre sul silenzio stampa – fino a che sua figlia fosse rimasta in vita – non valeva per i radicali né per coloro che sono dalla sua parte perché non hanno impedito la pubblicazione su quotidiani, riviste, siti, blog di articoli a favore del testamento biologico contro una sparuta minoranza di idealisti, io tra questi, votati alla cultura della vita.

  5. By roberto on feb 4, 2009

    Eluana è viva. Ogni vita, in qualsiasi modo si manifesti è dono di Dio, viene da Dio. Dobbiamo accompagnarla,non certo “respingerla” al mittente, proprio perchè una vita non si può avere ma solo amare; se sapremo amare la vita accogliendo il mistero del dolore, le nostre scelte non sapranno di paura, ma della fede e della speranza che vengono da Dio.

  6. By Giuseppe Rinaldi on feb 7, 2009

    Secondo me dio non esiste.

  1. 3 Trackback(s)

  2. gen 6, 2009: Stranocristiano.it » Blog Archive » guerra a Gaza, in attesa per Eluana

Post a Comment