Aspettando la sentenza
novembre 11th, 2008 Posted in Uncategorized“La Cassazione ci ripensi, perché sarebbe la prima volta in Italia che qualcuno muore, tra l’altro di fame e di sete e con un’agonia di almeno 15 giorni, per effetto di una sentenza”. Con le parole di Eugenia Roccella, aspettiamo per oggi 11 novembre la sentenza della Cassazione su Eluana, una sentenza che sarà definitiva.
In questi giorni ho letto due libri. Il primo “Storia di una morte opportuna – il diario del medico che ha fatto la volontà di Welby”, di Mario Riccio e Gianna Milano, un diario del medico che ha sospeso la ventilazione a Welby. Il secondo “Eluana – la libertà e la vita”, di Beppino Englaro con Elena Nave.
Libri ben curati e costruiti, ricchi di citazioni, sentenze, bibliografia – soprattutto quello di Riccio – ripercorrono le note vicende di Welby ed Eluana, quelle storie che nel giro di pochissimi anni hanno sdoganato presso l’opinione pubblica italiana l’idea che esiste un diritto a morire.
Non sono raccontate come storie tristi, ma quasi come atti di eroismo da parte di chi le vive in prima persona – Mario Riccio e Beppino Englaro, in questo caso: persone qualunque che per imperscrutabili casi della vita si sono trovate a combattere la battaglia del diritto a morire.
Strani tempi, questi nostri, in cui sembra che la maggiore preoccupazione sia quella di morire, e non di vivere. La preoccupazione di non far vivere bambini nati troppo prematuri, oppure disabili gravissimi come Eluana, ma anche meno gravi: quasi che il problema di questi tempi sia amministrare la morte, e non vivere la vita.
A questo proposito vi segnalo l’interessante lettera di Fulvio De Nigris a Gad Lerner, dopo la trasmissione “L’Infedele” dedicata proprio ad Eluana. Il quale Fulvio de Nigris (fondatore dell’Associazione “Amici di Luca”) a un certo punto osserva che Beppino Englaro chiede silenzio su sua figlia, però a parlare è sempre e solo lui, e non vediamo mai in tv tutti quelli – e sono migliaia – che la loro Eluana ce l’hanno in casa, e che chiedono solo di essere aiutati a continuare a viverci insieme. Persone per le quali la sentenza Englaro può avere un impatto devastante, e almeno psicologicamente tanti problemi già li ha fatti (senza parlare della questione giuridica e legale: non sentivamo la mancanza dell’ennesima battaglia parlamentare che ci porterà a una legge sulle dichiarazioni anticipate di trattamento).
Ma i solerti giudici italiani non si occupano solo di fine vita: anche la legge 40 è sotto tiro, e fra qualche mese la Corte Costituzionale si pronuncerà sul limite massimo dei tre embrioni da creare e trasferire in utero. Intanto continua un’irresponsabile pubblicità ai test genetici: sul corriere, ne hanno descritto uno all’ultimo grido, che stanerebbe ben 15.000 difetti genetici. Una meraviglia, secondo i media. Ne ho parlato su Avvenire.
In pratica anziché leggere l’oroscopo (oppure oltre che leggere l’oroscopo) adesso si fanno i test genetici, e pure per trovare l’anima gemella: guardate qua questo sito. Incredibile.



8 Responses to “Aspettando la sentenza”
By Giovanni Graceffa on nov 11, 2008
Sono contento di ritrovare aggiornato il blog.
Speriamo che i giudici siano davvero illuminati dal vero Giudice e datore della vita.
By boscaro edoardo on nov 11, 2008
Jerome Lejeune diceva:noi non demorderemo mai
penso sia una parola per noi in questi tempi dove il dott.morte la fa da padrone.Il voler a tutti i costi la morte della figlia toglie quella pattina ipocrita che il sig Beppino Englaro si era fatto stendere sulla faccia mettendo cosi in luce la verita’.Chi grida contro di lui e’ proprio sua figlia,Eluana, il suo desiderio di vita, il suo abbandono nelle braccia del Padre celeste fanno di Eluana una novella San Francesco.Beppino non e’ piu’ “suo”padre.
By Fabio on nov 11, 2008
Se la Cassazione non ci ripensa sia il Governo ad emanare un decreto-legge per salvare la vita ad Eluana. O si chiede troppo.
By Vittore on nov 12, 2008
Secondo me bisogna dare pace finalmente a questa povera ragazza, che ha passato buona parte dell’esistenza attaccata alla sita tramite una macchina. E dar pace anche a suo padre che sopporta il dolore di vedere una figlia ridotta in uno stato di simil morte. E’ bene ricordare che la vicenda Terry Schiavo (in USA) accertò, dopo la morte della stessa, che il suo cervello pesava la metà di una donna in salute della sua stessa età, che buona parte delle cellule erano morte o danneggiate e che quindi non poteva percepire nessun senso fisico. A tal proposito (caso Eluana), ho postato un articolo sul mio blog.
By michelangelo on nov 13, 2008
Qualcuno sa dire se Eluana soffre?
Se ha mal di testa, dolori allo stomaco, vomito o se ha coscienza del dolore e delle sofferenze?
Nella stessa misura come nessuno saprà mai dire se invece Eluana è serena, in pace, sogna, spera, prega.
Qualcuno sa dire se Eluana vuole vivere o vuole morire ora?
Che senso e che valore ha, lontano da questa realtà, che abbia preso una decisione dieci o venti anni fa?
C’è con assoluta certezza la totale e irreversibile assenza della coscienza?
C’è con assoluta certezza la totale e irreversibile assenza dell’inconscio e della funzione onirica?
C’è con assoluta certezza la totale e irreversibile assenza della coscienza?
C’è con assoluta certezza la totale e irreversibile assenza dell’inconscio e della funzione onirica?
C’è con assoluta certezza la totale e irreversibile assenza della coscienza?
C’è con assoluta certezza la totale e irreversibile assenza dell’inconscio e della funzione onirica?
Se non c’è: come fai padre, medico, giudice, UOMO a farla deliberatamente morire?
By Francesco on nov 13, 2008
13 giugno 2008: “Eluana deve morire”.
Non possiamo rimanere inerti. Non possiamo nasconderci dietro “l’autorità” di una sentenza. Ogni norma o sentenza che viola la legge morale naturale è non solo illecita, ma illegittima. Non ha, e non può avere, alcun potere.
Abbiamo da poco ricordato i 70 anni della “Notte dei cristalli”. Non facciamo finta che i cristalli siano solo quelli di vetro.
By marco on nov 14, 2008
“Quando corpus morietur, fac ut animae donetur paradisi gloria. Amen.”
G.B.Pergolesi, Stabat Mater
By michelangelo on nov 15, 2008
Prima della sentenza.
Che la “mente profonda” dei giudici faccia arrivare la sua luce alle loro coscienze sottomesse alla ragion comune.
Dopo la sentenza (13.11.2008, ore 19,00)
La sentenza della cassazione è arrivata,
La luce non s’è accesa,
la ragione del senso comune è prevalsa,
il buio ha inghiottito la speranza
e la morte arriva sollecitata.
Vespa del senno del poi(14.11.2008,ore 1,30)
Se Bruno Vespa avesse anticipato di un giorno la trasmissione “porta a porta” sul caso Englaro, cosa che poteva fare benissimo, con gli stessi protagonisti e le medesime argomentazioni sulla CULTURA DELLA MORTE contro la CULTURA PER L’AMORE DELLA VITA, la sentenza della Cassazione SAREBBE POTUTA CAMBIARE